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Disposizioni urgenti per il recepimento della direttiva 96/2/CE sulle ...

Disposizioni urgenti per il recepimento della direttiva 96/2/CE sulle comunicazioni mobili e personali

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;
Ritenuta la straordinaria necessità ed urgenza di emanare
disposizioni per il recepimento della direttiva 96/2/CE in materia
di comunicazioni mobili personali, in modo da poter procedere
all’emanazione di un unico testo regolamentare con le norme da
adottare ai sensi dell’articolo 1, comma 2, del decreto-legge 23
ottobre 1996, n. 545, convertito, con modificazioni, dalla legge 23
dicembre 1996, n. 650, coordinato con le ulteriori disposizioni
necessarie ad assicurare la immediata applicazione delle
disposizioni in materia di liberalizzazione del settore delle
telecomunicazioni;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 30 aprile 1997;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del
Ministro delle poste e delle telecomunicazioni, di concerto con il
Ministro della difesa;
Emana il seguente decreto-legge:
Art. 1.
Attuazione della direttiva 96/2/CE
1. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del
presente decreto-legge, su proposta del Ministro delle poste e
delle telecomunicazioni, secondo le procedure di cui all’articolo
17 della legge 23 agosto 1988, n. 400, è adottato il regolamento
per l’attuazione della direttiva 96/2/CE, che modifica la direttiva
90/388/CEE in materia di comunicazioni mobili e personali,
prevedendo la soppressione dei diritti esclusivi e speciali per la
fornitura di detti servizi, l’abolizione di ogni restrizione per i
gestori di comunicazioni mobili e personali ad installare proprie
infrastrutture o ad impiegare infrastrutture fornite da terzi, la
sottoposizione delle imprese ad autorizzazione, l’adeguamento delle
concessioni già assentite, secondo criteri di obiettività,
trasparenza, non discriminazione e proporzionalità. Lo schema di
regolamento è trasmesso alla Camera dei deputati ed al Senato della
Repubblica perché su di esso sia espresso, entro venti giorni dalla
data di assegnazione, il parere delle commissioni competenti per
materia. Decorso tale termine, il regolamento è emanato anche in
mancanza di parere.
2. Il regolamento di cui al comma 1 può formare oggetto di un unico
testo coordinato con le disposizioni da emanarsi ai sensi
dell’articolo 1, comma 2, del decreto-legge 23 ottobre 1996, n.
545, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 dicembre 1996,
n. 650, ed integrato con le norme occorrenti in materia di
autorizzazioni generali e licenze individuali e di
interconnessione, sulla base degli orientamenti già definiti in
sede di Unione europea.
3. Con la medesima procedura di cui al comma 1 possono essere
apportate le correzioni, le modificazioni e le integrazioni
eventualmente occorrenti, anche sulla base delle direttive europee
nel frattempo emanate, per il completamento e l’aggiornamento della
regolamentazione riguardante la completa liberalizzazione del
settore delle telecomunicazioni.
Art. 2.
Ulteriori provvedimenti in materia di servizi di comunicazioni
mobili e personali
1. Con provvedimenti del Ministero delle poste e delle
telecomunicazioni, e seguendo i criteri indicati dall’articolo 1,
comma 1, si provvede a:
a. riallocare, coerentemente con gli indirizzi comunitari, le bande
di frequenza per i servizi di comunicazioni mobili e personali,
secondo le verifiche del mercato e tenendo presenti le esigenze
degli utenti;
b. riservare le bande di frequenza nelle gamme 1755-1785 MHz e 1850-
1880 MHz al Ministero delle poste e delle telecomunicazioni che le
attribuisce al servizio di comunicazione numerico DCS 1800 per il
suo espletamento da parte sia delle imprese scelte mediante gara,
sia delle imprese che esercitano il servizio pubblico radiomobile
di comunicazione GSM fin dal 1 gennaio 1998, nel rispetto delle
condizioni di servizio che saranno determinate dal Ministro delle
poste e delle telecomunicazioni sulla base di quanto disposto dal
comma 2, lettera a);
c. attribuire al Ministero della difesa, entro il 31 dicembre 2004,
le bande di frequenze 2025-2040 MHz e 2200-2215 MHz e attribuire al
Ministero delle poste e delle telecomunicazioni, a partire dal 1
gennaio 2005, le bande di frequenze 1740-1755 MHz e 1835-1850 MHz e
le ulteriori bande di frequenze che si rendano necessarie per
l’espletamento dei servizi di comunicazioni mobili e personali. A
seguito dell’abbandono da parte della concessionaria del servizio
pubblico radiotelevisivo delle frequenze indicate nella presente
lettera il Ministero delle poste e delle telecomunicazioni
attribuirà alla suddetta concessionaria bande di frequenze tali da
consentire un adeguato livello di qualità del servizio;
d. razionalizzare l’impiego della banda 2468-2690 MHz, riservando
al Ministero della difesa le bande 2537-2593 MHz e 2611-2667 MHz ed
al Ministero delle poste e delle telecomunicazioni le restanti
gamme;
e. disciplinare i servizi di radiocomunicazioni nell’ambito di un
fondo e, in relazione alla evoluzione tecnologica, i sistemi di
comunicazioni personali via satellite.
2. La procedura di gara di cui al comma 1, lettera b), è avviata
dal Ministero delle poste e delle telecomunicazioni. Con decreto
del Presidente del Consiglio dei Ministri è costituito un apposito
Comitato di Ministri, presieduto dal medesimo Presidente del
Consiglio, di cui fanno parte i Ministri per la funzione pubblica,
delle poste e delle telecomunicazioni, della difesa, del tesoro e
dell’industria, del commercio e dell’artigianato, con il compito
di:
a. prevedere misure tali da garantire condizioni di effettiva
concorrenza nel mercato del servizio DCS 1800;
b. coordinare la procedura di gara, in particolare per quanto
attiene al bando e al disciplinare di gara;
c. selezionare i valutatori che devono procedere alla verifica
delle offerte di gara ed alla formazione della relativa
graduatoria, che viene approvata dallo stesso Comitato dei
Ministri.
3. Con regolamento del Ministro delle poste e delle
telecomunicazioni, di concerto con quelli della difesa e del
tesoro, si disciplina secondo i criteri indicati all’articolo 1,
comma 1, la ripartizione tra le imprese autorizzate a gestire i
servizi di comunicazione mobili e personali gli oneri derivanti al
Ministero della difesa a seguito delle modifiche al piano nazionale
di ripartizione delle radiofrequenze effettuate per le esigenze dei
predetti servizi, con particolare riguardo alle spese comunque
connesse alla liberazione delle frequenze, comprese quelle in banda
900 MHz, nonché alle ulteriori spese conseguenti alla diminuita
disponibilità di spettro. Il Ministero della difesa può
individuare, in alternativa anche parziale, materiali e servizi
sostitutivi che i gestori dei servizi possano fornire per il
raggiungimento nel settore delle telecomunicazioni delle finalità
istituzionali della Difesa. I gestori dei servizi versano, al netto
delle risorse sostitutive eventualmente concordate con la Difesa,
le somme necessarie alla integrale copertura finanziaria dei
predetti oneri al capitolo 3458 dello stato di previsione
dell’entrata per la riassegnazione ai pertinenti capitoli dello
stato di previsione della spesa del Ministero della difesa con
destinazione vincolata.
Art. 3.
Entrata in vigore
1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a
quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana e sarà presentato alle Camere per la
conversione in legge.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di
farlo osservare.
Dato a Roma, addì 1 maggio 1997
SCALFARO
Prodi, Presidente del Consiglio dei Ministri
Maccanico, Ministro delle poste e delle telecomunicazioni
Andreatta, Ministro della difesa
Visto, il Guardasigilli: Flick

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