Architetto.info - Architetto.info | Architetto.info

Nuovo regolamento recante norme concernenti il procedimento per la cer...

Nuovo regolamento recante norme concernenti il procedimento per la certificazione di omologazione degli apparati e dei sistemi da impiegare nelle reti pubbliche nazionali di telecomunicazioni.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visto l’articolo 87, comma quinto, della Costituzione;
Visto il testo unico delle disposizioni legislative in materia
postale, di bancoposta e di telecomunicazioni, approvato con
decreto del Presidente della Repubblica 29 marzo 1973, n. 156;
Vista la legge 18 ottobre 1977, n. 791, che attua la direttiva
73/23/CEE, relativa alle garanzie di sicurezza che deve possedere
il materiale elettrico destinato ad essere utilizzato entro alcuni
limiti di bassa tensione;
Vista la legge 21 giugno 1986, n. 317, che attua la direttiva
83/189/CEE, relativa alla procedura di informazione nel settore
delle norme e delle regolamentazioni tecniche, modificata dalla
direttiva 94/10/CEE, recepita con l’articolo 46 della legge 6
febbraio 1996, n. 52, notifica 97/358/I;
Visto l’articolo 17, commi 1 e 2, della legge 23 agosto 1988, n.
400;
Visto l’articolo 20 del piano regolatore nazionale delle
telecomunicazioni, approvato con decreto del Ministro delle poste e
delle telecomunicazioni 6 aprile 1990, pubblicato nel supplemento
ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 90 del 18 aprile 1990;
Vista la legge 7 agosto 1990, n. 241;
Vista la legge 24 dicembre 1993, n. 537, ed in particolare
l’articolo 2, commi 7, 8 e 9;
Visti gli articoli 11 e 12 del decreto-legge 1 dicembre 1993, n.
487, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 gennaio 1994, n.
71;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 22 aprile 1994, n.
395, riguardante il procedimento di certificazione di omologazione
degli apparati e dei sistemi da impiegare nella rete pubblica
nazionale di telecomunicazioni;
Visto il decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 103, che ha recepito
la direttiva 90/388/CEE, in materia di concorrenza nei mercati dei
servizi di telecomunicazioni;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 4 settembre 1995,
n. 420, recante disposizioni di attuazione del decreto legislativo
17 marzo 1995, n. 103;
Visto il decreto legislativo 12 novembre 1996, n. 614, recante
norme sull’attuazione della direttiva 91/263/CEE, concernente il
ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alle
apparecchiature terminali di telecomunicazioni, incluso il
reciproco riconoscimento della loro conformità, come modificata
dalla direttiva 93/68/CEE ed integrata dalla direttiva 93/97/CEE;
Visto il decreto legislativo 12 novembre 1996, n. 615, recante
norme sull’attuazione della direttiva 89/336/CEE, in materia di
ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alla
compatibilità elettromagnetica, modificata ed integrata dalla
direttiva 92/31/CEE del Consiglio del 28 aprile 1992, dalla
direttiva 93/68/CEE del Consiglio del 22 luglio 1993 e dalla
direttiva 93/97/CEE del Consiglio del 29 ottobre 1993;
Vista la nota della Commissione europea SG(96)D/9477/96/0552 del 5
novembre 1996, con la quale è stata avviata una procedura di
infrazione per inosservanza della anzidetta direttiva 83/189/CEE in
riferimento all’articolo 3 del decreto del Presidente della
Repubblica 4 settembre 1995, n. 420, e, di conseguenza, al decreto
del Presidente della Repubblica n. 395 del 1994;
Vista la circolare 8 gennaio 1998, protocollo GM102530/100711V/CR,
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 67 del 21 marzo 1998, con la
quale è stata dichiarata la sospensione del decreto del Presidente
della Repubblica 22 aprile 1994, n. 395, ed è stata prevista una
procedura transitoria per la certificazione di omologazione degli
apparati e dei sistemi da impiegare nelle reti pubbliche nazionali
di telecomunicazioni;
Ritenuto necessario disciplinare il procedimento di certificazione
di omologazione degli apparati e dei sistemi da impiegare nelle
reti pubbliche nazionali di telecomunicazioni, in sostituzione
della normativa recata dal decreto del Presidente della Repubblica
22 aprile 1994, n. 395;
Sentito il Consiglio superiore tecnico delle poste e delle
telecomunicazioni;
Udito il parere del Consiglio di Stato, reso dalla sezione
consultiva per gli atti normativi nell’adunanza del 31 agosto 1998;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 27 novembre 1998;
Sulla proposta del Ministro delle comunicazioni;
Emana
il seguente regolamento:
Art. 1.
Oggetto
1. Il presente regolamento disciplina il procedimento riguardante
la certificazione di omologazione degli apparati e dei sistemi da
impiegare nelle reti pubbliche nazionali di telecomunicazioni,
nonchè degli apparecchi telefonici pubblici a pagamento collegabili
alle suddette reti, che nel seguito sono indicati con il termine:
“apparati di rete”.
2. Il presente regolamento non riguarda i sistemi destinati ai
servizi di radiodiffusione sonora e televisiva.
Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato è stato redatto ai sensi
dell’art. 10, comma 3 del testo unico delle disposizioni sulla
promulgazione delle leggi, sull’emanazione dei decreti del
Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della
Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n.
1092, al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di
legge alle quali è operato il rinvio. Restano invariati il valore e
l’efficacia degli atti legislativi qui trascritti. Note alle
premesse:
– L’art. 87, comma quinto, della Costituzione conferisce al
Presidente della Repubblica il potere di promulgare le leggi e di
emanare i decreti aventi valore di legge ed i regolamenti.
– Il comma 1 dell’art. 17 della legge n. 400/1988 (Disciplina
dell’attività di Governo e ordinamento della Presidenza del
Consiglio dei Ministri), come modificato dall’art. 74 del D.Lgs. 3
febbraio 1993, n. 29, prevede che con decreto del Presidente della
Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri,
sentito il parere del Consiglio di Stato che deve pronunziarsi
entro novanta giorni dalla richiesta, possano essere emanati
regolamenti per:
a) l’esecuzione delle leggi e dei decreti legislativi;
b) l’attuazione e l’integrazione delle leggi e dei decreti
legislativi recanti norme di principio, esclusi quelli relativi a
materie riservate alla competenza regionale;
c) le materie in cui manchi la disciplina da parte di leggi o di
atti aventi forza di legge, sempre che non si tratti di materie
comunque riservate alla legge;
d) l’organizzazione ed il funzionamento delle amministrazioni
pubbliche secondo le disposizioni dettate dalla legge.
Il comma 2 del sopra citato articolo prevede che con decreto del
Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei
Ministri, sentito il Consiglio di Stato, siano emanati i
regolamenti per la disciplina delle materie, non coperte da riserva
assoluta di legge prevista dalla Costituzione, per le quali le
leggi della Repubblica, autorizzando l’esercizio della potestà
regolamentare del Governo, determinino le norme generali
regolatrici della materia e dispongano l’abrogazione delle norme
vigenti, con effetto dall’entrata in vigore delle norme
regolamentari. Il comma 4 dello stesso articolo stabilisce che gli
anzidetti regolamenti debbano recare la denominazione di
“regolamento”, siano adottati previo parere del Consiglio di Stato,
sottoposti al visto ed alla registrazione della Corte dei conti e
pubblicati nella Gazzetta Ufficiale (n.d.r.).
– La legge 7 agosto 1990, n. 241, reca: “Nuove norme in materia di
procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti
amministrativi”.
– Il testo dei commi 7, 8 e 9 dell’art. 2 della legge 24 dicembre
1993, n. 537 (Interventi correttivi di finanza pubblica), è il
seguente:
“7. Entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, con regolamenti governativi, emanati ai sensi
dell’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, sono
dettate norme di regolamentazione dei procedimenti amministrativi
previsti dalle disposizioni o leggi di cui all’allegato elenco n. 4
e dei procedimenti ad essi connessi. La connessione si ha quando
diversi procedimenti siano tra loro condizionati o siano tutti
neces sari per l’esercizio di un’attività privata o pubblica. Gli
schemi di regolamento sono trasmessi alla Camera dei deputati ed al
Senato della Repubblica perché su di essi sia espresso, entro
trenta giorni dalla data di trasmissione, il parere delle
commissioni permanenti competenti per materia. Decorso tale termine
i decreti sono emanati anche in mancanza di detto parere ed entrano
in vigore centottanta giorni dopo la loro pubblicazione nella
Gazzetta Ufficiale.
8. Le norme, anche di legge, regolatrici dei procedimenti indicati
al comma 7 sono abrogate con effetto dalla data di entrata in
vigore dei regolamenti di cui al medesimo comma 7.
9. I regolamenti di cui al comma 7 si conformano ai seguenti
criteri e principi:
a) semplificazione dei procedimenti amministrativi, in modo da
ridurre il numero delle fasi procedimentali, il numero delle
amministrazioni intervenienti, la previsione di atti di concerto e
di intesa;
b) riduzione dei termini attualmente prescritti per la conclusione
del procedimento;
c) regolazione uniforme dei procedimenti delle stesso tipo, che si
svolgono presso diverse amministrazioni, ovvero presso diversi
uffici della medesima amministrazione, e uniformazione dei relativi
tempi di conclusione;
d) riduzione del numero dei procedimenti amministrativi e
accorpamento dei procedimenti che si riferiscono alla mede sima
attività;
e) semplificazione e accelerazione delle procedure di spesa e
contabili, anche mediante adozione, ed estensione alle fasi
procedimentali di integrazione dell’efficacia degli…

[Continua nel file zip allegato]

Architetto.info