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Disposizioni sulle modalita' relative alla prestazione di carrier preselection (CPS) e sui contenuti degli accordi di interconnessione.

L’AUTORITA’ PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI
Nella seduta della commissione per le infrastrutture e le reti del
9 maggio 2000;
Vista la legge 31 luglio 1997, n. 249, relativa alla “Istituzione
dell’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni e norme sui
sistemi delle telecomunicazioni e radiotelevisivo”;
Vista la direttiva 97/33/CE del Parlamento europeo e del Consiglio,
del 30 giugno 1997, concernente la “Interconnessione nel settore
delle telecomunicazioni e finalizzata a garantire il servizio
universale e l’interoperabilita’ attraverso l’applicazione dei
principi di fornitura di una rete aperta (ONP)”;
Vista la direttiva 98/61/CE del Parlamento europeo e del Consiglio,
del 24 settembre 1998, che modifica la direttiva 97/33/CE per
quanto concerne la portabilita’ del numero di operatore e la
preselezione del vettore;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 19 settembre 1997,
n. 318, recante “Regolamento per l’attuazione di direttive
comunitarie nel settore delle telecomunicazioni”;
Vista la legge 30 luglio 1998, n. 281, recante “Disciplina dei
diritti dei consumatori e degli utenti”;
Visto il decreto ministeriale 23 aprile 1998, recante “Disposizioni
in materia di interconnessione nel settore delle
telecomunicazioni”;
Vista la propria delibera n. 3/CIR/1999, recante “Regole per la
fornitura della carrier selection equal access in modalita’ di
preselezione (carrier preselection)”, pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana, n. 303 del 28 dicembre 1999;
Vista la propria delibera n. 4/CIR/99 del 7 dicembre 1999, recante
“Regole per la fornitura della portabilita’ del numero tra
operatori (service provider porability)”, pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana n. 303 del 28 dicembre 1999;
Visto lo schema di contratto tipo per la prestazione di carrier
preselection e i relativi allegati, nella versione del 3 marzo 2000
inviata da Telecom Italia all’Autorita’ in data 6 marzo 2000;
Sentite le parti nel corso del procedimento istruttorio e, in
particolare, in occasione delle audizioni tenutesi presso
l’Autorita’ in data 25 e 29 febbraio 2000;
Vista la documentazione prodotta dagli operatori;
Considerato che la citata delibera n. 3/CIR/99, nell’imporre a
Telecom Italia, quale operatore notificato, l’obbligo di pubblicare
le condizioni per la prestazione di carrier preselection (CPS),
fissa i principi per la definizione delle procedure nonche’ le
condizioni tecniche ed economiche di offerta della prestazione da
parte della stessa Telecom Italia;
Considerato dunque che la negoziazione della prestazione tra
Telecom Italia e l’operatore preselezionato, ad integrazione dei
contratti di interconnessione o ex novo, deve avvenire in linea con
le disposizioni generali di cui alla delibera n. 3/CIR/99;
Considerato che dall’istruttoria sono emersi alcuni elementi che
possono costituire un ostacolo al raggiungimento di accordi tra le
parti e, conseguentemente, alla tempestiva attivazione della
prestazione;
Considerato che l’art. 1, comma 6, lettera a), numeri 7 e 8, della
citata legge n. 249 del 1997, attribuisce all’Autorita’ il potere
di definire criteri obiettivi e trasparenti per l’interconnessione
e per l’accesso alle infrastrutture di telecomunicazione secondo
criteri di non discriminazione, nonche’ di regolare le relazioni
tra gestori e utilizzatori delle infrastrutture di
telecomunicazioni e di verificare che i gestori di infrastrutture
di telecomunicazioni garantiscano i diritti di interconnessione e
di accesso alle infrastrutture ai soggetti che gestiscono reti
ovvero offrono servizi di telecomunicazione;
Considerato che l’art. 4, comma 14, del decreto del Presidente
della Repubblica n. 318 del 1997 attribuisce all’Autorita’ il
potere di fissare in anticipo gli elementi riguardanti gli accordi
di interconnessione elencati nell’allegato D, parte 1, e che, per
la fornitura della prestazione di “carrier preselection”, assume
una particolare rilevanza la definizione di condizioni per la
“parita’ di accesso” e che tali condizioni possono riguardare
aspetti economici, procedurali, tecnici e contrattuali;
Considerato che l’art. 5, comma 6, del decreto del Presidente della
Repubblica n. 318 del 1997 riconosce all’Autorita’ la facolta’ di
intervenire in qualsiasi momento al fine di garantire che le
condizioni di accesso alla rete siano eque, ragionevoli e non
discriminatorie per entrambe le parti e siano tali da arrecare
benefici agli utenti, nonche’, ove cio’ sia giustificato, la
facolta’ di apportare modifiche alle disposizioni degli accordi;
Considerato che gli articoli 8 e 9 della delibera n. 3/CIR/99
fissano i principi in base ai quali definire le procedure di
evasione delle richieste da parte dell’operatore di accesso e il
piano di lavorazione delle richieste ricevute dagli operatori
fornitori del servizio di “carrier preselection”;
Considerato che Telecom Italia ha inviato all’Autorita’, in
relazione a quanto previsto all’art. 8, commi 2 e 5, della delibera
n. 3/CIR/99, il riepilogo della capacita’ di evasione degli
ordinativi di lavoro (OO.LL.) a livello nazionale per ciascun mese
e per distretto, nonche’ il piano di lavorazione delle richieste
ricevute dagli operatori entro il 12 gennaio 2000 relativamente al
periodo transitorio;
Considerato che gli OO.LL. sono stati suddivisi per mese, per
distretto e per operatore in ragione della massima capacita’
produttiva d’evasione di ordinativi;
Considerato che dall’esame del piano presentato da Telecom Italia
si rileva, in particolare, che:
Telecom Italia ha adottato autonomamente un calendario dilazionato
per l’avvio della prestazione riferita al profilo a) (chiamate
verso altri distretti, chiamate internazionali e chiamate verso
cellulari), in contrasto con la delibera n. 3/CIR/99 che prevede,
con riferimento al profilo a), l’attivazione della prestazione
contemporaneamente in tutti i distretti;
nel dimensionamento della propria capacita’ produttiva, Telecom
Italia non ha tenuto conto delle previsioni degli operatori e delle
presumibili richieste della clientela; tali previsioni appaiono
infatti piu’ elevate rispetto alla capacita’ di Telecom Italia di
evadere le richieste, sia alla luce delle dichiarazioni degli
operatori, sia alla luce di analisi dei comportamenti della domanda
e delle esperienze di altri Paesi europei;
Telecom Italia ha dichiarato agli operatori e all’Autorita’ che la
propria capacita’ complessiva massima mensile di lavorazione e’
indistintamente riferita sia alla prestazione di carrier
preselection sia alla prestazione di number portability;
Considerato che essendo trascorsi quattro mesi dall’approvazione
della delibera n. 3/CIR/99, si rende necessario un intervento volto
ad accelerare i tempi di disponibilita’ della prestazione su tutti
i distretti e che non e’ piu’ giustificata una dilazione della
capacita’ di evasione degli OO.LL. per area distrettuale;
Considerato che, con riferimento alla capacita’ massima di
ordinativi, l’autorita’ ritiene opportuno definire un numero
superiore di OO.LL. giornalieri da evadere, che, da una parte,
tenga conto dell’effettiva capacita’ di Telecom Italia di rendere
disponibile la prestazione, e che, dall’altra, non ostacoli
l’effettiva necessita’ del mercato di rispondere a “ragionevoli”
richieste della clientela. In particolare, la capacita’ di evasione
degli ordinativi deve essere fissata in modo separato per le
differenti prestazioni, in considerazione dell’opportunita’ di
rendere trasparente la separazione dell’offerta della prestazione
di carrier preselection rispetto a quella di number portability;
Ritenuta l’opportunita’ di fissare – con riferimento alla
distribuzione degli OO.LL. sul territorio nazionale e sul mercato e
nel rispetto dei principi di non discriminazione, proporzionalita’
ed equita’ – alcune condizioni aggiuntive di ripartizione;
ritenuta, in particolare, necessaria una ripartizione delle
attivazioni mensili a livello di singola area distrettuale e
contemporaneamente su tutti i distretti. In tale ottica, una quota
parte delle attivazioni mensili deve essere garantita in misura
uguale a tutti gli operatori, in maniera da tutelare gli operatori
con minor numero di richieste, mentre per la restante parte la
ripartizione deve tenere conto, in modo proporzionale, delle
richieste degli operatori;
Considerato che l’attivita’ di verifica dalla congruita’ delle
condizioni di fornitura della prestazione si e’ concentrata sugli
aspetti che impediscono o restringono la realizzazione della
prestazione e che non sono giustificati sotto il profilo tecnico e
procedurale;
Considerato che assumono particolare rilievo le seguenti
condizioni:
i tempi di attivazione della prestazione sia in relazione alla
verifica di cui all’art. 6, comma 3, della delibera n. 3/CIR/99 per
quel che concerne i tempi di attivazione della prestazione in
funzione delle diverse tipologie di impianto di abbonato, contenuti
nell’offerta di interconnessione di riferimento di Telecom Italia,
sia in relazione ai tempi di configurazione delle centrali (SGT e
SGU) per l’instradamento delle chiamate verso le reti dei diversi
operatori;
le informazioni relative all’attivazione della prestazione, al fine
di favorire una maggiore flessibilita’ nel rapporto tra Telecom
Italia e l’operatore preselezionato e di assicurare la trasparenza
nel rapporto tra operatori;
gli obblighi di informazione nei casi in cui la prestazione non sia
fornita o per ragioni legate alla non congruita’ della richiesta
pervenuta…

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