Architetto.info - Architetto.info | Architetto.info

Analisi tecnico-normativa e analisi dell'impatto e della regolamentazi...

Analisi tecnico-normativa e analisi dell'impatto e della regolamentazione.

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
Vista la legge 23 agosto 1988, n. 400, recante la disciplina
dell’attivita’ di Governo e l’ordinamento della Presidenza del
Consiglio dei Ministri, e successive modifiche e integrazioni;
Vista la legge 8 marzo 1999, n. 50 recante delegificazione e testi
unici di norme concernenti procedimenti amministrativi ed in
particolare l’articolo 5, che stabilisce che con decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri sono definiti, in via
sperimentale, tempi e modalita’ di effettuazione dell’analisi
dell’impatto della regolamentazione (AIR) sull’organizzazione delle
amministrazioni pubbliche e sull’attivita’ dei cittadini e delle
imprese in relazione agli schemi di atti normativi adottati dal
Governo e di regolamenti ministeriali e interministeriali;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 10
novembre 1993 recante il Regolamento interno del Consiglio dei
Ministri;
Visti la raccomandazione ai Paesi membri adottata dall’OCSE il 9
marzo 1995 sul miglioramento della qualita’ della normazione
pubblica e il rapporto OCSE del maggio 1997 sulla riforma della
regolazione;
Vista la legge 15 marzo 1997, n. 59, recante la delega al Governo
per il conferimento di funzioni e compiti alle regioni e agli enti
locali, per la riforma della pubblica amministrazione e per la
semplificazione amministrativa, e successive modifiche e
integrazioni;
Vista la dichiarazione n. 39 adottata dalla Conferenza
intergovernativa per la revisione del Trattato sull’Unione europea
e allegata al Trattato di Amsterdam del 2 ottobre 1997 concernente
la qualita’ redazionale della legislazione comunitaria;
Vista la circolare del Presidente del Consiglio dei Ministri del 15
aprile 1998 relativa agli adempimenti del Governo in materia di
istruttoria legislativa;
Visto il decreto legislativo n. 303 del 30 luglio 1999, recante
norme sul riordinamento della Presidenza del Consiglio dei
Ministri;
Considerata la necessita’ di definire principi comuni ai fini del
miglioramento della qualita’ e della trasparenza del sistema
normativo;
Valutata l’opportunita’ di integrare l’analisi di impatto della
regolamentazione con l’analisi dell’incidenza degli atti normativi
del Governo sull’assetto della regolamentazione di ciascun settore,
anche ai fini di una piu’ agevole comprensione delle innovazioni
introdotte;
Sentito il Nucleo per la semplificazione delle norme e delle
procedure di cui all’articolo 3 della legge marzo 1999, n. 50;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 20
gennaio 2000 recante delega al Ministro per la funzione pubblica
per la semplificazione del sistema di regolazione e per
l’attuazione della legge 8 marzo 1999, n. 50;
E m a n a
la seguente direttiva:
I) Oggetto e ambito di applicazione.
Analisi tecnico-normativa (ATN) e Analisi dell’impatto della
regolamentazione (AIR)

1. La presente direttiva definisce tempi e modalita’ di
effettuazione:
a) dell’analisi tecnico-normativa (ATN);
b) in via sperimentale e per la durata di un anno, dell’analisi
dell’impatto della regolamentazione (AIR) sull’organizzazione delle
amministrazioni pubbliche e sull’attivita’ dei cittadini e delle
imprese, ai sensi dell’articolo 5 della legge 8 marzo 1999, n. 50.
2. Le suddette analisi sono contenute in due distinte relazioni che
accompagnano gli schemi di atti normativi adottati dal Governo ed i
regolamenti, ministeriali o interministeriali. Esse sono trasmesse
al Dipartimento affari giuridici e legislativi della Presidenza del
Consiglio dei Ministri (DAGL) dalle amministrazioni proponenti,
insieme con la relazione illustrativa e la relazione tecnico-
finanziaria, ai fini dell’iscrizione alla riunione preparatoria del
Consiglio dei Ministri. Per i regolamenti di cui all’articolo 17,
comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, le relazioni sono
trasmesse alla Presidenza del Consiglio dalle amministrazioni
competenti all’atto della comunicazione.
3. Le relazioni di cui al punto 2 debbono essere redatte anche per
le circolari e le regole tecniche contenute in atti non normativi
ed inviate al DAGL prima dell’emanazione definitiva.
Supporto tecnico del DAGL e del Nucleo

4. Durante la fase di sperimentazione, le amministrazioni possono
richiedere il supporto tecnico del Nucleo per la semplificazione
delle norme e delle procedure (Nucleo) nella redazione dell’ATN e
dell’AIR in tutte le relative fasi.
5. Se il DAGL, anche su segnalazione del Nucleo, ritiene carenti o
insufficienti l’ATN o l’AIR, restituisce lo schema
all’amministrazione proponente con le osservazioni e indicazioni
operative cui attenersi nella redazione, integrazione o rettifica.
In ogni caso, la carenza o la insufficienza dell’ATN o dell’AIR
sono rilevate e segnalate dal DAGL, anche su iniziativa del Nucleo,
al Presidente del Consiglio dei Ministri, nonche’ al Ministro per
la funzione pubblica allorche’ questi sia delegato per la riforma
della regolazione, prima della discussione dello schema in
Consiglio dei Ministri o, in caso di regolamento di cui
all’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, prima
della sua adozione.
Casi di esclusione dall’analisi.
6. Durante la fase di sperimentazione, il DAGL, anche su proposta
del Nucleo, puo’ individuare alcune categorie di interventi per i
quali, in ragione del limitato impatto a carico dei destinatari o
delle pubbliche amministrazioni, l’AIR non e’ necessaria.
7. Le amministrazioni proponenti possono richiedere al DAGL di non
effettuare l’AIR, esponendone le ragioni. Il DAGL, sentito il
Nucleo, puo’ autorizzare la prosecuzione dell’istruttoria normativa
anche in assenza dell’AIR. A tal fine le amministrazioni comunicano
quadrimestralmente al DAGL l’elenco degli interventi regolatori che
intendono propone, con l’indicazione di quelli per i quali chiedono
motivatamente di non effettuare l’AIR.
II) L’analisi tecnico-normativa (ATN).
1. L’ATN verifica l’incidenza della normativa proposta
sull’ordinamento giuridico vigente, da’ conto della sua conformita’
alla Costituzione e alla disciplina comunitaria nonche’ dei profili
attinenti al rispetto delle competenze delle regioni e delle
autonomie locali e ai precedenti interventi di delegificazione.
2. L’ATN, inoltre, da’ conto della correttezza delle definizioni e
dei riferimenti normativi contenuti nel testo della normativa
proposta, nonche’ delle tecniche di modificazione e abrogazione
delle disposizioni vigenti, riportando eventuali soluzioni
alternative prese in considerazione ed escluse.
3. L’analisi e’ condotta anche alla luce della giurisprudenza
esistente e di eventuali progetti di modifica della stessa materia
gia’ in corso di esame.
4. La relazione contenente l’ATN e’ redatta secondo lo schema di
cui alla scheda A) allegata alla presente direttiva.
III) L’analisi dell’impatto della regolamentazione (AIR).
1. L’ATR e’ uno strumento per stabilire la necessita’ di un
intervento di regolamentazione e per scegliere quello piu’
efficace.
2. L’AIR consiste:
a) nella valutazione dell’impatto della regolamentazione
sull’organizzazione delle amministrazioni pubbliche;
b) nella valutazione dell’impatto della regolamentazione sui
cittadini e sulle imprese.
3. L’ AIR contiene la descrizione degli obiettivi del provvedimento
di regolamentazione la cui eventuale adozione e’ in discussione e
delle opzioni alternative, nonche’ la valutazione dei benefici e
dei costi derivanti dalla misura regolatoria.
4. Nella concreta realizzazione dell’AIR, oltre ad osservare quanto
disposto ai successivi punti IV e V e a utilizzare come modello di
riferimento le schede allegate, le amministrazioni destinatarie
della presente direttiva si’ atterranno alle istruzioni della
“Guida essenziale alla redazione dell’AIR” predisposta, con
l’ausilio del Dipartimento della funzione pubblica, dal Nucleo
d’intesa con il DAGL.
IV) L’analisi dell’impatto della regolamentazione (AIR) – Elementi
della scheda preliminare.
1. Nella prima fase di predisposizione di uno schema di intervento,
al DAGL e al Nucleo e’ trasmessa una scheda preliminare di impatto
della regolamentazione, in cui sono descritti almeno i seguenti
elementi, di cui dar conto secondo lo schema di cui alla scheda B)
allegata al presente testo:
a) ambito dell’intervento con particolare riguardo
all’individuazione delle amministrazioni, dei soggetti destinatari
e dei soggetti coinvolti;
b) esigenze sociali, economiche e giuridiche prospettate dalle
amministrazioni e dai destinatari ai fini di un intervento
normativo;
c) obiettivi generali e specifici, immediati e di medio/lungo
periodo dell’atto normativo;
d) presupposti attinenti alle sfere organizzativa, finanziaria,
economica e sociale;
e) aree di criticita’;
f) opzioni alternative alla regolazione tra cui, almeno, la
“opzione nulla” (consistente nella rinuncia ad alterare la
situazione normativa esistente) e l’opzione di deregolazione di
tutta o parte della materia, nonche’ altre eventuali opzioni
regolative;
g) strumento tecnico-normativo piu’ appropriato.
2. La scheda preliminare contiene una valutazione conclusiva con
cui si dimostra che l’intervento di regolamentazione proposto e’ la
soluzione preferibile rispetto alle altre opzioni, inclusa quella
di lasciare immutata la situazione esistente (“opzione nulla”).
V) L’analisi dell’impatto della regolamentazione (AIR) – Elementi
della scheda di analisi di impatto.
1. Una volta iniziata l’istruttoria normativa, nella fase di
elaborazione dello schema di atto normativo, l’attivita’ di analisi
di impatto dovra’ da …

[Continua nel file zip allegato]

Architetto.info