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Approvazione del progetto obiettivo per la tutela della salute in ambito penitenziario.

IL MINISTRO DELLA SANITA’
e
IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA
di concerto con
IL MINISTRO DEL TESORO, DEL BILANCIO E DELLA PROGRAMMAZIONE
ECONOMICA
Visto l’art. 5 della legge 30 novembre 1998, n. 419, recante la
delega al Governo ad emanare uno o piu’ decreti legislativi di
riordino della medicina penitenziaria;
Visto il decreto legislativo 22 giugno 1999, n. 230, recante norme
per il “Riordino della medicina penitenziaria, a norma dell’art. 5,
della legge 30 novembre 1998, n. 419”;
Visto, in particolare, l’art. 5, comma 2, del predetto decreto
legislativo, il quale prevede che il progetto obiettivo per la
tutela della salute in ambito penitenziario ha durata triennale ed
e’ approvato con decreto, di natura non regolamentare, del Ministro
della sanita’ e del Ministro della giustizia, di concerto con il
Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica,
d’intesa con la Conferenza unificata di cui all’art. 8 del decreto
legislativo 28 agosto 1997, n. 281;
Considerato che, ai sensi della sopra citata disposizione, in sede
di prima applicazione, il predetto Progetto obiettivo e’ approvato
entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto
legislativo n. 230 del 1999;
Ritenuto, pertanto, di provvedere alla emanazione del suddetto
Progetto obiettivo, al fine di fornire alle regioni e province
autonome indicazioni e indirizzo per lo svolgimento delle funzioni
sanitarie negli istituti penitenziari, tenuto conto di quanto
previsto dall’art. 8 del decreto legislativo n. 230 del 1999;
Acquisito il parere favorevole del Consiglio superiore di sanita’
nella seduta del 9 febbraio 2000;
Vista l’intesa con la Conferenza unificata di cui all’art. 8 del
decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sancita nella seduta
del 4 aprile 2000;
Decretano:
Art. 1.
1. E’ approvato, senza ulteriori oneri a carico del bilancio dello
Stato, il Progetto obiettivo per la tutela della salute in ambito
penitenziario nel testo di cui nell’allegato A che forma parte
integrante del presente decreto.
2. Il presente decreto sara’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana.
Roma, 21 aprile 2000
Il Ministro della sanita’ Bindi
Il Ministro della giustizia Diliberto
Il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione
economica Amato
Allegato A
1. Premessa.
L’art. 1 del decreto legislativo del 22 giugno 1999, n. 230,
stabilisce che i detenuti e gli internati, al pari dei cittadini in
stato di liberta’, hanno diritto alla erogazione delle prestazioni
di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione previste nei
livelli essenziali e uniformi di assistenza individuati nel piano
sanitario nazionale, nei piani sanitari regionali e in quelli
locali.
Il successivo art. 5 prevede l’adozione di un apposito Progetto
obiettivo per la tutela della salute in ambito penitenziario, della
durata di un triennio, ai fini della rimozione degli ostacoli
ambientali ed organizzativi che caratterizzano l’assistenza
sanitaria alla popolazione detenuta, mediante la formulazione di
criteri e indirizzi per l’attivazione di una rete di presidi e di
servizi sanitari volti a soddisfare la domanda di assistenza, a
migliorare la qualita’ delle prestazioni di diagnosi, cura e
riabilitazione, a garantire il raggiungimento degli obiettivi di
salute negli istituti penitenziari.
Per qualificare e umanizzare l’assistenza sanitaria nelle carceri e
per rendere piu’ efficaci le risposte sanitarie, il Servizio
sanitario nazionale e l’amministrazione penitenziaria realizzano
una sistematica collaborazione mediante la definizione di programmi
sanitari a livello nazionale, regionale e locale.
Le indicazioni contenute nel presente Progetto obiettivo, che per
legge hanno durata triennale, sono suscettibili di modificazioni ed
integrazioni, piu’ o meno ampie, a seconda degli esiti della
sperimentazione prevista dall’art. 8 del decreto legislativo n. 230
del 1999. In sostanza, sara’ la fase sperimentale, ed in
particolare i risultati che emergeranno da tale fase, ad indicare
l’opportunita’ di intervenire sulle misure previste nel presente
Progetto.
Nella programmazione di nuove sedi di istituti penitenziari e le
modifiche strutturali che comportano un aumento della ricettivita’
delle sedi esistenti, l’amministrazione penitenziaria tiene conto
dei contenuti del presente progetto obiettivo.
2. Lo stato di salute nelle carceri.
Pur non esistendo un sistema di rilevazione nazionale delle
patologie in ambito penitenziario, si riporta, di seguito, un breve
quadro generale della situazione sanitaria inerente allo stato di
salute nelle carceri e alla indicazione delle patologie
maggiormente diffuse.
Le persone detenute sono attualmente circa 50.000 (47.000 uomini e
3.000 donne), nonostante le infrastrutture abbiano una
disponibilita’ di 35.000 posti distribuiti nei 200 istituti
esistenti. Dei suddetti 50.000 detenuti, 13.000 sono
extracomunitari, 15.000 tossicodipendenti, 2.500 sieropositivi per
l’HIV, oltre 4.000 i sofferenti di turbe psichiche anche molto
gravi.
Le patologie infettive, psichiatriche e gastroenterologiche sono
quelle maggiormente diffuse. In particolare malattie infettive come
epatiti, tubercolosi, AIDS, sono motivo di grande impegno economico
e per farvi fronte l’amministrazione penitenziaria ha utilizzato
circa il 40% del finanziamento per l’approvvigionamento dei
farmaci.
Le patologie dell’apparato cardiovascolare colpiscono in carcere
classi di eta’ relativamente piu’ basse rispetto alla societa’
esterna (40-50 anni). Frequenti sono anche le malattie
osteoarticolari e le bronco-pneumopatie croniche ostruttive (la
stragrande maggioranza dei detenuti consuma in media dalle venti
alle quaranta sigarette al giorno). Di difficile gestione in
carcere sono, inoltre, le malattie metaboliche e del ricambio, come
il diabete mellito di tipo I e II che comportano l’osservazione di
un determinato regime di vita (dieta, moto, autogestione dei
farmaci).
3. Gli obiettivi di salute.
L’art. 5, comma 3, del decreto legislativo 22 giugno 1999, n. 230,
prevede che nel Progetto obiettivo sono definiti gli indirizzi alle
regioni, volti a garantire gli obiettivi di salute dei detenuti e
degli internati secondo i livelli essenziali e uniformi di
assistenza previsti dal Piano sanitario nazionale.
Tenuto conto della specificita’ della condizione penitenziaria, il
Progetto obiettivo individua le aree prioritarie di intervento per
la tutela della salute dei detenuti e degli internati, indicando i
programmi per la prevenzione, la cura e la riabilitazione delle
malattie maggiormente diffuse, volti al superamento e/o al
contenimento degli stati di invalidita’ e di cronicita’ determinati
da eventi interni o esterni alla condizione detentiva.
3.1. Le attivita’ di prevenzione.
E’ noto che il carcere, per molti aspetti, e’ causa di rischi
aggiuntivi per la salute fisica e psichica dei detenuti, degli
internati e del personale addetto alla sorveglianza e
all’assistenza.
Nella condizione di restrizione della liberta’ personale, i
problemi della quotidianita’ risultano determinanti per lo stato di
salute, inteso come benessere psico-fisico di ciascuno e di tutti.
I problemi ambientali costituiscono, pertanto, il primo campo di
intervento per la tutela della salute dei detenuti e degli
internati. Non a caso il decreto legislativo n. 230 del 1999
prevede il trasferimento delle funzioni di prevenzione prima di
tutte le altre, a decorrere dal 1° gennaio 2000.
Il regime alimentare, gli ambienti malsani, la mancanza di
movimento e di attivita’ sociale, l’inedia, gli atti di violenza e
di autolesionismo sono le questioni cui con priorita’ deve essere
rivolta l’attenzione e l’iniziativa dei servizi sanitari.
Anche lo stato delle strutture edilizie, con vecchi edifici
impropriamente adattati a carceri e degradati dal tempo e dall’uso
e con stabilimenti di piu’ recente costruzione ma ugualmente
inadatti e nocivi, costituisce una specificita’ cui deve rivolgersi
l’azione preventiva del Servizio sanitario nazionale.
In ragione di queste specifiche condizioni, e’ necessario definire
programmi di prevenzione primaria finalizzati alla riduzione o
rimozione di una sofferenza che ha radici strutturali, dando piena
attuazione anche in ambito penitenziario alla normativa vigente in
materia di:
igiene pubblica nelle sue diverse articolazioni, in particolare i
settori di profilassi e di igiene urbana;
igiene degli alimenti e della nutrizione;
strutture sanitarie;
igiene degli ambienti di vita e di lavoro, anche in riferimento
all’applicazione del decreto legislativo n. 626/1994.
Entro tre mesi dall’entrata in vigore del Progetto obiettivo, i
dipartimenti di prevenzione delle aziende sanitarie locali
predispongono per gli istituti penitenziari ubicati nei relativi
ambiti territoriali, coinvolgendo anche gli operatori penitenziari
e i detenuti, una ricognizione dei rischi per la tutela salute in
ambito carcerario, con l’obiettivo di realizzare gli interventi
strutturali necessari per il ripristino, eventuale, di idonee
condizioni ambientali e ai fini della individuazione di soluzioni
che incidano sul miglioramento della qualita’ della vita in
carcere, ivi compreso il regime alimentare. In particolare, si
ritiene importante verificare l’applicazione della normativa sulla
sicurezza negli ambienti di lavoro in un ambito, quale quello
penitenziario, in cui devono essere conciliati ordinamenti diversi.
Le aziende sanitarie locali predispongono, sulla base delle
informazioni e dei dati disponibili, programmi mirati di educa…

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