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Prevenzione degli infortuni sul lavoro nei servizi e negli impianti ...

Prevenzione degli infortuni sul lavoro nei servizi e negli impianti gestiti dall'Azienda autonoma delle ferrovie dello Stato.

TRASPORTI (GENERALITA’)
Legge 26 aprile 1974, n. 191 (in Gazz. Uff., 24 maggio, n. 134). —
Prevenzione degli infortuni sul lavoro nei servizi e negli impianti
gestiti dall’Azienda autonoma delle ferrovie dello Stato.
La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno
approvato;
Il Presidente della Repubblica:

Promulga la seguente legge:

Capo I
Campo di applicazione.

Art. 1. Per la prevenzione degli infortuni sul lavoro nelle
attività tipicamente industriali nonchè nelle attività proprie
dell’esercizio ferroviario ed in quelle ad esso strettamente
connesse svolte dall’Azienda autonoma delle ferrovie dello Stato,
si applicano, dalla data di entrata in vigore della presente legge
e salve le speciali disposizioni di cui ai successivi capi, le
norme di cui al decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile
1955, n. 547 (esclusi gli articoli 8, 10, 36, 37, 226, 228, 319,
320, 321, 395, primo e secondo comma, 398, 399, 401, 402, 403 e
404), nonchè le norme di cui ai seguenti decreti, in quanto
l’Azienda predetta esegua direttamente i lavori in essa previsti:
a) decreto del Presidente della Repubblica 19 marzo 1956, n. 302,
concernente <<Norme di prevenzione degli infortuni sul lavoro
integrative di quelle generali emanate con decreto del Presidente
della Repubblica 27 aprile 1955, n. 547>>; b) decreto del
Presidente della Repubblica 7 gennaio 1956, n. 164, concernente
<<Norme per la prevenzione degli infortuni sui lavoro nelle
costruzioni>> (escluso art. 11);
c) decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 1956, n. 320,
concernente <<Norme per la prevenzione degli infortuni e l’igiene
del lavoro in sotterraneo>>, per i lavori di costruzione e
manutenzione delle opere murarie nelle gallerie, cunicoli e simili;
d) decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 1956, n. 321,
concernente <<Norme per la prevenzione degli infortuni e l’igiene
del lavoro nei cassoni ad aria compressa>>;
e) decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 1956, n. 322,
concernente <<Norme per la prevenzione degli infortuni e l’igiene
del lavoro nell’industria della cinematografia e della
televisione>>;
f) decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 1956, n. 323,
concernente <<Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro
negli impianti telefonici>> (escluso art. 9 per la parte
concernente l’obbligo del collegamento elettrico a terra per le
stazioni amplificatrici).
All’osservanza delle disposizioni della presente legge sono,
inoltre, tenute le imprese appaltatrici di opere o servizi
ferroviari, quando l’opera o il servizio appaltato venga eseguito
negli impianti ferroviari, nonchè le amministrazioni statali, la
Compagnia internazionale carrozze con letti e qualunque altro ente,
quando il lavoro venga svolto in ambito ferroviario.

Capo II
Ambienti di lavoro — Linee ferroviarie.

Art. 2. I pavimenti e i piani di calpestio degli ambienti di lavoro
e delle zone destinate al passaggio in sede ferroviaria non devono
presentare buche o sporgenze pericolose e devono essere in
condizioni tali da rendere sicuro il movimento ed il transito delle
persone e dei mezzi di trasporto.
Quando per evidenti ragioni tecniche non si possono completamente
eliminare dalle zone di transito ostacoli fissi o mobili che
costituiscono un pericolo per i lavoratori o i veicoli che tali
zone devono percorrere, gli ostacoli devono essere opportunamente
segnalati.
Per gli accessi e per i passaggi interni ai capannoni di officina,
di rimessa, di sala gru, di magazzino e simili, attraverso i quali
transitano veicoli, è ammesso il transito contemporaneo del veicolo
e delle persone solo se resta disponibile alle persone un franco di
70 centimetri. Qualora tale condizione non sussista il transito
contemporaneo deve essere vietato.

Art. 3. Le aperture esistenti nel suolo o nel pavimento dei luoghi
o degli ambienti di lavoro o di passaggio, comprese le fosse (con
esclusione di quelle di cui all’ultimo capoverso del presente
articolo) e i pozzi, devono essere provviste di solide coperture o
di parapetti normali, atti ad impedire la caduta di persone. Quando
dette misure non siano attuabili, tali aperture devono essere
munite di apposite segnalazioni di pericolo.
Le aperture nelle pareti, che permettono il passaggio di una
persona e presentano il pericolo di caduta per dislivelli superiori
ad un metro, devono essere provviste di apposita barriera o munite
di parapetto normale.
Per le finestre è consentito che l’altezza del parapetto non sia
quella normale, purchè non minore di centimetri 90 quando, in
relazione al lavoro eseguito, non vi siano condizioni di pericolo.
La presenza delle fosse per piattaforme, per carrelli trasbordatori
o per la visita e la riparazione di rotabili negli impianti e nei
piazzali ferroviari, qualora la zona dove trovansi dette fosse non
sia sufficientemente illuminata, deve essere adeguatamente
segnalata.

Art. 4. L’illuminazione sussidiaria, per garantire la continuazione
del lavoro in caso di mancanza di illuminazione artificiale
normale, di cui all’articolo 32 del decreto del Presidente della
Repubblica 27 aprile 1955, n. 547, nei piazzali, lungo le linee
ferroviarie e sui rotabili può essere fornita anche da un impianto
mobile o da mezzi portatili.

Art. 5. I portoni dei magazzini e delle rimesse, che si aprono a
battente, devono essere muniti di appositi dispositivi di arresto
per essere assicurati in posizione di apertura. Davanti alle porte
delle case cantoniere, delle garitte di servizio, od in genere dei
fabbricati vicini ai binari in servizio, che si aprono verso di
essi, devono impiantarsi appositi ripari per impedire l’accesso
diretto al binario.

Art. 6. Le vie di transito, che, per lavori di riparazione
manutenzione in corso o per guasti intervenuti, non sono
percorribili senza pericolo, devono essere segnalate con cartelli o
altri mezzi idonei.

Art. 7. Le disposizioni di cui agli articoli 219 e 220 del decreto
del Presidente della Repubblica 27 aprile 1955, n. 547, non si
applicano all’esercizio ferroviario, per il quale valgono le norme
emanate, dalle aziende esercenti.

Art. 8. Lungo le linee parallelamente ai binari, nei piazzali di
stazione, negli scali, nei depositi locomotive ed in genere in ogni
impianto interessato da binari in esercizio, devono, per quanto
possibile, essere realizzati e mantenuti in buone condizioni di
percorribilità appositi sentieri pedonali, formanti gli itinerari
da percorrere per consentire al personale di servizio di spostarsi
con la massima sicurezza rispetto alla circolazione dei rotabili;
gli attraversamenti dei binari devono essere muniti di passatoie a
raso. Gli schemi di detti itinerari devono essere resi noti al
personale mediante affissione negli impianti interessati. Nei
grandi piazzali di stazione, ove ciò sia necessario, si dovranno
realizzare idonee piazzole di ricovero opportunamente segnalate.
Gli itinerari, ove necessario, dovranno essere opportunamente
evidenziati con apposite segnalazioni.

Art. 9. Sulle travate metalliche definitive, quando vengano
eseguiti lavori che impediscano l’uso dei normali passaggi, e sulle
travate metalliche provvisorie deve essere sempre realizzato un
solido passaggio provvisorio, centrale o laterale, avente larghezza
non inferiore a metri 0,75 atto a consentire il transito delle
persone e devono essere approntati piazzaletti di rifugio posti a
distanza tra loro non maggiore di 30 metri.

Art. 10. Nelle gallerie devono esistere, di regola, da ambo i lati
nelle gallerie a doppio binario e, almeno da un lato, in quelle a
semplice binario, appositi sentieri pedonali, tenuti sempre sgombri
da materiali ed in buone condizioni di percorribilità. Nelle
gallerie di lunghezza compresa fra 100 e 3000 metri devono essere
apposti opportuni contrassegni che consentano di individuare la
posizione della più vicina nicchia per il ricovero del personale.
Nelle gallerie di lunghezza superiore a 4000 metri, detti
contrassegni sono limitati ai primi 2500 metri a partire da ciascun
imbocco.
Il limite di 2500 metri indicato al capoverso precedente deve
essere congruamente aumentato per linee che possano essere percorse
da treni a velocità superiore a 160 chilometri orari.
Nelle nicchie delle gallerie di lunghezza superiore a 1000 metri,
devono essere realizzati piccoli depositi di torce a vento od altro
idoneo mezzo di emergenza per l’illuminazione delle gallerie
stesse. Tali depositi vanno segnalati convenientemente.
Art. 11. La sede ferroviaria deve essere tenuta sgombra da ogni
oggetto rimovibile fino alla distanza di metri 1,50 dalle rotaie.
Fanno eccezione gli attrezzi e i materiali per i lavori sulla sede
stessa, purchè non impediscano il libero e sicuro transito dei
rotabili.
Oltre il limite suddetto, gli oggetti devono essere sistemati in
modo da non costituire pregiudizio alla regolarità dell’esercizio e
alla sicurezza delle persone.
Art. 12. Quando per ragioni tecniche e funzionali non si possono
eliminare o allontanare dal binario gli ostacoli fissi trovantisi a
distanza inferiore a metri 1,50, gli ostacoli stessi, ad eccezione
dei marciapiedi e dei piani caricatori, devono essere
opportunamente segnalati.
Art. 13. La circolazione sulla sede ferroviaria in bicicletta o con
ciclomotore a motore spento è ammessa solo per esigenze e
nell’interesse dell’esercizio, previo rilascio di apposite
autorizzazioni e con l’osservanza di particolari norme cautelative
fissate dall’Azienda autonoma delle ferrovie dello Stato, purchè
esista…

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