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Attuazione delle direttive 90/531/CEE e 93/38/CEE relative alle proce...

Attuazione delle direttive 90/531/CEE e 93/38/CEE relative alle procedure di appalti nei settori esclusi

Aggiornato alla G.U. del 12/01/2000, n. 8

AMMINISTRAZIONE DEL PATRIMONIO E CONTABILITA’ DELLO STATO
Decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 158 (in Gazz. Uff., 6 maggio
1995, n. 104, s.o.). — Attuazione delle direttive 90/531/CEE e
93/38/CEE relative alle procedure di appalti nei settori esclusi
(1).
(1) In luogo di Ministro/Ministero del tesoro e di
Ministro/Ministero del bilancio e della programmazione economica,
leggasi Ministro/Ministero del tesoro, del bilancio e della
programmazione economica, ex art. 7, l. 3 aprile 1997, n. 94.

(Omissis).

Art. 1.

Ambito di applicazione.

1. Le disposizioni del presente decreto disciplinano integralmente
l’aggiudicazione degli appalti di lavori, di forniture e di servizi
di cui agli articoli 7 e 9 da parte dei soggetti indicati all’art.
2, che operano nei settori definiti negli articoli da 3 a 6.

Art. 2.

Soggetti aggiudicatori.

1. Sono soggetti aggiudicatori:
a) le amministrazioni dello Stato, le regioni, le province autonome
di Trento e Bolzano, gli enti territoriali e locali, gli altri enti
pubblici non economici, gli organismi di diritto pubblico comunque
denominati e loro associazioni;
b) le imprese pubbliche;
c) i soggetti privati che per l’esercizio delle attività di cui
agli articoli da 3 a 6 si avvalgono di diritti speciali o
esclusivi.
2. Si considerano imprese pubbliche le imprese sulle quali i
soggetti di cui al comma 1, lettera a) possono esercitare,
direttamente o indirettamente, un’influenza dominante perché ne
hanno la proprietà, o hanno in esse una partecipazione finanziaria,
oppure in conseguenza delle norme che disciplinano le imprese in
questione; l’influenza dominante su un’impresa è presunta quando,
rispetto ad essa, i soggetti anzidetti, direttamente o
indirettamente, ne detengono la maggioranza del capitale
sottoscritto, oppure controllano la maggioranza dei voti cui danno
diritto le azioni emesse dall’impresa, o hanno il diritto di
nominare più della metà dei membri del consiglio d’amministrazione,
del comitato esecutivo o del collegio sindacale della stessa.
3. Sono diritti speciali o esclusivi i diritti costituiti per
legge, regolamento o in virtù di una concessione o altro
provvedimento amministrativo avente l’effetto di riservare ad uno o
più soggetti l’esercizio delle attività di cui agli articoli da 3 a
6.
4. Si ritiene che un soggetto aggiudicatore fruisca di diritti
speciali o esclusivi in particolare quando:
a) abbia la potestà di avvalersi di procedure espropriative o di
imposizione di servitù per la realizzazione delle reti e delle
strutture indicate negli articoli da 3 a 6 o per l’installazione
dei relativi impianti;
b) nel settore di cui all’art. 3, approvvigioni di acqua potabile,
gas, energia elettrica, energia termica reti gestite da soggetti
titolari di diritti speciali o esclusivi.

Art. 3.

Acqua, energia elettrica, gas, energia termica.

1. Rientrano nel settore acqua, energia elettrica, gas, energia
termica la messa a disposizione o la gestione di reti fisse per la
fornitura di un servizio al pubblico per quanto riguarda la
produzione, il trasporto o la distribuzione di acqua potabile, gas,
energia elettrica, energia termica, nonché l’alimentazione delle
suddette reti.
2. Non è disciplinata dal presente decreto, se effettuata da
soggetti diversi da quelli di cui all’art. 2, comma 1, lettera a):
a) l’alimentazione di reti fisse per la distribuzione di acqua
potabile o energia elettrica, quando la loro produzione sia
destinata ad un uso diverso da quello indicato nel comma 1 e
l’alimentazione della rete pubblica dipenda dal consumo proprio del
soggetto erogatore e non abbia superato il 30% della produzione
totale considerata la media dell’ultimo triennio compreso l’anno in
corso;
b) l’alimentazione di reti fisse per la distribuzione del gas o
dell’energia termica, quando la loro produzione, da parte del
soggetto erogatore, derivi inevitabilmente da un processo
produttivo diverso da quelli individuati nel presente decreto e
l’alimentazione della rete pubblica determini per il soggetto
stesso un introito non superiore al 20% del volume d’affari
considerata la media dell’ultimo triennio, compreso l’anno in
corso.

Art. 4.

Sfruttamento di area geografica.

1. Si considera sfruttamento di area geografica la prospezione
esclusiva, la ricerca esclusiva e la coltivazione di idrocarburi
liquidi o gassosi, carbone o altri combustibili solidi su di essa
effettuate ai sensi delle vigenti norme in materia mineraria.
2. Il Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato può
chiedere alla Commissione CE che lo sfruttamento di un’area
geografica non sia considerato quale attività di cui al comma 1 o
che i soggetti interessati non siano considerati titolari di
diritti speciali o esclusivi ai sensi dell’art. 2, comma 4, lettera
b).
3. Ai fini della richiesta di decisione di cui al comma 2 il
Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato comunica
alla Commissione europea le misure adottate affinché i soggetti
appaltanti:
a) osservino i princìpi di non discriminazione e della concorrenza
nell’aggiudicare appalti di lavori, forniture o servizi, in
particolare per quanto riguarda l’informazione che mettono a
disposizione delle imprese in ordine alle proprie intenzioni di
stipulare appalti;
b) comunichino alla Commissione europea, alle condizioni da questa
stabilite, le informazioni relative all’assegnazione degli appalti
(1).
(Omissis) (2).
4. Con decreti del Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato, adottati a seguito di decisione favorevole della
Commissione CE, sono indicate le attività che fruiscono delle
deroghe di cui al comma 2.

(1) Comma così sostituito dall’art. 17, d.lg. 25 novembre 1996, n.
625.
(2) Comma abrogato dall’art. 17, d.lg. 25 novembre 1996, n. 625.

Art. 5.

Trasporti.

1. Rientrano nel settore trasporti:
a) la gestione di reti di trasporto pubblico per ferrovia, sistemi
automatici, tramvia, filovia o autobus, il cui esercizio sia
subordinato alle prescrizioni delle competenti autorità pubbliche
sui percorsi, sulle capacità di trasporto disponibili o sulla
frequenza del servizio, con esclusione del servizio di trasporto
mediante autobus qualora esso possa essere liberamente svolto, su
tutto o parte del territorio nazionale, da altri soggetti in
assenza di concessione alle stesse condizioni previste per i
soggetti aggiudicatori;
b) la messa a disposizione dei vettori aerei, marittimi e fluviali,
di aeroporti, di porti marittimi o interni, nonché di altri
impianti terminali di trasporto.

Art. 6.

Telecomunicazioni.

1. Rientrano nel settore delle telecomunicazioni la messa a
disposizione o la gestione di reti pubbliche di telecomunicazione o
la prestazione di uno o più servizi pubblici di telecomunicazione.

Art. 7.

Oggetto degli appalti.

1. Ai fini del presente decreto si intendono per appalti:
a) di lavori, gli appalti che hanno ad oggetto l’esecuzione,
eventualmente congiunta alla progettazione, oppure la
realizzazione, con qualsiasi mezzo, dei lavori di edilizia o di
genio civile di cui all’allegato XI, comprese le forniture e i
servizi necessari alla loro esecuzione;
b) di forniture, gli appalti che hanno ad oggetto l’acquisto, il
leasing operativo, la locazione, l’acquisto a riscatto, con o senza
opzioni per l’acquisto di prodotti, comportanti, eventualmente,
anche lavori di posa in opera ed installazione;
c) di servizi, gli appalti che hanno ad oggetto le prestazioni
elencate negli allegati XVI-A e XVI-B.
2. Gli appalti che includono servizi e forniture, fermo quanto
previsto all’art. 9, comma 12, sono considerati appalti di
forniture quando il valore totale di queste è superiore al valore
dei servizi compresi nell’appalto.
3. Per gli appalti di servizi di cui all’allegato XVI-B e per
quelli in cui tali servizi sono prevalenti rispetto a quelli di cui
all’allegato XVI-A, si applicano solo gli articoli 19 e 28.

Art. 8.

Appalti esclusi.

1. Il presente decreto non si applica:
a) agli appalti che i soggetti aggiudicatori assegnano per il
conseguimento di scopi diversi dall’esercizio di proprie attività
rientranti nei settori di cui agli articoli da 3 a 6, ovvero per
l’esercizio di dette attività in uno Stato che non sia membro della
CE, purché non comportino lo sfruttamento materiale di una rete o
di un’area geografica della Comunità; tuttavia il presente decreto
si applica agli appalti, assegnati dai soggetti aggiudicatori che
esercitano la propria attività nel settore dell’acqua potabile,
riguardanti progetti di ingegneria idraulica, irrigazione e
drenaggio, ove il volume d’acqua destinato all’approvvigionamento
d’acqua potabile sia superiore al 20% del volume totale reso
disponibile dalla realizzazione di questi progetti, nonché agli
appalti che attengono allo smaltimento o al trattamento delle acque
reflue;
b) agli appalti il cui oggetto è destinato ad essere rivenduto o
ceduto in locazione a terzi, quando il soggetto aggiudicatore non è
titolare di alcun diritto speciale o esclusivo per la vendita o la
locazione dell’oggetto di tali appalti o quando altri soggetti
possono liberamente venderli o darli in locazione alle stesse
condizioni dell’aggiudicatore;
c) agli appalti nel settore delle telecomunicazioni che vengano
assegnati per acquisti destinati esclusivamente a permettere ai
soggetti aggiudicatori di assicurare uno o più servizi di
telecomunicazione, qualora altri soggetti siano liberi di offrire
gli stessi servizi nella stessa zona geografica e a condizioni
sostanzialmente ide…

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