Architetto.info - Architetto.info | Architetto.info

Misure di sicurezza per gli scali merci terminali di ferrovia non rico...

Misure di sicurezza per gli scali merci terminali di ferrovia non ricompresi nel campo di applicazione del decreto ministeriale 5 novembre 1997

IL MINISTRO DELL’AMBIENTE
di concerto con
IL MINISTRO DELL’INTERNO
e
IL MINISTRO DELL’INDUSTRIA
DEL COMMERCIO E DELL’ARTIGIANATO

Visto l’art. 4, comma 2, del decreto del Ministro dell’ambiente 5
novembre 1997, sulle “Modalita’ di presentazione e di valutazione
dei rapporti di sicurezza degli scali merci terminali di ferrovia”;
Ritenuto necessario fissare le misure per garantire la sicurezza
negli scali merci terminali di ferrovia non ricompresi nel campo di
applicazione del suddetto decreto del Ministro dell’ambiente 5
novembre 1997;

Decreta:
Art. 1.
Campo di applicazione

1. Il presente decreto si applica agli scali merci terminali di
ferrovia, individuati secondo le tipologie di cui all’allegato 1, e
non ricompresi nel campo di applicazione del decreto del Ministro
dell’ambiente 5 novembre 1997.

Art. 2.
Adempimenti del responsabile dello scalo merci

1. I responsabili degli scali merci terminali di ferrovia,
individuati ai sensi dell’art. 1, devono provvedere all’adozione
delle misure tecniche di sicurezza impiantistiche e gestionali,
individuate negli allegati 2 e 3, rispettivamente per gli scali
raccordati e per gli scali di carrellamento o intermodali.
2. I responsabili degli scali merci terminali di ferrovia devono
comunicare al Ministero dell’ambiente e alla regione o provincia
autonoma competente per territorio l’avvenuta ottemperanza degli
adempimenti di cui al comma 1.

Art. 3.
Adempimenti delle ditte speditrici e destinatarie

1. Le ditte speditrici e destinatarie hanno l’obbligo di provvedere
agli adempimenti di loro competenza indicati negli allegati 2 e 3
del presente decreto.

Art. 4.
Termine di adeguamento

1. Le misure di sicurezza di cui agli articoli 2 e 3 devono essere
realizzati entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore del
presente decreto.
Roma, 20 ottobre 1998

p. Il Ministro dell’ambiente
Calzolaio

p. Il Ministro dell’interno
Barberi

Il Ministro dell’industria del commercio e dell’artigianato
Bersani

Allegato 1

TIPOLOGIE DI SCALI TERMINALI Dl FERROVIA

Scali raccordati.
Si definiscono scali raccordati quelli esclusivamente di
collegamento con stabilimenti industriali o similari, realizzato
mediante specifici binari che si possono diramare da un binario di
stazione o da un binario di linea.
Scali di carrellamento.
Si definiscono scali di carrellamento quelli in cui avviene
esclusivamente il carico dei carri ferroviari su carrelli stradali,
o viceversa lo scarico dai carrelli stradali in aree appositamente
attrezzate con binari a raso.
Scali intermodali.
Si definiscono scali intermodali quelli dotati di mezzi di
movimentazione che consentono il trasferimento del carico (unita’
di trasporto intermodale – UTI) dal carro ferroviario ad altra
modalita’ di trasporto o viceversa.

Allegato 2

MISURE DI SICUREZZA PER GLI SCALI MERCI TERMINALI
DI FERROVIA RACCORDATI
Descrizione

1. Realizzazione di procedure che consentano, anche attraverso
supporti informativi tecnologici, di seguire le varie fasi del
trasporto di merci pericolose.
2. Attivazione di specifici accordi con le ditte speditrici e
destinatarie, finalizzati ad assicurare:
la prenotazione della partenza delle unita’ di carico e/o dei
carri;
l’informazione della consegna delle unita’ di carico e/o dei carri;
l’informazione della messa a disposizione delle unita’ di carico
e/o dei carri.
3. Predisposizione di un documento definito “Procedure
organizzative” che preveda, al suo interno, le procedure e le
misure poste in essere per la gestione delle varie fasi
dell’emergenza, anche in accordo con le industrie produttrici o
destinatarie delle merci pericolose, e che fornisca le necessarie
indicazioni sulle vie di fuga e i relativi idonei mezzi di
segnalazione.
4. Predisposizione di misure atte a garantire la possibilita’ di
avvicinamento dei mezzi di soccorso dei vigili del fuoco a distanze
adeguate per la lotta antincendio nelle zone dei “binari di presa e
consegna” delle merci.
5. Creazione di un presidio centrale o di vari presidi territoriali
costituiti da personale ferroviario reperibile, per coordinare la
gestione delle varie fasi dell’emergenza.
6. Informazione e formazione del personale, differenziata in
riferimento alle diverse tipologie di servizio svolte, sui rischi
specifici connessi con il trasporto delle merci pericolose e
addestramento degli operatori sui controlli previsti e sugli
accorgimenti da adottare in relazione ai fini preventivi
contemplati dalla normativa ferroviaria (RID).
7. Divieto di effettuare manovre a gravita’, salvo negli impianti
dove l’attrezzatura tecnologica consente di garantire una velocita’
di accosto inferiore a quella prevista dalla regolamentazione
ferroviaria vigente.
8. Procedure di controllo e verifica visiva dell’integrita’ e
idoneita’ di ogni singolo carro prima della partenza e, da parte
della societa’ destinataria, al momento dello svincolo.

Allegato 3
MISURE DI SICUREZZA PER GLI SCALI MERCI TERMINALI DI FERROVIA, DI
CARRELLAMENTO E INTERMODALI

1. Misure di tipo impiantistico.

Descrizione

1.1. Opportuna scelta delle zone di sosta, isolate e circoscritte
nei riguardi del resto dello scalo e, possibilmente, distanti dalla
zona dell’impianto adibito al traffico viaggiatori.
1.2. Installazione di linea telefonica per la chiamata dei vigili
del fuoco in caso di emergenza.
1.3. Realizzazione di un secondo accesso carrabile, ove possibile,
per i mezzi di soccorso dei vigili del fuoco, opportunamente
segnalato e tenuto sgombro, ovvero l’adeguamento dell’accesso
carrabile esistente per renderlo idoneo anche in caso di emergenza.
1.4. Individuazione delle vie di fuga atte a consentire la rapida e
sicura evacuazione del personale presente.
1.5. Realizzazione di efficaci dispositivi per la segnalazione
della direzione del vento.
1.6. Approntamento di semplici e sicuri sistemi che consentano di
allertare tutte le persone presenti nell’impianto e segnalare loro
le situazioni di emergenza.
1.7. Disponibilita’, tra le dotazioni dell’impianto, di materiali
per l’assorbimento e il contenimento dello spandimento dei liquidi
pericolosi (obbligo a carico delle ditte speditrici o destinatarie
che dovranno anche curarne il mantenimento in efficienza ai sensi
di un protocollo da convenire con le Ferrovie dello Stato).
1.8. Dotazione dell’impianto di adeguati mezzi di protezione
individuale.
1.9. Dotazione della zona dello scalo nella quale vengono
effettuate le operazioni di trasbordo dei carri o dei containers di
un impianto antincendio adeguato per portate, pressioni, riserva e
qualita’ della sostanza estinguente agli scenari incidentali
ipotizzati.
1.10. Dotazione dell’impianto di apparecchiature portatili di
rilevazione gas (obbligo a carico delle ditte speditrici o
destinatarie che dovranno anche curarne il mantenimento in
efficienza ai sensi di un protocollo da convenire con le Ferrovie
dello Stato).
2. Misure di tipo gestionale.

Descrizione

2.1. Realizzazione di procedure che consentano, anche attraverso
supporti informativi tecnologici, di seguire le varie fasi del
trasporto di merci pericolose.
2.2. Attivazione di specifici accordi con la clientela, finalizzati
ad assicurare:
la prenotazione della partenza delle unita’ di carico e/o dei
carri;
l’informazione della consegna delle unita’ di carico e/o dei carri;
l’infornazione della messa a disposizione delle unita’ di carico
e/o dei carri.
2.3. Predisposizione di un documento definito “Procedure
organizzative” che preveda, al suo interno, le procedure e le
misure poste in essere per la gestione delle varie fasi
dell’emergenza, anche in accordo con le industrie produttrici o
destinatarie delle merci pericolose, e che fornisca le necessarie
indicazioni sulle vie di fuga e i relativi idonei mezzi di
segnalazione.
2.4. Creazione di un presidio centrale o di vari presidi
territoriali costituiti da personale ferroviario reperibile, per
coordinare la gestione delle varie fasi dell’emergenza.
2.5. Informazione e formazione del personale, differenziata in
riferimento alle diverse tipologie di servizio svolte, sui pericoli
specifici connessi con il trasporto delle merci pericolose e
addestramento degli operatori sui controlli previsti e sugli
accorgimenti da adottare in relazione ai fini preventivi
cofitemplati dalla normativa ferroviaria (RID).
2.6. Divieto di effettuare manovre e gravita’, salvo negli impianti
dove l’attrezzatura tecnologica consente di garantire una velocita’
di accosto inferiore a quella prevista dalla regolamentazione
ferroviaria vigente.
2.7. Procedure di controllo e verifica visiva dell’integrita’ e
idoneita’ di ogni singolo carro prima della partenza e, da parte
della societa’ destinataria, al momento dello svincolo.

Architetto.info