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Attuazione delle direttive n. 87/404/CEE e n. 90/488/CEE, in materia...

Attuazione delle direttive n. 87/404/CEE e n. 90/488/CEE, in materia di recipienti semplici a pressione, a norma dell'art. 56 della legge 29 dicembre 1990, n. 428.

COMUNITA’ EUROPEE Decreto legislativo 27 settembre 1991, n. 311 (in
Gazz. Uff., 4 ottobre, n. 233). — Attuazione delle direttive n.
87/404/CEE e n. 90/488/CEE, in materia di recipienti semplici a
pressione, a norma dell’art. 56 della legge 29 dicembre 1990, n.
428.

Il Presidente della Repubblica:

Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione; Visto l’art. 56
della legge 29 dicembre 1990, n. 428, recante delega al Governo per
l’attuazione delle direttive n. 87/404/CEE e n. 90/488/CEE del
Consiglio, in materia di recipienti semplici a pressione; Vista la
deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione
del 26 luglio 1991; Sulla proposta del Ministro per il
coordinamento delle politiche comunitarie, di concerto con i
Ministri degli affari esteri, di grazia e giustizia, del tesoro e
dell’industria, del commercio e dell’artigianato;

Emana il seguente decreto legislativo:

Art. 1.

Campo di applicazione.

1. Il presente decreto si applica ai recipienti saldati fabbricati
in serie, soggetti ad una pressione interna relativa superiore a
0,5 bar, destinati a contenere aria o azoto e non destinati ad
essere esposti alla fiamma, di seguito indicati come <<recipienti>>
e aventi le seguenti caratteristiche:
a) le parti e gli elementi di assemblaggio che contribuiscono alla
resistenza del recipiente alla pressione sono fabbricati in acciaio
di qualità non legato, in alluminio non legato oppure in lega di
alluminio ricotto;
b) il recipiente è costituito:
da una parte cilindrica a sezione retta circolare chiusa da due
fondi bombati con la concavità rivolta verso l’interno e/o da fondi
piani. L’asse di rivoluzione di questi fondi è lo stesso della
parte cilindrica;
oppure da due fondi bombati aventi lo stesso asse di rivoluzione;
c) la pressione massima di esercizio del recipiente è inferiore o
pari a 30 bar e il prodotto di tale pressione per la capacità del
recipiente (PS x V) raggiunge al massimo 10.000 bar x 1;
d) la temperatura minima di esercizio non deve essere inferiore a –
50 °C e la temperatura massima di esercizio non deve essere
superiore a 300 °C per i recipienti in acciaio e 100 °C per i
recipienti in alluminio o lega di alluminio.

2. Sono esclusi dal campo di applicazione del presente decreto i
recipienti appositamente previsti per impieghi nucleari la cui
diffettosità può causare una emissione di radioattività, quelli
appositamente previsti per l’installazione o la propulsione di navi
o aeromobili, nonchè gli estintori.

Art. 2.

Condizioni per l’immissione sul mercato e l’utilizzazione.

1. É consentita l’immissione sul mercato, la libera circolazione e
la utilizzazione dei recipienti, purchè, a seguito di corretta
installazione, di manutenzione adeguata e di impieghi conformi alla
loro destinazione, non compromettano la sicurezza delle persone,
degli animali domestici o dei beni.
2. Dal 1° luglio 1992 l’immissione sul mercato e/o la messa in
servizio dei recipienti sono condizionate al rispetto delle
prescrizioni degli articoli seguenti.

Art. 3.

Requisiti di sicurezza.

1. I recipienti il cui prodotto PS x V è superiore a 50 bar x 1
devono soddisfare i requisiti essenziali di sicurezza indicati
nell’allegato I.
2. I recipienti il cui prodotto PS x V è inferiore o pari a 50 bar
x 1 devono essere fabbricati secondo le norme di cui al titolo I
del regio decreto 12 maggio 1927, n. 824 e successive modifiche e
integrazioni, e devono recare le iscrizioni previste al punto 1
dell’allegato II, eccetto il marchio CE di cui all’art. 4.
3. É consentita l’immissione sul mercato dei recipienti di cui al
comma 2 fabbricati negli Stati membri della CEE secondo le regole
ivi vigenti e che rechino le iscrizioni previste dal medesimo comma
2.

Art. 4.

Marchio CE.

1.I recipienti di cui all’art. 3, comma 1, possono essere
commercializzati solo se muniti del marchio CE, apposto con le
modalità di cui agli articoli 10 e 12.
2. Il marchio CE è costituito dalla sigla <<CE>>, dalle ultime due
cifre dell’anno di costruzione e dal numero distintivo
dell’organismo di controllo di cui all’art. 7.
3. Il marchio CE, nonchè le iscrizioni previste dal punto 1
dell’allegato II devono essere apposti in modo visibile sul
recipiente o su una targhetta su di esso fissata in modo
inamovibile.

Art. 5.

Presunzione di conformità.

1. Si presumono conformi ai requisiti essenziali di sicurezza di
cui all’allegato I i recipienti, muniti del marchio CE, fabbricati
in conformità alle norme nazionali che li riguardano e che
recipiscono norme armonizzate comunitarie.
2. Per quanto riguarda i recipienti fabbricati in Italia, le norme
nazionali di ricezione delle norme armonizzate comunitarie sono
emanate con decreto del Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato, da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale.
3. Si presumono ugualmente conformi ai requisiti essenziali di
sicurezza quei recipienti per i quali il fabbricante non ha
applicato in tutto o in parte le norme di cui al comma 2 purchè, in
ogni caso, il modello del recipiente a pressione abbia ricevuto un
attestato di certificazione CE secondo le procedure di cui all’art.
9.

Art. 6.

Misure amministrative per la sicurezza delle persone e dei beni.

1. Nel caso in cui un recipiente, munito del marchio CE ed usato
conformemente alla propria destinazione, possa compromettere la
sicurezza delle persone, degli animali domestici o dei beni, il
Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato provvede
con decreto motivato e, qualora vi sia segnalazione da parte di
altre amministrazioni, di concerto con i Ministeri competenti,
all’adozione di ogni misura utile per l’eventuale ritiro, o per la
proibizione o la limitazione di immissione sul mercato. Il
provvedimento è notificato immediatamente agli interessati e deve
contenere l’indicazione dei mezzi di ricorso. Di esso viene data
comunicazione motivata alla Commissione ed agli Stati membri della
CEE, per il tramite del Ministero degli affari esteri.

Art. 7.

Organismi autorizzati.

1. L’organismo che chiede di essere autorizzato a svolgere le
procedure di cui all’art. 8 ne fa istanza al Ministero
dell’industria, del commercio e dell’artigianato – Ispettorato
tecnico dell’industria, che provvede alla relativa istuttoria ed
alla verifica del possesso dei requisiti minimi di cui all’allegato
III. Il contenuto della domanda è fissato con decreto del Ministro
dell’industria, del commercio e dell’artigianato, da emanarsi entro
trenta giorni dall’entrata in vigore del presente decreto.
2. L’autorizzazione è rilasciata con decreto del Ministro
dell’industria, del commercio e dell’artigianato, di concerto con
il Ministro del lavoro e della previdenza sociale, nonchè di
concerto con il Ministro dell’interno quando trattasi di recipienti
che interessano problemi di sicurezza dall’incendio. Il decreto
deve essere pubblicato nella Gazzetta Ufficiale.
3. Le amministrazioni che hanno rilasciato l’autorizzazione
vigilano sull’attività degli organismi autorizzati e possono
procedere a verifiche e ispezioni nei confronti dell’organismo di
cui al comma 1, al fine di accertare la permanenza dei requisiti
minimi e il regolare svolgimento delle procedure di cui agli
articoli seguenti.
4. Se un organismo autorizzato non soddisfa più i requisiti minimi
di cui all’allegato III, l’autorizzazione è revocata.
5. Il Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato,
tramite il Ministero degli affari esteri, dà comunicazione alla
Commissione CEE dell’elenco degli organismi autorizzati, nonchè
delle modifiche od eventuali revoche dell’autorizzazione.
6. Le spese delle procedure previste dal presente decreto sono a
totale carico del fabbricante o del suo mandatario.
7. L’organismo è responsabile per ogni eventuale danno recato al
fabbricante o a terzi.
8. Le revoche degli attestati di certificazione CE da parte degli
organismi dovranno essere motivate e comunicate immediatamente agli
interessati e ai Ministeri di cui al comma 2. Il Ministero
dell’industria, del commercio e dell’artigianato, per il tramite
del Ministero degli affari esteri, ne informerà gli altri Stati
membri e la Commissione CEE.

Art. 8.

Obblighi per recipienti pericolosi.

1.Prima della costruzione dei recipienti il cui prodotto PS x V sia
superiore a 50 bar x 1, fabbricati conformemente alle norme di cui
all’art. 5, comma 1, il fabbricante o il suo mandatario stabilito
nella Comunità deve, a sua scelta:

a) informarne un organismo autorizzato di cui all’art. 7 che, in
base alla documentazione tecnica relativa alla costruzione di cui
al punto 3 dell’allegato II, rilascerà un attestato di idoneità di
tale documentazione;
b) ovvero sottoporre alla certificazione CE di cui all’art. 9 un
modello di recipiente.

2. Se i medesimi recipienti sono fabbricati non rispettando o
rispettando soltanto parzialmente le norme di cui all’art. 5, comma
1, il fabbricante o il suo mandatario stabilito nella Comunità deve
sottoporre alla certificazione CE di cui all’art. 9 un modello di
recipiente. 3. I recipienti fabbricati conformemente alle norme di
cui all’art. 5, comma 1, oppure al modello approvato, prima di
essere immessi sul mercato devono essere sottoposti:

a) alla verifica CE di cui all’art. 10, se il prodotto PS x V è
superiore a 3.000 bar x 1;
b) a scelta del fabbricante, se il prodotto PS x V è inferiore o
pari a 3.000 bar x 1 e superiore a 50 bar x 1:
1) alla dichiarazione di conformità CE di cui all’art. 12;
2) oppure alla verifica CE di cui all’art. 10.

4. I fascicoli e la corrispondenza relativi alle procedure di
certificazione di…

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