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Regolamento recante aggiornamento del decreto ministeriale 27 febbraio 1996, n. 209, concernente la disciplina degli additivi alimentari consentiti nella preparazione e per la conservazione delle sostanze alimentari. Recepimento della direttiva 98/72/CE.

IL MINISTRO DELLA SANITA’
Visti gli articoli 5, lettera g) e 22 della legge 30 aprile 1962,
n. 283;
Visto il decreto ministeriale 27 febbraio 1996, n. 209, concernente
la disciplina degli additivi alimentari consentiti nella
preparazione e per la conservazione delle sostanze alimentari in
attuazione delle direttive n. 94/34/CE, n. 94/35/CE, n. 94/36/CE,
n. 95/2/CE e n. 95/31/CE, modificato da ultimo con il decreto 24
giugno 1998, n. 261;
Vista la direttiva 98/72/CE del Parlamento europeo e del Consiglio,
del 15 ottobre 1998, che modifica la direttiva n. 95/2/CE relativa
agli additivi alimentari diversi dai coloranti e dagli edulcoranti;
Ritenuto di dover procedere al recepimento della direttiva
sopracitata;
Sentito il Consiglio superiore di sanita’ che si e’ espresso nella
seduta del 27 ottobre 1999;
Visto l’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400;
Udito il parere del Consiglio di Stato, sezione consultiva per gli
atti normativi, espresso nella riunione del 10 gennaio 2000;
Vista la comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri ai
sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n.
400, effettuata in data 7 febbraio 2000;
A d o t t a
il seguente regolamento:
Art. 1.
1. Il decreto ministeriale 27 febbraio 1996, n. 209, modificato da
ultimo con il decreto 24 giugno 1998, n. 261, e’ modificato come
segue:
A) all’articolo 2, comma 5, e’ aggiunta la seguente lettera e):
“e) agli enzimi diversi da quelli menzionati negli allegati”;
B) all’articolo 15:
1) il comma 1 e’ sostituito dal seguente: “1. Nei prodotti
alimentari possono essere impiegate per gli scopi citati nell’art.
14, commi 1 e 2 solo le sostanze elencate negli allegati IX, X, XI
e XII”;
2) il comma 2 e’ sostituito dal seguente: “2. Gli additivi
alimentari elencati nell’allegato IX possono essere impiegati nei
prodotti alimentari per gli scopi citati nell’art. 14, commi 1 e 2,
ad eccezione di quelli citati nell’allegato X, secondo il principio
quanto basta”;
3) il comma 3 e’ modificato come segue:
1) la lettera e) e’ sostituita dalla seguente: “e) latte (compreso
quello intero, scremato e parzialmente scremato), pastorizzato,
sterilizzato (compreso il trattamento UHT) e panna intera
pastorizzata”;
2) la lettera m) e’ sostituita dalla seguente: “m) pasta alimentare
secca, esclusa la pasta esente da glutine e/o la pasta per diete
ipoproteiche ai sensi del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n.
111”;
C) l’allegato IX e’ modificato come segue:
1) dopo la voce “E 466 Carbossimetilcellulosa” e’ aggiunta la voce
“E 469 Carbossimetilcellulosa idrolizzata enzimaticamente”;
2) dopo la voce “E 640 Glicina e suo sale di sodio” e’ aggiunta la
voce “E 920 L-Cisteina(*)”;
3) dopo la voce “E 948 Ossigeno” e’ aggiunta la voce “E 1103
Invertasi”;
4) dopo la voce “E 1450 Ottenilsuccinato di amido e sodio” e’
aggiunta la voce “E 1451 Amido acetilato ossidato”;
(*) Puo’ essere usata come agente di trattamento delle farine.
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Art. 2.
1. Il commercio dei prodotti alimentari non conformi alle
disposizioni del presente decreto e’ vietato a partire dal 4
novembre 2000; i prodotti immessi sul mercato o etichettati prima
del 4 novembre 2000, non conformi al presente decreto possono
essere commercializzati fino all’esaurimento delle scorte.
2. E’ abrogato il decreto ministeriale 24 giugno 1998, n. 261.
Il presente decreto munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e farlo
osservare.
Roma, 10 marzo 2000
Il Ministro: Bindi
Visto, il Guardasigilli: Fassino
Registrato alla Corte dei conti il 15 giugno 2000
Registro n. 2 Sanita’, foglio n. 49
N O T E:
Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto
dall’amministrazione competente per materia, ai sensi dell’art. 10,
commi 2 e 3 del testo unico approvato D.P.R. 28 dicembre 1985, n.
1092, al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di
legge alle quali e’ operato il rinvio. Restano invariati il valore
e l’efficacia degli atti legislativi qui trascritti.
Note alle premesse:
– Il testo dell’art. 5, lettera g), della legge 30 aprile 1962, n.
283 (Disciplina igienica della produzione della vendita delle
sostanze alimentari e delle bevande), e’ il seguente:
“Art. 5. – E’ vietato impiegare nella preparazione di alimenti o
bevande, vendere, detenere per vendere o somministrare come mercede
ai propri dipendenti, o comunque distribuire per il consumo,
sostanze alimentari:
a) – f) (omissis);
g) con aggiunta di additivi chimici di qualsiasi natura non
autorizzati con decreto del Ministro per la sanita’ o, nel caso che
siano autorizzati, senza l’osservanza delle norme prescritte per il
loro impiego. I decreti di autorizzazione sono soggetti a revisioni
annuali”.
– Il testo dell’art. 22 della legge 30 aprile 1962, n. 283, citata,
e’ il seguente:
“Art. 22. – Il Ministro per la sanita’, entro sei mesi dalla
pubblicazione della presente legge, sentito il Consiglio superiore
di sanita’, pubblichera’ con suo decreto, l’elenco degli additivi
chimici consentiti nella preparazione e per la conservazione delle
sostanze alimentari, nel quale dovranno essere specificate, oltre
le loro caratteristiche chimico-fisiche, i requisiti di purezza, i
metodi di dosaggio negli alimenti, i casi d’impiego e le dosi
massime d’uso degli stessi.
Entro un anno il Ministro per la sanita’ pubblichera’ l’elenco dei
metodi ufficiali d’analisi delle sostanze alimentari.
Il Ministro per la sanita’ e’ autorizzato a provvedere con
successivi decreti ai periodici necessari aggiornamenti”.
– Il comma 3 dell’art. 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400
(Disciplina dell’attivita’ di Governo e ordinamento della
Presidenza del Consiglio dei Ministri), prevede che con decreto
ministeriale possano essere adottati regolamenti nelle materie di
competenza del Ministro o di autorita’ sottordinate al Ministro,
quando la legge espressamente conferisca tale potere.
Tali regolamenti, per materie di competenza di piu’ Ministri,
possono essere adottati con decreti interministeriali, ferma
restando la necessita’ di apposita autorizzazione da parte della
legge.
I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono dettare
norme contrarie a quelle dei regolamenti emanati dal Governo.
Essi debbono essere comunicati al Presidente del Consiglio dei
Ministri prima della loro emanazione. Il comma 4 dello stesso
articolo stabilisce che gli anzidetti regolamenti debbano recare la
denominazione di “regolamento”, siano adottati previo parere del
Consiglio di Stato, sottoposti al visto ed alla registrazione della
Corte dei conti e pubblicati nella Gazzetta Ufficiale.
Nota all’art. 1, comma 1, lettera A):
– Il testo vigente dell’art. 2 del decreto ministeriale n. 209/1996
(Regolamento concernente la disciplina degli additivi alimentari
consentiti nella preparazione e per la conservazione delle sostanze
alimentari in attuazione delle direttive n. 94/34/CE, n. 94/35/CE,
n. 94/36/CE, n. 95/2/CE e n. 95/31/CE), come modificato dal decreto
qui pubblicato e’ il seguente:
“1. Il presente decreto disciplina gli additivi alimentari
utilizzati o destinati ad essere utilizzati come ingredienti nella
fase di produzione o preparazione dei prodotti alimentari e ancora
presenti nel prodotto finale, anche in forma modificata.
2. Le categorie degli additivi alimentari sono riportate
nell’allegato I.
3. L’inserimento di un additivo alimentare in una delle categorie
dell’allegato I avviene conformemente alla funzione principale
normalmente svolta dall’additivo in questione. La classificazione
dell’additivo in una categoria non esclude peraltro la possibilita’
che tale additivo sia autorizzato per altre funzioni.
4. I criteri generali per l’approvazione degli additivi alimentari
sono riportate nell’allegato II.
5. Le disposizioni del presente decreto si applicano:
a) ai coadiuvanti teonologici come definiti all’art. 1, comma 2;
b) alle sostanze utilizzate per la protezione di piante e prodotti
vegetali;
c) agli aromi ed alle sostanze aromatizzanti di cui al decreto
legislativo 25 gennaio 1992, n. 107, riguardante l’attuazione delle
direttive n. 88/388/CEE e n. 91/71/CEE relative agli aromi
destinati ad essere impiegati nei prodotti alimentari ed ai
materiali di base per la loro preparazione;
d) alle sostanze aggiunte ai prodotti alimentari in quanto
nutritive quali i minerali, gli oligoelementi o le vitamine;
e) agli enzimi diversi da quelli menzionati negli allegati.”.
Nota all’art. 1, comma 1, lettera B):
– Il testo vigente dell’art. 15 del citato decreto n. 209/1996,
come modificato dal decreto qui pubblicato e’ il seguente “Art. 15.
– 1. Nei prodotti alimentari possono essere impiegate per gli scopi
citati nell’art. 14, commi 1 e 2, solo le sostanze elencate negli
allegati IX, X, XI e XII.
2. Gli additivi alimentari elencati nell’allegato IX possono essere
impiegati nei prodotti alimentari per gli scopi citati nell’art.
14, commi 1 e 2 ad eccezione di quelli citati nell’allegato X,
secondo il principio quanto basta.
3. Salvo laddove sia specificamente previsto, le disposizioni di
cui al comma 2 non si applicano ai seguenti prodotti:
a) prodotti alimentari non lavorati;
b) miele, come definito nella legge 12 ottobre 1982, n. 752;
c) oli e grassi di origine animale o vegetale, non emulsionati;
d) burro;
e) latte (compreso quello intero, scremato e parzialmente
scremato), pastorizzato, sterilizzato (compreso il trattamento UHT)
e panna intera pastorizzata;
f) prodotti lattieri non aromatizzati ottenuti con fermenti vivi;
g) acqua minerale naturale, come definita nel decreto legislativo
25 gennaio 1992, n. 105, e acqua di sorgente;
h) caffe’ (escluso il caffe’ istantaneo aromatizzato) ed estratti
di caffe’;
i) the in foglie non aromatizzato;
l) zuccheri, come definiti nella legge 31 marzo 1980, n. 139;
m) pasta alimentare secca, esclusa la pasta esente da glutine e/o
la pasta per diete ipoproteiche ai sensi del decreto legislativo 27
gennaio 1992, n. 111;
n) latticello naturale non aromatizzato (escluso il latticello
sterilizzato);
o) alimenti per lattanti e per la prima infanzia, come definiti nel
decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 111, compresi gli alimenti
per lattanti e la prima infanzia in cattive condizioni di salute.
Questi prodotti alimentari sono oggetto delle disposizioni
riportate nell’allegato XIII;
p) prodotti alimentari elencati nell’allegato X che possono
contenere soltanto gli additivi ivi citati e gli additivi riportati
negli allegati XI e XII alle condizioni specificate negli stessi.
4. Gli additivi elencati negli allegati XI e XII possono essere
impiegati solo nei prodotti alimentari citati in tali allegati e
alle condizioni ivi specificate.
5. Soltanto gli additivi elencati nell’allegato XIV possono essere
impiegati come coadiuvanti o solventi veicolanti per additivi
alimentari alle condizioni ivi specificate.
6. Le disposizioni del presente capo si applicano anche ai
corrispondenti prodotti alimentari destinati ad un’alimentazione
particolare in conformita’ al decreto legislativo 27 gennaio 1992,
n. 111.
7. Salvo diversa indicazione le dosi massime d’impiego indicate
negli allegati X, XI, XII e XIII si riferiscono ai prodotti
alimentari pronti per il consumo, preparati secondo le istruzioni
per l’uso.
8. Nei prodotti italiani a base di carne, riportati nell’allegato
XVIII del presente decreto, possono essere impiegate soltanto le
categorie di additivi ivi indicate (cosi’ come modificato dal
decreto n. 250/1998).
8-bis. L’allegato I del presente decreto riporta i prodotti
relativamente ai quali gli Stati membri interessati possono
mantenere il divieto di impiego di determinate categorie di
additivi (cosi’ come modificato dal decreto n. 250/1998)”.
Nota all’art. 1, comma 1, lettera C):
– L’allegato IX del citato decreto ministeriale n. 209/1996 riporta
l’elenco degli “additivi alimentari di cui e’ generalmente
autorizzato l’impiego nei prodotti alimentari non citati all’art.
15, comma 3”.
Nota all’art. 1, comma 1, lettera D):
– L’allegato X del citato decreto ministeriale n. 209/1996 riporta
l’elenco dei “prodotti alimentari in cui puo’ essere utilizzato un
numero limitato di additivi dell’allegato IX”.
Nota all’art. 1, comma 1, lettera E):
– L’allegato XI del citato decreto ministeriale n. 209/1996 riporta
l’elenco dei “conservanti e antiossidanti condizionatamente
ammessi” e precisamente:
a) parte “A” – Sorbati, benzoati e p-idrossibenzoati;
b) parte “B” – Anidride solforosa e solfiti;
c) parte “C” – Altri conservanti;
d) parte “D” – Altri antiossidanti.
Nota all’art. 1, comma 1, lettera F):
– L’allegato XII del citato decreto ministeriale n. 209/1996
riporta l’elenco degli “altri additivi ammessi”.
Nota all’art. 1, comma 1, lettera G):
– L’allegato XIII del citato decreto ministeriale n. 209/1996
riporta l’elenco degli “additivi alimentari ammessi negli alimenti
destinati ai lattanti e alla prima infanzia” e precisamente:
a) nella “parte 1” gli “additivi alimentari ammessi in alimenti per
lattanti in buona salute”;
b) nella “parte 2” gli “additivi alimentari ammessi in alimenti di
proseguimento per soggetti in buona salute”;
c) nella “parte 3” gli “additivi alimentari ammessi in alimenti per
lo svezzamento e per bambini in buona salute”;
d) nella “parte 4” gli “additivi alimentari ammessi negli alimenti
destinati ai lattanti e alla prima infanzia per scopi medici
speciali”.
Nota all’art. 1, comma 1, lettera H):
– L’allegato XIV del citato decreto ministeriale n. 209/1996
riporta l’elenco dei “coadiuvanti e solventi veicolanti ammessi”.

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