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Intervento sostitutivo del Governo per la ripartizione di funzioni amministrative tra regioni ed enti locali a norma dell'articolo 4, comma 5, della legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive modificazioni.

in vigore dal: 4- 5-1999
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
Vista la legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive modifiche ed
integrazioni, ed in particolare l’articolo 4, comma 5, che prevede
l’emanazione da parte del Governo di uno o piu’ decreti legislativi
con i quali vengono ripartite fra la regione e gli enti locali le
funzioni conferite alle regioni qualora le regioni non abbiano
adottato, entro sei mesi dall’emanazione dei decreti legislativi
previsti nella stessa legge, la legge di puntuale individuazione
delle funzioni trasferite o delegate agli enti locali e di quelle
mantenute in capo alla regione stessa;
Visto il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, recante
conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle
regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della legge
15 marzo 1997, n. 59;
Considerato che le regioni Piemonte, Lombardia, Veneto, Marche,
Lazio, Molise, Campania, Puglia e Calabria non hanno provveduto
entro il termine di cui al citato comma 5 dell’articolo 4 della
legge n. 59 del 1997;
Sentite le regioni inadempienti;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 26 marzo 1999;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del
Ministro per gli affari regionali, di concerto con il Ministro dei
lavori pubblici, con il Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato, con il Ministro del lavoro e della previdenza
sociale, con il Ministro della sanita’, con il Ministro
dell’ambiente e con il Ministro dei trasporti e della navigazione;
E m a n a
il seguente decreto legislativo:
Art. 1.
Ambito di applicazione
1. Fino alla data di entrata in vigore di ciascuna legge regionale
di cui all’articolo 3 della legge 8 giugno 1990, n. 142, ed
all’articolo 4, comma 5, della legge 15 marzo 1997, n. 59, che
individua quali delle funzioni amministrative conferite alle
regioni dal decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, sono
mantenute in capo alla regione e quali sono trasferite o delegate
agli enti locali, le disposizioni del presente decreto si applicano
alle regioni Piemonte, Lombardia, Veneto, Marche, Lazio, Molise,
Campania, Puglia e Calabria.
Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto ai sensi
dell’art. 10, comma 3, del testo unico delle disposizioni sulla
promulgazione delle leggi, sull’emanazione dei decreti del
Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della
Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n.
1092, al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di
legge alle quali e’ operato il rinvio. Restano invariati il valore
e l’efficacia degli atti legislativi qui trascritti.

Note alle premesse:
– L’art. 76 della Costituzione regola la delega al Governo
dell’esercizio della funzione legislativa e stabilisce che essa non
puo’ avvenire se non con determinazione di principi e criteri
direttivi e soltanto per tempo limitato e per soggetti definiti.
– L’art. 87, comma quinto, della Costituzione, conferisce al
Presidente della Repubblica il potere di promulgare le leggi e di
emanare i decreti aventi valore di legge e i regolamenti.
– Il testo del comma 5 dell’art. 4 della legge n. 59/1997 (Delega
al Governo per il conferimento di funzioni e compiti alle regioni
ed enti locali, per la riforma della pubblica amministrazione e per
la semplificazione amministrativa) e’ il seguente:
“5. Ai fini dell’applicazione dell’art. 3 della legge 8 giugno
1990, n. 142, e del principio di sussidiarieta’ di cui al comma 3,
lettera a) e del principio di efficienza e di economicita’ di cui
alla lettera c) del medesimo comma del presente articolo, ciascuna
regione adotta, entro sei mesi dall’emanazione di ciascun decreto
legislativo, la legge di puntuale individuazione delle funzioni
trasferite o delegate agli enti locali e di quelle mantenute in
capo alla regione stessa. Qualora la regione non provveda entro il
termine indicato, il Governo e’ delegato ad emanare, entro il 31
marzo 1999, sentite le regioni inadempienti, uno o piu’ decreti
legislativi di ripartizione di funzioni tra regione ed enti locali
le cui disposizioni si applicano fino alla data di entrata in
vigore delle legge regionale”.
Note all’art. 1:
– Il testo dell’art. 3 della legge 8 giugno 1990, n. 142
(Ordinamento delle autonomie locali), cosi’ recita:
“Art. 3 (Rapporti tra regioni ed enti locali). – 1. Ai sensi
dell’art. 117, primo e secondo comma, e dell’art. 118, primo comma,
della Costituzione, ferme restando le funzioni che attengano ad
esigenze di carattere unitario nei rispettivi territori, le regioni
organizzano l’esercizio delle funzioni amministrative a livello
locale attraverso i comuni e le province. 2. Ai fini di cui al
comma 1, le leggi regionali si conformano ai principi stabiliti
dalla presente legge in ordine alle funzioni del comune e della
provincia, identificando nelle materie e nei casi previsti
dall’art. 117 della Costituzione gli interessi comunali e
provinciali in rapporto alle caratteristiche della popolazione e
del territorio.
3. La legge regionale disciplina la cooperazione dei comuni e delle
province tra loro e con la regione, al fine di realizzare un
efficiente sistema delle autonomie locali al servizio dello
sviluppo economico, sociale e civile.
4. La regione determina gli obiettivi generali della programmazione
economicosociale e territoriale e su questa base ripartisce le
risorse destinate al finanziamento del programma di investimenti
degli enti locali.
5. Comuni e province concorrono alla determinazione degli obiettivi
contenuti nei piani e programmi dello Stato e delle regioni e
provvedono, per quanto di propria competenza, alla loro
specificazione ed attuazione.
6. La legge regionale stabilisce forme e modi della partecipazione
degli enti locali alla formazione dei piani e programmi regionali e
degli altri provvedimenti della regione.
7. La legge regionale fissa i criteri e le procedure per la
formazione e attuazione degli atti e degli strumenti della
programmazione socioeconomica e della pianificazione territoriale
dei comuni e delle province rilevanti ai fini dell’attuazione dei
programmi regionali.
8. La legge regionale disciplina altresi’ con norme di carattere
generale modi e procedimenti per la verifica della compatibilita’
fra gli strumenti di cui al comma 7 ed i programmi regionali ove
esistenti”. – Per il testo del comma 5 dell’art. 4 della legge n.
59/1997 si veda in note alle premesse.
– Il titolo del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, e’
citato nelle premesse del presente decreto.
Art. 2.
Funzioni della regione
1. Sono esercitate dalla regione le funzioni amministrative
relative:
a) alla definizione di interventi cofinanziati con lo Stato ai
sensi dell’articolo 13, comma 1, lettera b), del decreto
legislativo n. 112 del 1998;
b) alla previsione di incentivazioni alle imprese artigiane;
c) alla definizione delle eventuali intese con lo Stato per
consentire l’avvalimento dei comitati tecnici regionali, ai sensi
dell’articolo 13, comma 1, del decreto legislativo n. 112 del 1998.

Nota all’art. 2:
– Il testo dell’art. 13, comma 1, del citato decreto legislativo 31
marzo 1998, n. 112, cosi’ recita: “1. In materia di artigianato
sono conservate all’amministrazione statale le funzioni attualmente
previste concernenti:
a) la tutela delle produzioni ceramiche, in particolare di quella
artistica e di qualita’, di cui alla legge 9 luglio 1990, n. 188;
b) eventuali cofinanziamenti, nell’interesse nazionale, di
programmi regionali di sviluppo e sostegno dell’artigianato,
secondo criteri e modalita’ definiti con decreto del Ministro
dell’industria, del commercio e dell’artigianato, d’intesa con la
Conferenza unificata. In tali casi lo Stato, d’intesa con la
regione interessata, puo’ avvalersi dei comitati tecnici regionali
di cui all’art. 37 della legge 25 luglio 1952, n. 949. La
composizione dei comitati tecnici regionali puo’ essere modificata
dalla Conferenza unificata”.

Art. 3.
Funzioni delle province
1. Sono esercitate dalle province le funzioni amministrative
previste dall’articolo 14 del decreto legislativo n. 112 del 1998.

Nota all’art. 3:
– Il testo dell’art. 14 del citato decreto legislativo 31 marzo
1998, n. 112, e’ il seguente:
“Art. 14 (Conferimento di funzioni alle regioni). – 1. Sono
conferite alle regioni tutte le funzioni amministrative statali
concernenti la materia dell’artigianato, come definita nell’art.
12, non riservate allo Stato ai sensi dell’art. 13”.
Art. 4.
Funzioni della regione
1. Sono esercitate dalla regione le funzioni amministrative in
materia di industria previste dall’articolo 19, commi 1, 2 e 4, del
decreto legislativo n. 112 del 1998, ivi compresa la determinazione
dei presupposti, dei requisiti e dei criteri per la concessione e
la erogazione alle industrie di agevolazioni, sovvenzioni,
incentivi e contributi di qualsiasi genere, comunque denominati.

Nota all’art. 4:
– Il testo dell’art. 19, commi 1, 2 e 4, del citato decreto
legislativo 31 marzo 1998, n. 112, e’ il seguente:
“Art. 19 (Conferimento di funzioni alle regioni e agli enti
locali). – 1. Sono delegate alle regioni tutte le funzioni
amministrative statali concernenti la materia dell’industria, come
definita nell’art. 17, non riservate allo Stato ai sensi dell’art.
8 e non attribuite alle province e alle camere di commercio,
industria, artigianato e agricoltura, ai sensi del presente
articolo e dell’art. 20. Tra le funzioni delegate sono comprese
anche le funzioni amministrative concernenti l’attuazione di
interventi dell’Unione europea salvo quanto disposto da…

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