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Indicazioni necessarie alla riattivazione dell'intervento previsto dall'art. 11 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, come modificato dagli articoli 53 e 54, comma 5, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, recante incentivi fiscali per i settori del commercio e del turismo.

Alle imprese interessate
Alle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura
All’Unioncamere
Alle unioni regionali delle camere di commercio
Alle associazioni di categoria del commercio e del turismo
L’art. 11 della legge 27 dicembre 1997, n. 449 ha disposto la
concessione di un incentivo fiscale per il commercio e il turismo
sotto forma di credito d’imposta, con le modalita’ e i criteri di
cui all’art. 10 della legge 5 ottobre 1991, n. 317 e alle relative
disposizioni attuative, ad eccezione di quanto previsto ai commi 2,
4 e 6 del medesimo art. 10. L’art. 53 e l’art. 54, comma 5, della
legge 23 dicembre 1998, n. 448 hanno esteso le agevolazioni alle
imprese commerciali all’ingrosso, alle spese per l’acquisto di
programmi informatici e di sistemi di pagamento con moneta
elettronica ed hanno elevato l’ammontare massimo di agevolazione
concedibile nei limiti previsti dalla disciplina comunitaria in
materia de minimis.
La presente circolare, con la quale vengono fornite le necessarie
indicazioni per la riattivazione dell’intervento e definito il
nuovo schema da utilizzare per l’accesso ai benefici sostituisce la
circolare n. 915190 del 19 marzo 1998, pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale n. 80 del 6 aprile 1998 e la circolare integrativa n.
901294 del 28 maggio 1998, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n.
131 dell’8 giugno 1998, sul medesimo argomento.
Si ricorda che con decreto del 17 dicembre 1998 pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale n. 303 del 30 dicembre 1998 sono stati sospesi i
termini per la presentazione delle richieste di accesso ai benefici
fiscali in questione a decorrere dal 1 gennaio 1999 e fino al 31
marzo 1999. Le richieste pertanto possono essere presentate a
decorrere dal 1 aprile 1999; le richieste presentate prima di tale
data saranno restituite alle imprese.
1. Soggetti beneficiari.
1.1. I soggetti beneficiari sono le piccole e medie imprese
commerciali di vendita al dettaglio, quelle di vendita
all’ingrosso, quelle di somministrazione al pubblico di alimenti e
bevande e le imprese turistiche.
a) si intendono imprese commerciali di vendita al dettaglio quelle
che esercitano la vendita al minuto di merci direttamente al
consumatore finale. Esercita l’attivita’ di commercio al minuto
chiunque professionalmente acquista merci a nome e per conto
proprio e le rivende, in sede fissa o su aree pubbliche o mediante
altre forme di distribuzione, direttamente al consumatore finale.
In particolare esercita l’attivita’ di commercio su aree pubbliche
l’impresa, munita dell’autorizzazione prevista dalla legge 28 marzo
1991, n. 112, ovvero, dopo il 24 aprile 1999 di quella prevista
dall’art. 28 del decreto legislativo 21 marzo 1998, n. 114, che
vende merci al dettaglio e somministra al pubblico alimenti e
bevande su aree pubbliche;
b) si intendono imprese commerciali di vendita all’ingrosso quelle
che acquistano merci in nome e per conto proprio e le rivendono ad
altri commercianti, grossisti o dettaglianti, ad utilizzatori
professionali o ad altri utilizzatori in grande. Non sono pertanto
ammissibili alle agevolazioni le imprese industriali, quelle
agricole e quelle artigiane, anche se vendono all’ingrosso i propri
prodotti.
c) si intendono imprese di somministrazione al pubblico di alimenti
e bevande quelle di vendita per il consumo sul posto, che comprende
tutti i casi in cui gli acquirenti consumano i prodotti nei locali
dell’esercizio o in una superficie aperta al pubblico, con impianti
ed attrezzature adeguati; tali imprese debbono essere in possesso
dell’autorizzazione comunale di cui alla legge 25 agosto 1991, n.
287;
d) le imprese turistiche sono quelle definite dalla legge 17 maggio
1983, n. 217 (Gazzetta Ufficiale del 25 maggio 1983, n. 141) e
dalle leggi regionali, ivi comprese le agenzie di viaggi.
1.2. Ai fini della definizione di piccola e media impresa si
applicano i parametri fissati per le imprese del commercio, dei
servizi e del turismo, sulla base di quanto disposto dal decreto
del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato 18
settembre 1997 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del l ottobre
1997, n. 229), in relazione alla citata legge n. 317/1991 (decreto
MICA 23 dicembre 1997, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’11
febbraio 1998), di seguito indicati:

A. E’ definita piccola e media l’impresa che:
a) ha meno di 95 dipendenti, e,
b) ha un fatturato annuo non superiore a 15 milioni di ecu, oppure
un totale di bilancio annuo non superiore a 10,1 milioni di ecu; c)
ed e’ in possesso del requisito di indipendenza, come definito
all’art. 1, comma 4, del citato decreto ministeriale del 18
settembre 1997;
B. Ove sia necessario distinguere, e’ definita piccola l’impresa
che:
a) ha meno di 20 dipendenti, e,
b) ha un fatturato annuo non superiore a 2,7 milioni di ecu, oppure
un totale di bilancio annuo non superiore a 1,9 milioni di ecu;
c) ed e’ in possesso del requisito di indipendenza, come definito
all’art. 1, comma 4, del citato decreto ministeriale del 18
settembre 1997.
2. Spese ammissibili.
2.1. Sono ammissibili le spese relative all’acquisto di beni
strumentali, strettamente pertinenti all’attivita’ esercitata
nell’unita’ locale cui sono destinati e oggetto di ammortamento,
individuati dalla tabella dei coefficienti di ammortamento di cui
al decreto del Ministro delle finanze 31 dicembre 1988, pubblicato
nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 27 del 2
febbraio 1989 e successive modificazioni e integrazioni,
limitatamente al “Gruppo XIX” e alle “Attivita’ non precedentemente
specificate”, di seguito elencati:
A. Gruppo XIX – Alberghi, ristoranti, bar e attivita’ affini:
a) mobili e arredamento;
b) biancheria;
c) attrezzatura (stoviglie, posate, attrezzature di cucina, ecc.);
d) impianti generici (riscaldamento, condizionamento);
e) impianti specifici (igienici, cucina, frigorifero, ascensori,
montacarichi, impianti telefonici, citofoni, campanelli e simili);
f) macchine d’ufficio elettromeccaniche ed elettroniche compresi i
computer e i sistemi telefonici elettronici.
B. Attivita’ non precedentemente specificate – “Altre attivita’”:
a) impianti e mezzi di sollevamento, carico e scarico, pesatura,
ecc.;
b) macchinari, apparecchi e attrezzature varie (compreso
frigorifero, impianto di condizionamento e distributore
automatico);
c) stigliatura;
d) arredamento;
e) banconi blindati o con cristalli blindati;
f) impianti di allarme, di ripresa fotografica, cinematografica e
televisiva;
g) impianti interni speciali di comunicazione e telesegnalazione;
h) impianti destinati al trattamento ed al depuramento delle acque,
fumi nocivi, ecc. mediante impiego di reagenti chimici;
i) mobili e macchine ordinarie d’ufficio;
j) macchine d’ufficio elettromeccaniche ed elettroniche compresi i
computer e i sistemi telefonici elettronici.
Ulteriori tipologie di spese.
Sono altresi’ ammissibili anche le spese relative agli acquisti di
programmi informatici (ivi inclusi quelli riferiti all’introduzione
dell’euro) e di sistemi di pagamento con moneta elettronica (ivi
inclusi gli apparecchi EFT-POS). Per quanto riguarda l’acquisto di
programmi informatici rientrano in tale tipologia di spesa i
software applicativi, utilizzati cioe’ per applicazioni
particolari, mentre i software di sistema essendo riferiti
strettamente all’hardware sono considerati come parte integrante
del bene sul quale sono applicati. Per quanto riguarda i sistemi di
pagamento con moneta elettronica rientrano in tale tipologia di
spesa l’acquisto dell’hardware e del relativo software di sistema,
nonche’ il software applicativo. Sono escluse le spese per noleggio
delle apparecchiature, quelle per canoni, ecc.
Le spese relative ai programmi informatici debbono essere
capitalizzate e, rappresentando spese che hanno utilita’ per piu’
esercizi, debbono essere dedotte dal reddito sulla base delle quote
imputabili ai singoli esercizi, secondo la vigente disciplina
fiscale.
2.2. Non sono ammissibili le spese concernenti autovetture,
autoveicoli, motoveicoli, edifici, costruzioni e fabbricati di
qualsiasi tipologia. Sono inoltre escluse le spese relative a
scorte e ad investimenti oggetto di autofatturazione.
2.3. Le spese medesime devono essere integralmente fatturate a
partire dal 1 gennaio 1998 e sono ammissibili al netto dell’IVA e
di eventuali altre imposte, delle spese notarili, degli interessi
passivi, dei costi d’imballaggio e di trasporto, dei materiali di
consumo, e dei costi relativi alla manodopera eventualmente
utilizzata nella realizzazione di impianti. Non sono ammissibili le
spese fatturate, anche parzialmente, anteriormente a detto termine.
2.4. Gli acquisti dei beni da ammettere alle agevolazioni possono
essere effettuati, oltre che nella forma dell’acquisto diretto,
anche nelle forme della vendita con riserva della proprieta’ (art.
1523 del codice civile), nelle forme previste dalla legge 28
novembre 1965 n. 1329, ovvero tramite operazioni di locazione
finanziaria. Ai fini della presentazione della domanda di
agevolazione l’impresa richiedente deve aver effettuato pagamenti,
corrisposto canoni o rate, pari ad almeno il trenta per cento del
costo agevolabile di ciascuno dei beni oggetto della fatturazione.
Nel caso di acquisto tramite locazione finanziaria, ai fini del
rispetto del termine di cui al comma precedente e della
determinazione del costo agevolabile, si fa riferimento alla
fattura intestata alla societa’ di leasing. Nel caso di acquisto
effettuato ai sensi della legge 28 novembre 1965, n. 1329, per il
rispetto della predetta quota si fa riferimento al pagamento degli
effetti, che comunque devono essere stati emessi integralmente.
2.5. Tutti i beni devono essere di nuova fabbricazione ed
installati ovvero utilizzati nell’unita’ locale indicata nel modulo
di domanda. Qualora l’impresa intenda utilizzare i beni agevolati,
nel corso del triennio successivo alla data di concessione delle
agevolazioni, presso un’altra unita’ locale dell’impresa stessa,
deve darne comunicazione, a mezzo raccomandata con avviso di
ricevimento, entro trenta giorni alla Camera di commercio,
industria, artigianato e agricoltura presso la quale e’ stata
presentata la domanda, pena la revoca delle agevolazioni.
2.6. Per le attivita’ stagionali, a parziale deroga di quanto
stabilito nel precedente punto 2.5, l’impresa potra’ trasferire i
beni agevolati dall’unita’ locale interessata ad altro luogo ai
fini di custodia per la durata di non utilizzo dei predetti beni
nell’unita’ locale per il periodo di chiusura. In tal caso
l’impresa dovra’ comunicare alla Camera di commercio competente,
nei termini e con le modalita’ previsti dal precedente punto 2.5,
il luogo ove i beni agevolati sono trasferiti ed il periodo di
permanenza degli stessi in tale localita’.
3. Tipologia e misura dell’agevolazione.
3.1 L’agevolazione concessa consiste in un credito d’imposta
determinato nella misura del venti per cento del costo ammissibile
dei beni. Il credito d’imposta puo’ essere fatto valere ai fini
dell’Irpef e dell’Irpeg e dell’IVA, anche in compensazione, ai
sensi del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241. Al credito
d’imposta si applicano, fatto salvo quanto previsto dall’art. 11
della legge 27 dicembre 1997, n. 449, le disposizioni di cui
all’art. 11 della legge 5 ottobre 1991, n. 317 e successive
modificazioni ed integrazioni. In particolare, il credito d’imposta
deve essere indicato, a pena di decadenza, nella dichiarazione dei
redditi relativa al periodo d’imposta nel corso del quale e’
concesso il beneficio allegando alla dichiarazione stessa copia
della comunicazione di cui al punto 4.2. Il credito d’imposta puo’
essere fatto valere a partire dall’anno 2000 ai fini del pagamento
dell’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef) e
dell’imposta sul reddito delle persone giuridiche (Irpeg), fino
alla concorrenza dell’imposta dovuta per il periodo d’imposta nel
corso del quale e’ concesso; l’eventuale eccedenza e’ computata,
anche in sede di pagamento dell’acconto, in diminuzione
dell’imposta relativa ai periodi di imposta successivi, ma non
oltre il quarto; ovvero e’ computata in diminuzione, nei medesimi
periodi d’imposta, dai versamenti dell’IVA successivi alla
dichiarazione dei redditi nella quale il credito e’ stato indicato.
3.2. Le agevolazioni in questione sono concesse con le modalita’ e
i criteri degli aiuti de minimis, di cui alla disciplina
comunitaria degli aiuti di Stato alle imprese. Il regime di aiuti
de minimis, svincolato dalle limitazioni comunitarie cui devono
sottostare gli aiuti di Stato, consente alla impresa,
indipendentemente dal numero di domande presentate e dal numero di
unita’ locali interessate, di ottenere aiuti a qualsiasi titolo,
riconducibili alla categoria de minimis, complessivamente non
superiori a 100.000 ecu, ora euro, nel triennio decorrente dalla
concessione del primo aiuto de minimis. Risulta pertanto necessario
far si’ che, qualora l’impresa richiedente abbia ottenuto, nel
triennio precedente la data di spedizione della domanda, aiuti
riconducibili sotto la categoria de minimis d’importo
complessivamente inferiore a 100.000 ecu ora euro, tale limite non
venga superato attraverso la concessione dell’agevolazione
richiesta. Ne consegue che per effettuare il calcolo di capienza il
Ministero deve conoscere l’importo di tutti gli aiuti de minimis,
ivi inclusi quelli previsti dall’art. 11 della legge 27 dicembre
1997, n. 449, concessi all’impresa richiedente nel predetto
periodo. A tal fine l’impresa richiedente, nel caso in cui abbia
ottenuto nel triennio antecedente la data di spedizione della
domanda aiuti riconducibili sotto la categoria de minimis d’importo
complessivamente inferiore a 100.000 ecu ora euro, pena la
esclusione dalle agevolazioni, deve indicare negli appositi spazi
del modulo di domanda i dati richiesti. I tassi di conversione
lira/ecu da applicare per gli aiuti concessi fino al 1998 sono
quelli medi annuali (utilizzati ai fini della determinazione della
dimensione aziendale) relativi all’esercizio precedente quello di
concessione dell’aiuto de minimis, di seguito indicati:
Aiuti concessi nel Tasso di conversione da applicare
19962.107,2
19971.932,7
19981.923,6
Per gli aiuti concessi a partire dal 1999 il tasso di conversione
lira/euro e’ pari a lire 1.936,27.
Nel caso in cui l’impresa non abbia beneficiato nel triennio
precedente la data di spedizione della domanda di alcun aiuto de
minimis, l’ammontare massimo di agevolazione concedibile ai sensi
dell’art. 11 della legge n. 449 del 1997, come modificato dalla
legge n. 448 del 1998, e’ pari a lire 193.627.000, corrispondente a
spese sostenute per lire 968.135.000.
3.3. Le risorse disponibili sono pari a lire 250 miliardi, cui si
aggiungono eventuali residui provenienti dallo stanziamento
precedente.
3.4. E’ prevista una riserva, pari al 50% delle risorse finanziarie
a disposizione, a favore delle imprese che occupano fino a 20
dipendenti. Nel caso di mancato utilizzo della quota riservata la
disponibilita’ rimanente viene utilizzata dalle altre imprese. Ai
fini del calcolo del numero dei dipendenti si applicano i medesimi
criteri utilizzati per la determinazione della dimensione aziendale
di cui al citato decreto ministeriale 18 settembre 1997.
4. Modalita’ e procedure per la concessione delle agevolazioni.
4.1. La domanda per la richiesta delle agevolazioni deve essere
presentata, esclusivamente tramite raccomandata con avviso di
ricevimento, alla camera di commercio, industria, artigianato e
agricoltura della provincia nella quale e’ situata l’unita’ locale
ove vengono utilizzati i beni per i quali si richiedono le
agevolazioni, utilizzando esclusivamente, anche in fotocopia o
estratto dal sito Internet www.minindustria.it, lo schema allegato
alla presente circolare. Sulla busta deve essere indicato il
riferimento: “Art. 11, legge 27 dicembre 1997, n. 449 – Incentivi
fiscali per il commercio”. Deve essere presentata per ciascuna
unita’ locale una domanda.
L’impresa dovra’ trasmettere alla camera di commercio, unitamente
alla domanda di agevolazione, la seguente documentazione:
a) copia fotostatica delle fatture relative ai beni per i quali
sono state richieste le agevolazioni (nel caso di acquisto tramite
leasing, copia della fattura intestata alla societa’ di locazione
finanziaria);
b) originale o copia autenticata della quietanza delle stesse o
della relativa dichiarazione del fornitore che attesti l’avvenuto
pagamento per almeno il trenta per cento del costo agevolabile (nel
caso di leasing, la dichiarazione deve essere rilasciata dalla
societa’ di locazione finanziaria; nel caso di acquisto ai sensi
della legge 28 novembre 1965, n. 1329, dall’istituto di credito).
In caso di parziale invio della documentazione di cui ai punti a) e
b) la camera di commercio competente sospende l’inserimento della
domanda negli elenchi di cui al successivo punto 4.2 e provvede a
richiedere l’integrazione che dovra’ pervenire, con le medesime
modalita’, entro trenta giorni dalla richiesta medesima. La
domanda, completa della documentazione, verra’ inserita nell’elenco
relativo al giorno di trasmissione dei documenti richiesti.
Il mancato invio della documentazione integrativa verra’
considerato come rinuncia all’agevolazione e pertanto la domanda
non avra’ seguito.
4.2. Il Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato,
controllate le disponibilita’ finanziarie, ordina, in appositi e
distinti elenchi secondo l’ordine cronologico di spedizione le
domande validamente pervenute e trasmesse da ciascuna camera di
commercio, e, con cadenza quindicinale, comunica alle imprese
interessate l’avvenuta concessione dell’agevolazione.
4.3. Qualora le disponibilita’ finanziarie non consentano la
concessione integrale delle agevolazioni in favore delle domande
aventi la stessa posizione nei rispettivi elenchi, il Ministero
dell’industria, del commercio e dell’artigianato applica una
riduzione percentuale in eguale misura.
4.4. Il Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato
rende nota la data dell’accertato esaurimento dei fondi con
comunicato da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale. Contestualmente,
compatibilmente con le disponibilita’ finanziarie di cassa, il
Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato,
trasferisce allo stato di previsione dell’entrata le somme
corrispondenti all’ammontare complessivo dei crediti d’imposta
attribuiti alle imprese.
A decorrere dalla data di pubblicazione della comunicazione di
esaurimento fondi non possono essere presentate domande di
agevolazioni; le domande ugualmente presentate a partire da tale
data saranno restituite alle imprese.
Alle imprese non ammesse, o ammesse solo parzialmente, ai benefici
per mancanza di capienza finanziaria, il credito d’imposta e’
riconosciuto, con priorita’ nella formazione dell’elenco di cui al
punto 4.2, nell’anno successivo nei limiti della relativa
disponibilita’.
Ove si rendano disponibili ulteriori risorse finanziarie, il
Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato puo’,
con proprio decreto, fissare nuovi termini per la presentazione
delle domande.
4.5. Sono motivi di esclusione dagli elenchi cronologici di cui al
punto 4.2:
a) la compilazione della domanda su schema diverso da quello
allegato alla presente circolare;
b) la mancata, erronea o parziale compilazione dei campi segnalati
come obbligatori nel modulo di domanda per la compilazione della
domanda di accesso ai benefici;
c) eventuali modificazioni apportate al testo prestampato delle
dichiarazioni contenute nel modulo;
d) la mancanza della firma e/o dell’autentica della medesima. Si
ricorda che in base alle innovazioni normative in materia di
semplificazione amministrativa di cui all’art. 3, comma 11, della
legge 15 maggio 1997, n. 127, come modificato dall’art. 2, della
legge 16 giugno 1998, n. 191, e’ possibile, oltre alle consuete
forme di autentica notarile ovvero tramite l’ufficiale di anagrafe,
adempiere all’obbligo di autentica della firma allegando alla
richiesta di accesso ai benefici, fotocopia del documento valido di
identita’ del firmatario;
e) il mancato invio della documentazione integrativa di cui al
punto 4.1.
5. Divieto di cumulo.
5.1. L’impresa non puo’ beneficiare per i medesimi beni oggetto
delle agevolazioni di cui all’art. 11 della legge n. 449 del 1997,
di altre agevolazioni previste sotto qualsiasi forma, ivi incluso
anche gli aiuti de minimis, da altre normative statali, regionali o
delle province autonome di Trento e Bolzano ovvero da azioni
comunitarie cofinanziate, analogamente a quanto previsto dalle
disposizioni attuative della legge n. 317 del 1991, richiamate dal
comma 3 dell’art. 11 in questione.
6. Controlli, revoche e sanzioni.
6.1. Successivamente alla concessione dell’agevolazione,
nell’ambito della attivita’ di controllo di merito sulla
documentazione trasmessa, la camera di commercio competente potra’
richiedere alla impresa ulteriori informazioni e integrazioni della
documentazione medesima. In caso di mancato invio di quanto
richiesto dalla camera di commercio entro il termine di trenta
giorni, si provvedera’ alla revoca, anche parziale, delle
agevolazioni.
6.2. In ogni caso il Ministero dell’industria, del commercio e
dell’artigianato e le camere di commercio possono disporre
ispezioni presso le imprese beneficiarie, ai fini dell’eventuale
revoca delle agevolazioni.
6.3. Il Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato
provvede alla revoca delle agevolazioni qualora:
a) i beni oggetto di agevolazione risultino essere stati ceduti,
alienati o distratti nei tre anni successivi alla data di
concessione;
b) le informazioni e integrazioni necessarie ai fini del controllo
di merito, non vengano fornite alle camere entro il termine di
trenta giorni dalla data dell’eventuale richiesta;
c) i controlli effettuati evidenzino l’insussistenza delle
condizioni previste per l’accesso alle agevolazioni, dichiarate
dall’impresa in fase di domanda di agevolazione;
d) l’impresa non abbia comunicato alla camera di commercio entro
trenta giorni l’utilizzo dei beni agevolati presso altra unita’
locale dell’impresa stessa, ovvero nel caso di attivita’
stagionali, presso altra localita’ per il periodo di chiusura;
e) l’impresa abbia usufruito, per i medesimi beni oggetto
dell’agevolazione di cui alla presente circolare, di altre
agevolazioni, previste sotto qualsiasi forma ivi inclusa anche la
categoria de minimis, da altre normative statali, regionali o delle
province autonome di Trento e Bolzano, ovvero da azioni comunitarie
cofinanziate.
6.4. In caso di revoca il Ministero dell’industria, del commercio e
dell’artigianato ne da’ immediata comunicazione al Ministero delle
finanze.
6.5. Ai fini dell’applicazione delle sanzioni amministrative e
della restituzione delle agevolazioni revocate si applicano, fatto
salvo quanto previsto dall’art. 11, comma 3, della legge 27
dicembre 1997, n. 449, le disposizioni di cui all’art. 13 della
legge 5 ottobre 1991, n. 317, e successive modificazioni e
integrazioni. In particolare, la sanzione amministrativa
pecuniaria, e’ disposta nella misura da due a quattro volte
l’importo del credito d’imposta indebitamente fruito, ove ricorrano
le condizioni di cui alla lettera c) del punto 6.3.
Nei casi di restituzione delle agevolazioni a seguito di revoca
disposta per le inadempienze di cui alla lettera a) del punto 6.3
per azioni o fatti addebitabili all’impresa beneficiaria, ovvero
per i casi di cui lettera c) del medesimo punto 6.3, l’impresa
stessa deve versare il relativo importo maggiorato di un interesse
pari al tasso ufficiale di sconto vigente alla data di concessione
del credito di imposta.
In tutti gli altri casi la maggiorazione da applicare e’
determinata in misura pari al tasso di interesse legale. 6.6. Chi
rilascia o utilizza certificazioni attestanti fatti materiali non
corrispondenti al vero e’ punito con la reclusione da sei mesi a
quattro anni e con la multa da 10 a 100 milioni di lire, ai sensi
dell’art. 13, comma 3, della legge 5 ottobre 1991, n. 317.
7. Misure organizzative.
7.1. Le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura
possono, eventualmente in collaborazione con le associazioni di
categoria, intraprendere iniziative dirette ad agevolare la
presentazione delle domande, anche mediante la diffusione e
l’utilizzo di appositi supporti informatici.
8. Disposizioni transitorie.
8.1. Nel caso in cui l’impresa abbia presentato nel corso del 1998
domanda a valere sui benefici previsti dall’art. 11 della legge 27
dicembre 1997, n. 449, e abbia esposto spese ammissibili superiori
a L. 250.000.000 a fronte delle quali abbia ottenuto la concessione
dell’agevolazione nei limiti previsti dalla previgente normativa
(pari a L. 50.000.000) puo’, al fine di ottenere la concessione
della maggiore agevolazione riferita alle spese ammissibili
eccedenti il predetto importo di L. 250.000.000, presentare
domanda, nei modi e nei termini fissati dalla presente circolare,
nella quale devono essere riportati nuovamente ed in maniera
integrale tutti gli elementi nonche’ i dati relativi ai titoli di
spesa indicati nella domanda precedente e gia’ trasmessi con la
medesima. A tale domanda deve necessariamente, pena
l’inammissibilita’ della stessa, essere allegata la richiesta di
cui all’allegato 1.
Il Ministro: Bersani
Allegato 1
Il sottoscritto ……………. in qualita’ di titolare/legale
rappresentante dell’impresa ………………….. in relazione
alla domanda di agevolazione presentata nel corso del 1998, per
l’ottenimento dei benefici previsti dall’art. 11 della legge 27
dicembre 1997, n. 449 in data ……….., nella quale erano state
esposte spese ammissibili pari complessivamente a lire …….., a
fronte delle quali e’ stata concessa, con decreto n. …………..
del …….., un’agevolazione pari a lire, richiede la concessione
di ulteriori lire ………… pari al venti per cento delle spese
ammissibili eccedenti lire 250.000.000. Firma del titolare/legale
rappresentante……………………………………

Allegato2

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