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Resistenza al fuoco di porte ed altri elementi di chiusura. Prove e cr...

Resistenza al fuoco di porte ed altri elementi di chiusura. Prove e criteri di classificazione

IL MINISTRO DELL’INTERNO
Vista la legge 27 dicembre 1941, n. 1570, recante nuove norme per
l’organizzazione dei servizi antincendi;
Vista la legge 26 luglio 1965, n. 966, recante disciplina delle
tariffe, delle modalita’ di pagamento e dei compensi al personale
del
Corpo nazionale dei vigili del fuoco per i servizi a pagamento;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 29 luglio 1982, n.
577, recante l’approvazione del regolamento concernente
l’espletamento dei servizi di prevenzione e vigilanza antincendi;
Visto il decreto ministeriale 14 dicembre 1993, recante “Norme
tecniche e procedurali per la classificazione di resistenza al
fuoco
ed omologazione di porte ed altri elementi di chiusura”;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 12 gennaio 1998,
n. 37, recante disciplina dei procedimenti relativi alla
prevenzione
incendi, a norma dell’art. 20, comma 8, della legge 15 marzo 1997,
n. 59;
Visto il parere favorevole espresso nella riunione n. 208 del 14
ottobre 1997 dal Comitato centrale tecnico scientifico per la
prevenzione incendi di cui all’art. 10 del decreto del Presidente
della Repubblica 29 luglio 1982, n. 577;
Esperita, con notifica 98/0051/I, la procedura d’informazione di
cui alla direttiva 98/34/CE, che codifica la prassi istituita dalla
direttiva 83/189/CEE e successive modifiche;
Visto il parere favorevole espresso, con comunicazione SG (98)
D/52848, dalla Commissione europea che ha prescritto di modificare
il primo comma dell’art. 5 del decreto ministeriale 14 dicembre
1993;
Decreta:
Art. 1.
Classificazione
La classificazione di resistenza al fuoco di porte ed altri
elementi di chiusura si effettua secondo quanto specificato nella
norma UNI-CNVVF 9723 e nel primo foglio di aggiornamento UNI-CNVVF
9723: 1990/A1.
Art. 2.
Omologazione
Devono essere omologate, secondo la procedura tecnicoamministrativa
di cui al decreto ministeriale 14 dicembre 1993, le porte ed altri
elementi di chiusura, per le quali e’ richiesto il requisito di
resistenza al fuoco ed aventi le dimensioni compatibili con i
seguenti limiti massimi:
a) per porte di qualsiasi tipologia (con esclusione di quelle
scorrevoli):
a1) fino al 15% in larghezza oltre la misura massima compatibile
con la bocca del forno di prova;
a2) fino al 10% in altezza oltre la misura massima compatibile con
la bocca del forno di prova;
b) per porte scorrevoli:
b1) fino al 50% in larghezza o altezza o area oltre la misura
massima compatibile con la bocca del forno di prova.
Art. 3.
Benestare all’installazione
1. In attesa dell’emanazione di norme sulle porte di grandi
dimensioni, per quelle aventi misure superiori a quanto indicato
all’articolo precedente, il produttore deve presentare al Centro
studi ed esperienze dei vigili del fuoco apposita istanza,
corredata della documentazione indicata al comma 2, intesa ad
ottenere il parere tecnico sulla resistenza al fuoco.
Acquisito tale parere favorevole, il Ministero dell’interno
rilascera’:
1.1. un “benestare di tipo” per l’installazione di porte fino ai
seguenti limiti massimi:
a) chiusure scorrevoli con larghezza non superiore a 8 metri,
altezza non superiore a 4,5 metri ed area non superiore a 28
m(elevato a)2 ;
b) chiusure ad anta a rotazione verticale con larghezza non
superiore a 6 metri, larghezza della singola anta non superiore a 3
metri, altezza non superiore a 4 metri ed area non superiore a 16
m(elevato a)2 ;
c) chiusure complesse con larghezza non superiore a 6 metri,
altezza non superiore a 4 metri ed area non superiore a 18
m(elevato a)2 .
1.2. un “benestare a singola installazione” per porte con
dimensioni maggiori rispetto a quelle riportate al punto 1.1.
2. In allegato all’istanza di cui al comma 1, il produttore dovra’
presentare la seguente documentazione tecnica:
a) relazione descrittiva della porta e di tutte le sue componenti;
b) elaborati grafici dettagliati;
c) rapporti delle prove di resistenza al fuoco delle porte alle
quali si fa riferimento;
d) descrizione degli ulteriori accorgimenti previsti per garantire
la resistenza al fuoco di porte di grandi dimensioni;
e) valutazione del progettista sulla resistenza al fuoco della
porta di grandi dimensioni: tale valutazione sara’ basata anche su
eventuali relazioni di calcolo.
3. Il parere tecnico del Centro studi ed esperienze di cui al comma
1 rientra tra i servizi a pagamento del Corpo nazionale dei vigili
del fuoco previsti dall’art. l della legge 26 luglio 1965, n. 966.
Art. 4.
Responsabilita’ per il produttore
Il produttore e’ tenuto, ai sensi delle vigenti disposizioni di
legge e sotto la propria responsabilita’ civile e penale, a
garantire la rispondenza della porta a quanto riportato nell’atto
di omologazione o nel benestare, nonche’ le prestazioni di
resistenza al fuoco della classe di appartenenza dichiarata.
Art. 5.
Tolleranze delle misure
In sede di verifica e controllo, rispetto a quanto indicato dal
laboratorio di prova (nel caso dell’omologazione) o dal Centro
studi ed esperienze (nel caso del benestare), sono accettabili le
seguenti tolleranze:
Misure lineari ………………….. + — 5%
Massa volumica dei materiali
isolanti ………………………. + — 10%
Peso dell’intero serramento e
delle componenti ……………….. + — 6%
Requisito E e requisito I ………… — 8% (rispetto al valore
della classe di apparte- nenza)
Art. 6.
Commercializzazione
Il primo comma dell’art. 5 del decreto del Ministero dell’interno
14 dicembre 1993 “Norme tecniche e procedurali per la
classificazione di resistenza al fuoco ed omologazione di porte ed
altri elementi di chiusura” e’ sostituito dal seguente:
“Le porte ed altri elementi di chiusura legalmente fabbricati o
commercializzati negli altri Stati membri dell’Unione europea od
originari degli Stati firmatari dell’accordo SEE, sulla base di
norme armonizzate o di norme o regole tecniche straniere
riconosciute equivalenti, possono essere commercializzati in Italia
per essere impiegati nel campo di applicazione disciplinato dal
presente decreto”.
Il presente decreto sara’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.
Roma, 27 gennaio 1999
Il Ministro: Russo Jervolino

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