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Razionale sistemazione nel sottosuolo degli impianti tecnologici....

Razionale sistemazione nel sottosuolo degli impianti tecnologici.

IL MINISTRO DEI LAVORI PUBBLICI
delegato per le aree urbane
Vista la legge 13 giugno 1991, ed in particolare l’art. 3, il quale
prevede che con decreto del Presidente della Repubblica sono
emanate norme regolamentari per l’esecuzione e l’attuazione del
codice della strada;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1996,
n. 610 recante modifiche al decreto del Presidente della Repubblica
16 dicembre 1992, n. 495, “Regolamento di esecuzione e di
attuazione del nuovo codice della strada”, che all’art. 54 dispone
la realizzazione di cunicoli e gallerie per la allocazione nel
sottosuolo dei pubblici servizi in strutture adeguatamente
dimensionate e concepite in modo tale da consentire manutenzione
ordinaria e straordinaria senza la manomissione del corpo stradale
e sue pertinenze;
Considerata l’esigenza di dare le necessarie indicazioni in materia
ai comuni con piu’ di 30.000 abitanti;
Considerata l’opportunita’, altresi’, di dare le istruzioni anche
nel caso di pubblici servizi sistemati nei marciapiedi, la’ dove
tale allocazione non arrechi intralcio alla circolazione e disagio
alla cittadinanza;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 10
novembre 1998 concernente la delega di funzioni del Presidente del
Consiglio dei Ministri al Ministro dei lavori pubblici, dott.
Enrico Micheli in materia di aree urbane;
Visto il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, concernente le
disposizioni di attuazione della legge 15 marzo 1997, n. 59, che
all’art. 54, primo comma, lettera b), mantiene allo Stato le
funzioni attinenti all’indicazione dei criteri per la raccolta e
l’informatizzazione di tutto il materiale cartografico ufficiale
esistente e per quello in corso di elaborazione, al fine di
unificare i diversi sistemi per una piu’ agevole lettura dei dati;
Visto l’art. 98 del citato decreto legislativo 31 marzo 1998, n.
112, che mantiene allo Stato le funzioni di definire disposizioni
tecniche relative alle strade e loro pertinenze;
Visto l’art. 8 della legge 15 marzo 1997, n. 59, primo comma;
Considerata l’urgenza di intervenire nel settore dei servizi
tecnologici in armonia con la pressante necessita’ di una
riqualificazione urbana in ciascuna area che abbia influenza sulla
mobilita’ urbana e l’inquinamento;
Considerato altresi’ che nel caso di opere di urbanizzazione
connesse all’imminente evento giubilare, venga considerata nel
contesto medesimo l’eventuale sistemazione dei pubblici servizi in
modo corrispondente alle prescrizioni del nuovo codice della
strada; Sentito il parere del comitato tecnico scientifico per lo
sfruttamento razionale del sottosuolo, di cui al decreto 25 giugno
1995 del Sottosegretario protempore alla Presidenza del Consiglio
dei Ministri, delegato per le aree urbane, nel cui comitato sono
state rappresentate le amministrazioni centrali, le imprese dei
pubblici servizi, l’U.P.I., l’A.N.C.I. e le Federazioni delle
imprese; Vista l’intesa espressa nella seduta del 13 novembre 1998
dalla Conferenza unificata;
Visto il parere del Ministero dell’ambiente;
E m a n a
la seguente direttiva:
Art. 1.
F i n a l i t a’
1. La presente direttiva fornisce a comuni, province, Anas ed altri
Enti proprietari eo gestori delle sedi stradali e delle aree di uso
pubblico, in ambito urbano, le linee guida per la posa degli
impianti sotterranei delle aziende e delle imprese erogatrici dei
servizi, in seguito denominate con il solo termine di “aziende”.
2. Le relative disposizioni, ai sensi del primo comma dell’art. 25
del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 e dell’art. 66 del
regolamento di esecuzione n. 495 del 16 dicembre 1992, cosi’ come
integrato dall’art. 54 del regolamento di esecuzione n. 610 del 16
settembre 1996, riguardano le realizzazioni di attraversamenti
trasversali e occupazioni longitudinali sotterranee della sede
stradale per le intrastrutture dei servizi.
3. Le disposizioni stesse sono dirette, altresi’, a consentire la
facilita’ di accesso agli impianti tecnologici e la relativa loro
manutenzione, e tendono a conseguire, per quanto possibile, il
controllo e la rilevazione delle eventuali anomalie attraverso
sistemi di segnalazione automatica ed evitare, o comunque ridurre
per quanto possibile al minimo, lo smantellamento delle sedi
stradali, le operazioni di scavo, lo smaltimento del materiale di
risulta fino alle localita’ di discarica ed il successivo
ripristino della sede stradale.
4. Obbiettivo primario della presente direttiva e’ quello di
razionalizzare l’impiego del sottosuolo in modo da favorire il
coordinamento degli interventi per la realizzazione delle opere,
facilitando la necessaria tempestivita’ degli interventi stessi al
fine di consentire, nel contempo, la regolare agibilita’ del
traffico ed evitare, per quanto possibile, il disagio alla
popolazione dell’area interessata ai lavori ed alle attivita’
commerciali ivi esistenti.
5. La connessa finalita’ e’ quella di promuovere la scelta di
interventi che non comportino in prospettiva la diminuzione della
fluidita’ del traffico per i ripetuti lavori interessanti le strade
urbane, contribuendo cosi’ sia ad evitare gli effetti di
congestionamento causato dalle sezioni occupate, sia a contenere i
consumi energetici, ridurre i livelli di inquinamento, nonche’
l’impatto visivo al fine di salvaguardare l’ambiente ed il
paesaggio e realizzare economie a lungo termine.
Art. 2.
Campo di applicazione
1. Le disposizioni si applicano alla realizzazione dei servizi
tecnologici nelle aree di nuova urbanizzazione ed ai rifacimenti
e/o integrazione di quelli gia’ esistenti ovvero in occasione dei
significativi interventi di riqualificazione urbana di cui al
successivo art. 6.
2. Nel sottosuolo possono essere presenti i seguenti servizi: reti
di acquedotti;
reti elettriche di distribuzione;
reti elettriche per servizi stradali (es. illuminazione pubblica,
semafori, ecc.);
reti di distribuzione per le telecomunicazioni ed i cablaggi di
servizi particolari;
reti di teleriscaldamento;
condutture del gas.
3. Le prescrizioni della presente direttiva, ad eccezione di quelle
attinenti alla tenuta delle cartografie di cui agli articoli 3 e 5
non riguardano le adduttrici ed alimentatrici primarie delle reti
idriche, le grandi infrastrutture quali collettori di fognature,
linee di trasporto di fluidi infiammabili e di linee elettriche ad
alta tensione, nonche’ casi particolari di rilevanti concentrazioni
di strutture appartenenti ad un’unica azienda (centrali
telefoniche, cabine elettriche etc.).
Art. 3.
Piano urbano dei servizi
1. I comuni capoluogo di provincia e quelli con popolazione
residente superiore a 30 mila abitanti o interessati da presenze
dovute ad alta affluenza turistica stagionale, sono tenuti a
redigere, entro un quinquennio compatibilmente con le risorse
disponibili, un piano organico per l’utilizzazione razionale del
sottosuolo da elaborare d’intesa con le “aziende”, che sara’
denominato Piano urbano generale dei servizi nel sottosuolo
(PUGSS), fara’ parte del Piano regolatore generale e, comunque,
dovra’ attuarsi in coerenza con gli strumenti di sviluppo
urbanistico. 2. Le regioni possono individuare aree urbane ad alta
densita’ abitativa o ambiti territoriali a particolare sensibilita’
ambientale da sottoporre a tale obbligo.
3. Tutti i comuni sono comunque tenuti all’osservanza delle norme
tecniche UNI e CEI vigenti, per la posa dei servizi elencati al
precedente art. 2, con particolare riguardo al rispetto delle
distanze fra le linee dei servizi stessi ed alla loro esatta
collocazione.
4. Tutti i comuni dovranno, inoltre, dotarsi di una cartografia
cartacea, informatica o numerica ed in questo secondo caso essa
dovra’ corrispondere a quanto indicato al successivo art. 16
acciocche’ sia compatibile fra i vari soggetti.
5. La procedura relativa alle nuove urbanizzazioni dovra’
contemplare la presentazione del progetto dei servizi tecnologici.
6. Le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano svolgono
le funzioni di controllo e vigilanza. Per quest’ultime province le
disposizioni della direttiva non si applicano se incompatibili con
le attribuzioni previste dagli statuti e dalle relative norme di
attuazione.
Art. 4.
Tipologia delle opere
1. Per la realizzazione degli impianti nel sottosuolo sono definite
tre categorie standard di ubicazione dei vari servizi: a) in
trincea previa posa direttamente interrata o in tubazioni sotto i
marciapiedi o altre pertinenze stradali; b) in polifore, manufatti
predisposti nel sottosuolo per l’infilaggio di canalizzazioni;
c) in strutture polifunzionali, cunicoli e gallerie pluriservizi
percorribili.
2. Le caratteristiche tecniche di questi tipi di impianto saranno
in accordo con le norme tecniche UNI e CEI pertinenti. 3. La scelta
tra le possibili soluzioni di ubicazione degli impianti nel
sottosuolo, di cui al punto precedente, e’ effettuata, in sede di
appositi incontri, dai comuni in funzione delle aree interessate,
delle dimensioni e della potenzialita’ degli impianti e concordata
con le “aziende” in accordo con quanto previsto agli articoli 9 e
10.
4. Le disposizioni stesse si applicano alle aree consortili,
situate nei comuni di cui all’art. 3, sulle quali esistono edifici
ad uso civile o commerciale ed il cui intervento edilizio possa
incidere sulla sede stradale circostante o comunque sulla
viabilita’. 5. Ove il PUGSS non sia stato predisposto, le scelte
tra le alternative tecniche devono essere operate in sede di
Conferenza dei servizi.
Art. 5.
Predisposizione dei servi…

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