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Decreto del Ministro dell'industria, del commercio e del l'artigianato...

Decreto del Ministro dell'industria, del commercio e del l'artigianato n. 527 del 20 ottobre 1995, e successive modifiche e integrazioni, concernente il regolamento sulle modalita' e le procedure per la concessione ed erogazione delle agevolazioni alle attivita' produttive nelle aree depresse del Paese, e decreto ministeriale del 20 luglio 1998, concernente l'estensione delle suddette agevolazioni al settore turisticoalberghiero. Circolare esplicativa.

Alle Imprese interessate Alle Banche concessionarie
Agli Istituti collaboratori All’A.B.I. All’ASS.I.LEA.
All’ASS.I.RE.ME.
Alla CONFINDUSTRIA
Alla CONFAPI Alla CONFCOMMERCIO
Alla CONFESERCENTI
Al Comitato di coordinamento delle confederazioni artigiane Il
decreto del Ministro dell’Industria, del Commercio e
dell’Artigianato n. 527 del 20 ottobre 1995, come modificato ed
integrato dal D.M. n. 319 del 31 luglio 1997, di seguito denominato
“regolamento”, in ottemperanza a quanto disposto dall’art. 5, comma
1 del decreto legislativo 3 aprile 1993, n. 96 e sulla base della
deliberazione del CIPE del 27 aprile 1995, ha fissato le modalita’,
le procedure ed i termini per la concessione e l’erogazione delle
agevolazioni alle attivita’ produttive ai sensi dell’art. 1, comma
2 del decreto-legge 22 ottobre 1992, n. 415, convertito, con
modificazioni, dalla legge 19 dicembre 1992, n. 488. L’art. 9,
comma 1, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, ha esteso le
agevolazioni previste dalla suddetta legge 488/92 al settore
turistico-alberghiero. In ottemperanza a quanto disposto dal
predetto articolo, con decreto del Ministro dell’industria, del
commercio e dell’artigianato del 20 luglio 1998 d’intesa con la
Conferenza Stato-Regioni, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della
Repubblica Italiana n. 253 del 29 ottobre 1998, sono stati fissati
le attivita’ e le iniziative ammissibili, i meccanismi di
valutazione delle domande ed i criteri per la formazione di
specifiche graduatorie. Al fine, dunque, di consentire l’accesso
alle agevolazioni di cui si tratta alle imprese del settore
turistico-alberghiero, si forniscono le seguenti indicazioni,
nonche’, tra l’altro, in allegato, il facsimile del modulo di
domanda, l’elenco della documentazione da allegare a quest’ultima e
gli schemi delle principali dichiarazioni necessarie per la
concessione e l’erogazione delle agevolazioni.
1 – PREMESSE DI CARATTERE GENERALE
1.1 Il sistema agevolativo e’ applicato attraverso bandi
semestrali. Esso prevede, sulla base delle risorse finanziarie
disponibili per ciascun semestre, la concessione di un contributo
in c/capitale alle imprese che ne abbiano fatto domanda per il
relativo bando, nei termini fissati con decreto del Ministro
dell’Industria, del Commercio e dell’Artigianato, a fronte di
iniziative concernenti investimenti produttivi. Le risorse
finanziarie di ciascun semestre sono pari alla meta’ di quelle
disponibili per il relativo anno, fatta salva la facolta’ del
Ministro di modificare tale riparto, con proprio decreto, sulla
base dell’ammontare di dette risorse annuali; puo’ essere, altresi’
prevista l’emanazione di un unico bando annuale.
1.2 Le risorse finanziarie disponibili per ciascun bando sono
ripartite con riferimento alle aree regionali interessate. La
concessione delle agevolazioni avviene sulla base della posizione
assunta dalle iniziative in una specifica graduatoria di merito,
diversa da quella relativa alle imprese estrattive/manifatturiere e
di servizi, seguendo l’ordine decrescente, dalla prima fino
all’esaurimento dei fondi disponibili per ciascuna area regionale e
per il bando di riferimento. Per l’istruttoria delle iniziative, il
Ministero si avvale di banche o di societa’ di servizi controllate
da banche, cosiddette “banche concessionarie”, con lo stesso
convenzionate. La posizione dell’iniziativa nella graduatoria di
merito e’ determinata dal valore che per la stessa assumono i
seguenti quattro indicatori:
– valore del capitale proprio investito nell’iniziativa rispetto
all’investimento complessivo
– numero di occupati attivati dall’iniziativa rispetto
all’investimento complessivo – .fo on – valore dell’agevolazione
massima ammissibile rispetto a quella richiesta – .fo on
– punteggio complessivo conseguito dall’iniziativa sulla base di
specifiche priorita’ regionali.
Il valore di ciascuno di tali indicatori e’ incrementato del 5% nel
caso in cui l’impresa abbia gia’ aderito o aderisca, entro
l’esercizio a “regime” del programma agevolato, al sistema
internazionale riconosciuto di certificazione ambientale ISO 14001.
1.3 Le graduatorie vengono formate entro il mese successivo al
termine finale di trasmissione delle risultanze istruttorie da
parte delle banche concessionarie al Ministero. Contestualmente il
Ministero stesso provvede alla emissione dei decreti di concessione
provvisoria in favore delle iniziative il cui fabbisogno puo’
essere soddisfatto con le risorse disponibili per ciascuna
graduatoria, tenendo conto di una riserva del 50% in favore delle
piccole e medie imprese ed assegnando, comunque, alle grandi
imprese le somme di tale riserva eventualmente non utilizzate nella
graduatoria medesima. 1.4 Le agevolazioni concesse vengono rese
disponibili, a seconda della durata del programma e della richiesta
dell’impresa, in due o tre quote annuali di pari importo alla
stessa data di ogni anno, la prima delle quali entro un mese dalla
concessione provvisoria. Il Ministero accredita le quote relative a
ciascuna iniziativa, presso conti correnti appositamente aperti
dalle banche concessionarie, quando e’ verificata la sussistenza
delle condizioni previste dalla normativa per la successiva
erogazione alle imprese beneficiarie ovvero, per i beni acquisiti
in locazione finanziaria, agli istituti collaboratori. Le
principali condizioni per l’erogazione sono che l’iniziativa abbia
raggiunto uno stato d’avanzamento almeno proporzionale alla quota
da erogare e, ad eccezione dell’ultima quota, che l’impresa abbia
versato e/o accantonato, in una o piu’ delle forme consentite dalla
presente normativa, una quota corrispondente del capitale proprio
posto a base del calcolo el primo degli indicatori di cui al
precedente punto 1.2. La prima quota puo’ anche essere erogata a
titolo di anticipazione, previa presentazione di polizza
assicurativa o fidejussione bancaria. Dall’ultima quota (la seconda
o la terza) viene trattenuto il 10% del contributo totale concesso,
da erogare successivamente al decreto di concessione definitiva.
1.5 A conclusione del programma di investimenti, l’impresa e/o,
secondo il caso, l’istituto collaboratore, deve produrre la
relativa documentazione finale di spesa; sulla base della stessa la
banca concessionaria redige una relazione sullo stato finale del
programma. Sulla scorta di detta relazione e delle risultanze degli
accertamenti sulla realizzazione del programma, il Ministero emana
il decreto di concessione definitiva e dispone l’erogazione, in
favore dell’impresa o, secondo il caso, dell’istituto
collaboratore, di quanto eventualmente ancora dovuto.
2 – SOGGETTI BENEFICIARI E AGEVOLAZIONI CONCEDIBILI
2.1 I soggetti che possono beneficiare delle agevolazioni sono le
imprese che svolgono attivita’ di gestione delle strutture
individuate e definite dall’art. 6 della legge 17 maggio 1983, n.
217 (alberghi, motels, villaggi-albergo, residenze turistico-
alberghiere, campeggi, villaggi turistici, alloggi agro-turistici,
esercizi di affittacamere, case e appartamenti per vacanze, case
per ferie, ostelli per la gioventu’ e rifugi alpini), quelle che
gestiscono le eventuali ulteriori attivita’ indicate da ciascuna
singola regione, con le modalita’ e nei termini di cui all’art. 4,
comma 3, lettera a) del D.M. 20.7.98 e che sono approvate dal
Ministero e pubblicate sulla GURI con apposito decreto
ministeriale, nonche’ le agenzie di viaggio e turismo di cui
all’art. 9 della predetta legge 217/83.
Per beneficiare delle agevolazioni in argomento i predetti soggetti
devono sostenere un programma di investimenti organico e funzionale
nell’ambito di un’unita’ locale di cui hanno piena disponibilita’,
anche se non a titolo di proprieta’, per lo svolgimento di
un’attivita’, tra quelle ammesse dalla presente normativa,
tecnicamente, economicamente e finanziariamente valida, come
desumibile dal business plan. Lo svolgimento o la possibilita’ di
svolgere la detta attivita’ deve risultare, fin dalla data di
sottoscrizione della domanda di agevolazioni, dal certificato di
iscrizione al registro delle imprese e, in particolare,
dall’attivita’ dichiarata, per quanto concerne le imprese
individuali, o dall’oggetto sociale, per tutte le altre imprese.
Tale unita’ locale deve essere ubicata in una delle medesime aree
individuate dalla Commissione dell’Unione Europea come ammissibili
agli interventi dei Fondi Strutturali Obiettivi 1, 2 e 5b o
rientranti nella fattispecie di cui all’art. 92.3.c del Trattato di
Roma. Tali aree sono quelle indicate nell’Allegato n. 1. I predetti
soggetti, fin dalla data di sottoscrizione del modulo di domanda,
devono essere regolarmente costituiti, e cioe’ devono essere gia’
iscritti al registro delle imprese, e devono trovarsi nel pieno e
libero esercizio dei propri diritti, non essendo in stato di
fallimento, concordato preventivo, amministrazione controllata o
straordinaria, liquidazione coatta amministrativa o volontaria. 2.2
Le imprese beneficiarie vengono classificate di piccola, media o
grande dimensione secondo i criteri stabiliti dai decreti del
Ministro dell’Industria, del Commercio e dell’Artigianato del 18
settembre 1997 e del 27 ottobre 1997 con i quali e’ stata adeguata
la definizione di piccola e media impresa, da utilizzare ai fini
della concessione di aiuti alle attivita’ produttive, ed in
particolare di quelli di cui alla legge n. 488/1992, alla nuova
disciplina comunitaria in materia. Alla luce di tale nuova
definizione: e’ definita piccola e media l’impresa che:
1) ha meno di 95 dipendenti e
2) ha un fatturato annuo non superiore a 15 milioni di ECU/EURO,
oppure un totale di bilancio annuo non superiore a 10,1 milioni di
ECU/EURO
3) ed e’ in possesso del requisito di indipendenza, come definito
alla successiva lettera m);
e’ definita piccola l’impresa che:
1) ha meno di 20 dipendenti e
2) ha un fatturato annuo non superiore a 2,7 milioni di ECU/EURO,
oppure un totale di bilancio annuo non superiore a 1,9 milioni di
ECU/EURO
3) ed e’ in possesso del requisito di indipendenza, come definito
alla successiva lettera m).
I requisiti di cui ai precedenti numeri 1), 2) e 3) sono
cumulativi, nel senso che tutti e tre devono sussistere. Ai fini di
cui sopra:
a) il numero dei dipendenti, l’ammontare del fatturato e del totale
di bilancio vengono rilevati come somma dei valori riferiti
all’impresa richiedente le agevolazioni ed alle altre eventuali di
cui la stessa detenga, anche indirettamente, il 25% o piu’ del
capitale o dei diritti di voto;
b) il capitale e i diritti di voto sono detenuti indirettamente
dall’impresa richiedente qualora siano detenuti per il tramite di
una o piu’ imprese il cui capitale o i cui diritti di voto sono
posseduti per il 25% o piu’ dall’impresa richiedente medesima;
c) le quote di capitale e i diritti di voto vengono rilevati, ai
fini di cui sopra, alla data di sottoscrizione del modulo di
domanda;
d) il periodo di rilevazione del numero di dipendenti, del
fatturato annuo e del totale di bilancio e’ l’esercizio relativo
all’ultimo bilancio approvato o, per le imprese esonerate dalla
tenuta della contabilita’ ordinaria e/o dalla redazione del
bilancio, l’esercizio relativo all’ultima dichiarazione dei redditi
presentata prima della data di sottoscrizione del modulo di
domanda;
e) qualora la domanda, giudicata ammissibile ma non agevolata per
insufficienza delle disponibilita’ finanziarie del bando, venga
riformulata e ripresentata ai sensi dell’art. 6, comma 8 del
regolamento, si fa riferimento, ai fini di cui si tratta, alla data
di sottoscrizione del modulo della domanda riformulata (si veda il
successivo punto 5.6);
f) per le imprese che, alla data di sottoscrizione del modulo,
risultino costituite da non oltre un anno ovvero non abbiano ancora
approvato il primo bilancio o presentato la prima dichiarazione dei
redditi, i suddetti parametri sono rilevati a tale data ad
eccezione del fatturato, che non viene preso in considerazione;
g) il numero di dipendenti occupati corrisponde al numero di unita’-
lavorative-anno (ULA), cioe’ al numero medio mensile di dipendenti
occupati a tempo pieno durante l’esercizio di riferimento di cui
alla precedente lettera d), mentre i lavoratori a tempo parziale e
quelli stagionali rappresentano frazioni di ULA; per dipendenti
occupati si intendono quelli a tempo determinato o indeterminato,
iscritti nel libro matricola dell’impresa, compreso il personale in
C.I.G. e con esclusione di quello in C.I.G.S.; i dipendenti
occupati part-time sono conteggiati come frazione di ULA in misura
proporzionale al rapporto tra le ore di lavoro previste dal
contratto part-time e quelle fissate dal contratto collettivo di
riferimento;
h) per fatturato, corrispondente alla voce A.1 del conto economico
redatto secondo le vigenti norme del codice civile, si intende
l’importo netto del volume d’affari che comprende gli importi
provenienti dalla vendita di prodotti e dalla prestazione di
servizi rientranti nelle attivita’ ordinarie della societa’,
diminuiti degli eventuali sconti concessi sulle vendite nonche’
dell’imposta sul valore aggiunto e delle altre imposte direttamente
connesse con il volume d’affari;
i) per le imprese esonerate dalla tenuta della contabilita’
ordinaria e/o dalla redazione del bilancio, il valore dell’attivo
patrimoniale e quello del fatturato sono desunti dall’ultima
dichiarazione dei redditi presentata; il primo, in particolare, e’
desunto sulla base del “prospetto delle attivita’ e delle
passivita’” redatto con i criteri di cui al DPR n. 689/74 ed in
conformita’ agli artt.2423 e seguenti del codice civile;
l) il tasso di conversione lira/ECU per la determinazione, fino al
31.12.1998, del valore del fatturato e del totale del bilancio
relativi all’esercizio di riferimento di cui alla precedente
lettera d) e’ annuale ed e’ calcolato sulla base della media dei
tassi di conversione registrati nell’esercizio medesimo; il tasso
da applicare nei casi di imprese costituite da non oltre un anno e
di esercizi contabili con chiusura infrannuale e’ l’ultimo annuale
fissato prima della data di sottoscrizione della domanda di
agevolazioni; il tasso di conversione lira/ECU per i bilanci chiusi
al 31.12.1997 e’ pari a £. 1.923,6 e per quelli chiusi al
31.12.1998 e’ pari a £. 1.947,3; per i bilanci chiusi a partire dal
1 gennaio 1999 si applica il tasso fisso lira/EURO pari a £.
1.936,27;
m) e’ considerata indipendente l’impresa il cui capitale o i
diritti di voto non siano detenuti per il 25% o piu’ da una sola
impresa o congiuntamente (semplice somma delle quote di
partecipazione o dei diritti di voto) da piu’ imprese di dimensioni
superiori; non vanno a tal fine computate le societa’ di
investimenti pubblici, le societa’ a capitale di rischio o gli
investitori istituzionali, a condizione che questi non esercitino
alcun controllo individuale o congiunto sull’impresa richiedente;
l’impresa considerata e’ comunque indipendente qualora il capitale
sia disperso in modo tale che risulti impossibile determinare da
chi e’ detenuto e l’impresa stessa dichiari di poter legittimamente
presumere la sussistenza delle condizioni di indipendenza;
n) per societa’ di investimenti pubblici si intende la societa’ la
cui attivita’ e struttura e’ definita dall’art. 154 del T.U. delle
leggi sulle Imposte Dirette del 29.1.1958, n. 645, ed al cui
capitale lo Stato e/o gli Enti pubblici partecipano, direttamente o
indirettamente, in misura superiore al 50%; si intende a capitale
di rischio la societa’ che investe il proprio capitale in titoli
azionari, senza limiti di tempo ed ai soli fini della remunerazione
che detti titoli offrono in relazione all’andamento economico
dell’impresa cui gli stessi si riferiscono; per investitori
istituzionali si fa riferimento agli enti ed agli organismi che,
per legge o per statuto, sono tenuti ad investire, parzialmente o
totalmente, i propri capitali in titoli o beni immobili (per
esempio, i fondi di investimento, le compagnie di assicurazione, i
fondi pensione, le banche, ecc.);
o) qualora le quote di capitale sociale o i diritti di voto di una
piccola impresa siano detenuti per il 25% o piu’ da imprese di
grandi dimensioni, l’impresa considerata assume la dimensione della
grande, a prescindere dalle eventuali quote detenute da medie
imprese; qualora la predetta soglia del 25% sia raggiunta o
superata sommando le quote detenute dalle medie imprese e quelle
detenute dalle grandi, la piccola impresa considerata assume la
dimensione della media. 2.3 Se l’iniziativa concerne piu’
attivita’, in parte non ammissibili, l’iniziativa stessa non e’
ammissibile alle agevolazioni, a meno che non si riescano ad
individuare ed escludere gli investimenti relativi all’attivita’
non ammissibile. In ogni caso, con esclusivo riferimento
all’attivita’ ammissibile, devono risultare univocamente
individuabili i parametri tecnici, economici, finanziari e,
soprattutto, occupazionali, al fine di consentire la valutazione
dell’iniziativa stessa ed il calcolo dei relativi indicatori di cui
all’art. 6, comma 4 del regolamento.
2.4 Le agevolazioni concedibili consistono in un contributo in
c/capitale, nei limiti delle misure massime consentite di cui
all’art. 2, comma 9 del regolamento, articolate per dimensione
dell’impresa beneficiaria (piccola, media o grande) ed ubicazione
dell’unita’ locale (aree Allegato n. 1). Per unita’ locale si
intende la struttura, anche articolata su piu’ entita’ fisicamente
separate ma prossime, dotata di autonomia produttiva, tecnica,
organizzativa e funzionale. Nel caso in cui l’unita’ locale insista
su due o piu’ territori comunali, anche appartenenti a regioni
diverse, ai quali vengano riconosciute misure agevolative diverse
e/o punteggi diversi ai fini dell’indicatore di priorita’ regionale
di cui al successivo punto 6.5, alla stessa intera unita’ locale si
applica la misura e/o il punteggio regionale relativi al comune nel
quale l’unita’ medesima insiste prevalentemente (maggiore
superficie) e l’iniziativa viene inserita nella graduatoria
regionale di pertinenza di detto comune. Per quanto concerne le
agevolazioni concedibili, l’impresa deve necessariamente
richiedere, attraverso l’indicazione di una percentuale nel modulo
di domanda, la misura intera o solo una parte della stessa (si veda
anche il successivo punto 6.4).
2.5 Dette misure massime sono espresse in Equivalente Sovvenzione
Netto (ESN) o Lordo (ESL). Si tratta di un sistema di calcolo che
tiene conto, compensandoli, sia degli eventuali scostamenti
temporali tra la realizzazione degli investimenti e la
disponibilita’ delle agevolazioni, sia, limitatamente all’ESN,
dell’imposizione fiscale gravante sulle agevolazioni erogate. Le
percentuali in ESN o in ESL esprimono, quindi, l’effettivo
beneficio di cui l’impresa gode, indipendentemente dalle modalita’
temporali di realizzazione degli investimenti e di disponibilita’
delle agevolazioni ed indipendentemente dalle imposte.
2.6 Per il calcolo del contributo da concedere si seguono le fasi
seguenti:
– l’impresa richiedente indica, nel modulo di domanda, le spese
relative agli investimenti e la suddivisione delle stesse per anno
solare, con riferimento alle date effettive o presunte dei relativi
titoli, ancorche’ quietanzati o comunque pagati successivamente;
– dette spese, cosi’ come giudicate pertinenti e congrue dalla
banca concessionaria, vengono attualizzate all’anno solare di avvio
a realizzazione del programma di investimenti (si veda l’Appendice:
Formula n. 1);
– l’ammontare delle spese attualizzate viene moltiplicato per la
misura agevolativa massima spettante, procedendo separatamente nel
caso detta misura sia espressa parte in ESN e parte in ESL; il
risultato ottenuto rappresenta l’ammontare massimo delle
agevolazioni nette attualizzate concedibili;
– detto ammontare viene rivalutato, sempre con riferimento all’anno
solare, sulla base del piano di disponibilita’ delle agevolazioni,
secondo il caso, in due o tre quote uguali alla stessa data di ogni
anno, la prima delle quali entro un mese dalla concessione (si veda
anche il successivo punto 7.1);
– limitatamente all’ammontare delle agevolazioni in ESN, ciascuna
quota cosi’ determinata viene incrementata della relativa
imposizione fiscale, attualizzata all’epoca della disponibilita’
della quota medesima;
– sommando la parte in ESN come sopra incrementata a quella in ESL
e riducendo il tutto in relazione alla percentuale, della misura
massima, richiesta dall’impresa, si ottiene la quota
dell’agevolazione concedibile ed effettivamente erogabile alle
previste date;
– la somma delle due o tre quote cosi’ determinate costituisce
l’ammontare delle agevolazioni concedibili che viene indicato nel
decreto di concessione.
Per una facile determinazione dell’ammontare di ciascuna delle due
o tre quote si veda la Formula n. 2 riportata in Appendice. 2.7 Ai
fini di cui sopra:
– per anno solare di avvio a realizzazione degli investimenti si
intende quello del primo dei titoli di spesa ammissibili ivi
compresi, qualora vi siano beni acquisiti con la locazione
finanziaria, quelli intestati alla societa’ di leasing;
– per l’attualizzazione delle spese del programma, si applica un
unico tasso, e cioe’ quello in vigore alla data di avvio a
realizzazione del programma medesimo, espresso con due cifre
decimali;
– il tasso di attualizzazione, determinato sulla base del tasso
indicativo di cui all’alinea successivo, entra in vigore il 1
gennaio di ciascun anno ed e’ pari alla media dei tassi indicativi
registrati nel trimestre settembre – novembre dell’anno precedente;
il tasso di attualizzazione puo’ essere soggetto a variazioni nel
corso dell’anno; cio’ si verifica allorche’ la differenza tra il
tasso di attualizzazione in vigore e la media dei tassi indicativi
dell’ultimo trimestre noto superi il 15% dello stesso tasso di
attualizzazione in vigore. Si riportano in Appendice, Tabella n. 1,
i tassi di attualizzazione in vigore a partire dal 1 gennaio 1998.
Ai fini della concessione provvisoria delle agevolazioni, qualora
alla data della stessa il programma di investimenti sia ancora da
avviare a realizzazione, si applica, in via presuntiva, il tasso in
vigore alla data della concessione medesima;
– il tasso indicativo e’ definito come tasso “swap” interbancario a
5 anni, in lire, maggiorato di un premio di 200 punti base; – per
la determinazione dell’imposizione fiscale si applica quanto
indicato al punto 1 della circolare ministeriale n. 900043 del
5.2.1998 (G.U.R.I. n. 45 del 24.2.1998); a tale riguardo si
conviene che l’impresa produca, nei singoli periodi annuali
considerati, il sufficiente reddito imponibile; le aliquote fiscali
sono, per tutto il periodo, convenzionalmente quelle vigenti per le
societa’ di capitale alla data di chiusura dei termini di
presentazione delle domande.
2.8 L’ammontare delle agevolazioni come sopra calcolato viene
rideterminato a conclusione del programma di investimenti, sulla
base delle spese ammissibili effettivamente sostenute e della
relativa effettiva suddivisione per anno solare, nonche’
dell’effettivo tasso di attualizzazione nel caso in cui lo stesso,
al momento della concessione provvisoria, sia stato assunto in via
presuntiva per le motivazioni sopra esposte. L’ammontare delle
agevolazioni cosi’ definitivamente determinato non puo’ in alcun
modo essere superiore a quello individuato in via provvisoria in
forza di quanto disposto dall’art. 2, comma 14 del regolamento.
3 – INIZIATIVE E SPESE AMMISSIBILI ­ IL BUSINESS PLAN
3.1 Il programma di investimenti da agevolare puo’ riguardare la
realizzazione di una nuova unita’ locale, l’ampliamento,
l’ammodernamento, la riconversione, la riattivazione o il
trasferimento di una unita’ locale esistente, secondo le
definizioni di cui all’art. 3 del D.M. 20.7.1998. Per una corretta
applicazione di tali definizioni, si precisa che i dati da rilevare
ai fini di cui si tratta sono quelli riferiti, qualora non
diversamente specificato, all'”unita’ locale”, cosi’ come definita
al punto 2.4, ovvero, secondo il caso, all'”area produttiva da
valutare”, cosi” come definita al punto 3.7. Si precisa, inoltre,
quanto segue: 3.2 Per quanto concerne l’ampliamento:
– l'”incremento dell’occupazione” e’ individuato con i criteri
indicati al successivo punto 6.3; – .fo on
– per “altri fattori produttivi” si intende l’ammontare del
capitale investito inteso come totale dell’attivo patrimoniale; –
.fo on
– per “potenzialita’” delle strutture esistenti si intende la
disponibilita’ di numero di camere, posti letto, aree di sosta, ore
uomo, ecc.. – .fo on
Sono altresi’ classificabili come ampliamento le iniziative
concernenti esclusivamente la realizzazione o il potenziamento di
strutture o impianti qualificabili come “servizi annessi” di cui al
punto 3.10 che comportano aumento dell’occupazione; in tal caso la
relativa potenzialita’ e’ espressa in n. di ore-uomo degli addetti
riferiti ai “servizi annessi”.
3.3 Per quanto concerne l’ammodernamento, si precisa che esso
consiste nel miglioramento organizzativo, funzionale, estetico e/o
tecnologico della struttura esistente, da realizzare anche
attraverso interventi di ristrutturazione in senso lato, ma non di
manutenzione ordinaria, di adeguamento alle prescrizioni normative
vigenti (in materia, ad esempio, di barriere architettoniche o di
sicurezza), di riorganizzazione dell’attivita’ produttiva anche
mediante l’adozione di strumentazione informatica e tecnologie
avanzate. Lo scopo che un intervento di ammodernamento persegue e’
quello di migliorare l’attivita’ produttiva e/o quella gestionale
attraverso livelli qualitativi piu’ elevati, anche legati
all’impatto ambientale (in alcuni casi resi necessari dalle
prescrizioni normative) e maggiormente rispondenti alle esigenze
del mercato turistico. Sono altresi’ classificabili come
ammodernamento le iniziative concernenti esclusivamente la
realizzazione o il potenziamento di strutture o impianti
qualificabili come “servizi annessi” di cui al punto 3.10 che non
comportano aumento dell’occupazione. 3.4 Per quanto concerne la
riconversione, si precisa che e’ da intendere tale l’iniziativa
attraverso la quale si passa da un’attivita’ funzionante, anche non
ammissibile alle agevolazioni ai sensi della presente normativa, ad
un’altra diversa ammissibile che presenti maggiori possibilita’ di
mercato (come rilevabile dal business plan), sempre che cio’ sia
compatibile con gli specifici vincoli edilizi, urbanistici e di
destinazione d’uso degli immobili funzionali alla nuova attivita’.
A tal fine, per un’univoca e omogenea applicazione della presente
definizione, si intende convenzionalmente “funzionante” l’attivita’
in corso alla data di sottoscrizione della domanda di agevolazione
o che non sia cessata prima dei due anni precedenti tale data.
Qualora la suddetta attivita’ preesistente risulti cessata da oltre
due anni dalla citata data, l’iniziativa viene classificata come
nuovo impianto.
3.5 La riattivazione consiste nell’utilizzo di una struttura
esistente, della quale sia accertato un permanente stato di
inattivita’, per lo svolgimento di un’attivita’ ammissibile uguale
o funzionalmente analoga a quella svolta precedentemente. A tal
fine, per un’univoca e omogenea applicazione della presente
definizione, si intende convenzionalmente “permanente”, lo stato di
inattivita’ che si e’ protratto per almeno i due anni precedenti la
data di sottoscrizione della domanda. Ai fini della concedibilita’
delle agevolazioni e’ necessario che i soggetti che determinano le
scelte e gli indirizzi dell’impresa richiedente siano diversi da
quelli titolari della struttura inattiva. Per tali iniziative
possono essere ammesse le spese di manutenzione in senso lato
purche’ capitalizzate e funzionalmente indispensabili al ripristino
dell’attivita’. Per completezza espositiva si precisa che, nel caso
di stato di inattivita’ “permanente”, qualora la nuova attivita’
non sia uguale o funzionalmente analoga alla precedente, tanto da
non consentire il prevalente riutilizzo funzionale della struttura
preesistente, l’iniziativa e’ da classificare come nuovo impianto;
qualora lo stato di inattivita’ non sia “permanente”, l’iniziativa
viene classificata, a seconda delle caratteristiche del programma,
di ampliamento o di ammodernamento, nel caso di attivita’ uguale o
funzionalmente analoga alla precedente, di riconversione (come
indicato al precedente punto 3.4), nel caso di attivita’ diversa da
quella precedente.
3.6 Per quanto concerne il trasferimento si precisa che tale
tipologia sussiste esclusivamente allorche’ il programma di
investimenti riguardi il cambiamento della localizzazione
dell’unita’ locale e detto cambiamento sia imposto da decisioni e/o
ordinanze emanate dall’amministrazione pubblica centrale o locale
anche in riferimento a piani di riassetto produttivo e urbanistico
o a finalita’ di risanamento e di valorizzazione ambientale. In
tutti gli altri casi nei quali il cambiamento della localizzazione
dell’unita’ locale derivi da un’esigenza dell’impresa, l’iniziativa
e’ da inquadrare, oltre che come trasferimento, anche, a tutti gli
effetti, in una delle altre tipologie di cui l’iniziativa stessa
presenta le caratteristiche peculiari ed e’ con riferimento a
quest’ultima tipologia che viene attribuito il punteggio relativo
all’indicatore regionale di cui al successivo punto 6.5. E’ questo,
ad esempio, il caso legato all’impossibilita’ per l’impresa di
ampliare la propria struttura produttiva nell’esistente
localizzazione; in tale ipotesi, in presenza di un cambiamento
della localizzazione accompagnato da un incremento della
potenzialita’ e dell’occupazione, l’iniziativa sarebbe da
classificare come “trasferimento ed ampliamento”. In tutti i casi
di cambiamento della localizzazione, e, quindi, non solo nei casi
di semplice trasferimento, ai fini del calcolo delle agevolazioni,
dalle spese ritenute ammissibili dalla banca concessionaria deve
essere portato in detrazione il valore dei cespiti gia’ utilizzati
e non piu’ reimpiegati nell’attivita’ produttiva compresi tra
quelli di cui all’art. 4, comma 1, lettere b), c) e d) del
regolamento. Tale detrazione deve essere imputata in un’unica
soluzione all’anno solare in cui e’ avvenuta o si prevede che
avvenga la cessazione dall’impiego nell’attivita’ produttiva, con
riferimento ai singoli capitoli di spesa cui i cespiti stessi si
riferiscono e nei limiti della spesa ammissibile per il capitolo di
competenza. Il suddetto valore da portare in detrazione e’ quello
che risulta da una perizia giurata redatta da un tecnico che
l’impresa deve individuare in relazione alle competenze ed
abilitazioni professionali necessarie. Tale perizia deve valutare i
cespiti di cui si tratta all’epoca della cessazione dall’impiego
nell’attivita’ produttiva, qualora questa sia gia’ avvenuta, o alla
data di redazione della perizia stessa, qualora detta cessazione si
debba ancora verificare.
3.7 Ciascuna iniziativa per la quale vengono richieste le
agevolazioni deve essere correlata ad un programma di investimenti
che non puo’ riguardare piu’ di una sola unita’ locale e che deve
essere organico e funzionale, da solo idoneo, cioe’, a conseguire
gli obiettivi produttivi, economici ed occupazionali prefissati
dall’impresa ed indicati nella domanda di agevolazione. Uno stesso
programma non puo’ essere suddiviso in piu’ domande di
agevolazione. Allo scopo di evidenziare compiutamente le
caratteristiche del programma e di consentirne la valutazione della
validita’ tecnico- economico-finanziaria e l’idoneita’ al
conseguimento dei suddetti obiettivi, l’impresa, in ottemperanza
alle indicazioni della Commissione dell’U.E. (Decisione C(95) 2481
del 15.11.95), deve allegare alla domanda di agevolazione il
business plan. Si tratta di un piano strategico aziendale composto
di due parti: una prima, descrittiva, concernente l’impresa,
l’iniziativa, l’unita’ locale e l’eventuale “area produttiva da
valutare” nell’ambito delle quali l’iniziativa stessa viene
realizzata; una seconda parte, analitica e numerica, che, con
riferimento all’impresa nel suo complesso o, ove possibile o
ritenuto piu’ rappresentativo, all’ “area produttiva da valutare”,
partendo da alcuni dati di base relativi all’ “ultimo bilancio
consuntivo”, sviluppi i prospetti relativi agli stati patrimoniali,
ai conti economici ed ai flussi finanziari, per ciascuno degli
esercizi successivi fino a quello “a regime”. A tal fine:
– per “ultimo bilancio consuntivo” si intende l’ultimo bilancio
approvato prima della data di sottoscrizione del Modulo di domanda.
Tuttavia, qualora a tale data e relativamente all’ultimo esercizio
chiuso, l’impresa disponga di un bilancio definitivo ancorche’ non
approvato, o di un preconsuntivo affidabile, quest’ultimo
eventualmente anche riferito all’esercizio in corso, lo stesso puo’
essere assunto quale “ultimo bilancio consuntivo”; in ogni caso
l’esercizio al quale si riferisce l’ultimo bilancio consuntivo non
puo’ mai essere successivo a quello di avvio a realizzazione.
– per “area produttiva da valutare” si intende il sottosistema
aziendale minimo identificabile per il quale sussistano entrambe le
seguenti condizioni: 1) e’ possibile identificare gli specifici
costi e ricavi e, quindi, calcolare il relativo risultato
reddituale ed il relativo fabbisogno finanziario; 2) nell’ambito
dello stesso si effettua interamente il programma di investimenti
da agevolare che comunque, come indicato sopra, non puo’ riguardare
piu’ di una sola unita’ locale. Il concetto di “area produttiva da
valutare” viene introdotto al fine di consentire alle imprese una
migliore esposizione, ed alle banche concessionarie una piu’
compiuta e diretta valutazione, degli effetti derivanti sui conti
economici e patrimoniali delle imprese stesse dalla realizzazione
dell’iniziativa proposta da imprese gia’ in attivita’. Tale
concetto va utilizzato nel caso in cui la struttura organizzativa,
produttiva e logistica dell’impresa lo consenta e l’attivita’
economica e produttiva interessata dall’iniziativa medesima
rappresenti una quota inferiore al 50% del “valore della
produzione” previsto “a regime” per l’intera impresa. Pertanto,
qualora ricorrano tutte le precedenti condizioni, risulta
necessario individuare l’ “area produttiva da valutare” e
descriverla dettagliatamente nella prima parte del business plan.
L’ “area produttiva da valutare”, quindi, puo’ essere contenuta
all’interno dell’unita’ locale, puo’ coincidere con essa o puo’
riguardare piu’ unita’ produttive.
La parte descrittiva deve adeguatamente approfondire gli argomenti
indicati in modo necessariamente sintetico nella Scheda Tecnica
allegata al Modulo di domanda di cui al successivo punto 5.3.
Particolare attenzione deve essere posta nella descrizione
dell’organizzazione e del campo di attivita’ dell’impresa,
dell’iniziativa proposta – con particolare riguardo alle ragioni
che ne giustificano la realizzazione – del prodotto/servizio, del
mercato di riferimento, dell’organizzazione dei fattori produttivi,
delle tematiche ambientali; deve essere rappresentata e, ove
occorra ed a richiesta della banca concessionaria, adeguatamente
documentata, la solidita’ finanziaria dell’impresa stessa e, se del
caso, anche dei soci, e la reale capacita’ di fare fronte in modo
affidabile alle esigenze tecniche ed agli impegni finanziari
assunti, questi ultimi soprattutto con riferimento ad altre
eventuali iniziative temporalmente sovrapposte a quella da
agevolare. Tali altre iniziative devono essere puntualmente
richiamate nella prima parte del business plan e, per quelle
oggetto di domande presentate sullo stesso bando o su bandi
precedenti, vi e’ l’obbligo, ai sensi dell’art. 5, comma 2 del
regolamento, di allegare una fotocopia del relativo Modulo e della
Scheda Tecnica.
Per i programmi fino a un miliardo di lire ovvero fino a 516.456,90
euro e per quelli di importo superiore a detto limite ma
finalizzati all’adeguamento degli impianti alle norme di legge o
che non determinino variazioni significative nei costi e nei ricavi
dell’impresa o, secondo il caso, dell’ “area produttiva da
valutare”, il business plan puo’ essere limitato alla prima parte
descrittiva, ritenendosi sufficienti, per quanto riguarda la
seconda parte, i dati economico-finanziari forniti attraverso gli
specifici prospetti contenuti nella Scheda Tecnica allegata al
Modulo di domanda. Al fine di agevolare la redazione di tale
documento e di consentire criteri di valutazione uniformi da parte
delle banche concessionarie, si fornisce:
– in Allegato n. 2/a, un indice ragionato degli argomenti che
devono essere contenuti nella prima parte del business plan, da
adattare alle circostanze ed alle caratteristiche specifiche di
ciascuna iniziativa,
– in Allegato n. 2/b, i prospetti contenenti i dati di base che
devono essere utilizzati per l’elaborazione della seconda parte del
business plan medesimo,
– in Allegato n. 2/c i prospetti secondo i quali devono essere
rappresentati gli stati patrimoniali, i conti economici ed i flussi
finanziari previsionali anch’essi relativi alla seconda parte, – in
Allegato n. 2/d le istruzioni relative alla compilazione dei
suddetti prospetti. – .fo on
Agli stessi fini di cui sopra, per le imprese tenute alla redazione
della seconda parte del business plan e per quelle che, pur non
tenute, intendono redigerla comunque, il Ministero ha predisposto
uno specifico software che consente, oltre che l’elaborazione della
seconda parte del business plan e la compilazione dei richiamati
prospetti, anche la compilazione della Scheda Tecnica allegata al
Modulo di domanda (si veda il successivo punto 5.3); resta ferma la
massima liberta’ per le imprese interessate di elaborare i suddetti
dati di base del business plan e pervenire ai suddetti prospetti
previsionali sviluppando le metodologie che ritengono piu’
opportune, ivi compresa, pertanto, quella messa a punto dal
Ministero. I prospetti relativi ai dati di base e quelli
previsionali, compilati a mano o a macchina o prodotti attraverso
il citato software, devono essere allegati alla domanda di
agevolazione.
3.8 Le spese possono essere agevolate qualora effettuate a partire
dal giorno successivo alla chiusura dei termini di presentazione
delle domande relative al bando precedente, ad eccezione di quelle
relative a progettazioni, direzione dei lavori, studi di
fattibilita’ economico-finanziaria e di valutazione di impatto
ambientale, oneri per concessioni edilizie, collaudi di legge,
quota iniziale di franchising, consulenze per conseguire la
certificazione di qualita’ secondo standard e metodologie
riconosciute (UNI o ISO 9000) o la certificazione ambientale
secondo il sistema internazionale riconosciuto ISO 14001, acquisto
del suolo aziendale e relative sistemazioni e indagini
geognostiche, che possono essere agevolate se sostenute a partire
dai dodici mesi precedenti la data di presentazione della domanda
di agevolazione. L’ultimazione del programma deve avvenire non
oltre 48 mesi dalla data di presentazione della domanda. Tale
termine e’ ridotto a 24 mesi nei soli casi, di cui al successivo
punto 7.1, per i quali sia stata richiesta e concessa l’erogazione
delle agevolazioni in sole due quote. In entrambe tali ipotesi puo’
essere concessa una proroga, di non oltre sei mesi, per eccezionali
cause di forza maggiore, che l’impresa deve richiedere alla banca
concessionaria almeno quattro mesi prima della scadenza dei 48 o
dei 24 mesi; non possono essere agevolate spese effettuate
successivamente.
Ai fini di cui sopra, la data di effettuazione della spesa e’
quella del relativo titolo ancorche’ quietanzato o pagato
successivamente.
3.9 Per consentire, in sede di accertamento sull’avvenuta
realizzazione del programma di investimenti o di controlli ed
ispezioni, un’agevole ed univoca individuazione fisica di ciascun
macchinario, impianto ed attrezzatura rilevante oggetto di
agevolazioni, l’impresa deve attestare la corrispondenza delle
fatture e degli altri titoli di spesa, ovvero, per i beni acquisiti
in locazione finanziaria, dei relativi verbali di consegna, con il
macchinario, l’impianto o l’attrezzatura stessi. A tal fine il
legale rappresentante dell’impresa deve rendere, ai sensi dell’art.
4 della legge 4 gennaio 1968, n. 15 e successive modifiche e
integrazioni, una specifica dichiarazione corredata di apposito
elenco, utilizzando lo schema di cui all’Allegato 3a ed il
prospetto di cui all’Allegato n. 3b. La dichiarazione puo’ essere
resa anche da un procuratore speciale, nel qual caso deve essere
prodotta anche la relativa procura o copia autentica della stessa.
I beni fisici elencati devono essere riscontrabili attraverso
l’apposizione, sui beni stessi, di una specifica targhetta
riportante in modo chiaro ed indelebile il numero con il quale il
bene medesimo e’ stato trascritto nell’elenco ed il numero di
progetto recato dalla domanda nella quale e’ inserito il bene; a
tal fine si puo’ fare riferimento anche al numero di matricola
assegnato dal fornitore. Qualora non si faccia riferimento a
quest’ultimo, ciascun bene deve essere identificato attraverso un
solo numero dell’elenco e non puo’ essere attribuito lo stesso
numero di riferimento a piu’ beni. Dal momento che l’impresa puo’
essere soggetta a controlli ed ispezioni fin dalla fase
istruttoria, e’ opportuno che l’elenco dei beni di cui si tratta
venga predisposto all’avvio del programma ed aggiornato in
relazione a ciascun acquisto o all’eventuale dismissione dei beni
trascritti, riportando, in quest’ultimo caso, nell’apposita
colonna, ai fini della verifica del rispetto dell’obbligo di cui
all’art. 8, comma 1, lettera b) del regolamento, gli elementi
comprovanti la data della dismissione medesima (fattura di vendita,
bolla relativa al trasporto, ecc.). Se l’elenco dei beni e’
composto da piu’ pagine, queste devono essere numerate
progressivamente, timbrate e firmate dal legale rappresentante o
suo procuratore speciale. La dichiarazione di cui si tratta deve
essere resa dall’impresa, su richiesta del personale incaricato
degli accertamenti, dei controlli o delle ispezioni, allegando alla
stessa l’elenco di cui sopra. La mancata o incompleta tenuta di
dette scritture puo’ dare luogo, previa contestazione, alla revoca
totale o parziale delle agevolazioni.
3.10 Ai fini dell’applicazione della presente normativa, si
intendono “servizi annessi” le strutture o gli impianti attraverso
i quali viene migliorata la qualita’ del servizio ricettivo offerto
e che siano funzionalmente collegati alla struttura ricettiva
principale ove viene svolta l’attivita’ ammissibile (non sono
pertanto ammessi i “servizi annessi” alle strutture diverse da
quelle ricettive). Essi devono essere ubicati nello stesso comune
della struttura principale o, qualora alla stessa adiacenti, anche
in altro comune, ed essere gestiti dagli stessi soggetti della
struttura ricettiva principale medesima.
A titolo puramente esemplificativo, per “servizi annessi” si
intendono: piscine, ristoranti, bar, market, impianti sportivi,
discoteche, sale da ballo, sale congressuali, impianti ricreativi,
parcheggi e garage, centri benessere, approdi turistici, punti di
ormeggio, attrezzature e servizi per la nautica, spiagge
attrezzate, servizi termali, ecc..
La gestione dei suddetti “servizi annessi” puo’ costituire anche
attivita’ ammissibile qualora indicata come tale dalle regioni ai
sensi dell’art. 4, comma 3, lettera a) del D.M. 20.7.98 e, in
quanto tale, non e’ soggetta ai limiti di cui al successivo punto
3.11. 3.11 Le spese ammissibili sono quelle relative all’acquisto,
all’acquisizione mediante locazione finanziaria o alla costruzione
(con esclusione delle commesse interne) di immobilizzazioni nella
misura in cui queste ultime sono necessarie alla finalita’
dell’iniziativa oggetto della domanda di agevolazioni, purche’
capitalizzate e riguardanti:
a) progettazione e direzione lavori, studi di fattibilita’
economico-finanziaria e di valutazione di impatto ambientale, oneri
per le concessioni edilizie e collaudi di legge, quote iniziali di
franchising, spese relative alle consulenze per conseguire la
certificazione di qualita’ secondo standard e metodologie
riconosciute (UNI o ISO 9000) o la certificazione ambientale
secondo il sistema internazionale riconosciuto ISO 14001,
limitatamente alla quota parte riconducibile alla struttura
interessata dall’iniziativa; le predette spese sono ammissibili
fino a un valore massimo del 5% dell’investimento complessivo
ammissibile; le spese relative alle consulenze per conseguire la
certificazione di qualita’ o quella ambientale sono ammissibili,
sulla base di specifiche indicazioni comunitarie, solo per le
piccole e medie imprese e devono essere comprovate, ai fini della
loro ammissibilita’ in via definitiva, con la specifica
certificazione medesima;
b) suolo aziendale, sue sistemazioni e indagini geognostiche;
c) opere murarie e assimilate;
d) infrastrutture specifiche aziendali;
e) macchinari, impianti, attrezzature varie ed arredi, nuovi di
fabbrica, ivi compresi quelli necessari all’attivita’
amministrativa dell’impresa;
f) programmi informatici commisurati alle esigenze produttive e
gestionali dell’impresa.
Per le agenzie di viaggio le spese ammissibili sono solamente
quelle di cui alle lettere a), limitatamente alla quota iniziale
dei contratti di franchising, e), ivi compresi gli arredi, ed f).
Le spese del programma da agevolare relative ai “servizi annessi”,
qualora questi ultimi non siano indicati dalle regioni quali
ulteriori attivita’ ammissibili, considerata la marginalita’
funzionale che gli stessi debbono rappresentare rispetto alla
struttura principale cui si riferiscono, sommate al valore di
quelli eventualmente preesistenti al programma medesimo, si
considerano ammissibili, nel limite del cinquanta per cento del
valore (preesistente + nuovo) dei beni strumentali destinati allo
svolgimento dell’attivita’ ammissibile. Ai fini della valutazione
della suddetta incidenza massima, le imprese indicano nello
specifico prospetto della parte descrittiva del business plan (si
veda l’Allegato n. 2/a) il valore degli eventuali beni strumentali
preesistenti destinati allo svolgimento dell’attivita’ ammissibile
e, separatamente, di quelli relativi agli eventuali “servizi
annessi” preesistenti, desumendoli, a scelta dell’impresa, da
specifica perizia giurata (da allegare alla domanda di
agevolazioni) o dal libro dei cespiti ammortizzabili (al lordo
degli ammortamenti). Ai fini dell’ammissibilita’ delle predette
spese per i “servizi annessi” le imprese devono, nella parte
descrittiva del business plan, obbligatoriamente dettagliarle e
indicarle sia nell’ambito dell’investimento complessivo che,
separatamente da quest’ultimo, nel richiamato specifico prospetto.
Per quanto riguarda i mezzi mobili, sono considerati ammissibili
solo quelli, non iscritti ad un pubblico registro, funzionali allo
svolgimento dell’attivita’ ammissibile, ivi compresi quelli di
trasporto collettivo, e comunque utilizzati all’interno dell’unita’
locale interessata dall’iniziativa da agevolare. Le spese relative
all’acquisto di un immobile esistente (terreno e/o opere murarie e
assimilate, funzionali, ancorche’ a seguito di modifiche,
all’attivita’ ammissibile), possono essere agevolate, in funzione
delle caratteristiche dell’immobile stesso e/o dell’attivita’ da
svolgere, fino ad un valore massimo del 50% dell’investimento
complessivo ammissibile; pertanto un’iniziativa consistente nel
solo acquisto di un immobile esistente non e’ agevolabile. Le spese
relative all’acquisto di immobili di proprieta’ di uno o piu’ soci
dell’impresa richiedente le agevolazioni sono ammissibili in
proporzione alle quote di partecipazione nell’impresa medesima
degli altri soci. A tal fine si intende che sussista tale
condizione di esclusione totale o parziale della spesa qualora la
richiamata proprieta’ sia riscontrabile nei dodici mesi precedenti
la data di sottoscrizione della domanda di agevolazione ed anche
qualora in capo a parenti o affini dei soci stessi entro il primo
grado. Le spese relative alla compravendita tra due imprese non
sono ammissibili qualora, all’atto della compravendita stessa, le
imprese medesime si trovino nelle condizioni di cui all’art. 2359
del codice civile o entrambe si trovino nelle predette condizioni
in relazione ad un medesimo altro soggetto. Ai fini di cui sopra va
acquisita specifica dichiarazione, secondo lo schema di cui
all’Allegato n. 4, del legale rappresentante dell’impresa
richiedente le agevolazioni o da suo procuratore speciale resa ai
sensi dell’art. 4 della legge 4 gennaio 1968, n.15.
Le spese relative a corredi, stoviglie e posateria sono ammissibili
purche’ anch’esse iscritte nel libro dei cespiti ammortizzabili.
Le spese ammissibili relative alle strutture agro-turistiche o di
turismo rurale sono quelle relative all’attivita’ ricettiva e
relativi “servizi annessi”, con l’esclusione delle spese che
presentino caratteristiche prettamente agricole.
Le spese relative all’acquisto di beni in valuta estera sono
ammesse alle agevolazioni per un contro valore in lire o in euro
ottenuto sulla base del cambio utilizzato dall’istituto bancario
tramite il quale viene eseguita la transazione nel giorno di
effettivo pagamento; il cambio deve essere comunque indicato sulla
contabile bancaria ovvero su analogo supporto probante da
conservare in azienda per i successivi controlli. Sono esclusi gli
oneri per spese e commissioni, nonche’ le imposte.
Le spese relative a beni acquistati con un’operazione “Sabatini”
non agevolata, possono essere ammesse alle agevolazioni solo nel
caso di operazione “pro-soluto”.
Le spese relative a commesse interne di lavorazione sono escluse
dalle agevolazioni di cui si tratta.
4 – BANCHE CONCESSIONARIE E ISTITUTI COLLABORATORI
4.1 Gli adempimenti istruttori propedeutici alla concessione delle
agevolazioni ed i riscontri, gli accertamenti e le verifiche
necessari all’erogazione delle agevolazioni stesse fino al saldo,
nonche’ la gestione delle relative somme, sono affidati in
concessione a banche o societa’ di servizi controllate da banche,
denominate “banche concessionarie”. I rapporti tra il Ministero e
le banche concessionarie sono regolamentati da apposita
convenzione, predisposta dal Ministero stesso, tesa ad evitare
duplicazioni dell’attivita’ istruttoria e ad assicurare snellezza e
rapidita’ procedurali ed uniformita’ di comportamento da parte
delle banche medesime.
4.2 Ai fini di assicurare il pieno rispetto delle procedure di cui
al regolamento ed alla presente circolare e facilitare le
operazioni di accreditamento delle somme da erogare in favore delle
imprese beneficiarie delle agevolazioni, nonche’ alcuni altri
adempimenti, le banche concessionarie possono stipulare sub-
convenzioni con altre banche o societa’ di leasing, denominati
“istituti collaboratori”, ferma restando, in capo alla banca
concessionaria, la titolarita’ dell’attivita’ istruttoria. Si
riporta, in Allegato n. 5, l’elenco completo, aggiornato all’8
febbraio 1999, delle banche concessionarie convenzionate con il
Ministero e degli istituti collaboratori convenzionati con le
banche concessionarie.
4.3 Nel caso in cui l’impresa intenda realizzare il programma con
l’acquisizione, in tutto o in parte, di beni con il sistema della
locazione finanziaria, deve rivolgersi ad uno degli istituti
collaboratori a tal fine abilitati (si veda anche il successivo
punto 5.2). Una banca concessionaria, ancorche’ abilitata alla
locazione finanziaria, non puo’ ricoprire il duplice ruolo di
soggetto istruttore e di locatore per la medesima operazione.
All’istituto collaboratore, per tali programmi, vengono riservati,
tra l’altro, i seguenti ulteriori adempimenti:
– ricevere la domanda di agevolazioni (art. 5, comma 1 del
regolamento)
– trasmettere tempestivamente la domanda e la relativa
documentazione alla banca concessionaria indicata dall’impresa nel
relativo modulo (art. 5, comma 1)
– sottoscrivere le dichiarazioni concernenti lo stato d’avanzamento
dei lavori e documentare la regolarita’ delle eventuali opere
murarie ai fini delle erogazioni (punto 7.4 della presente
circolare)
– controfirmare e trasmettere alla banca concessionaria l’eventuale
richiesta dell’impresa di proroga per l’ultimazione dei lavori
(art. 8, comma 4)
– predisporre la documentazione finale di spesa e trasmetterla alla
banca concessionaria (art. 9, comma 1)
– sottoscrivere le dichiarazioni che accompagnano la documentazione
finale di spesa (art. 9, comma 7).
In relazione allo specifico adempimento di cui all’art. 5, comma 1
del regolamento, la societa’ di leasing deve trasmettere alla banca
concessionaria la domanda e la relativa documentazione in originale
entro e non oltre cinque giorni lavorativi dal ricevimento ed
attraverso un mezzo che garantisca la consegna entro e non oltre le
48 ore successive.
5 – PRESENTAZIONE DELLE DOMANDE E ISTRUTTORIE DELLE BANCHE
CONCESSIONARIE
5.1 I termini di presentazione delle domande di agevolazioni
relativi ai due bandi dell’anno sono fissati con decreto del
Ministro dell’Industria, del Commercio e dell’Artigianato.
5.2 La domanda di agevolazioni deve essere necessariamente
presentata:
*alla sola banca concessionaria, qualora il programma
d’investimenti preveda solo spese sostenute direttamente
dall’impresa richiedente;
*al solo istituto collaboratore, qualora il programma
d’investimenti preveda, in tutto o anche solo in parte,
l’acquisizione di beni tramite locazione finanziaria. Ai fini di
cui sopra si precisa quanto segue:
– la banca concessionaria e’ prescelta dall’impresa tra quelle
convenzionate con il Ministero dell’industria, del commercio e
dell’artigianato per l’effettuazione dell’istruttoria tecnico-
economico-finanziaria della domanda;
– l’istituto collaboratore deve necessariamente essere
convenzionato con la banca concessionaria prescelta dall’impresa
per l’istruttoria ed essere la societa’ di leasing locatrice dei
beni oggetto di agevolazione (si veda l’elenco di cui all’Allegato
n. 5);
– l’attivita’ svolta dall’istituto collaboratore per gli
adempimenti finalizzati alla concessione delle agevolazioni di cui
si tratta non riveste carattere istruttorio; per detta attivita’,
pertanto, non e’ dovuto dall’impresa all’istituto medesimo alcun
compenso;
– i beni di uno stesso programma non possono essere acquisiti in
locazione finanziaria tramite piu’ societa’ di leasing, a meno che
queste ultime non siano riunite in “pool”; in tal caso, ai fini
dell’ammissibilita’ delle spese relative ai beni interessati: 1)
ciascuna societa’ di leasing deve aderire al “pool” per la frazione
di propria competenza degli investimenti del programma da
agevolare; 2) tutte le societa’ aderenti al “pool” devono essere
istituti collaboratori e cioe’ convenzionate con almeno una delle
banche concessionarie; 3) la societa’ capofila del “pool”, in
particolare, deve essere convenzionata con la banca concessionaria
prescelta dall’impresa per l’istruttoria ed a carico della stessa
gravano tutti gli adempimenti e le responsabilita’ derivanti dalla
normativa, ed in particolare dal regolamento e dalla presente
circolare, anche in nome e per conto delle altre societa’ aderenti
al “pool” medesimo; 4) tra le suddette societa’ deve essere
sottoscritta una specifica, formale convenzione di “pool”, una per
ciascuna iniziativa da agevolare, che, oltre ad individuare la
societa’ capofila, a regolamentare i rapporti tra le parti e ad
indicare gli adempimenti e le responsabilita’ della capofila
medesima come sopra specificato, indichi la suddivisione
dell’investimento tra le societa’ stesse;
– nel caso di operazioni in “pool” e’ la societa’ capofila che
svolge le funzioni di istituto collaboratore e, pertanto, alla
stessa l’impresa deve trasmettere la domanda di agevolazione; – nel
caso di operazioni in “pool” la societa’ capofila trasmette alla
banca concessionaria, in uno con il contratto di locazione, una
copia della suddetta convenzione di “pool”.
5.3 La domanda di agevolazione deve essere presentata utilizzando
il modello appositamente predisposto, il cui facsimile da
utilizzare per il solo 1999 e’ riportato, con le relative
istruzioni per la compilazione, negli Allegati nn. 6/a, 6/b e 6/c.
Tale modello e’ valido, indifferentemente, per le iniziative
riguardanti beni acquistati direttamente dall’impresa o, in tutto o
in parte, beni acquisiti tramite locazione finanziaria. Il modello
si compone di un Modulo per la richiesta vera e propria (Allegato
n. 6/a) e di una Scheda Tecnica (Allegato n. 6/b), contenente i
principali dati e le informazioni sull’impresa proponente e sul
programma di investimenti, da allegare al Modulo stesso insieme
alla documentazione di cui all’Allegato n. 7. Il Modulo e la Scheda
Tecnica devono essere predisposti in un unico originale anche nel
caso in cui il programma di investimenti preveda, insieme, beni
acquistati direttamente dall’impresa richiedente e beni acquisiti
tramite locazione finanziaria (cosiddetti “programmi misti”).
Il Modulo deve essere compilato utilizzando esclusivamente il
modello a stampa, che deve essere timbrato e firmato dal legale
rappresentante dell’impresa o da un suo procuratore speciale, ai
sensi dell’art. 4 della legge 4 gennaio 1968, n. 15 e con le
modalita’ di cui all’art. 3, comma 11 della legge 15.5.1977, n.
127, come modificato dall’art. 2, comma 10 della legge 16.6.1998,
n. 191, e dal D.P.R. 20.10.1998, n. 403; nel caso in cui a firmare
sia un procuratore speciale, alla domanda deve essere allegata la
relativa procura o copia autentica della stessa. Il Modulo riporta
a stampa il numero di progetto pre-assegnato e, pertanto, al fine
di eliminare il rischio della duplicazione di tali numeri e’
rigorosamente vietata la presentazione di domande redatte su
fotocopie del modulo a stampa, ancorche’ compilate e firmate in
originale; qualora, per qualsiasi motivo, la domanda di
agevolazioni venisse presentata in difformita’ da quanto sopra
specificato, la domanda stessa, per i suddetti motivi, non sara’
considerata valida.
La Scheda Tecnica deve essere compilata, pena l’invalidita’ della
domanda, tramite personal computer, utilizzando esclusivamente lo
specifico software predisposto dal Ministero, stampando il relativo
file su normali fogli bianchi formato A4; la Scheda a stampa deve
essere semplicemente firmata nell’apposito spazio di ciascuna
pagina dal soggetto che firma il Modulo e deve essere allegata al
Modulo stesso secondo le modalita’ specificate nelle istruzioni
alla compilazione (si veda l’Allegato n. 6/c). L’impresa deve
trasmettere, in allegato alla domanda su carta (Modulo+Scheda
Tecnica) anche doppia copia (n. 2 floppy disk) del supporto
magnetico contenente il suddetto file, generato attraverso il
software medesimo. Quest’ultimo consente anche l’elaborazione e la
redazione del business plan in modo integrato con la Scheda Tecnica
(si veda anche il precedente punto 3.7). Qualora l’impresa utilizzi
il suddetto software anche per l’elaborazione del business plan,
deve trasmettere alla banca concessionaria la documentazione
relativa al business plan medesimo sia su supporto cartaceo che
magnetico come per la Scheda Tecnica. Il Modulo originale a stampa,
il facsimile della Scheda Tecnica, le relative istruzioni ed il
software per la compilazione della Scheda Tecnica stessa e
l’elaborazione del business plan sono resi disponibili anche presso
gli Uffici centrali e periferici della Direzione Generale per il
Coordinamento degli Incentivi alle Imprese del Ministero, presso le
banche concessionarie, gli istituti collaboratori e presso gli
uffici centrali e periferici dell’Istituto per la Promozione
Industriale.
L’impresa richiedente e’ tenuta a comunicare tutte le variazioni
riguardanti i dati esposti nella Scheda Tecnica che dovessero
intervenire successivamente alla presentazione della domanda.
Qualora tali variazioni riguardino dati rilevanti ai fini del
calcolo degli indicatori ed intervengano tra il termine ultimo per
la presentazione delle domande e la pubblicazione delle
graduatorie, la relativa domanda sara’ considerata decaduta. Cio’
in considerazione della particolare procedura (di tipo concorsuale)
ed al fine di evitare alterazioni del principio della parita’ di
condizioni tra le imprese partecipanti al medesimo bando.
5.4 La domanda deve essere presentata a mezzo raccomandata con
ricevuta di ritorno, posta celere, raccomandata a mano o corriere.
Nei primi due casi, quale data di presentazione si considera quella
del timbro postale di spedizione; negli altri due si considera la
data del timbro di accettazione del primo soggetto ricevente (la
banca concessionaria o l’istituto collaboratore), apposto
nell’apposito spazio sul frontespizio del Modulo. In tali ultimi
due casi, il predetto soggetto ricevente rilascia all’impresa, a
richiesta della stessa, copia del frontespizio del Modulo stesso
recante il timbro di accettazione.
5.5 Contestualmente alla presentazione, con le modalita’ sopra
indicate, della domanda di agevolazione alla banca concessionaria
o, secondo il caso, all’istituto collaboratore, l’impresa trasmette
una semplice fotocopia del Modulo e della relativa Scheda Tecnica
alla Regione nella quale insiste, interamente o prevalentemente (si
veda il precedente punto 2.4), l’unita’ locale interessata dal
programma di investimenti. Gli indirizzi degli Uffici regionali cui
trasmettere copia della domanda sono riportati in Allegato n. 8.
5.6 Una domanda istruita positivamente dalla banca concessionaria
ed inserita in una delle graduatorie di cui al successivo punto 6
ma non agevolata, a causa delle disponibilita’ finanziarie
inferiori all’importo delle agevolazioni complessivamente
richieste, viene inserita automaticamente, per una sola volta,
invariata, nella corrispondente graduatoria relativa al bando
immediatamente successivo, mantenendo valide, ai fini
dell’ammissibilita’ delle spese, le condizioni previste per la
domanda originaria. A tal fine non e’ posto a carico dell’impresa
interessata alcun adempimento, fatto salvo l’obbligo di comunicare
tempestivamente alla banca concessionaria eventuali variazioni
rilevanti ai fini della concessione delle agevolazioni che
dovessero essere nel frattempo intervenute e di corrispondere in
modo altrettanto tempestivo e completo alle eventuali richieste di
precisazioni, chiarimenti e/o integrazioni avanzate dalla banca
concessionaria medesima. Le precedenti modalita’ di inserimento
automatico si applicano anche alle domande che, sempre a causa
dell’insufficienza delle disponibilita’ finanziarie, sono state
agevolate parzialmente rispetto alla richiesta dell’impresa, a
condizione che quest’ultima lo richieda formalmente e che, all’atto
della richiesta stessa, rinunci al contributo parziale concesso e
non abbia avanzato alcuna domanda di erogazione a fronte del
contributo medesimo. La detta richiesta, redatta secondo lo schema
di cui all’Allegato n. 9, deve essere trasmessa entro e non oltre
30 giorni prima del termine ultimo utile per l’invio delle
risultanze istruttorie relative alle graduatorie per le quali e’
consentito l’inserimento automatico e con le modalita’ di cui al
precedente punto 5.4.
In alternativa, l’impresa, mantenendo comunque valide le suddette
condizioni di decorrenza delle spese, puo’ riformulare la domanda
non agevolata o agevolata parzialmente attraverso modifiche, anche
rilevanti ai fini della formazione delle graduatorie e per il
calcolo delle agevolazioni, ma non sostanziali del programma. A tal
fine: – l’impresa stessa deve preventivamente trasmettere, entro e
non oltre 30 giorni prima del termine ultimo utile per l’invio
delle risultanze istruttorie relative alle graduatorie nelle quali
la domanda sarebbe inserita automaticamente e con le modalita’ di
cui al precedente punto 5.4, una formale rinuncia all’inserimento
automatico secondo lo schema di cui all’Allegato n. 10; tale
adempimento, naturalmente, non ricorre per le iniziative agevolate
parzialmente; – le modifiche possono riguardare esclusivamente: il
capitale investito (in modo compatibile con i tempi di
realizzazione del programma), gli occupati attivati, la misura
dell’agevolazione richiesta, l’adesione o meno al sistema
internazionale riconosciuto di certificazione ambientale ISO 14001
e le spese complessive a fronte delle quali vengono richieste le
agevolazioni, queste ultime, pero’, solo in diminuzione; e’,
inoltre, possibile modificare le modalita’ di acquisizione dei
singoli beni del programma da acquisto diretto a locazione
finanziaria e viceversa;
– la riformulazione deve avvenire obbligatoriamente attraverso la
presentazione, secondo le modalita’ di cui ai precedenti punti da
5.2 a 5.5, di un nuovo modello di domanda (Modulo e Scheda Tecnica)
recante un nuovo numero di progetto;
– la dimensione dell’impresa richiedente, da indicare nella Scheda
Tecnica riformulata, deve essere rilevata con riferimento alla data
di sottoscrizione del nuovo Modulo di domanda;
– la domanda riformulata puo’ essere presentata, entro i termini
prescritti di cui al precedente punto 5.1, sul solo primo bando
utile successivo alla rinuncia, ivi compreso, qualora i tempi a
disposizione lo consentano, il bando immediatamente successivo a
quello nel quale era inserita la domanda originaria non agevolata;
la domanda riformulata deve evidenziare, nell’apposito spazio del
frontespizio della Scheda Tecnica, che si tratta di domanda
ripresentata ai sensi dell’art. 6, comma 8 del regolamento ed alla
stessa deve essere allegata la documentazione progettuale di cui
all’Allegato n. 7, limitatamente a quella modificata a seguito
della riformulazione;
– la domanda riformulata deve necessariamente essere presentata
alla banca concessionaria che ha redatto l’istruttoria della
domanda originaria ovvero, nel caso di beni in leasing,
all’istituto collaboratore locatore dei beni stessi; quest’ultimo
puo’ anche essere diverso rispetto all’eventuale originario,
purche’ sia convenzionato con la suddetta medesima banca
concessionaria;
– qualora non vengano seguite le precedenti indicazioni e
modalita’, la domanda viene considerata a tutti gli effetti come
presentata per la prima volta.
Le precedenti modalita’ di riformulazione si applicano anche alle
predette domande agevolate parzialmente sempre che, al momento
della riformulazione, l’impresa rinunci al contributo parziale
concesso e non abbia richiesto alcuna erogazione del contributo
stesso. A tal fine l’impresa allega alla domanda riformulata una
specifica dichiarazione secondo lo schema di cui all’Allegato n.
11. Nel caso in cui le predette domande, inserite automaticamente o
riformulate, risultassero ancora una volta non agevolate, vengono
archiviate; l’impresa puo’ riproporre il relativo programma di
investimenti in uno degli ulteriori bandi successivi attraverso la
presentazione, con le modalita’ di cui ai punti precedenti, di una
nuova domanda che verra’ considerata a tutti gli effetti come
presentata per la prima volta.
La banca concessionaria trasmette al Ministero l’elenco delle
domande non agevolate per le quali l’impresa ha rinunciato
all’inserimento automatico, quelle agevolate parzialmente per le
quali l’impresa ha richiesto l’inserimento automatico e le
risultanze istruttorie delle domande riformulate, entro i termini
di cui all’art. 6, comma 2 del regolamento.
5.7 Le banche concessionarie, al ricevimento della domanda da parte
dell’impresa o, per i casi in cui e’ previsto, da parte
dell’istituto collaboratore, sono tenute a verificarne la
completezza con riferimento ai dati esposti nella Scheda Tecnica
rilevanti ai fini del calcolo degli indicatori ed alla presenza,
secondo il caso, in forma parziale o completa, del business plan
(si veda il precedente punto 3.7); le banche, inoltre, devono
verificare che il Modulo sia in originale, che la Scheda Tecnica
sia stata redatta tramite il software ministeriale e che alla
domanda sia allegata doppia copia del floppy disk contenente il
file della Scheda Tecnica medesima. La domanda carente dei suddetti
elementi, fatto salvo quanto precisato al successivo punto 6.4 in
merito alla mancata indicazione della percentuale dell’agevolazione
richiesta, non e’ considerata valida e deve essere restituita
all’impresa richiedente entro e non oltre il trentesimo giorno
lavorativo successivo al relativo ricevimento, trattenendo agli
atti una copia del relativo modello di domanda (Modulo e Scheda
Tecnica), del business plan e del supporto magnetico. La
restituzione della domanda avviene con una specifica nota
contenente – chiare, puntuali ed esaurienti – le relative
motivazioni ; detta nota deve essere trasmessa anche al Ministero,
alla Regione competente e, secondo il caso, anche all’istituto
collaboratore. Una domanda incompleta restituita puo’ essere
ripresentata dall’impresa, dopo le necessarie integrazioni,
comunque entro i termini di cui al precedente punto 5.1 e viene,
comunque, considerata a tutti gli effetti come presentata per la
prima volta.
Qualora la domanda risulti incompleta degli elementi diversi dai
precedenti, la banca concessionaria ne richiede l’integrazione
all’impresa con una specifica, formale nota raccomandata con
ricevuta di ritorno sempre entro il trentesimo giorno lavorativo
successivo al relativo ricevimento. L’impresa e’ tenuta a
corrispondere in modo puntuale e completo alla richiesta della
banca concessionaria con nota trasmessa con le medesime modalita’,
valide per le domande, di cui al precedente punto 5.4, entro e non
oltre quindici giorni solari dal ricevimento della richiesta; in
caso contrario la domanda si intende a tutti gli effetti decaduta e
la banca concessionaria ne da’ tempestiva e motivata comunicazione
all’impresa interessata con nota trasmessa per conoscenza anche al
Ministero, alla Regione competente e, secondo il caso, all’istituto
collaboratore.
5.8 Accertata la completezza della domanda la banca concessionaria
procede alla istruttoria e redige una relazione attenendosi allo
schema contenuto nella convenzione con il Ministero. La banca
concessionaria puo’ richiedere, nel corso dell’istruttoria,
ulteriori dati, informazioni, precisazioni, chiarimenti e
documentazioni purche’ strettamente indispensabili per
l’istruttoria.
L’accertamento istruttorio riguarda principalmente:
– la sussistenza di tutte le condizioni per l’ammissione alle
agevolazioni;
– la consistenza patrimoniale e finanziaria dell’impresa
richiedente e, ove ritenuto necessario, anche dei soci, attraverso
quanto rappresentato dall’impresa nella prima parte del business
plan, l’analisi degli ultimi due bilanci approvati prima della
sottoscrizione del modulo di domanda e la determinazione dei
relativi principali e piu’ significativi indici, nonche’ attraverso
la comparazione dei bilanci stessi con quelli di aziende dello
stesso settore che consentano di valutarne il grado di
affidabilita’; particolare rigore deve essere riservato alla
valutazione della comprovata possibilita’ dell’impresa e, ove
ritenuto necessario, anche dei soci di fare fronte, nella misura e
nei tempi previsti dall’impresa e ritenuti necessari dalla banca
concessionaria medesima (tenuto anche conto dell’articolazione
temporale degli investimenti e delle condizioni poste per
l’erogazione delle agevolazioni di cui al successivo punto 6.2),
agli impegni finanziari derivanti dalla realizzazione
dell’iniziativa e dal collegato eventuale incremento del capitale
circolante o, ancor piu’, dalla realizzazione di altre eventuali
iniziative temporalmente sovrapposte. Tale valutazione, ove
ritenuto necessario, deve essere estesa anche ad altre imprese che
abbiano iniziative temporalmente sovrapposte a quella in esame,
qualora il loro capitale sia posseduto in modo rilevante da un
medesimo soggetto che, a sua volta, possegga il capitale
dell’impresa richiedente in misura altrettanto rilevante;
– la validita’ tecnico-economico-finanziaria dell’iniziativa, con
particolare riferimento agli obiettivi dell’iniziativa in termini
di elevazione degli standard qualitativi o quantitativi
dell’offerta turistica, ai livelli occupazionali, alle
potenzialita’ degli impianti, alle prospettive di mercato, ai
previsti effetti di carattere reddituale, finanziario e
patrimoniale derivanti dalla realizzazione dell’iniziativa stessa,
alle prestazioni ambientali; – la presenza e la completezza della
dichiarazione dell’impresa, di cui all’Allegato n. 7/a, attestante
la piena disponibilita’ dell’immobile (terreno e/o costruzioni)
nell’ambito del quale viene realizzata l’iniziativa e la
corrispondenza dell’immobile stesso, in relazione all’attivita’ da
svolgere, ai vigenti specifici vincoli edilizi, urbanistici e di
destinazione d’uso;
– il piano finanziario per la copertura degli investimenti e delle
spese relative alla normale gestione, attraverso il ricorso ai
mezzi propri aziendali, alle fonti di finanziamento esterne ed alle
agevolazioni; dovra’ essere accertata, in particolare, la
sussistenza delle condizioni per il ricorso all’eventuale credito
bancario anche in relazione ad eventuali preesistenti esposizioni;
– l’ammissibilita’ degli investimenti indicati dall’impresa, sia
per quanto attiene alla pertinenza che alla congruita’ delle spese
prospettate, al fine di proporne l’ammontare per le agevolazioni e
la relativa suddivisione nei principali capitoli di spesa e per
anno solare; a tal fine, eventuali riduzioni, qualora non
univocamente riconducibili ad un determinato anno solare, devono
essere distribuite su tutta la durata del programma in parti
proporzionali agli investimenti esposti in ciascun anno solare; – i
dati che determinano il valore dei primi quattro indicatori di cui
all’art. 6, comma 4, del regolamento, ad eccezione di quello
relativo alla misura richiesta delle agevolazioni, che viene
indicato dall’impresa e non puo’ essere modificato a seguito degli
accertamenti istruttori, e la sussistenza delle condizioni per
l’incremento di detti indicatori del 5% in relazione all’adesione,
da parte dell’impresa, al sistema internazionale riconosciuto di
certificazione ambientale ISO 14001.
La banca concessionaria puo’ rettificare, in esito agli
accertamenti istruttori, i dati relativi al calcolo degli
indicatori (con la sola eccezione della percentuale richiesta
dell’agevolazione massima consentita) e cio’, soprattutto, in
relazione all’immissione, da parte dell’impresa richiedente, di
capitale proprio in misura ed in tempi coerenti con la
realizzazione dell’iniziativa e con l’erogazione delle
agevolazioni. Per quanto concerne quest’ultimo aspetto, inoltre,
qualora la banca concessionaria dovesse accertare che il capitale
proprio dichiarato dall’impresa dovesse risultare inadeguato o
intempestivo, potra’ richiedere all’impresa medesima nuovi o
differenti impegni, da sottoscrivere e deliberare con le modalita’
previste dalla presente normativa; in quest’ultima ipotesi l’azione
della banca dovra’ essere adeguatamente motivata, alla luce delle
considerazioni che precedono e delle funzioni svolte dalla banca
concessionaria; dei nuovi apporti si terra’ conto nel calcolo
dell’indicatore. Cio’ si applica anche ai casi di dimenticanza da
parte dell’impresa, purche’ inequivocabilmente comprovata da
riscontri oggettivi. Analogamente, allorche’ la banca dovesse
riscontrare che l’impresa ha indicato un capitale proprio
esuberante rispetto ai fabbisogni finanziari e rispetto al valore
massimo utile per il calcolo dell’indicatore (si veda l’ultimo
capoverso del successivo punto 6.2), potra’ non tenere conto della
relativa eccedenza nelle condizioni da indicare nel decreto di
concessione per l’erogazione delle agevolazioni.
Per quanto concerne l’esame di pertinenza e congruita’ delle spese,
si precisa che il primo deve tendere ad evidenziare spese, appunto,
non pertinenti, ai sensi della normativa vigente, al programma da
agevolare e ad escluderle da quelle proposte per le agevolazioni.
Tali spese, a titolo meramente esemplificativo e non esaustivo,
sono quelle relative a manutenzioni, beni usati, qualsiasi tipo di
commesse interne, compravendita di immobili (terreno e/o opere
murarie e assimilate) in misura superiore al 50% dell’investimento
complessivo ammissibile o tra imprese che si trovano nelle
condizioni di cui all’art. 2359 c.c. – anche in relazione ad un
medesimo altro soggetto – o da soci dell’impresa acquirente o da
parenti o affini dei soci stessi entro il 1 grado, acquisto della
parte del suolo aziendale eccedente rispetto ai reali fabbisogni
funzionali dell’impresa, fabbricati o parti degli stessi adibiti ad
usi diversi da quelli connessi all’attivita’ ammissibile,
realizzazione di “servizi annessi” che, sommati a quelli
preesistenti, eccedano il 50% del valore dei beni strumentali
destinati all’attivita’ ammissibile, ecc.. Per quanto concerne
l’esame di congruita’, si distingue tra quello condotto ai fini
della concessione provvisoria e quello per la concessione
definitiva. Nella prima fase, tale esame deve essere finalizzato
alla valutazione del costo complessivo dell’iniziativa, in
relazione alle caratteristiche tecniche ed alla validita’ economica
della stessa, senza condurre accertamenti sul costo dei singoli
beni ­ a meno che non emergano elementi chiaramente e
macroscopicamente incongrui ­ tenuto conto dell’esigenza di non
aggravare il procedimento di adempimenti che non siano strettamente
necessari agli scopi cui il procedimento stesso e’ finalizzato.
L’esame di congruita’ da condurre nella seconda fase, in sede di
relazione finale di spesa, dovra’ essere, invece, puntuale e dovra’
essere teso a valutare, anche attraverso la documentazione di spesa
ed in riferimento alle caratteristiche costruttive e di
prestazione, l’adeguatezza dei piu’ significativi costi esposti
rispetto al totale complessivo dell’investimento prospettato. Le
risultanze istruttorie delle banche concessionarie devono
concludersi con un giudizio positivo o negativo sull’agevolabilita’
dell’iniziativa. Il giudizio positivo puo’ anche essere
condizionato, in relazione a quanto indicato al successivo punto
6.2. In caso di giudizio negativo la banca ne deve fornire
circostanziate motivazioni affinche’ il Ministero provveda a
comunicare il diniego delle agevolazioni alle imprese interessate.
Il Ministero si riserva di effettuare verifiche anche a campione
sulle domande proposte, in qualsiasi fase dell’iter procedurale.
Contestualmente all’invio delle risultanze istruttorie al
Ministero, le banche concessionarie inviano alle imprese
interessate ed alle regioni competenti una nota contenente i dati
proposti per il calcolo degli indicatori (secondo lo schema di cui
all’Allegato n. 12), cosi’ come eventualmente rettificati in sede
istruttoria; la banca concessionaria comunica, altresi’, alle
imprese interessate i beni e le relative spese eventualmente
ritenute non ammissibili (a titolo di pertinenza e/o di
congruita’).
L’invio delle risultanze istruttorie avviene, ai sensi dell’art. 6,
comma 2 del regolamento, tra il secondo ed il terzo mese successivo
alla chiusura dei termini per la presentazione delle domande (si
veda il precedente punto 5.1), salvo modifiche apportate dal
Ministero ai sensi del comma 3bis dello stesso articolo. 5.9 Nel
caso in cui, successivamente alla domanda di agevolazioni, al
soggetto richiedente le agevolazioni ne subentri un altro a seguito
di fusione, conferimento o cessione d’azienda o di ramo d’azienda,
il soggetto subentrante puo’ richiedere di subentrare nella
titolarita’ della domanda e, qualora gia’ emessa, della concessione
delle agevolazioni. A tal fine:
a) il soggetto subentrante sottoscrive, con le medesime modalita’,
le dichiarazioni, gli impegni, le autorizzazioni e gli obblighi
gia’ sottoscritti dal soggetto richiedente in sede di domanda di
agevolazioni; esso aggiorna, tramite una specifica dichiarazione
sostitutiva di notorieta’ del proprio legale rappresentante o
procuratore speciale, solo i dati e le informazioni di cui ai punti
A, D1, D2, D3, D4 e D5 della Scheda Tecnica allegata al Modulo di
domanda variati a seguito del subentro, fermi restando tutti gli
altri, e trasmette la documentazione, di cui al precedente punto
5.3 ed all’Allegato 7, limitatamente alla parte variata a seguito
del subentro medesimo;
b) la banca concessionaria verifica, con riferimento al nuovo
soggetto, alla dimensione dello stesso ed all’iniziativa di cui
alla domanda di agevolazioni, la sussistenza dei requisiti
soggettivi ed oggettivi per la concessione o la conferma delle
agevolazioni medesime;
c) la dimensione del soggetto subentrante viene rilevata, con i
criteri di cui al precedente punto 2.2 e con riferimento alla data
in cui lo stesso diviene legittimamente titolare dell’iniziativa e,
quindi, a quella in cui ha effetto l’operazione societaria di cui
si tratta;
d) le agevolazioni vengono calcolate sulla base della misura
agevolativa massima relativa al soggetto subentrante, applicando la
percentuale richiesta indicata nel modulo di domanda dal primo
soggetto; nel caso di concessione gia’ emessa, il nuovo valore
dell’agevolazione non puo’, comunque, superare l’importo indicato
nel decreto relativo a detta concessione. Qualora l’operazione
societaria di cui si tratta abbia effetto nel corso del prescritto
quinquennio d’obbligo di mantenimento dei beni agevolati, nel
calcolo delle agevolazioni si tiene conto delle frazioni di detto
quinquennio relative al soggetto originario ed a quello
subentrante;
e) l’indicatore n. 1, ricalcolato con riferimento al soggetto
subentrante, deve essere pari a quello calcolato sulla base dei
dati esposti nella domanda dal primo soggetto, fatta salva, nel
caso di concessione ancora da emettere, l’eventuale riduzione,
conseguente ad una maggiore agevolazione, per effetto del limite di
cui al successivo punto 6.2, ultimo capoverso. Il capitale proprio
ancora da deliberare da’ luogo ad una specifica condizione nel
decreto di concessione in favore del soggetto subentrante;
f) gli altri dati relativi al calcolo degli indicatori di cui alla
Scheda Tecnica allegata al Modulo di domanda sono soggetti ai
medesimi vincoli ed alle medesime condizioni sussistenti in capo al
primo soggetto.
6 – GRADUATORIE E CONCESSIONI PROVVISORIE
6.1 Le graduatorie vengono formate dal Ministero entro il mese
successivo al termine finale di invio delle risultanze istruttorie
da parte delle banche concessionarie e vengono dallo stesso
Ministero pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica
Italiana. Il Ministero trasmette le suddette graduatorie ed i
principali dati relativi alle domande presentate e/o agevolate al
Dipartimento del turismo della Presidenza del Consiglio dei
Ministri ai fini di consentire l’effettuazione dell’attivita’ di
monitoraggio di competenza del Dipartimento stesso. Le graduatorie
sono formate per regione o per area. In ciascuna graduatoria
vengono inserite tutte le iniziative, pertinenti per territorio, i
cui esiti istruttori delle banche concessionarie siano positivi. In
relazione ai fabbisogni finanziari di ciascuna iniziativa e delle
disponibilita’ attribuite per la regione o per l’area e tenuto
conto della riserva in favore delle PMI di cui in precedenza, in
ciascuna graduatoria vengono anche indicate le domande agevolabili
per le quali si potra’ provvedere alla emanazione dei decreti di
concessione provvisoria, dalla prima in graduatoria in poi, e
quelle che ne restano escluse per insufficienza delle
disponibilita’ medesime.
Qualora il fabbisogno finanziario dell’ultima iniziativa
agevolabile della graduatoria regionale dovesse essere solo in
parte coperto dalle disponibilita’ residue, si procede alla
concessione della somma pari a dette disponibilita’ residue, con
cio’, di fatto, riducendo la misura delle agevolazioni concesse. E’
fatta salva la facolta’ per l’impresa interessata di rinunciare
formalmente a dette agevolazioni ridotte e di richiedere
l’inserimento automatico o riformulare e ripresentare la domanda
come specificato nel precedente punto 5.6. Eventuali somme che
dovessero rendersi disponibili a seguito di successive esclusioni
dalle graduatorie, di rinunce o di revoche delle agevolazioni
concesse, affluiscono nelle disponibilita’ dell’anno o del bando
successivo. Il Ministero provvede a comunicare alle imprese
titolari delle domande non incluse nella graduatoria le motivazioni
dell’esclusione, dandone informazione, ove del caso, agli istituti
collaboratori.
La posizione di ciascuna iniziativa nella graduatoria di pertinenza
e’ determinata in relazione ai valori assunti dai seguenti quattro
indicatori di cui all’art. 6, comma 4, lettera a), punti 1), 2), 3)
e 4) del regolamento, eventualmente incrementati del 5% per le
imprese che aderiscano al sistema internazionale riconosciuto di
certificazione ambientale ISO 14001 (si veda il successivo punto
6.6).
6.2 L’indicatore n. 1 e’ il rapporto tra il capitale proprio
investito e da investire nell’iniziativa e l’investimento
complessivo dell’iniziativa medesima, risultanti dalla istruttoria
della banca concessionaria.
Il capitale proprio investito o da investire nell’iniziativa e’
costituito dagli aumenti del capitale sociale e/o dai conferimenti
dei soci in conto aumento del capitale stesso, deliberati dai
competenti organi sociali entro la prima erogazione dei contributi
e versati, in un’unica o piu’ soluzioni, nel corso degli anni
solari di realizzazione del programma e, comunque, in relazione al
piano di erogazione del contributo e non oltre la data di
ultimazione del programma stesso.
Nel caso in cui, nel corso degli anni solari di realizzazione del
programma, l’impresa produca utili o effettui ammortamenti
anticipati e li accantoni in un apposito fondo del patrimonio netto
per tutta la durata del programma, gli stessi possono essere presi
in considerazione, in sostituzione dei versamenti dei suddetti
aumenti e/o conferimenti, al netto delle eventuali perdite prodotte
anno per anno nello stesso periodo e non ripianate, purche’
risultino da bilanci approvati o, secondo il caso, da dichiarazioni
dei redditi presentate fino e non oltre la data di presentazione
della documentazione finale di spesa di cui all’art. 9, comma 1 del
regolamento. L’ammontare di detti utili e/o ammortamenti relativi
all’anno solare di ultimazione del programma viene preso in
considerazione in proporzione ai mesi dello stesso anno solare
interessati dal programma medesimo.
Le delibere relative ai suddetti aumenti, conferimenti e/o
accantonamenti, ovvero una specifica dichiarazione del legale
rappresentante dell’impresa nel caso di ammortamenti anticipati,
devono esplicitamente fare riferimento al programma agevolato o da
agevolare al quale gli stessi sono destinati, con l’indicazione del
relativo numero di progetto; tali indicazioni possono essere
perfezionate anche successivamente alle delibere stesse, e comunque
entro la prima erogazione delle agevolazioni, attraverso una
specifica delibera in tal senso di assemblea ordinaria. Qualora una
delibera o una dichiarazione riguardi piu’ programmi, la stessa
deve indicare, oltre al riferimento suddetto, anche le singole
quote destinate a ciascun programma. Ai fini di cui sopra:
– l’eventuale accantonamento al fondo sovrapprezzo azioni relativo
ad un aumento di capitale sociale viene computato come capitale
proprio investito nell’iniziativa in proporzione alla quota parte
dell’aumento stesso utilmente considerato;
– gli aumenti di capitale sociale possono essere realizzati, oltre
che con apporto di mezzi freschi, anche mediante conversione di
preesistenti finanziamenti dei soci, prestiti obbligazionari ed
altri debiti assimilabili e/o mediante utilizzo di utili di
bilancio preesistenti.
Per ottenere la prima erogazione l’impresa beneficiaria, ad
eccezione di quella individuale, deve produrre alla banca
concessionaria, qualora non gia’ prodotta in fase istruttoria, la
documentazione, indicata nell’Allegato n. 14, utile a comprovare
l’impegno ad apportare il capitale proprio in una o piu’ delle
forme consentite, fino al raggiungimento dell’ammontare complessivo
eventualmente indicato nella specifica condizione riportata nel
provvedimento di concessione. Inoltre, ai fini delle erogazioni,
ivi compresa l’eventuale quota a titolo di anticipazione, l’impresa
beneficiaria, sempre ad eccezione di quella individuale, deve
produrre alla banca concessionaria la documentazione utile a
comprovare l’avvenuto versamento e/o accantonamento:
– nel caso di due quote: per la prima, almeno della meta’ del
suddetto ammontare complessivo del capitale proprio indicato nella
specifica condizione riportata nel provvedimento di concessione
provvisoria;
– nel caso di tre quote: per la prima, di almeno un terzo, e per la
seconda di almeno due terzi del suddetto ammontare complessivo. Per
quanto concerne le imprese individuali, il capitale proprio e’ pari
alla somma delle variazioni del patrimonio netto risultanti dai
“prospetti delle attivita’ e passivita’”, redatti con i criteri di
cui al DPR n. 689/74 ed in conformita’ agli artt. 2423 e seguenti
del codice civile, relativi a ciascuno degli anni solari di
realizzazione del programma, da produrre anno per anno alla banca
concessionaria; in relazione all’assenza di un competente organo
sociale preposto alla deliberazione degli aumenti, dei conferimenti
e/o degli accantonamenti di cui sopra, per tali imprese non viene
posta, nel provvedimento di concessione, alcuna specifica
condizione per l’erogazione delle agevolazioni legata alla
dimostrazione del capitale proprio che, pertanto, verra’ accertato
dalla banca concessionaria in sede di verifiche a consuntivo di cui
al successivo punto 6.8.
L’ammontare e la ripartizione temporale del capitale proprio come
sopra determinato devono essere attribuiti all’anno solare di
competenza. A tal fine si conviene quanto segue: gli aumenti e/o i
conferimenti realizzati mediante apporto di mezzi freschi devono
essere imputati all’anno solare di effettivo versamento; gli
aumenti realizzati mediante conversione di preesistenti poste di
bilancio devono essere imputati all’anno solare della relativa
delibera; gli utili accantonati e gli ammortamenti anticipati e,
per le imprese individuali, gli incrementi di patrimonio netto
devono essere imputati con riferimento all’esercizio sociale nel
quale sono maturati; qualora l’esercizio sociale non coincida con
l’anno solare, gli utili accantonati e/o gli ammortamenti
anticipati vengono attribuiti pro-quota a ciascuno degli anni
solari nei quali gli stessi sono maturati.
Ai fini del calcolo dell’indicatore, la banca concessionaria puo’
prendere in considerazione l’ammontare indicato dall’impresa solo
dopo aver valutato che il nuovo capitale proprio sia utilmente
destinabile all’iniziativa e non, piuttosto, alla copertura di un
preesistente squilibrio finanziario dell’impresa stessa. In tal
senso la banca concessionaria, con riferimento all’ultimo bilancio
approvato ed al relativo stato patrimoniale dell’impresa, redatto
secondo gli artt. 2423 e seguenti c.c. o, per le imprese esonerate
dalla tenuta della contabilita’ ordinaria e/o dalla redazione del
bilancio, all’ultima dichiarazione dei redditi presentata, con
riferimento al relativo “prospetto delle attivita’ e passivita’”,
redatto con i criteri di cui al DPR n. 689/74 ed in conformita’ ai
suddetti artt. 2423 e seguenti c.c., deve rilevare se vi sia
eccedenza di attivita’ immobilizzate rispetto ai capitali
permanenti. Per attivita’ immobilizzate si intende la somma delle
poste dell’attivo patrimoniale di cui ai punti A (Crediti verso
soci per versamenti ancora dovuti), B (Immobilizzazioni) e C.II
(Crediti), quest’ultima limitatamente agli importi esigibili oltre
l’esercizio successivo; per capitali permanenti si intende la somma
delle poste del passivo patrimoniale di cui ai punti A (Patrimonio
netto), B (Fondi per rischi e oneri), C (Trattamento di fine
rapporto di lavoro subordinato) e D (Debiti), quest’ultima
limitatamente agli importi esigibili oltre l’esercizio successivo.
Allorche’ tale eccedenza vi sia, la banca concessionaria, anche
alla luce dell’eventuale nuovo assetto patrimoniale dell’impresa
risultante in fase istruttoria, deve valutare l’opportunita’, ai
fini del giudizio sull’agevolabilita’ dell’iniziativa, che
l’impresa stessa provveda o si impegni a provvedere in tempi brevi
ed in modo adeguato, e comunque prima dell’erogazione delle
agevolazioni, a ricorrere ad uno o piu’ dei seguenti strumenti per
il ripristino dell’equilibrio finanziario, da effettuare, comunque,
entro la prima erogazione: a) aumenti del capitale sociale;
b) conferimenti dei soci in c/aumento del capitale sociale; c)
strumenti di raccolta anche presso i soci, in qualsiasi forma,
purche’ previsti dallo Statuto e in linea con le apposite
istruzioni della Banca d’Italia;
d) finanziamenti per il consolidamento dei debiti a breve; e)
finanziamenti a fronte di fabbisogni estranei agli investimenti
dell’iniziativa da agevolare.
Gli strumenti di cui alle lettere c), d) ed e) devono avere durata
non inferiore a cinque anni. La banca concessionaria deve indicare
nella propria istruttoria gli strumenti ai quali l’impresa si e’
impegnata a ricorrere ed il relativo ammontare, in modo che il
Ministero possa compiutamente formulare nel decreto di concessione
provvisoria le relative condizioni che l’impresa stessa deve
soddisfare ai fini dell’erogazione delle agevolazioni. E’ poi
compito della banca concessionaria verificare che l’impresa abbia
adempiuto a quanto previsto prima di erogare la prima delle quote
di cui al successivo punto 7.1.
Ai fini del calcolo dell’indicatore, per tenere conto oltre che
dell’adeguatezza anche della tempestiva immissione di capitale
proprio in tempi congruenti con la realizzazione dell’iniziativa,
sia il valore del capitale proprio destinabile all’iniziativa che
quello degli investimenti vengono attualizzati all’anno solare di
avvio a realizzazione del programma, con gli stessi criteri
impiegati per il calcolo delle agevolazioni (vedi precedenti punti
2.6 e 2.7). Il capitale proprio da investire nell’iniziativa non
puo’, in ogni caso, essere superiore alla differenza tra
l’investimento attualizzato e l’ammontare delle agevolazioni nette
attualizzate concedibili nella misura in cui richieste dall’impresa
(per semplicita’ di calcolo, non si fa differenza tra percentuali
in ESN e in ESL) (si veda il precedente punto 2.6).
6.3 L’indicatore n. 2 e’ il rapporto tra il numero di occupati
attivati dall’iniziativa e l’investimento complessivo. Il valore di
quest’ultimo e’ lo stesso di quello impiegato per il calcolo
dell’indicatore n. 1. Il numero di occupati attivati
dall’iniziativa e’ rilevato, con riferimento alla sola ed intera
unita’ locale interessata dall’iniziativa medesima, comprensiva
degli eventuali “servizi annessi”, come differenza, positiva o
uguale a zero, tra il dato riferito all’esercizio “a regime” e
quello riferito ai dodici mesi che precedono quello di avvio a
realizzazione del programma ovvero, per i programmi da avviare
successivamente alla data di sottoscrizione della domanda, ai
dodici mesi che precedono quello della sottoscrizione medesima (per
l’individuazione dell’esercizio “a regime” si veda il successivo
punto 6.8). Il dato “a regime” da considerare e’ quello che rileva,
rispetto al dato “precedente”, la sola variazione occupazionale
strettamente riconducibile all’iniziativa.
Ai fini di cui sopra:
– il numero dei dipendenti e’ quello medio mensile degli occupati
durante i dodici mesi di riferimento; esso e’ determinato sulla
base dei dati rilevati alla fine di ciascun mese con riferimento
agli occupati a tempo determinato e indeterminato iscritti nel
libro matricola, compreso il personale in C.I.G. e con esclusione
di quello in C.I.G.S.; i lavoratori a tempo parziale vengono
considerati in frazioni decimali in proporzione al rapporto tra le
ore di lavoro previste dal contratto part-time e quelle fissate dal
contratto collettivo di riferimento;
– il numero dei dipendenti e’ espresso in unita’ intere e un
decimale, con arrotondamento per eccesso al decimale superiore; –
qualora i dodici mesi antecedenti (a seconda dei casi, l’avvio a
realizzazione del programma o la sottoscrizione della domanda)
precedano in tutto o in parte l’esercizio “a regime” di un
eventuale programma precedente, quale dato “precedente” si deve
assumere quello “a regime” previsto per detto precedente programma,
come eventualmente aggiornato con nota ufficiale alla competente
banca concessionaria;
– nei casi di ammodernamento e trasferimento – quest’ultimo qualora
non sia classificabile anche secondo un’altra delle tipologie
ammissibili – e nei casi in cui vi sia una diminuzione del numero
di occupati, ai fini del calcolo dell’indicatore, il numero di
occupati attivati dall’iniziativa e’ pari a zero, indipendentemente
dall’effettiva variazione connessa al programma risultante dal
prospetto di cui al punto B9 della Scheda Tecnica allegata al
Modulo di domanda.
6.4 L’indicatore n. 3 e’ pari al rapporto tra la misura massima
dell’agevolazione concedibile, per dimensione di impresa ed
ubicazione dell’unita’ locale, e la misura richiesta. Ciascuna
impresa, all’atto della presentazione della domanda di
agevolazioni, deve richiedere tutta la misura agevolativa massima
(100%), consentita dall’art. 2, comma 9 del regolamento, ovvero una
parte della stessa (dall’1% al 99%). Detto indicatore non puo’
essere oggetto di rettifica da parte della banca concessionaria ne’
l’impresa, una volta indicata la misura richiesta nella Scheda
Tecnica allegata al Modulo di domanda, puo’ piu’ modificarla; la
misura deve risultare coerente con il piano di copertura del
fabbisogno finanziario dell’iniziativa e cio’ in relazione a quanto
esposto al precedente punto 5.8 in merito alle valutazioni
istruttorie da parte della banca concessionaria.
Ai fini di cui sopra:
– la misura dell’agevolazione richiesta deve essere necessariamente
espressa in punti percentuali interi, in lettere ed in cifre; in
caso di difformita’ tra le due indicazioni si assume la percentuale
in lettere; nel caso in cui vengano indicate frazioni decimali,
come misura richiesta viene assunta la parte intera precedente la
virgola;
– in caso di mancata indicazione nella Scheda Tecnica di tale
percentuale si considera che l’impresa non abbia inteso rinunciare
ad una quota dell’agevolazione massima concedibile e, pertanto, la
misura richiesta viene assunta pari al 100%.
6.5 L’indicatore n. 4 e’ determinato dal punteggio complessivo
conseguito da ciascuna iniziativa sulla base di specifiche
priorita’ regionali individuate con riferimento alle aree del
territorio, alle attivita’ ed alle tipologie di investimento
ammissibili alle agevolazioni. Tali priorita’ sono indicate da
ciascuna regione attraverso l’attribuzione di un punteggio numerico
intero compreso tra zero e dieci a ciascuno dei seguenti singoli
elementi o compreso tra zero e trenta a ciascuna combinazione degli
elementi medesimi: – territorio, con riferimento alle aree dei
singoli Comuni o parti individuate degli stessi,
– attivita’, con riferimento a ciascuna delle attivita’ di cui al
precedente punto 2.1;
– tipologia, con riferimento a ciascuna delle tipologie di
investimento di cui al precedente punto 3.1.
Entro il 31 ottobre di ciascun anno le regioni possono formulare al
Ministero le proprie proposte relative ai suddetti elementi,
individuando i corrispondenti punteggi da applicare alle domande da
presentare entro l’anno successivo. Dette proposte vengono
formulate anche mediante supporto magnetico, utilizzando lo
specifico software predisposto dal Ministero. Qualora la regione
non formuli le proposte entro il termine suddetto, l’indicatore
regionale assume, per tutte le iniziative della graduatoria
regionale di competenza, valore pari a zero. Analogamente, assume
valore zero ciascun elemento al quale non viene attribuito alcun
punteggio.
Sulla base delle proposte avanzate dalle singole regioni il
Ministero, valutata la compatibilita’ delle stesse con lo sviluppo
complessivo di tutte le aree interessate e con le disposizioni del
regolamento, approva entro il 30 novembre successivo i punteggi
attribuiti ai singoli elementi e li rende noti ai soggetti
interessati.
A ciascuna iniziativa viene, pertanto, attribuito un punteggio
numerico intero compreso tra zero e trenta sulla base dei punteggi
attribuiti dalla regione a ciascuno di detti elementi o alle
combinazioni degli elementi stessi, cosi’ come approvati dal
Ministero; tale punteggio costituisce il valore dell’indicatore
regionale dell’iniziativa medesima.
Ai fini di cui sopra:
– il punteggio relativo al territorio viene attribuito con
riferimento all’ubicazione dell’unita’ locale indicata al punto B1
della Scheda Tecnica allegata al Modulo di domanda; quello relativo
all’attivita’, con riferimento al punto B4.2; quello relativo alla
tipologia, con riferimento al punto B5 (si veda l’Allegato n. 6/b);
– nel caso di iniziativa classificata, insieme, di “trasferimento”
e di un’altra tipologia (si veda il precedente punto 3.6), il
punteggio relativo all’elemento tipologico assume, per l’iniziativa
stessa, il valore attribuito dalla regione a tale altra tipologia.
6.6 Il valore dei predetti indicatori e’ incrementato del 5%
qualora l’impresa abbia gia’ aderito o intenda aderire, entro
l’esercizio “a regime” dell’iniziativa da agevolare, al sistema
internazionale riconosciuto di certificazione ambientale ISO 14001.
A tal fine l’impresa fornisce la propria indicazione compilando il
punto C3.1.1 della Scheda Tecnica allegata al Modulo di domanda.
L’impresa stessa deve tenere a disposizione, per eventuali
controlli e/o ispezioni, la documentazione idonea a comprovare
l’eventuale adesione al suddetto sistema.
6.7 Il punteggio che l’iniziativa consegue e che determina la
posizione della stessa in graduatoria e’ ottenuto sommando
algebricamente i valori normalizzati dei suddetti quattro
indicatori eventualmente incrementati del 5% (si veda l’Appendice,
Formula n. 3).
Per le iniziative utilmente collocate in graduatoria, il Ministero
adotta i decreti di concessione provvisoria e li invia alle imprese
interessate, alle banche concessionarie e, in presenza di beni
acquisiti o da acquisire in locazione finanziaria, agli istituti
collaboratori.
Il decreto di concessione, oltre ad indicare l’impresa
beneficiaria, la tipologia dell’iniziativa agevolata e l’ubicazione
dell’unita’ locale, indica, separatamente per i beni acquistati
direttamente dall’impresa e per quelli acquisiti in locazione
finanziaria, gli investimenti ammessi alle agevolazioni suddivisi
per capitolo di spesa, l’ammontare delle agevolazioni totali e di
ciascuna delle due o, secondo il caso, tre disponibilita’. Il
decreto stabilisce, inoltre, a carico dell’impresa titolare, i
seguenti obblighi:
a) di dichiarare, prima dell’erogazione delle agevolazioni, di non
aver ottenuto o, in caso contrario, di aver restituito e, comunque
di rinunciare ad ottenere, per i beni dell’iniziativa oggetto della
concessione, agevolazioni di qualsiasi natura in base ad altre
leggi nazionali, regionali o comunitarie o comunque concesse da
enti o istituzioni pubbliche;
b) di ottemperare, prima dell’erogazione delle agevolazioni, ad
eventuali condizioni particolari specificatamente indicate nel
decreto medesimo;
c) di non distogliere dall’uso previsto le immobilizzazioni
materiali o immateriali agevolate per almeno cinque anni dalla
relativa data di entrata in funzione;
d) di osservare nei confronti dei lavoratori dipendenti le norme
sul lavoro ed i contratti collettivi di lavoro;
e) di ultimare l’iniziativa entro 24 o, secondo il caso, 48 mesi
dalla data di presentazione della relativa domanda di agevolazione,
fatti salvi i minori termini eventualmente previsti ai sensi
dell’art. 8, comma 1, lettera d) del regolamento;
f) di comunicare tempestivamente, e comunque entro i termini
prescritti, la data di ultimazione del programma e, nel caso di
iniziativa che preveda l’acquisizione, in tutto o in parte, di beni
in locazione finanziaria, di trasmettere copia dell’ultimo verbale
di consegna dei beni;
g) di comunicare tempestivamente, e comunque entro i termini
prescritti, la data di entrata a regime degli impianti;
h) di osservare le specifiche norme settoriali anche appartenenti
all’ordinamento comunitario;
i) di non modificare, nel corso di realizzazione del programma
agevolato, l’indirizzo produttivo dell’impianto, con cio’
trasformando l’attivita’ esercitata nell’unita’ locale interessata
dal programma stesso da ricettiva a non ricettiva o viceversa; l)
di restituire le somme ottenute a seguito della concessione e non
dovute, rivalutate sulla base dell’indice ISTAT dei prezzi al
consumo per le famiglie di operai e impiegati e maggiorate degli
interessi legali, a seguito di provvedimenti di revoca da parte del
Ministero, o dei soli interessi legali in tutti gli altri casi,
interessi da calcolare per il periodo intercorrente dalla data
delle erogazioni alla data della restituzione.
6.8 Il Ministero si riserva di sottoporre a verifica a consuntivo
il valore degli indicatori suscettibili di subire variazioni al
fine di evidenziarne gli eventuali scostamenti in diminuzione
rispetto a quelli posti a base per la formazione delle graduatorie.
Gli indicatori da prendere in considerazione a tal fine sono quelli
di cui ai precedenti punti 6.2, 6.3 e 6.5, le cui variazioni devono
naturalmente essere valutate tenendo conto anche degli effetti
dovuti all’adesione o meno al predetto sistema di certificazione
ambientale ISO 14001. In tal senso per ciascun indicatore, sia il
valore posto a base per la formazione della graduatoria che quello
verificato a consuntivo, al fine di valutarne lo scostamento,
devono essere incrementati o meno del 5%. Qualora il valore del
singolo indicatore subisca uno scostamento in diminuzione superiore
a 30 punti percentuali ovvero la media degli scostamenti in
diminuzione degli indicatori interessati superi i 20 punti
percentuali, le agevolazioni concesse vengono revocate.
Ai fini della verifica a consuntivo:
– l’ammontare del capitale proprio effettivamente destinato
nell’iniziativa e’ accertato dalla banca concessionaria, secondo i
criteri e le modalita’ indicati al precedente punto 6.2, con
riferimento alla data immediatamente successiva a quella di
ultimazione del programma;
– la data di ultimazione del programma e’ quella relativa
all’ultimo dei titoli di spesa ammissibili ovvero, per i beni in
leasing, e’ quella relativa all’ultimo verbale di consegna dei
beni; per i programmi che comprendono sia beni in leasing che beni
acquistati direttamente dall’impresa, la data di ultimazione
coincide con l’ultima delle suddette date; nel caso in cui, per i
beni in leasing, la data del primo titolo di spesa ammissibile e,
quindi, quella di avvio a realizzazione del programma (si veda
anche il precedente punto 2.7), sia successiva alla data di
consegna dei beni, per ultimazione del programma si intende la data
dell’ultimo titolo di spesa ammissibile, in analogia alle
iniziative con soli beni acquistati direttamente dall’impresa; in
tal caso la dichiarazione relativa all’ultimazione del programma,
di cui all’art. 6, comma 10 del regolamento, non e’ sostituita
dalla copia del verbale di consegna dei beni bensi’ dalla stessa
dichiarazione resa, con le previste modalita’, dall’istituto
collaboratore (si veda anche il precedente punto 6.7, lettera f);
– il numero di occupati attivati dall’iniziativa, rilevato con gli
stessi criteri di cui al precedente punto 6.3, ed i dati “a regime”
relativi all’indicatore ambientale vengono rilevati con riferimento
all’esercizio successivo all’entrata a regime degli impianti del
programma;
– l’entrata a regime deve verificarsi entro 24 mesi dall’entrata in
funzione dell’iniziativa; in caso contrario le verifiche
concernenti l’occupazione ed i parametri dell’indicatore ambientale
vengono effettuate con riferimento all’esercizio successivo ai 24
mesi dall’entrata in funzione stessa;
– la data di entrata in funzione dell’iniziativa coincide,
convenzionalmente, con quella di ultimazione; qualora l’impresa
dichiari piu’ date di entrata in funzione, per blocchi
funzionalmente autonomi, tali date hanno validita’ solo ai fini
della condizione di cui all’art. 8, comma 1, lettera b) del
regolamento (si veda anche il successivo punto 8.1);
– gli investimenti complessivi sono quelli ritenuti ammissibili
dalla banca concessionaria, in sede di relazione finale di cui al
successivo punto 8.5, attualizzati.
7 – EROGAZIONE DELLE AGEVOLAZIONI
7.1 Le agevolazioni concesse per ciascuna iniziativa vengono rese
disponibili dal Ministero in due o tre quote annuali uguali alla
stessa data di ogni anno, la prima delle quali entro un mese dalla
pubblicazione delle graduatorie; in particolare, la detta
disponibilita’ avviene in due quote, qualora l’iniziativa da
agevolare venga ultimata entro i 24 mesi successivi alla data di
presentazione della domanda e l’impresa ne abbia fatta esplicita
richiesta nella Scheda Tecnica di cui al punto 5.3, in tre quote
negli altri casi.
Il Ministero accredita tali quote presso i conti correnti aperti
dalle banche concessionarie, uno per ciascuna banca, quando risulta
verificata la sussistenza delle condizioni previste dalla normativa
per la successiva erogazione alle imprese o agli istituti
collaboratori, ivi inclusa quella concernente il versamento e/o
l’accantonamento di una quota proporzionale di capitale proprio
(vedasi precedente punto 6.2). A tal fine le banche concessionarie
trasmettono periodicamente al Ministero l’elenco delle iniziative
agevolate per le quali, a seguito di richiesta di erogazione da
parte delle imprese o degli istituti collaboratori interessati,
hanno verificato con esito positivo le condizioni per l’erogazione
medesima. L’inserimento della singola iniziativa nell’elenco puo’
avvenire qualora sia trascorso non meno di un mese dalla
concessione provvisoria delle agevolazioni, per la prima quota, e
non meno di uno o due anni da detto termine, rispettivamente, per
la seconda e terza quota. La trasmissione degli elenchi avviene con
cadenza quindicinale, alla meta’ ed alla fine di ciascun mese. Tali
elenchi riguardano tutte le richieste esaminate favorevolmente
entro le scadenze fissate; gli stessi sono predisposti per bando e,
per ciascuna iniziativa, riportano, nell’ordine, il numero di
progetto, la denominazione dell’impresa beneficiaria, l’area
obiettivo, l’importo della quota di contributo indicata nel decreto
di concessione, l’importo della quota di contributo erogabile ed il
numero d’ordine di quest’ultima (prima, seconda, terza). Al
ricevimento degli elenchi, il Ministero provvede nei tempi piu’
solleciti ad accreditare, presso i predetti conti, le quote di
contributo richieste ovvero a comunicare i nominativi delle imprese
per le quali non e’ possibile procedere all’erogazione. Tali somme
sono quindi immediatamente erogate alle imprese o agli istituti
collaboratori e comunque entro cinque giorni lavorativi
dall’intervenuto accreditamento. L’impresa puo’ provvedere
tempestivamente ai propri adempimenti, cosi’ da attivare le
suddette procedure di erogazione della singola quota fin dallo
stesso giorno della disponibilita’.
L’ammontare delle agevolazioni concedibili e’ calcolato
convenzionalmente in base al programma temporale di realizzazione
degli investimenti assunto in sede di concessione provvisoria ed in
base al piano di disponibilita’ delle quote (si veda anche il
precedente punto 2.6).
7.2 Nel caso in cui l’iniziativa preveda, in tutto o in parte,
l’acquisizione di beni in locazione finanziaria, le singole
erogazioni vengono richieste alla banca concessionaria
dall’istituto collaboratore o, separatamente, anche dall’impresa,
ciascuno per la parte di contributo relativo alle spese ammesse e
sostenute di propria competenza, e vengono disposte in favore del
richiedente. L’istituto collaboratore, a partire dalla prima
erogazione, trasferisce all’impresa il contributo nell’arco del
quinquennio successivo alla data di decorrenza di ciascun
contratto, indipendentemente dalla durata dello stesso; cio’
avviene per rate semestrali posticipate determinate sulla base
dell’ammontare di ciascuna quota di contributo erogata. Nel caso di
investimenti realizzati con piu’ contratti di locazione, la quota
di contributo erogata andra’ attribuita prioritariamente ai
contratti gia’ entrati in decorrenza, a partire dal primo, nel
limite del contributo relativo a ciascun contratto medesimo.
Il primo trasferimento comprende le eventuali quote di contributo
relative ai semestri gia’ scaduti e gli interessi sulle erogazioni
gia’ effettuate dalla banca concessionaria, calcolati con
capitalizzazione annua al TUS vigente al momento delle singole
erogazioni stesse, per il periodo intercorrente tra la data di
valuta di ciascuna erogazione e quella dell’effettivo
trasferimento. I successivi trasferimenti comprenderanno anche gli
interessi maturati nel semestre sul residuo contributo, calcolati
con capitalizzazione annua al TUS vigente al momento delle singole
erogazioni.
7.3 Ciascuna erogazione in favore dell’impresa o dell’istituto
collaboratore avviene per stato d’avanzamento, ad eccezione della
prima, che puo’, a richiesta, essere svincolata dall’avanzamento
del programma ed essere disposta a titolo di anticipazione, previa
presentazione di fideiussione bancaria o polizza assicurativa
irrevocabile, incondizionata ed escutibile a prima richiesta a
favore del Ministero dell’Industria, del Commercio e
dell’Artigianato. Ai fini delle erogazioni per stato d’avanzamento,
l’impresa o l’istituto collaboratore, ferme restando le eventuali
condizioni poste dal decreto di concessione provvisoria, deve avere
sostenuto: – nel caso di due erogazioni: almeno la meta’ della
spesa approvata di rispettiva competenza per la prima erogazione ed
il totale della stessa per la seconda;
– nel caso di tre erogazioni: almeno un terzo della spesa approvata
di rispettiva competenza per la prima erogazione, almeno i due
terzi per la seconda ed il totale della stessa per la terza. In
ogni caso il raggiungimento, alla data della disponibilita’, di uno
stato d’avanzamento superiore a quello corrispondentemente
necessario, non puo’ dare luogo ad una erogazione superiore a
quella predeterminata, ne’ il raggiungimento del necessario stato
d’avanzamento prima della data della disponibilita’, puo’ dare
luogo ad un’erogazione anticipata.
Nei casi di riduzione del programma di spesa, prima di procedere
all’erogazione delle quote residue in favore, secondo il caso,
dell’impresa o dell’istituto collaboratore, la banca concessionaria
procede al ricalcolo della singola quota costante erogabile.
Qualora l’impresa debba comunque restituire quote di contributo
gia’ erogate, la stessa puo’, in alternativa alla restituzione
diretta delle somme, attivare una procedura di compensazione. A tal
fine, e’ necessario che l’impresa medesima ne faccia esplicita
richiesta alla banca concessionaria e che la stessa non abbia
provveduto alla restituzione all’atto della prima erogazione utile
successiva. In tale ultima circostanza, la banca concessionaria
richiede al Ministero la quota spettante al netto dell’importo, in
linea capitale, che l’impresa stessa deve restituire. I relativi
interessi e le eventuali maggiorazioni sono trattenute dalla banca
al momento dell’erogazione e successivamente restituite al
Ministero. Detti interessi sono computati dal momento
dell’erogazione all’impresa delle somme non dovute, comprensive
delle eventuali relative maggiorazioni, fino alla data della valuta
della prima erogazione utile successiva.
7.4 Ai fini di ciascuna erogazione, l’impresa, per i beni
acquistati o realizzati direttamente, e/o l’istituto collaboratore,
per i beni acquisiti in locazione finanziaria, trasmettono alla
banca concessionaria la relativa richiesta/dichiarazione secondo
gli schemi di cui rispettivamente agli Allegati nn. 13/a o 13/b,
con allegata la documentazione di cui all’Allegato n. 14 e,
limitatamente all’ultima erogazione (la seconda o la terza),
qualora non gia’ presentata, la documentazione finale di spesa e le
dichiarazioni di cui al successivo punto 8.4. La richiesta di
erogazione avanzata dall’istituto collaboratore deve essere
accompagnata da una dichiarazione dell’impresa, secondo lo schema
di cui all’Allegato n. 13/c, concernente le spese ed i relativi
beni cui si riferisce la richiesta di erogazione medesima. Con
dette richieste l’impresa e/o l’istituto collaboratore dichiarano
l’importo delle spese sostenute per le opere murarie e/o i
macchinari, impianti e attrezzature, distinto per capitolo di
spesa, espresso in lire o in euro ed in percentuale del programma
di investimenti approvato per la parte di rispettiva competenza,
alla data cui si riferisce lo stato d’avanzamento anche finale; a
tal fine si fa riferimento alla data dell’effettivo pagamento delle
fatture e degli altri titoli di spesa. I beni relativi alla
richiesta di stato d’avanzamento devono essere fisicamente
individuabili e presenti presso l’unita’ locale interessata dal
programma di investimenti alla data della richiesta ad eccezione di
quelli acquistati con contratti “chiavi in mano”. In relazione alle
spese cui si riferisce la richiesta/dichiarazione di erogazione per
stato d’avanzamento, si precisa che le stesse non possono
comprendere quelle che la banca concessionaria ha ritenuto non
ammissibili, indicandole nella comunicazione di cui al precedente
punto 5.8; si precisa altresi’ che, contestualmente alla richiesta
di erogazione per stato d’avanzamento, l’impresa deve riportare sui
relativi titoli di spesa, in modo indelebile, la dicitura “Spesa di
£./euro {{ dichiarata per la {(prima, seconda, terza){ erogazione
del prog. n. {{/199{ ex L. 488/92”.
7.5 Entro il termine di quindici giorni lavorativi dalla data di
presentazione della documentazione e, comunque, non prima della
data della disponibilita’, la banca concessionaria, dopo aver
accertato la vigenza dell’impresa beneficiaria delle agevolazioni,
la completezza e la pertinenza all’iniziativa agevolata della
documentazione esibita dall’impresa stessa o dall’istituto
collaboratore e la corrispondenza tra la percentuale dello stato
d’avanzamento dichiarata e quella necessaria per l’erogazione,
inserisce l’iniziativa nell’elenco di cui al punto 7.1.
7.6 Nel caso in cui, al momento dell’erogazione dell’ultima quota,
la concessione definitiva non sia stata emanata, la quota stessa e’
ridotta del 10% del contributo totale concesso, da conguagliare
successivamente alla concessione definitiva medesima.
7.7 E’ consentito che l’impresa titolare delle agevolazioni rilasci
regolare procura speciale all’incasso o cessione di credito in
relazione alle agevolazioni medesime. A tal fine:
– sia la procura speciale all’incasso che la cessione di credito
non possono essere rilasciate in favore della banca concessionaria
incaricata dell’istruttoria ne’ dei propri istituti collaboratori;
cio’ in considerazione della commistione di interessi contrastanti
che verrebbe in tal caso a determinarsi in capo a tali soggetti a
causa della sovrapposizione di compiti da un canto di natura
pubblicistica e dall’altro di natura privatistica;
– e’ consentito che cio’ avvenga in favore di quei soggetti che non
svolgono funzioni con incidenza diretta nel procedimento di
concessione ed erogazione di cui si tratta e, quindi, anche le
altre banche concessionarie ed i relativi istituti collaboratori,
questi ultimi, naturalmente, purche’ non siano contemporaneamente
collaboratori della banca concessionaria incaricata
dell’istruttoria; – per assicurare snellezza operativa, devono
essere notificati al Ministero, per la conseguente presa d’atto,
unicamente le cessioni del credito; il Ministero formalizza tale
presa d’atto all’impresa cedente ed alla banca concessionaria,
condizionandone l’efficacia agli esiti della prevista
certificazione antimafia nei confronti del cessionario (con
esclusione dei soggetti considerati “pubblici”), certificazione che
deve essere acquisita dalla banca concessionaria medesima; in
attesa della presa d’atto e, qualora necessaria, degli esiti della
certificazione antimafia l’erogazione delle agevolazioni resta
sospesa;
– le procure speciali all’incasso devono essere notificate
dall’impresa cedente unicamente alla banca concessionaria
incaricata dell’istruttoria che, previa formale presa d’atto,
provvede all’erogazione nei confronti del nuovo soggetto titolato
all’incasso.
8 – DOCUMENTAZIONE FINALE DI SPESA E CONCESSIONI DEFINITIVE
8.1 Entro un mese dalla data di ricevimento del decreto di
concessione provvisoria, per i programmi gia’ ultimati a tale data,
ovvero entro un mese dalla data di ultimazione del programma e di
entrata in funzione degli impianti, per i programmi ultimati
successivamente, l’impresa deve inviare alla banca concessionaria
le dichiarazioni, di cui all’art. 6, comma 10 del regolamento,
attestanti dette date. Le dichiarazioni devono essere rese dal
legale rappresentante dell’impresa o da suo procuratore speciale.
In considerazione del fatto che dalla data di entrata in funzione
decorre il periodo di cinque anni di cui all’art. 8, comma 1 del
regolamento durante il quale i beni agevolati non possono essere
distolti dall’uso previsto, pena la revoca totale o parziale delle
agevolazioni, e’ data facolta’ alle imprese, in caso di programmi
articolati, per i quali l’entrata in funzione degli impianti puo’
anche in parte precedere l’ultimazione del programma, di rendere
piu’ dichiarazioni di entrata in funzione, relative a blocchi di
investimento funzionalmente autonomi. In tale ultimo caso l’impresa
deve individuare, con ciascuna dichiarazione, i beni del relativo
blocco funzionalmente autonomo, facendo anche riferimento ai
relativi numeri di identificazione riportati nell’elenco di cui al
precedente punto 3.9. Ai fini di cui sopra, la data di ultimazione
del programma e’ quella definita al precedente punto 6.8. Per le
iniziative riguardanti solo beni in locazione finanziaria, ovvero
per quelle che ne comprendono parte ed il cui ultimo verbale di
consegna e’ successivo alla data dell’ultimo titolo di spesa
relativo ai beni acquistati direttamente dall’impresa, la
dichiarazione attestante la data di ultimazione del programma e’
sostituita dall’ultimo verbale di consegna dei beni.
8.2 Dopo l’ultimazione del programma di investimenti e dopo aver
effettuato il pagamento delle relative spese, l’impresa
beneficiaria delle agevolazioni e/o l’istituto collaboratore,
ciascuno per le spese dallo stesso sostenute, trasmette alla banca
concessionaria la documentazione comprovante l’effettuazione delle
spese stesse. La trasmissione deve avvenire entro e non oltre sei
mesi dalla data di ultimazione del programma o, per i programmi
gia’ ultimati alla data di ricevimento del decreto di concessione
provvisoria, entro e non oltre sei mesi da quest’ultima data (si
veda il precedente punto 8.1). Alla scadenza dei sei mesi, in
assenza di gravi e giustificati motivi – che, comunque, devono
essere rassegnati con congruo anticipo alla banca concessionaria –
quest’ultima propone la revoca delle agevolazioni al Ministero il
quale procede alla emanazione del conseguente decreto.
8.3 La documentazione di spesa consiste nella copia autentica delle
fatture o delle altre documentazioni fiscalmente regolari,
quietanzate o accompagnate dalle dichiarazioni di avvenuto
pagamento a saldo, sottoscritte da ciascun fornitore. Le copie
autentiche possono essere predisposte anche dalla banca
concessionaria, previa esibizione, da parte dell’impresa, dei
documenti in originale e copia. In alternativa, la documentazione
in argomento puo’ consistere in elenchi o in elaborati di
contabilita’ industriale riepilogativi dei suddetti titoli; in
questo caso i titoli devono essere riepilogati per capitolo di
spesa e per ciascuno deve essere indicato il numero e la data, il
fornitore, la descrizione e la natura della spesa relativa al bene
agevolato ed il relativo importo al netto dell’I.V.A. Gli originali
dei documenti di spesa e di quelli attestanti l’avvenuto pagamento,
devono comunque essere tenuti a disposizione dall’impresa per gli
accertamenti, i controlli e le ispezioni previsti dal regolamento.
8.4 La documentazione finale di spesa deve essere solidalmente
allegata ad una dichiarazione dell’impresa o, nel caso di
iniziative comprendenti beni acquisiti in leasing, dell’istituto
collaboratore; la documentazione e la rispettiva dichiarazione
devono, a tal fine, essere cucite tra loro e devono essere firmate
o timbrate a cavallo di ciascuna coppia di fogli prima della firma
della dichiarazione medesima. Detta dichiarazione deve essere resa,
a seconda dei casi, secondo uno degli schemi seguenti, avendo cura
di ricopiare il testo corrispondente al caso ricorrente e omettendo
le ipotesi che non ricorrono, onde evitare cancellazioni o
abrasioni:
*Allegato n. 15, resa dal legale rappresentante dell’impresa o suo
procuratore speciale, nel caso di iniziative con investimenti
ammessi in via provvisoria inferiori a tre miliardi di lire ovvero
a 1.549.370,70 euro relativi solo a beni acquistati direttamente
dall’impresa stessa,
*Allegato n. 16, resa dal legale rappresentante dell’impresa o suo
procuratore speciale, nel caso di iniziative con investimenti
ammessi in via provvisoria inferiori a tre miliardi di lire ovvero
a 1.549.370,70 euro relativi in tutto o in parte a beni acquisiti
in locazione finanziaria,
*Allegato n. 17, resa dal legale rappresentante dell’impresa o suo
procuratore speciale, nel caso di iniziative con investimenti
ammessi in via provvisoria pari o superiori a tre miliardi di lire
ovvero a 1.549.370,70 euro relativi solo a beni acquistati
direttamente dall’impresa stessa,
*Allegato n. 18, resa dal legale rappresentante dell’impresa o suo
procuratore speciale, nel caso di iniziative con investimenti
ammessi in via provvisoria pari o superiori a tre miliardi di lire
ovvero a 1.549.370,70 euro relativi in tutto o in parte a beni
acquisiti in locazione finanziaria,
*Allegato n. 19, resa dall’istituto collaboratore, nel caso di
iniziative con investimenti relativi in tutto o in parte a beni
acquisiti in locazione finanziaria.
Tali dichiarazioni concernono anche la data di entrata a regime,
ancorche’ prevista, dell’iniziativa, con cio’ intendendo il momento
in cui tutti i fattori della produzione oggetto dell’iniziativa
medesima si integrano tra loro e con gli eventuali impianti
preesistenti raggiungendo gli obiettivi previsti, soprattutto con
riferimento ai livelli occupazionali. Sull’argomento si rinvia al
precedente punto 6.8, in merito alla verifica degli scostamenti del
secondo indicatore e della conferma o meno della maggiorazione del
5% del valore di tutti gli indicatori.
8.5 Entro 90 giorni dal ricevimento della documentazione finale di
spesa e delle dichiarazioni di cui al punto precedente ovvero
dell’eventuale ulteriore documentazione ritenuta necessaria per gli
accertamenti richiesti dalla normativa, ed in particolare quelli
relativi al capitale proprio, le banche concessionarie provvedono
a: – verificare la completezza e la pertinenza all’iniziativa
agevolata della documentazione e delle dichiarazioni trasmesse
dall’impresa e/o dall’istituto collaboratore;
– redigere una relazione sullo stato finale del programma di
investimenti, secondo gli schemi concordati in sede di convenzione
con il Ministero, contenente gli elementi indicati all’art. 9,
comma 10 del regolamento, nonche’ notizie in merito all’eventuale
sussistenza di procedure concorsuali e/o, qualora previsto, di
cause ostative ai sensi della vigente normativa antimafia;
– trasmettere al Ministero la relazione finale, la documentazione
finale di spesa e le dichiarazioni di cui al precedente punto 8.4.
Qualora la documentazione finale di spesa consista nella copia
delle fatture, ciascuna copia deve essere vistata, punzonata o
timbrata a secco dalla banca concessionaria per attestazione di
conformita’ della copia stessa agli originali quietanzati.
8.6 Ricevuta la documentazione finale di spesa ed i relativi
allegati da parte della banca concessionaria il Ministero, per i
programmi con spesa ammessa in via provvisoria pari o superiore a
tre miliardi di lire ovvero a 1.549.370,70 euro, dispone
accertamenti sull’avvenuta realizzazione del programma di
investimenti nominando apposite commissioni. Per i programmi la cui
spesa ammessa risulta inferiore a tre miliardi di lire ovvero a
1.549.370,70 euro, l’accertamento sulla realizzazione
dell’iniziativa consiste nella verifica della sussistenza e della
completezza della documentazione di cui al precedente punto 8.5.
Sulla base di una relazione monografica riassuntiva degli esiti di
detti accertamenti, il Ministero emana il decreto di concessione
definitivo, dando disposizioni alla banca concessionaria di erogare
quanto ancora dovuto all’impresa, ivi compreso il 10% di cui al
precedente punto 7.6. Qualora sia decorso il termine di cui
all’art. 10, comma 6 del regolamento, si procede come disciplinato
dallo stesso articolo.
9 – REVOCHE
9.1 Il Ministero procede alla revoca parziale o totale delle
agevolazioni, autonomamente o su segnalazione motivata da parte
della banca concessionaria, previo eventuale accertamento ispettivo
sulle inadempienze da parte dell’impresa. Il decreto di revoca
dispone l’eventuale recupero delle somme erogate, indicandone le
modalita’. Con riferimento all’art. 8, comma 1 del regolamento,
danno luogo a revoca totale le infrazioni o le inadempienze di cui
alle lettere c), c1), e), f) e g); danno luogo a revoca totale o
parziale quelle di cui alle lettere a), b) e d).
In relazione a quanto indicato alla lettera a) si precisa che il
divieto di cumulare le agevolazioni di cui alla legge n. 488/92 con
altre, disposte da leggi nazionali, regionali o comunitarie o
comunque concesse da Enti o istituzioni pubbliche, riguarda quelle
normative che, avendo carattere di uniforme generalita’ per tutte
le imprese e su tutto il territorio nazionale, siano qualificabili
come “aiuti di stato” ai sensi degli artt.92 e 93 del Trattato di
Roma; tale divieto e’ peraltro circoscritto alle sole altre
agevolazioni che, tenuto conto delle relative fonti normative,
regolamentari o amministrative, siano espressamente riferibili agli
stessi singoli beni della medesima iniziativa per la quale vengono
concesse le agevolazioni della legge 488/92. Cio’ premesso, la
revoca delle agevolazioni e’ parziale, qualora il cumulo riguardi
singoli beni e qualora tale cumulo sia stato oggetto della
specifica dichiarazione prevista successivamente alla concessione
provvisoria e prima dell’erogazione delle agevolazioni o, quanto
meno, di diligente informazione in via autonoma dell’impresa al
Ministero o alla banca concessionaria; la revoca e’ totale in tutti
gli altri casi. In relazione a quanto indicato alla lettera c1), si
precisa che la revoca delle agevolazioni interviene qualora, alla
data di disponibilita’ dell’ultima quota in cui si articola
l’agevolazione, l’impresa non abbia avanzato regolare richiesta di
erogazione della prima quota di contributo, corredata di tutta la
prevista documentazione per l’erogazione per stato d’avanzamento.
In relazione a quanto indicato alla lettera d) si precisa che nel
caso in cui l’iniziativa non venga ultimata entro i termini
prescritti, comprensivi di eventuale proroga, la revoca e’ parziale
e interessa le agevolazioni afferenti i titoli di spesa datati
successivamente a detti termini, fatta salva ogni ulteriore
determinazione conseguente alle verifiche sull’effettivo
completamento dell’investimento e sul raggiungimento degli
obiettivi prefissati.
Nei casi di revoca parziale, ai fini della rideterminazione
dell’ammontare delle agevolazioni e di quello, secondo il caso,
delle due o tre quote, si procede, come per la concessione
provvisoria, alla distribuzione per anno solare delle residue spese
ammissibili. In tal senso provvedono le banche concessionarie in
sede di parere di cui all’art.8 comma 2 del regolamento.
In relazione a quanto indicato alla lettera f) si precisa che, ai
fini del calcolo dello scostamento medio, si determina la somma dei
soli scostamenti negativi degli indicatori suscettibili di
variazione, e cioe’ di quelli di cui ai precedenti punti 6.2, 6.3 e
6.5, e la si divide per tre. In tal senso, al fine di valutare il
suddetto scostamento relativo a ciascuno dei tre indicatori, sia il
loro valore posto a base per la formazione della graduatoria che
quello verificato a consuntivo devono essere incrementati o meno
del 5% derivante dall’adesione o meno al sistema di certificazione
ambientale ISO 14001. Si procede alla revoca totale delle
agevolazioni allorche’ si verifichi anche una sola delle due
seguenti ipotesi: 1) anche uno solo degli indicatori subisca uno
scostamento superiore ai 30 punti percentuali; 2) la media degli
scostamenti, come sopra determinata, superi i 20 punti percentuali.
In relazione a quanto indicato alla lettera g), si intende che
venga modificato l’indirizzo produttivo dell’impianto allorche’
l’attivita’ cui e’ destinata l’unita’ locale interessata dal
programma di investimenti agevolato venga trasformata da ricettiva
a non ricettiva o viceversa.
Le agevolazioni sono altresi’ revocate qualora l’attivita’ ammessa
alle agevolazioni non permanga presso l’unita’ locale interessata
dal programma di investimenti per almeno il quinquennio successivo
alla data di entrata in funzione del programma medesimo ovvero, nel
caso di piu’ date, dall’ultima delle stesse. La revoca e’
commisurata al periodo di mancato mantenimento dell’attivita’ con
riferimento al detto quinquennio.
9.2 Nel caso in cui una o piu’ imprese presentino, a fronte del
medesimo programma di investimenti, piu’ domande di agevolazione a
valere sulla stessa graduatoria, anche se per il tramite di piu’
banche concessionarie o istituti collaboratori, le domande medesime
vengono respinte e le agevolazioni eventualmente concesse ed
erogate vengono revocate e recuperate con le modalita’ previste dal
regolamento. Restano ferme le eventuali sanzioni previste dalla
normativa vigente.
10 – NORME TRANSITORIE DI PRIMA APPLICAZIONE
10.1 Il termine di ammissibilita’ delle spese relativo al primo
bando di applicazione della L. 488/92 al settore turistico-
alberghiero, gia’ indicato al 1 gennaio 1998 dall’art. 5 del D.M.
20.7.1998, deve intendersi sostituito, a seguito degli esiti della
notifica del presente regime di aiuto alla Commissione dell’Unione
Europea, da quello ordinariamente previsto dalla normativa di
riferimento; pertanto, per il primo bando di applicazione della
presente normativa, il predetto termine e’ fissato al giorno
successivo alla data di chiusura del quarto bando e, quindi, al 1
luglio 1998, fermo restando che le spese relative a progettazioni,
direzione lavori, studi di fattibilita’ economico-finanziaria e di
valutazione di impatto ambientale, oneri per concessioni edilizie,
collaudi di legge, quota iniziale dei contratti di franchising,
consulenze inerenti attivita’ di certificazione di qualita’ e di
certificazione ambientale, acquisto del suolo aziendale e relative
sistemazioni e indagini geognostiche sono ammesse a decorrere dai
dodici mesi precedenti la data di presentazione della domanda di
agevolazione. Il Ministro: BERSANI
Allegato

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