Architetto.info - Architetto.info | Architetto.info

Imposta comunale sugli immobili (I.C.I.) - Istruzioni per il versament...

Imposta comunale sugli immobili (I.C.I.) - Istruzioni per il versamento dell'imposta dovuta per l'anno 1999.

Ai comuni
e, per conoscenza:
Alle direzioni regionali delle entrate
All’Associazione nazionale dei comuni italiani (A.N.C.I.)
Attenzione.
In forza del primo comma dell’art. 52 del decreto legislativo n.
446 del 15 dicembre 1997, e’ stato, fra l’altro, attribuito ai
comuni un ampio potere regolamentare per disciplinare i tributi
propri, ivi compresa l’Imposta comunale sugli immobili (I.C.I.). Lo
stesso primo comma puntualizza che per tutto quanto non formi
oggetto di regolamentazione locale continuano, ovviamente, ad
applicarsi le disposizioni di legge vigenti e, cioe’, per l’I.C.I.
quelle contenute nel decreto legislativo n. 504 del 30 dicembre
1992 e successive modificazioni.
Molti comuni hanno esercitato tale potere con effetti gia’ sul
corrente anno di imposta, apportando modifiche od integrazioni
varie al predetto decreto legislativo n. 504.
Tra le materie, interessanti piu’ specificatamente il versamento
dell’imposta in autotassazione da parte del contribuente, che
possono essere state trattate, se ne evidenziano, qui di seguito,
talune maggiormente significative:
– introduzione di condizioni ulteriori, rispetto a quelle richieste
dalla legge, le quali rendono piu’ difficile il verificarsi del
presupposto per l’ottenimento dell’agevolazione consistente nella
“finzione giuridica” della non edificabilita’ dei suoli posseduti e
utilizzati direttamente per le attivita’ agricole dai coltivatori
diretti od imprenditori agricoli a titolo principale; –
restringimento del campo di applicazione della esenzione per gli
immobili utilizzati dagli enti non commerciali, limitandola ai soli
fabbricati e purche’ posseduti dai medesimi enti non commerciali
utilizzatori;
– ampliamento della esenzione per lo Stato ed altri enti
territoriali, estendendola anche agli immobili non destinati ai
compiti istituzionali;
– individuazione delle pertinenze dell’abitazione principale,
condisciplina del relativo trattamento ai fini dell’aliquota e
della detrazione di imposta;
– assimilazione ad abitazione principale dell’alloggio dato in uso
gratuito a parenti entro un determinato grado, con estensione della
sola aliquota ridotta deliberata per la prima oppure con il
riconoscimento, altresi’, di una ulteriore detrazione di imposta; –
introduzione di agevolazioni varie;
– introduzione di modalita’ diverse di effettuazione del versamento
dell’imposta in autotassazione, prevedendo il pagamento diretto in
favore del comune aggiuntivamente rispetto a quello tramite il
concessionario, oppure stabilendo che l’imposta deve essere
corrisposta dal contribuente non piu’ per mezzo del concessionario
bensi’ esclusivamente sul conto corrente postale del comune o
presso gli sportelli del tesoriere comunale;
– differimenti di termini per il versamento in autotassazione, in
determinate situazioni particolari;
– fissazione di importi al di sotto dei quali il contribuente e’
esonerato dal versamento dell’imposta.
Per conoscere se il comune ha adottato delibere regolamentari
(ovviamente, limitatamente agli immobili ubicati sul suo
territorio) modificative od integrative della disciplina
legislativa dell’I.C.I. e, in caso positivo, quale e’ l’esatta
portata di tali delibere, il contribuente deve rivolgersi al comune
destinatario del versamento dell’imposta.
Gli avvisi di adozione dei regolamenti comunali in materia
tributaria, pubblicati nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
(un primo elenco e’ nel supplemento ordinario n. 90 alla Gazzetta
Ufficiale del 10 maggio 1999; un secondo elenco sara’ nel
supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale del 3 giugno 1999)
non sono sufficienti, sia perche’, stante la finalita’ dell’avviso,
essi sono estremamente sintetici, sia perche’ continuano a
pervenire altri regolamenti per cui dovra’ provvedersi
periodicamente ad ulteriori pubblicazioni.

A) Chi deve eseguire il versamento (Soggetto passivo).
Obbligato ad effettuare il versamento dell’imposta e’ il
proprietario di fabbricati, aree fabbricabili o terreni agricoli
siti nel territorio dello Stato salvo che questi siano esclusi
dall’ambito di applicazione dell’imposta oppure esenti dall’imposta
medesima. Per la definizione di fabbricato, area fabbricabile e
terreno agricolo, vedasi “Appendice/4”. Per le modalita’ di
tassazione in caso di utilizzazione edificatoria delle aree, vedasi
“Appendice/5”. Qualora sull’immobile risulti costituito un diritto
reale di usufrutto, uso, abitazione obbligato al versamento della
relativa imposta, calcolata sull’intero valore, e’ unicamente il
titolare di detto diritto reale di godimento, restando quindi il
cosiddetto nudo proprietario completamente estraneo al prelievo
fiscale. Si sottolinea che il diritto di uso od abitazione, che
determina l’insorgere dell’obbligazione tributaria, e’ un diritto
reale di godimento ed e’ quindi ben diverso dal diritto di servirsi
dell’immobile sulla base di un contratto di locazione od affitto
ovvero di comodato; il locatario, l’affittuario, il comodatario non
hanno alcun obbligo agli effetti dell’I.C.I.
Si ricorda, altresi’, che e’ un diritto reale di abitazione quello
spettante al coniuge superstite ai sensi dell’art. 540 del codice
civile ed al coniuge separato convenzionalmente o per sentenza
sulla casa adibita a residenza familiare, nonche’ quello del socio
della cooperativa edilizia (non a proprieta’ indivisa)
sull’alloggio assegnatogli, ancorche’ in via provvisoria, e quello
dell’assegnatario dell’alloggio di edilizia residenziale pubblica
concessogli in locazione con patto di futura vendita e riscatto. A
decorrere dal primo gennaio 1998, in forza dell’art. 58 del decreto
legislativo n. 446 del 15 dicembre 1997, la soggettivita’ passiva
I.C.I. e’ stata estesa al superficiario ed enfiteuta, nonche’ al
locatario finanziario. Pertanto obbligato al pagamento dell’imposta
dovuta per il corrente anno e’: per il suolo concesso in diritto di
superficie ovvero per il fondo concesso in enfiteusi, il titolare
di siffatto diritto reale di godimento; per l’immobile oggetto
della locazione finanziaria, questo particolare tipo di locatario
che, come e’ noto, assume una connotazione giuridica caratteristica
e ben diversa dal locatario semplice (quest’ultimo, come gia’
detto, e’ completamente estraneo al rapporto di imposta I.C.I.).
Anche nei cennati, nuovi casi di soggettivita’ passiva, il nudo
proprietario non ha alcun obbligo, ai fini I.C.I., per il suolo o
fondo sui quali insistono i predetti diritti reali. Parimenti, non
ha alcun obbligo il locatore per l’immobile concesso in locazione
finanziaria. Conseguentemente anche il superficiario, l’enfiteuta
ed il locatario finanziario dovranno calcolare l’imposta da loro
dovuta sul valore intero dell’immobile.
Per quanto concerne il diritto di superficie, nulla e’ innovato per
il periodo in cui deve essere assunto ad oggetto della tassazione
il fabbricato. Infatti, come chiarito nella circolare riportata in
“Appendice/2”, il concessionario che ha realizzato la costruzione
e’ obbligato al pagamento dell’imposta su di essa gravante, in
quanto proprietario della costruzione stessa. L’innovazione si ha,
invece, per il periodo in cui deve essere assunto ad oggetto della
tassazione il suolo, ovverosia nel periodo che va dalla
costituzione del diritto di superficie fino alla data di
ultimazione dei lavori di costruzione ovvero, se antecedente, fino
a quella di utilizzo del fabbricato. Per gli anni di imposta
antecedenti al 1998, l’imposta dovuta su tale suolo doveva essere
pagata dal proprietario con diritto di rivalsa sul superficiario,
con la conseguenza che, laddove il proprietario fosse il comune e
il suolo insistesse sul suo territorio, non essendo il comune
soggetto passivo I.C.I. di se stesso e quindi non potendo esserci
rivalsa, si verificava una esclusione da imposizione del suolo. A
partire dal 1998, invece, l’imposta gravante sul suolo concesso in
superficie e’ dovuta dal superficiario, per cui, in particolare,
viene a rimanere obbligata al pagamento dell’imposta, dovuta sul
suolo in commento, la cooperativa edilizia concessionaria del
diritto di superficie su aree di proprieta’ comunale.
Per quanto concerne la individuazione del momento che segna il
passaggio della soggettivita’ passiva dal locatore al locatario
finanziario vedasi la circolare in “Appendice/3”.
Contitolarita’.
In caso di contitolarita’ dei predetti diritti sul medesimo
immobile (ad esempio: comproprieta’ piena; cousufrutto; proprieta’
piena per una quota e usufrutto per la restante quota) ciascun
contitolare e’ obbligato ad effettuare distintamente il versamento
dell’imposta limitatamente alla parte corrispondente alla propria
quota di titolarita’, salva restando l’eventuale disposizione
regolamentare adottata dal comune con la quale si considerano
regolarmente eseguiti i versamenti effettuati da un contitolare
anche per conto degli altri.
Nota (esclusioni, esenzioni).
a) per alcune cause di esclusione dall’applicazione dell’imposta:
vedasi la circolare in “Appendice/1”, relativamente ai terreni,
diversi da quelli edificabili, inutilizzati od adibiti ad attivita’
non agricole;
b) per le cause di esenzione dall’imposta vedasi l’art. 7 del
decreto legislativo istitutivo dell’I.C.I. 30 dicembre 1992, n.
504, nonche’ le eventuali disposizioni regolamentari adottate dal
comune. B) Come si determina l’imposta.
L’imposta dovuta per l’anno 1999 e’ determinata applicando al
valore del fabbricato, dell’area fabbricabile o del terreno
agricolo (cosiddetta base imponibile) l’aliquota vigente per tale
anno nel comune nell’ambito del cui …

[Continua nel file zip allegato]

Architetto.info