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Istituzione del servizio nazionale della protezione civile

Art. 1
Servizio nazionale della protezione civile
1. E’ istituito il Servizio nazionale della protezione civile al
fine di tutelare la integrità della vita, i beni, gli insediamenti
e l’ambiente dai danni o dal pericolo di danni derivanti da
calamità naturali, da catastrofi e da altri eventi calamitosi.
2. Il Presidente del Consiglio dei ministri, ovvero, per sua
delega, ai sensi dell’articolo 9, commi 1 e 2, della legge 23
agosto 1988, n. 400 (2), il Ministro per il coordinamento della
protezione civile, per il conseguimento delle finalità del Servizio
nazionale della protezione civile, promuove e coordina le attività
delle amministrazioni dello Stato, centrali e periferiche, delle
regioni, delle province, dei comuni, degli enti pubblici nazionali
e territoriali e di ogni altra istituzione ed organizzazione
pubblica e privata presente sul territorio nazionale.
3. Per lo svolgimento delle finalità di cui al comma 2, il
Presidente del Consiglio dei ministri, ovvero, per sua delega ai
sensi del medesimo comma 2, il Ministro per il coordinamento della
protezione civile, si avvale del Dipartimento della protezione
civile, istituito nell’ambito della Presidenza del Consiglio dei
ministri, ai sensi dell’articolo 21 della legge 23 agosto 1988, n.
400.
Art. 2
Tipologia degli eventi ed ambiti di competenze
1. Ai fini dell’attività di protezione civile gli eventi si
distinguono in:
a) eventi naturali o connessi con l’attività dell’uomo che possono
essere fronteggiati mediante interventi attuabili dai singoli enti
e amministrazioni competenti in via ordinaria;
b) eventi naturali o connessi con l’attività dell’uomo che per loro
natura ed estensione comportano l’intervento coordinato di più enti
o amministrazioni competenti in via ordinaria;
c) calamità naturali, catastrofi o altri eventi che, per intensità
ed estensione, debbono essere fronteggiati con mezzi e poteri
straordinari.
Art. 3
Attività e compiti di protezione civile
1.Sono attività di protezione civile quelle volte alla previsione e
prevenzione delle varie ipotesi di rischio, al soccorso delle
popolazioni sinistrate ed ogni altra attività necessaria ed
indifferibile diretta a superare l’emergenza connessa agli eventi
di cui all’articolo 2.
2. La previsione consiste nelle attività dirette allo studio ed
alla determinazione delle cause dei fenomeni calamitosi, alla
identificazione dei rischi ed alla individuazione delle zone del
territorio soggette ai rischi stessi.
3. La prevenzione consiste nelle attività volte ad evitare o
ridurre al minimo la possibilità che si verifichino danni
conseguenti agli eventi di cui all’articolo 2 anche sulla base
delle conoscenze acquisite per effetto delle attività di
previsione.
4. Il soccorso consiste nell’attuazione degli interventi diretti ad
assicurare alle popolazioni colpite dagli eventi di cui
all’articolo 2 ogni forma di prima assistenza.
5. Il superamento dell’emergenza consiste unicamente
nell’attuazione, coordinata con gli organi istituzionali
competenti, delle iniziative necessarie ed indilazionabili volte a
rimuovere gli ostacoli alla ripresa delle normali condizioni di
vita.
6. Le attività di protezione civile devono armonizzarsi, in quanto
compatibili con le necessità imposte dalle emergenze, con i
programmi di tutela e risanamento del territorio.
Art. 4
Direzione e coordinamento delle attività di previsione, prevenzione
e soccorso
1. Il Dipartimento della protezione civile predispone, sulla base
degli indirizzi approvati dal Consiglio dei ministri e in
conformità ai criteri determinati dal Consiglio nazionale della
protezione civile di cui all’articolo 8, i programmi nazionali di
previsione e prevenzione in relazione alle varie ipotesi di
rischio, i programmi nazionali di soccorso ed i piani per
l’attuazione delle conseguenti misure di emergenza.
2. I programmi nazionali di cui al comma 1 sono adottati
avvalendosi dei Servizi tecnici nazionali di cui all’articolo 9
della legge 18 maggio 1989, n. 183, e successive modificazioni, con
decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, previa
deliberazione del Consiglio dei ministri e sentita la Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province
autonome di Trento e di Bolzano e sono trasmessi al Parlamento.
3. Il Presidente del Consiglio dei ministri, ovvero, per sua delega
ai sensi dell’articolo 1, comma 2, il Ministro per il coordinamento
della protezione civile, al fine di consentire opportune verifiche
della efficienza dei programmi e dei piani di cui al comma 1 del
presente articolo, dispone la esecuzione di periodiche
esercitazioni, promuove, d’intesa con il Ministro dell’università e
della ricerca scientifica e tecnologica, studi sulla previsione e
prevenzione delle calamità naturali e delle catastrofi ed
impartisce indirizzi ed orientamenti per l’organizzazione e
l’utilizzazione del volontariato.
Art. 5
Stato di emergenza e potere di ordinanza
1. Al verificarsi degli eventi di cui all’articolo 2, comma 1,
lettera c), il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente
del Consiglio dei ministri, ovvero, per sua delega ai sensi
dell’articolo 1, comma 2, del Ministro per il coordinamento della
protezione civile, delibera lo stato di emergenza, determinandone
durata ed estensione territoriale in stretto riferimento alla
qualità ed alla natura degli eventi. Con le medesime modalità si
procede alla eventuale revoca dello stato di emergenza al venir
meno dei relativi presupposti.
2. Per l’attuazione degli interventi di emergenza conseguenti alla
dichiarazione di cui al comma 1, si provvede, nel quadro di quanto
previsto dagli articoli 12, 13, 14, 15 e 16, anche a mezzo di
ordinanze in deroga ad ogni disposizione vigente, e nel rispetto
dei principi generali dell’ordinamento giuridico.
3. Il Presidente del Consiglio dei ministri, ovvero, per sua delega
ai sensi dell’articolo 1, comma 2, il Ministro per il coordinamento
della protezione civile, può emanare altresì ordinanze finalizzate
ad evitare situazioni di pericolo o maggiori danni a persone o a
cose. Le predette ordinanze sono comunicate al Presidente del
Consiglio dei ministri, qualora non siano di diretta sua
emanazione.
4. Il Presidente del Consiglio dei Ministri, ovvero, per sua delega
ai sensi dell’articolo 1, comma 2, il Ministro per il coordinamento
della protezione civile, per l’attuazione degli interventi di cui
ai commi 2 e 3 del presente articolo, può avvalersi di commissari
delegati. Il relativo provvedimento di delega deve indicare il
contenuto della delega dell’incarico, i tempi e le modalità del suo
esercizio.
5. Le ordinanze emanate in deroga alle leggi vigenti devono
contenere l’indicazione delle principali norme a cui si intende
derogare e devono essere motivate.
6. Le ordinanze emanate ai sensi del presente articolo sono
pubblicate nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana,
nonché trasmesse ai sindaci interessati affinché vengano pubblicate
ai sensi dell’articolo 47, comma 1, della legge 8 giugno 1990, n.
142.
Art. 6
Componenti del Servizio nazionale della protezione civile
1. All’attuazione delle attività di protezione civile provvedono,
secondo i rispettivi ordinamenti e le rispettive competenze, le
amministrazioni dello Stato, le regioni, le province, i comuni e le
comunità montane, e vi concorrono gli enti pubblici, gli istituti
ed i gruppi di ricerca scientifica con finalità di protezione
civile, nonché ogni altra istituzione ed organizzazione anche
privata. A tal fine le strutture nazionali e locali di protezione
civile possono stipulare convenzioni con soggetti pubblici e
privati.
2. Concorrono, altresì, all’attività di protezione civile i
cittadini ed i gruppi associati di volontariato civile, nonché gli
ordini ed i collegi professionali.
3. Le amministrazioni, gli enti, le istituzioni e le organizzazioni
di cui al comma 1 nonché le imprese pubbliche e private che
detengono o gestiscono archivi con informazioni utili per le
finalità della presente legge, sono tenuti a fornire al
Dipartimento della protezione civile dati e informazioni ove non
coperti dal vincolo di segreto di Stato, ovvero non attinenti
all’ordine e alla sicurezza pubblica nonché alla prevenzione e
repressione di reati.
4. Presso il Dipartimento della protezione civile è istituito un
sistema informatizzato per la raccolta e la gestione dei dati
pervenuti, compatibile con il sistema informativo e con la rete
integrata previsti dall’articolo 9, commi 5 e 6, e successive
modificazioni, della legge 18 maggio 1989, n. 183, al fine
dell’interscambio delle notizie e dei dati raccolti.
5. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente
legge il Governo emana le norme regolamentari ai sensi
dell’articolo 17, comma 1, lettera a), della legge 23 agosto 1988,
n. 400.
Art. 7
Organi centrali del Servizio nazionale della protezione civile
1. Sono istituiti presso il Dipartimento della protezione civile,
quali organi centrali del Servizio nazionale della protezione
civile, la Commissione nazionale per la previsione e la prevenzione
dei grandi rischi ed il Comitato operativo della protezione civile.
Art. 8
Consiglio nazionale della protezione civile
1. Il Consiglio nazionale della protezione civile, in attuazione
degli indirizzi generali della politica di protezione civile
fissati dal Consiglio dei ministri, determina i criteri di massima
in ordine:
a) ai programmi di previsione e prevenzione delle calamità;
b) ai piani predisposti per fronteggiare le em…

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