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Norme di prevenzione incendi per l'edilizia scolastica

IL MINISTRO DELL’INTERNO

Vista la legge 27 dicembre 1941, n. 1570;
Vista la legge 13 maggio 1961, n. 469, art. 1 e 2;
Vista la legge 26 luglio 1965, n. 966, art. 2;
Rilevata la necessità di emanare norme di prevenzione incendi per
l’edilizia scolastica;
Vista la norma elaborata dal Comitato centrale tecnico scientifico
per la prevenzione incendi di cui all’art. 10 del decreto del
Presidente della Repubblica 29 luglio 1982, n. 577;
Visto l’art. 11 del citato decreto del Presidente della Repubblica
29 luglio 1982, n. 577;

DECRETA

Sono approvate le norme di prevenzione incendi per l’edilizia
scolastica contenute in allegato al presente decreto.
Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana. è fatto obbligo a chiunque spetti di
osservarlo e di farlo osservare.

ALLEGATO
NORME DI PREVENZIONE INCENDI PER L’EDILIZIA SCOLASTICA
1. GENERALITÀ

1.0. Scopo.
Le presenti norme hanno per oggetto i criteri di sicurezza
antincendi da applicare negli edifici e nei locali adibiti a
scuole, di qualsiasi tipo, ordine e grado, allo scopo di tutelare
l’incolumità delle persone e salvaguardare i beni contro il rischio
di incendio. Ai fini delle presenti norme si fa riferimento ai
termini e definizioni generali di cui al decreto ministeriale 30
novembre 1983 (Gazzetta Ufficiale n. 339 del 12 dicembre 1983).

1.1. Campo di applicazione
Le presenti norme si applicano agli edifici ed ai locali di cui al
punto 1.0. di nuova costruzione e agli edifici esistenti in caso di
ristrutturazioni che comportino modifiche sostanziali, i cui
progetti siano presentati agli organi competenti per le
approvazioni previste dalle vigenti disposizioni, dopo l’entrata in
vigore del presente decreto. S’intendono per modifiche sostanziali
lavori che comportino il rifacimento di oltre il 50% dei solai o il
rifacimento strutturali delle scale o l’aumento di altezza. Per gli
edifici esistenti si applicano le disposizioni contenute nel
successivo punto 13.

1.2. Classificazione.
Le scuole vengono suddivise, in relazione alle presenze effettive
contemporanee in esse prevedibili di alunni o di personale docente
e non docente, nei seguenti tipi:
tipo O: scuole con numero di presenze contemporanee fino a 100
persone;
tipo 1: scuole con numero di presenze contemporanee da 101 a 300
persone;
tipo 2: scuole con numero di presenze contemporanee da 301 a 500
persone;
tipo 3: scuole con numero di presenze contemporanee da 501 a 800
persone;
tipo 4: scuole con numero di presenze contemporanee da 801 a 1200
persone;
tipo 5: scuole con numero di presenze contemporanee oltre le 1200
persone.

Alle scuole di tipo “O” si applicano le particolari norme di
sicurezza di cui al successivo punto 11.

Ogni edificio, facente parte di un complesso scolastico purché non
comunicante con altri edifici, rientra nella categoria riferita al
proprio affollamento.

2. CARATTERISTICHE COSTRUTTIVE

2.0. Scelta dell’area.
Gli edifici da adibire a scuole, non devono essere ubicati in
prossimità di attività che comportino gravi rischi di incendio e/o
di esplosione. Per quanto riguarda la scelta del sito, devono
essere tenute presenti le disposizioni contenute nel decreto del
Ministro dei Lavori Pubblici 18 dicembre 1975 (Gazzetta Ufficiale
n. 29 del 2 febbraio 1976).

2.1. Ubicazione.
I locali ad uso scolastico possono essere ubicati: a) in edifici
indipendenti costruiti per tale specifica destinazione ed isolati
da altri; b) in edifici o locali esistenti, anche adiacenti,
sottostanti o sovrastanti ad altri aventi destinazione diversa, nel
rispetto di quanto specificato al secondo comma del punto 2.0.,
purché le norme di sicurezza relative alle specifiche attività non
escludano la vicinanza e/o la contiguità di scuole.

2.2. Accesso all’area.
Per consentire l’intervento dei mezzi di soccorso dei Vigili del
Fuoco gli accessi all’area ove sorgono gli edifici oggetto delle
presenti norme devono avere i seguenti requisiti minimi:
larghezza: 3,50 m;
altezza libera: 4 m;
raggio di volta: 13 m;
pendenza: non superiore al 10%;
resistenza al carico: almeno 20 tonnellate (8 sull’asse anteriore e
12 sull’asse posteriore; passo 4 m).

2.3. Accostamento autoscale.
Per i locali siti ad altezza superiore a m 12 deve essere
assicurata la possibilità di accostamento all’edificio delle
autoscale dei Vigili del Fuoco, sviluppate come da schema allegato
(allegato 1), almeno ad una qualsiasi finestra o balcone di ogni
piano. Qualora tale requisito non sia soddisfatto gli edifici di
altezza fino a 24 m devono essere dotati di scale protette e gli
edifici di altezza superiore, di scale a prova di fumo.

2.4. Separazioni.
Le attività scolastiche ubicate negli edifici e nei locali di cui
alla lettera b) del punto 2.1. devono essere separati dai locali a
diversa destinazione, non pertinenti l’attività scolastica,
mediante strutture di caratteristiche almeno REI 120 senza
comunicazioni. Fanno eccezione le scuole particolari che per
relazione diretta con altre attività necessitano della
comunicazione con altri locali (es. scuole infermieri, scuole
convitto, ecc.) per le quali è ammesso che la comunicazione avvenga
mediante filtro a prova di fumo. Tali attività devono, comunque,
avere accessi ed uscite indipendenti. è consentito che l’alloggio
del custode, dotato di proprio accesso indipendente, possa
comunicare con i locali pertinenti l’attività scolastica mediante
porte di caratteristiche almeno REI 120.

3. COMPORTAMENTO AL FUOCO

3.0. Resistenza al fuoco delle strutture.
I requisiti di resistenza al fuoco degli elementi strutturali vanno
valutati, secondo le prescrizioni e le modalità di prova stabilite
dalla circolare del Ministero dell’Interno n. 91 del 14 settembre
1961, prescindendo dal tipo di materiale impiegato nella
realizzazione degli elementi medesimi (calcestruzzo, laterizi,
acciaio, legno massiccio, legno lamellare, elementi composti). Il
dimensionamento degli spessori e delle protezioni da adottare, per
i vari tipi di materiali suddetti, nonché la classificazione degli
edifici in funzione del carico di incendio, vanno determinati con
le tabelle e con le modalità specificate nella circolare n. 91
citata, tenendo conto delle disposizioni contenute nel decreto
ministeriale 6 marzo 1986 ,(Gazzetta Ufficiale n. 60 del 13 marzo
1986) per quanto attiene il calcolo del carico di incendio per
locali aventi strutture portanti in legno.
Le predette strutture dovranno comunque essere realizzate in modo
da garantire una resistenza al fuoco di almeno R| 60 (strutture
portanti) e REI 60 (strutture separanti) per edifici con altezza
antincendi fino a 24 m; per edifici di altezza superiore deve
essere garantita una resistenza al fuoco almeno di R 90 (strutture
portanti) e REI 90 (strutture separanti).
Per le strutture di pertinenza delle aree a rischio specifico
devono applicarsi le disposizioni emanate nelle relative normative.

3.1. Reazione al fuoco dei materiali.
Per la classificazione di reazione al fuoco dei materiali, si fa
riferimento al decreto ministeriale 26 giugno 1984 (supplemento
ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 234 del 25 agosto 1984);
a) negli atri, nei corridoi, nei disimpegni, nelle scale, nelle
rampe, nei passaggi in genere, è consentito l’impiego dei materiali
di classe 1 in ragione del 50% massimo della loro superficie totale
(pavimento + pareti + soffitto + proiezioni orizzontali delle
scale). Per le restanti parti debbono essere impiegati materiali di
classe O;
b) in tutti gli altri ambienti è consentito che le pavimentazioni
compresi i relativi rivestimenti siano di classe 2 e che gli altri
materiali di rivestimento siano di classe 1, oppure di classe 2 se
in presenza d’impianti di spegnimento automatico asserviti ad
impianti di rivelazioni incendi.
I rivestimenti lignei possono essere mantenuti in opera, tranne che
nelle vie di esodo e nei laboratori, a condizione che vengano
opportunamente trattati con prodotti vernicianti omologati di
classe 1 di reazione al fuoco, secondo le modalità e le indicazioni
contenute nel decreto ministeriale 6 marzo 1992 (Gazzetta Ufficiale
n. 66 del 19 marzo 1992);
c) i materiali di rivestimento combustibili ammessi nelle varie
classi di reazione al fuoco debbono essere posti in opera in
aderenza agli elementi costruttivi, di classe O, escludendo spazi
vuoti o intercapedini;
d) i materiali suscettibili di prendere fuoco su entrambe le facce
(tendaggi, ecc.) devono essere di classe di reazione al fuoco non
superiori a 1.

4. SEZIONAMENTI

4.0. Compartimentazione
Gli edifici devono essere suddivisi in compartimenti anche
costituiti da più piani, di superficie non eccedente quella nella
tabella A.
Gli elementi costruttivi di suddivisione tra i compartimenti devono
soddisfare i requisiti di resistenza al fuoco indicati al punto 3.0

TABELLA A

Altezza antincendi Massima superficie del compart (m2)
fino a 12 m 6.000
da 12 m a 24 m 6.000
da oltre 24 m a 32 m 4.000
da oltre 32 m a 54 m 2.000

4.1. Scale.
Le caratteristiche di resistenza al fuoco dei vani scala devono
essere congrue con quanto previsto al punto 3.0.
La larghezza minima delle scale deve essere di m 1,20.
Le rampe devono essere rettilinee, non devono presentare
restringimenti, devono avere non meno di tre gradini e non più di
quindici; i gradini devono essere a pianta rettangolare, devono
avere alzata e pedata costanti, rispettivamente non superiore a 17
cm e non inferiore a 30 cm sono ammesse rampe non rettilinee a
condizione che vi siano pianerottoli di riposo e che la pedata del
gradino sia almeno 30 cm, misurata a 40 cm dal montante centrale o
dal parapetto interno.
Il vano scal…

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