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Approvazione dei regolamenti concernenti l'organizzazione ed il funzionamento, il trattamento giuridico ed economico del personale, la gestione amministrativa e la contabilita'. (Deliberazione n. 15).

IL GARANTE PER LA PROTEZIONEDEI DATI PERSONALI
Nella riunione odierna, con la partecipazione del prof. Stefano
Rodota’, presidente, del prof. Giuseppe Santaniello, vice
presidente, del prof. Ugo de Siervo e dell’ing. Claudio Manganelli,
componenti, e del dott. Giovanni Buttarelli, segretario generale;
Vista la legge 31 dicembre 1996, n. 675, e successive modificazioni
ed integrazioni, con la quale e’ stato istituito il Garante per la
protezione dei dati personali;
Visto l’art. 33, comma 1-bis, della suddetta legge n. 675/1996,
introdotto dall’art. 1, comma 2, del decreto legislativo 26
febbraio 1999, n. 51, il quale prevede che il Garante, con proprio
regolamento, definisca: a) l’ordinamento delle carriere e le
modalita’ di reclutamento del personale; b) le modalita’
dell’inquadramento in ruolo del personale in servizio alla data di
entrata in vigore del regolamento; c) il trattamento giuridico ed
economico del personale;
Visto, altresi’, il comma 1-quater del medesimo art. 33, introdotto
dall’art. 2, comma 1, del decreto legislativo 26 febbraio 1999, n.
51, il quale demanda ad un regolamento del Garante la ripartizione
dell’organico, fissato nel limite di cento unita’, tra il personale
dei diversi livelli e quello delle qualifiche dirigenziali, nonche’
la disciplina dell’organizzazione e del funzionamento dell’ufficio,
della riscossione ed utilizzazione dei diritti di segreteria, anche
in deroga alle norme sulla contabilita’ generale dello Stato;
Considerato che, in attuazione delle disposizioni sopra citate, la
definizione delle previsioni regolamentari, per motivi di
omogeneita’, chiarezza e completezza, e’ stata opportunamente
articolata in tre regolamenti attinenti, rispettivamente,
all’organizzazione e al funzionamento dell’ufficio del Garante, al
trattamento giuridico ed economico del personale, e alla gestione
amministrativa e contabilita’;
Visti gli atti d’ufficio propedeutici alla redazione dei predetti
schemi di regolamento e considerato che il personale addetto
all’ufficio ha potuto esprimere suggerimenti e proposte al
riguardo;
Ritenuto di procedere, in conformita’ all’art. 33 della citata
legge n. 675/1996 ed ai criteri sistematici sopra richiamati,
all’adozione di tre distinti regolamenti concernenti le materie
prima richiamate;
Viste le osservazioni dell’ufficio formulate dal segretario
generale ai sensi dell’art. 7, comma 2, lettera a), del decreto del
Presidente della Repubblica 31 marzo 1998, n. 501;
Relatore il prof. Giuseppe Santaniello;
Delibera:
1. Sono adottati i seguenti regolamenti numeri 1/2000, 2/2000 e
3/2000, rispettivamente concernenti:
a) l’organizzazione e il funzionamento dell’ufficio del Garante;
b) il trattamento giuridico ed economico del personale;
c) la gestione amministrativa e la contabilita’.
2. I regolamenti di cui al punto 1 e le unite tabelle, di cui e’
richiesta la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, ai sensi
dell’art. 33, comma 1-bis, della legge 31 dicembre 1996, n. 675 e
successive modificazioni ed integrazioni, sono rispettivamente
riportati negli allegati A, B e C alla presente delibera di cui
costituiscono parte integrante.
Roma, 28 giugno 2000
Il Presidente: Rodota’
Il relatore: Santaniello
Il segretario generale: Buttarelli
Allegato A
Regolamento n. 1/2000 sull’organizzazione e il funzionamento
dell’ufficio del Garante per la protezione dei dati personali (art.
33 legge 31 dicembre 1996, n. 675)
Capo I
IL GARANTE
Art. 1.
Definizioni
1. Ai fini del presente regolamento si applicano le definizioni
elencate nell’art. 1 della legge 31 dicembre 1996, n. 675, di
seguito denominata “legge”. Ai medesimi fini, si intende altresi’:
a) per “Garante”, l’organo collegiale istituito ai sensi dell’art.
30 della legge;
b) per “presidente”, il presidente del Garante;
c) per “componenti”, i componenti del Garante;
d) per “ufficio”, l’ufficio del Garante.
Art. 2.
Il Garante
1. Il Garante:
a) determina gli indirizzi e i criteri generali della propria
attivita’;
b) nomina, su proposta del presidente, il segretario generale e
conferisce l’incarico ai dirigenti delle unita’ organizzative di
primo livello;
c) definisce gli obiettivi e i programmi da realizzare, indica le
priorita’, emana le direttive generali per l’azione amministrativa
e la gestione e ne verifica l’attuazione, in conformita’ ai
principi di cui all’art. 3 del decreto legislativo 3 febbraio 1993,
n. 29, e successive modificazioni ed integrazioni;
d) approva il documento programmatico, il bilancio di previsione ed
il bilancio consuntivo;
e) richiede pareri al Consiglio di Stato e ad altri organi
consultivi;
f) adotta il codice etico dell’ufficio e assolve ad ogni altro
compito previsto dalle leggi e dai regolamenti.
Art. 3.
Presidente e componenti
1. Il presidente e’ eletto dai componenti a scrutinio segreto con
il voto di almeno tre componenti. Se tale maggioranza non e’
raggiunta dopo la terza votazione, e’ eletto presidente il
componente che consegue il maggior numero di voti e, a parita’ di
voti, il piu’ anziano di eta’.
2. Il presidente:
a) rappresenta il Garante;
b) convoca le riunioni del Garante, ne stabilisce l’ordine del
giorno, designa i relatori e dirige i lavori;
c) promuove le liti e vi resiste relativamente agli atti di
competenza propria o del collegio, ed ha il potere di conciliare e
transigere;
d) coordina l’attivita’ dei componenti nei rapporti con il
Parlamento e con gli altri organi costituzionali o di rilievo
costituzionale, nell’attivita’ di comunicazione pubblica, nonche’
nelle relazioni con le autorita’ indipendenti e di vigilanza, con
le pubbliche amministrazioni, con le autorita’ di controllo degli
altri Paesi, con gli organi dell’Unione europea e del Consiglio
d’Europa e con gli altri organismi internazionali.
3. Il Garante elegge un vicepresidente, che assume le funzioni del
presidente in caso di sua assenza o impedimento.
4. I componenti possono essere incaricati di svolgere compiti
specifici o di trattare questioni determinate.
Art. 4.
Insediamento dell’organo e cessazione dei componenti
1. I componenti dichiarano formalmente, all’atto dell’accettazione
della nomina, di non trovarsi in alcuna delle situazioni di cui
all’art.30, comma 4, della legge.
2. Se ricorre in ogni tempo taluna delle situazioni di
incompatibilita’ di cui all’art.30, comma 4, della legge, il
Garante stabilisce un termine entro il quale l’interessato deve far
cessare la situazione di incompatibilita’. La deliberazione e’
adottata con l’astensione dell’interessato.
3. Decorso il termine di cui al comma 2, ove non sia cessata la
situazione di incompatibilita’, il Garante dichiara la decadenza
del componente ai sensi dell’art.30, comma 4, della legge.
4. La durata in carica del componente decorre dalla data di
accettazione della nomina.
5. I componenti cessano dalla carica, oltre che nell’ipotesi di cui
al comma 3, per dimissioni volontarie o per impossibilita’ a
svolgere la propria attivita’ a causa di un impedimento di natura
permanente o comunque superiore a sei mesi.
6. Le dimissioni dei componenti hanno effetto dalla data di
comunicazione della loro accettazione da parte del Garante.
L’impedimento permanente di cui al comma 5 e’ accertato dal
Garante.
7. Nei casi di cui ai commi 3 e 5, il presidente o chi ne fa le
veci informa immediatamente i Presidenti della Camera dei deputati
e del Senato della Repubblica per l’elezione del nuovo componente.
Art. 5.
Riunioni
1. Il Garante ha sede in Roma e puo’ stabilire proprie forme di
rappresentanza presso l’Unione europea e Organismi internazionali.
2. Il Garante si riunisce nel luogo indicato nell’atto di
convocazione. Le riunioni possono essere tenute in videoconferenza
o con altre idonee tecniche audiovisive e vengono fissate dal
presidente anche in base a eventuali calendari di lavoro stabiliti,
di regola, con cadenza settimanale a giorno fisso.
3. L’ordine del giorno e’ comunicato ai componenti entro il terzo
giorno che precede la riunione. Nei casi d’urgenza, la convocazione
puo’ essere immediata. Durante le riunioni, l’ordine del giorno
puo’ essere integrato, previa comunicazione immediata agli assenti,
se nessuno dei presenti si oppone.
4. Ciascun componente, indicandone le ragioni, puo’ chiedere la
convocazione del Garante e l’iscrizione di un argomento all’ordine
del giorno. Se la richiesta proviene da almeno due componenti, il
presidente la accoglie in ogni caso.
5. Per la validita’ delle riunioni del Garante e’ necessaria la
presenza del presidente e di due componenti, ovvero di tre
componenti. Le deliberazioni sono adottate a maggioranza dei
votanti.
Il voto e’ sempre palese, salvo nel caso di deliberazioni
concernenti il presidente o i componenti, le persone addette
all’ufficio o i consulenti.
6. Il segretario generale svolge le funzioni di segretario. In caso
di assenza o impedimento temporaneo, ovvero qualora il Garante lo
reputi opportuno, le funzioni di segretario possono essere svolte
da un dipendente designato dal Garante o dal componente piu’
giovane.
7. Le deliberazioni sono sottoscritte dal presidente, dal relatore
e dal segretario generale.
8. Nei casi di particolare urgenza e di indifferibilita’ che non
permettono la convocazione in tempo utile del Garante, il
presidente puo’ adottare i provvedimenti di competenza dell’organo,
i quali cessano di avere efficacia sin dal momento della loro
adozione se non sono ratificati dal Garante nella prima riunione
utile, da convocarsi non oltre il trentesimo giorno.
9. La disposizione di cui al comma 8 non si applica in caso di
esame dei ricorsi, di applicazione di sanzioni amministrative o di
adozione dei divieti di cui agli articoli 21, comma 3, e 31, comma
1, lettera l), della legge, di approvazione del documento
programmatico, del bilancio preventivo e del bilancio consuntivo,
ovvero allorche’ occorre disporre accertamenti relativamente ai
trattamenti di cui all’art.4 della legge.
Capo II
L’UFFICIO
Art. 6.
Attivita’ dell’Ufficio
1. L’attivita’ dell’ufficio e’ improntata al metodo della
programmazione per funzioni-obiettivo, nel rispetto del principio
della distinzione tra funzioni di indirizzo e controllo e di
attuazione e gestione di cui all’art. 3 del decreto legislativo 3
febbraio 1993, n. 29, e successive modificazioni ed integrazioni e
all’art. 33, comma 1-sexise, della legge 31 dicembre 1996, n. 675.
A tal fine il Garante, contestualmente all’approvazione del
bilancio preventivo, definisce i principali obiettivi e risultati
da realizzare in relazione alle risorse umane, tecnologiche e
finanziarie assegnate, le priorita’ e i principali indicatori di
parametri di misurazione e valutazione, specificando gli eventuali
obiettivi di miglioramento, progetti speciali e scadenze
intermedie.
Il segretario generale e i responsabili dei dipartimenti e dei
servizi rispondono, nell’ambito di competenza, del risultato
dell’attivita’ dell’ufficio e delle sue articolazioni.
2. Il Garante verifica i risultati dell’attivita’ dell’ufficio
anche sulla base delle notizie di cui all’art. 9, comma 4, lettera
e), e si avvale a tal fine del servizio di controllo interno.
Art. 7.
Il segretario generale
1. Il segretario generale e’ nominato per la durata del mandato del
Garante e rimane in carica per un periodo non superiore a trenta
giorni dalla data di insediamento del nuovo collegio. La nomina
puo’ essere rinnovata alla scadenza.
2. Il segretario generale coordina l’attivita’ dei dipartimenti e
dei servizi. A tal fine:
a) cura l’esecuzione delle deliberazioni e l’attuazione dei
programmi, degli obiettivi e delle direttive generali di cui
all’art.
2, coordinando l’attivita’ dei dirigenti dei dipartimenti e dei
servizi e degli altri titolari di incarichi di responsabilita’,
indirizzandone l’attivita’ anche attraverso riunioni periodiche e
specifici progetti e sostituendosi ad essi in caso di inerzia o di
inottemperanza;
b) promuove la piu’ ampia partecipazione del personale alla
realizzazione degli obiettivi e dei programmi, e l’informazione
interna sull’attivita’ svolta o in programma, anche mediante
l’utilizzazione di strumenti informatici e telematici su cui deve
basarsi, di regola, l’attivita’ dell’ufficio, nonche’ attraverso
riunioni periodiche e gruppi di lavoro;
c) e’ sentito dal Garante e puo’ formulare ad esso proposte in
relazione agli obiettivi, ai programmi, alle priorita’ e alle
direttive generali di cui all’art. 2;
d) esercita i poteri delegati dal Garante o dal presidente;
e) esercita i poteri di spesa e contrattuali nell’ambito degli
stanziamenti di bilancio ed assegna le risorse ai dipartimenti e ai
servizi in conformita’ al regolamento di contabilita’;
f) richiede pareri nell’ambito di competenza e risponde ai rilievi
degli organi di controllo sugli atti di competenza dell’ufficio;
g) promuove le liti e vi resiste relativamente agli atti non di
competenza del Garante o del presidente e puo’ conciliare e
transigere;
h) esercita le attribuzioni di cui all’art. 16 del decreto
legislativo 3 febbraio 1993, n. 29 e successive modificazioni e
integrazioni.
3. Il segretario generale assicura al Garante una completa e
tempestiva informazione sulla propria attivita’ e su quella
dell’ufficio.
4. Il trattamento economico del segretario generale e’ determinato
dal Garante sulla base dei criteri previsti dall’art.27 del
regolamento concernente il trattamento giuridico ed economico del
personale del Garante, nonche’ dall’art. 19, comma 6, del decreto
legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive modificazioni ed
integrazioni.
Art. 8.
Organizzazione generale dell’ufficio
1. L’organizzazione dell’ufficio e’ ispirata ai seguenti principi:
a) efficienza, efficacia, trasparenza ed economicita’
dell’attivita’ amministrativa;
b) determinazione delle competenze secondo organicita’ e
omogeneita’, tenendo conto del criterio dell’articolazione per
funzioni delle attivita’ strumentali amministrative e tecnologiche
e dell’articolazione per materie o tematiche delle altre attivita’
specie in ambito giuridico;
c) previsione di servizi stabili nel quadro di una organizzazione
flessibile e adattabile a mutate esigenze;
d) integrazione e piena cooperazione tra i servizi;
e) incentivi alla formazione del personale anche attraverso
avvicendamenti periodici negli incarichi;
f) possibilita’ di istituire unita’ temporanee di primo e secondo
livello per svolgere specifici compiti o perseguire obiettivi nel
breve periodo, anche mediante l’utilizzazione di professionalita’
esterne nei modi di cui all’art.33, comma 4, della legge;
g) utilizzazione di personale compreso nel ruolo organico o
collocato fuori ruolo in conformita’ al rispettivo ordinamento,
ovvero assunto con contratto a tempo determinato anche per favorire
la specializzazione di giovani laureati, in conformita’ al
regolamento sul trattamento giuridico ed economico del personale
dell’ufficio.
2. L’ufficio e’ articolato in unita’ organizzative di primo e di
secondo livello.
3. Le unita’ organizzative di primo livello sono i dipartimenti e i
servizi.
4. Le unita’ organizzative di secondo livello sono le ulteriori
strutture di cui si compongono i dipartimenti e i servizi.
5. Presso il Garante sono istituiti i seguenti servizi:
a) servizio di segreteria del collegio;
b) servizio relazioni istituzionali;
c) servizio relazioni comunitarie e internazionali;
d) servizio relazioni con i mezzi di informazione;
e) servizio studi e documentazione.
Con successiva deliberazione e’ istituito presso il Garante il
servizio di controllo interno.
Presso la Segreteria generale sono istituiti un ufficio di
segreteria, la segreteria di sicurezza, l’ufficio archivio e
protocollo e l’ufficio per le relazioni con il pubblico.
Sono istituiti i seguenti dipartimenti:
a) dipartimento affari giuridici “A”;
b) dipartimento affari giuridici “B”;
c) dipartimento affari giuridici “C”;
d) dipartimento risorse umane;
e) dipartimento amministrazione e contabilita’;
f) dipartimento contratti e risorse finanziarie;
g) dipartimento vigilanza e controllo e registro dei trattamenti;
h) dipartimento risorse tecnologiche.
6. Il Garante individua, su proposta del segretario generale, i
compiti dei servizi e dei dipartimenti e istituisce le unita’
temporanee di primo livello di cui al comma 1, lettera f).
7. Il Garante si avvale anche dell’opera di consulenti ed esperti,
nonche’ di dirigenti non preposti ad unita’ organizzative di primo
livello.
Art. 9.
Nomina dei dirigenti delle strutture di primo livello
1. Il Garante individua i dipartimenti e i servizi e procede
all’eventuale graduazione delle funzioni dirigenziali sulla base
della natura e della rilevanza dei compiti attribuiti a ciascuna
unita’ organizzativa. Il Garante individua anche le funzioni
dirigenziali che non comportano la responsabilita’ di unita’
organizzative e procede alla relativa graduazione.
2. Il Garante conferisce gli incarichi di direzione delle unita’
organizzative di primo livello di regola a personale compreso nel
ruolo organico, per la durata non superiore al biennio e
rinnovabile.
3. Gli incarichi di cui al comma 2 possono essere conferiti anche a
personale non compreso nel ruolo organico, assunto con contratto a
tempo determinato o collocato fuori ruolo in conformita’ ai
rispettivi ordinamenti, ivi compresi magistrati ordinari e
amministrativi, avvocati dello Stato, consiglieri parlamentari,
docenti universitari e dirigenti di pubbliche amministrazioni.
4. I dirigenti:
a) dirigono, coordinano e controllano le unita’ organizzative cui
sono preposti e i processi che da essi dipendono, curano
l’attuazione dei rispettivi compiti e obiettivi secondo le
direttive stabilite e adottano gli atti e i provvedimenti
amministrativi, di spesa e di acquisizione delle entrate ad essi
delegati;
b) rispondono della gestione delle risorse assegnate;
c) assegnano la trattazione degli affari di competenza alle unita’
organizzative di secondo livello o nell’ambito del dipartimento o
del servizio;
d) curano le valutazioni del personale in conformita’ al
regolamento sul trattamento giuridico ed economico del personale;
e) assicurano, anche attraverso strumenti informatici e telematici,
una tempestiva informazione interna sull’attivita’ anche
contrattuale di competenza, e predispongono una relazione di
sintesi sulle attivita’ svolte nei mesi di maggio e di ottobre di
ciascun anno, trasmettendola al segretario generale che informa il
Garante;
f) formulano proposte ed esprimono pareri al segretario generale e,
d’intesa con lui, al Garante anche nell’ambito delle relative
riunioni, ove richiesto;
g) esercitano le funzioni di cui all’art.17 del decreto legislativo
3 febbraio 1993, n. 29, e successive modificazioni ed integrazioni.
5. Il segretario generale, su proposta del dirigente competente,
individua con propria determinazione le eventuali unita’ di secondo
livello e ne conferisce la responsabilita’ al personale con
qualifica di funzionario.
Art. 10.
Reggenza delle unita’ organizzative
1. In caso di protratta assenza o di impedimento del dirigente
preposto all’unita’ organizzativa, il Garante puo’ attribuire,
sentito il segretario generale, la responsabilita’ dell’unita’ ad
un altro dirigente o a un funzionario di provata esperienza.
2. In caso di protratta assenza o impedimento del funzionario
preposto ad una unita’ organizzativa di secondo livello, la
sostituzione e’ disposta dal segretario generale su proposta del
dirigente competente.
Art. 11.
Assistenti dei componenti
1. Con deliberazione del Garante, sono assegnati al presidente e a
ciascun componente, su loro designazione, fino a due assistenti e
un addetto di segreteria, scelti anche fra magistrati ordinari o
amministrativi, avvocati dello Stato, consiglieri parlamentari,
docenti e ricercatori universitari, dirigenti o dipendenti di
pubbliche amministrazioni, ovvero tra il personale dipendente in
servizio presso l’ufficio o assunto con contratto a tempo
determinato.
2. Al personale di cui al comma 1 e’ attribuito un trattamento
economico corrispondente a quello spettante in base alla qualifica.
3. Gli assistenti possono svolgere altre funzioni presso l’ufficio,
secondo modalita’ prestabilite d’intesa tra il componente cui sono
assegnati e il segretario generale.
Art. 12.
Custodia degli atti riservati
1. Con provvedimento del Garante e’ istituita una segreteria di
sicurezza presso la quale sono conservati gli atti e i documenti
acquisiti ai sensi dell’art. 32, commi 6 e 7, della legge. Alla
segreteria e’ preposto il segretario generale e un numero di
addetti dell’ufficio non superiore a cinque unita’, assegnati
tenendo conto del profilo professionale e delle specifiche
attitudini. L’accesso agli atti e ai documenti relativi ai
trattamenti di cui all’art. 4, comma 1 lettera b), della legge e’
regolato dal Garante in conformita’ ai criteri osservati per le
segreterie di sicurezza presso le amministrazioni dello Stato.
Capo III
PROCEDIMENTI
Art. 13.
Trasparenza partecipazione e contraddittorio
1. L’ufficio ispira la propria attivita’ ai principi della
trasparenza, della partecipazione e del contraddittorio stabiliti
dalla legge 7 agosto 1990, n. 241.
2. Con successivi regolamenti il Garante determina la durata dei
procedimenti amministrativi di competenza, non individuata da leggi
o altri regolamenti, e detta disposizioni in materia di accesso ai
documenti amministrativi formati e detenuti dall’ufficio.
Art. 14.
Assegnazione degli affari e responsabile del procedimento
1. Il segretario generale assegna l’affare al dipartimento o al
servizio competente o individua il dipartimento o servizio
competente relativamente agli affari di competenza di piu’ unita’
organizzative.
Il relativo dirigente assegna la competenza del procedimento
all’unita’ organizzativa di secondo livello, se esistente, ovvero a
se’ o ad altro dipendente.
2. Le generalita’ del responsabile del procedimento sono indicate
nella comunicazione dell’avvio del procedimento.
3. Il responsabile del procedimento provvede agli adempimenti
necessari per lo svolgimento dell’attivita’ preliminare e
istruttoria e per la definizione del procedimento, in conformita’
alle norme applicabili e alle istruzioni impartite.
Art. 15.
Relatore
1. Per gli atti per i quali si provvede con deliberazione del
Garante, la competente unita’ organizzativa verifica la completezza
della documentazione utile, predispone lo schema dell’atto o
provvedimento e delle osservazioni e li sottopone al segretario
generale entro il sesto giorno antecedente la riunione, affinche’
formuli, ove necessario, le osservazioni. Lo schema, le
osservazioni e la documentazione sono formati e posti a
disposizione del presidente e dei componenti, anche mediante
strumenti informatici e telematici, senza ritardo e comunque entro
il terzo giorno antecedente la riunione. Sono posti a disposizione
senza ritardo anche gli eventuali aggiornamenti necessari.
2. Il presidente designa il relatore tra i componenti o svolge
personalmente tale funzione.
3. Sulla base del materiale di cui al comma 1, il relatore
introduce la discussione e formula le proprie conclusioni.
4. Quando la natura del procedimento lo richiede, il relatore puo’
essere designato anche prima del terzo giorno antecedente alla
riunione, affinche’ possa seguire la trattazione.
5. Per lo svolgimento dei propri compiti, il presidente e i
componenti possono chiedere alla competente struttura di fornire la
documentazione utile e avvalersi della consultazione diretta di
atti e documenti del protocollo e dell’archivio.
Capo IV
DISPOSIZIONI VARIE
Art. 16.
Bollettino
1. Il Garante promuove la pubblicazione di un bollettino nel quale
sono riportati i provvedimenti piu’ significativi, gli atti e i
documenti di cui si ritiene opportuna la pubblicita’ e le risposte
di interesse generale date ai quesiti pervenuti. Su richiesta
dell’interessato o qualora risulti comunque opportuno, possono
essere omesse le relative generalita’.
2. Il Bollettino e’ edito anche attraverso strumenti telematici.
3. Il Garante cura la catalogazione dei provvedimenti di cui
all’art. 40 della legge, in particolare mediante il bollettino, e
ne agevola la consultazione anche da parte degli uffici giudiziari.
Art. 17.
Rappresentanza e difesa
1. Fermo restando quanto previsto dall’art. 23 della legge 24
novembre 1981, n. 689, la rappresentanza e la difesa in giudizio
del Garante e’ assunta dall’Avvocatura dello Stato ai sensi
dell’art.
43 del regio decreto 30 settembre 1933, n. 1611, e successive
modificazioni ed integrazioni, recante il testo unico delle leggi e
delle norme giuridiche sulla rappresentanza e difesa in giudizio
dello Stato e sull’ordinamento dell’Avvocatura dello Stato.
Art. 18.
Diritti di segreteria
1. Il Garante stabilisce con proprio provvedimento l’ammontare dei
diritti di segreteria inerenti, in particolare, ai ricorsi, alle
richieste di autorizzazione e alle notificazioni, tenendo
eventualmente conto anche dei relativi costi di gestione, nonche’
le modalita’ del loro pagamento. Per la riscossione coattiva si
applicano le disposizioni di cui al regio decreto 14 aprile 1910,
n. 639, e successive modificazioni ed integrazioni.
Capo V
DISPOSIZIONI FINALI
Art. 19.
Disposizioni regolamentari in vigore
1. Ai sensi dell’art. 33, comma 3-bis, della legge 31 dicembre
1996, n. 675, introdotto dall’art. 2, comma 4, del decreto
legislativo 26 febbraio 1999, n. 51, rimangono in vigore le
disposizioni contenute negli articoli 1, 6, 12, commi da 1 a 6, 13,
14, 15, 16, 17, 18, 19 e 20 del decreto del Presidente della
Repubblica 31 marzo 1998, n. 501.
Art. 20.
Entrata in vigore
1. Il presente regolamento entra in vigore il quindicesimo giorno
successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica.
Allegato B
REGOLAMENTO N. 2/2000 CONCERNENTE IL TRATTAMENTO GIURIDICO ED
ECONOMICO DEL PERSONALE DEL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI
PERSONALI
TITOLO I
Stato giuridico e trattamento economico
Capo I
PRINCIPI GENERALI
Art. 1.
Principi generali e definizioni
1. Le disposizioni del presente regolamento si applicano ai
dipendenti di ruolo dell’Autorita’, nonche’, ove compatibili, al
personale collocato fuori ruolo, comandato o distaccato da altre
amministrazioni pubbliche o enti pubblici, ovvero assunto con
contratto di lavoro a tempo determinato per quanto non previsto da
clausole negoziali.
2. Ai fini del presente regolamento si applicano le definizioni
elencate nell’art. 1 della legge 31 dicembre 1996, n. 675, di
seguito denominata “legge”. Ai medesimi fini, si intende altresi’:
a) per “Garante”, l’organo collegiale istituito ai sensi dell’art.
30 della legge;
b) per “presidente”, il presidente del Garante;
c) per “componenti”, i componenti del Garante;
d) per “Ufficio”, l’Ufficio del Garante.
Art. 2.
Rinvio ad altre disposizioni
1. Per quanto non previsto dal presente regolamento si applicano,
in quanto compatibili, le disposizioni sullo stato giuridico ed
economico dei dipendenti dell’Autorita’ per le garanzie nelle
comunicazioni, e, in via residuale, quelle che disciplinano il
rapporto di lavoro privato.
2. Il trattamento giuridico ed economico del personale e’ stabilito
in base ai criteri fissati dal regolamento in vigore per i
dipendenti dell’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni
tenuto conto delle specifiche esigenze funzionali ed organizzative
dell’ufficio, in conformita’ a quanto previsto dall’art.33, comma 1-
bis, della legge 31 dicembre 1996, n. 675, introdotto dall’art.1,
comma 2, del decreto legislativo 26 febbraio 1999, n. 51.
Art. 3.
Adeguamento
1. Il presente regolamento e’ adeguato periodicamente alle
modifiche intervenute, riguardo al trattamento giuridico ed
economico del personale, nelle disposizioni di cui all’art.2.
Capo II
STATO GIURIDICO DEL PERSONALE
Art. 4.
Stato giuridico del personale
1. Il personale di ruolo e’ inquadrato nelle aree dirigenziale,
direttiva, operativa ed esecutiva secondo la professionalita’, il
livello di responsabilita’, l’autonomia della funzione svolta e la
complessita’ delle mansioni attribuite.
2. L’area dirigenziale comprende la qualifica di dirigente.
3. L’area direttiva comprende la qualifica di funzionario.
4. L’area operativa comprende la qualifica di impiegato che e’
articolata nelle seguenti fasce retributive:
a) fascia A;
b) fascia B;
c) fascia C;
d) fascia D.
5. L’area esecutiva comprende la qualifica di commesso che e’
articolata nelle seguenti fasce retributive:
a) fascia A;
b) fascia B;
c) fascia C;
d) fascia D.
Art. 5.
Reclutamento del personale: criteri generali
1. L’assunzione del personale avviene tramite le procedure di
reclutamento di cui all’art.36 e all’art.28, in quanto compatibile,
del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29 e successive
modificazioni e integrazioni, fermo restando quanto previsto dalla
legge 12 marzo 1999, n. 68 e dall’art.16 della legge 28 febbraio
1987, n. 56. Nell’accesso alle diverse qualifiche e nello sviluppo
professionale, e’ garantita pari opportunita’ tra uomini e donne.
2. Nell’espletamento delle procedure di reclutamento, l’Autorita’
assicura adeguata pubblicita’ e adotta modalita’ di svolgimento che
garantiscano l’imparzialita’, la celerita’ e l’economicita’ delle
procedure, ricorrendo, ove opportuno, all’ausilio di sistemi
automatizzati, diretti anche a realizzare forme di preselezione.
3. L’Autorita’ determina, di volta in volta, i posti da mettere a
concorso, secondo le concrete esigenze.
4. I bandi di concorso sono emanati, su deliberazione del Garante,
dal Presidente e pubblicati nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana e sul Bollettino ufficiale dell’Autorita’.
5. Nella composizione delle commissioni di esame l’Autorita’ si
adegua ai principi di cui all’art.36, comma 3, lettera e) del
decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive
modificazioni ed integrazioni.
Art. 6.
Requisiti generali
1. Possono partecipare alle procedure di cui all’art.5, coloro che
siano in possesso dei seguenti requisiti generali:
a) essere cittadino italiano o cittadino italiano non appartenente
alla Repubblica o cittadino appartenente ad un Paese dell’Unione
europea;
b) idoneita’ fisica all’impiego, da accertarsi da parte di
istituzioni sanitarie pubbliche;
c) eta’ non inferiore agli anni diciotto.
2. I concorsi per l’inquadramento nel ruolo organico delle varie
qualifiche e fasce retributive del personale sono banditi, di
regola, per il livello iniziale di ciascuna qualifica.
3. I criteri di svolgimento dei concorsi e la composizione delle
commissioni di esami sono precisati nei relativi bandi.
4. I requisiti di cui al presente art.devono essere posseduti
all’atto dell’assunzione in ruolo, ad eccezione del requisito
dell’eta’ che deve essere posseduto alla data di scadenza stabilita
dal bando di concorso per la presentazione delle domande.
Art. 7.
Assunzione e periodo di prova
1. I candidati dichiarati vincitori al termine delle procedure
selettive sono assunti con contratto individuale di lavoro
subordinato.
2. Il periodo di prova, computato come servizio di ruolo effettivo
se concluso favorevolmente, ha la durata di sei mesi per il
personale appartenente all’area direttiva e di tre mesi per il
personale appartenente alle aree operativa ed esecutiva, a
decorrere dal giorno di effettivo inizio del servizio.
3. Il periodo di prova e’ prolungato per un periodo di tempo uguale
a quello di assenza dal servizio a qualunque titolo.
4. Entro trenta giorni dal termine del periodo di prova, ove questo
sia giudicato favorevolmente dal segretario generale sulla base di
una relazione presentata dal responsabile del dipartimento o del
servizio di appartenenza, i vincitori sono confermati in ruolo
secondo l’ordine della graduatoria del concorso o della procedura
selettiva approvata dall’Autorita’. In caso di esito sfavorevole,
viene dichiarata dall’Autorita’ la risoluzione del rapporto di
lavoro e il dipendente ha titolo ad una indennita’ di liquidazione
ragguagliata ad un dodicesimo degli emolumenti retributivi annui
previsti, rilevanti per il trattamento di quiescenza.
5. Il personale collocato fuori ruolo presso l’Autorita’ o assunto
con contratto di diritto privato a tempo determinato o comandato,
che ha partecipato al concorso o alla procedura selettiva
risultandone vincitore puo’ essere esentato dal periodo di prova,
sempreche’ il servizio prestato presso l’Autorita’ sia stato di
durata superiore al periodo di prova stesso.
6. In caso di assenza per malattia durante il periodo di prova, il
dipendente ha diritto all’intera retribuzione per i primi trenta
giorni di assenza, alla meta’ per i successivi sessanta giorni;
trascorsi tali periodi, e perdurando l’assenza, il dipendente e’
collocato in aspettativa, senza retribuzione, per altri novanta
giorni.
7. Qualora la malattia dipenda da causa di servizio, al dipendente
spetta la retribuzione integrale per il periodo di un anno;
l’Autorita’ ha diritto di recuperare quanto eventualmente erogato
dall’INAIL per il periodo d’assenza.
8. Trascorsi i periodi di assenza di cui sopra, qualora il
dipendente non sia in grado di riprendere servizio, e’ dichiarata
la cessazione del rapporto, attribuendosi al dipendente stesso il
trattamento economico di cui al comma 4.
Capo III
DOVERI
Art. 8.
Obblighi
1. Il dipendente deve prestare la propria attivita’ con lealta’,
diligenza e spirito di collaborazione, in conformita’ alle leggi,
ai regolamenti, alle disposizioni interne e al codice etico,
nell’interesse esclusivo dell’Autorita’.
2. Il dipendente deve osservare l’orario di lavoro, mantenere il
segreto di ufficio in conformita’ alle leggi ed assolvere
tempestivamente i compiti attribuitigli attenendosi alle direttive
di indirizzo generale e particolare e alle altre istruzioni
impartite.
3. Nell’assolvimento dei propri compiti il dipendente deve attuare
le misure disposte e le istruzioni impartite dall’amministrazione
in materia di igiene e di sicurezza del lavoro di cui e’
destinatario; deve inoltre promuoverne la conoscenza e vigilare
sulla loro corretta applicazione da parte del personale
subordinato.
Art. 9.
Divieti e incompatibilita’
1. Il personale in servizio presso l’Autorita’ deve osservare i
divieti e le incompatibilita’ stabiliti dalle leggi, dai
regolamenti e dal codice etico approvato dal Garante.
Art. 10.
Responsabilita’ civile
1. Il dipendente e’ responsabile, per dolo o colpa grave, dei danni
arrecati all’Autorita’ o a terzi.
2. L’Autorita’ puo’ in via cautelare assoggettare a ritenuta la
retribuzione del dipendente ovvero quanto possa a lui competere in
caso di cessazione dal servizio, qualora il dipendente ammetta la
propria responsabilita’ per il danno subi’to dall’Autorita’. Resta
salva la facolta’ dell’Autorita’ di proporre ogni altra azione per
la tutela del proprio credito.
Capo IV
ORARIO DI LAVORO
Art. 11.
Orario di lavoro
1. L’orario settimanale ordinario di lavoro e’ di 37 ore e 30
minuti primi articolato su cinque giorni lavorativi e decorre, di
norma, dal lunedi’ al venerdi’. Le modalita’ di applicazione
dell’orario di lavoro sono stabilite con ordine di servizio.
2. L’Autorita’ puo’ instaurare rapporti di lavoro a tempo parziale
in riferimento a particolari esigenze funzionali, ai quali si
applicano, per quanto non previsto dal presente regolamento o con
successivi atti dell’Autorita’, le disposizioni vigenti nel
pubblico impiego.
3. L’Autorita’ puo’ sperimentare forme di lavoro a distanza anche
in applicazione delle disposizioni di legge o di regolamento
vigenti in materia.
4. In relazione a comprovate esigenze dei dipendenti o a motivate
necessita’ funzionali dell’ufficio, l’orario di lavoro puo’ essere
modificato per alcuni dipendenti, anche richiedendone la
reperibilita’ nei giorni non lavorativi.
5. Nei limiti della flessibilita’ dell’orario di lavoro
giornaliero, il dipendente puo’ chiedere di fruire di permessi
brevi per esigenze personali, da compensare con prestazioni
aggiuntive rese nel medesimo o in altri giorni lavorativi.
Art. 12.
Riposo settimanale
1. Il personale ha diritto ad un giorno di riposo settimanale, che
di regola coincide con la domenica o con altro giorno indicato a
seconda della confessione religiosa d’appartenenza, e non presta di
regola servizio negli altri giorni festivi.
2. Il personale, ove sia chiamato in via eccezionale a fornire
prestazioni eccedenti le quattro ore nel corso della giornata
destinata al proprio riposo settimanale o in altro giorno festivo,
ha titolo ad usufruire del riposo non goduto in una delle giornate
lavorative immediatamente successive.
3. Le prestazioni di cui al comma 2, di durata pari o inferiore
alle quattro ore, danno titolo ad un permesso orario di durata
corrispondente da fruire all’inizio o al termine dell’orario di
lavoro di una delle giornate lavorative immediatamente successive.
4. Per le prestazioni rese ai sensi dei precedenti commi 2 e 3, il
dipendente ha diritto alla remunerazione prevista per il lavoro
straordinario.
Art. 13.
Festivita’ e giornate semifestive o feriali non lavorative
1. Sono considerati giorni festivi quelli previsti dalla legge e il
29 giugno, festivita’ patronale di Roma. Al dipendente che svolge
attivita’ lavorativa in tali giornate spetta il compenso previsto
dall’art.14, comma 4. Qualora il giorno festivo coincida con il
giorno di riposo settimanale, trova applicazione il regime relativo
alle prestazioni rese nel giorno di riposo settimanale di cui
all’art.12.
2. Sono considerati semifestivi il 14 agosto, il 24 dicembre e il
31 dicembre. In tali giorni, fermi restando i termini di inizio
dell’orario di lavoro, la durata del normale orario di lavoro
giornaliero e’ ridotta a cinque ore. Al personale che in dette
giornate svolga attivita’ lavorativa oltre le cinque ore spetta il
compenso previsto dall’art.14, comma 3.
3. Sono considerate giornate feriali non lavorative le giornate in
cui, in particolare il sabato, il personale non e’ normalmente
tenuto a prestare servizio in dipendenza della concentrazione
dell’orario settimanale in cinque giorni, ai sensi dell’art.11. Al
personale che svolga attivita’ lavorativa in tali giornate e’
riconosciuto il trattamento previsto dall’art.14, comma 4.
Art. 14.
Lavoro straordinario e riposi compensativi
1. I dipendenti operativi ed esecutivi sono tenuti a svolgere
prestazioni eccedenti l’orario di lavoro ordinario previsto nel
contratto, qualora ricorrano eccezionali e comprovate esigenze di
servizio.
2. Le ore di lavoro straordinario, compreso quello festivo
infrasettimanale e notturno, sono retribuite secondo le modalita’
previste per il personale dell’Autorita’ per le garanzie nelle
comunicazioni.
3. Le ore eccedenti l’orario di lavoro, a richiesta del dipendente
e previa autorizzazione del responsabile dell’unita’ organizzativa
nella quale operano, possono essere compensate con un numero di ore
libere corrispondenti da fruire di norma, compatibilmente con le
esigenze di servizio, non oltre il mese successivo.
4. Le prestazioni effettuate dai funzionari in giorni feriali non
lavorativi sono recuperate, previa autorizzazione del responsabile
dell’unita’ organizzativa nella quale operano, con un numero di ore
libere corrispondenti da fruire, di norma, non oltre il mese
successivo, oppure sono remunerate con i compensi previsti per il
lavoro straordinario.
5. Il personale che fornisca prestazioni eccedenti il normale
orario giornaliero di lavoro nell’arco di tempo compreso fra le ore
0.00 e le ore 6.00 di una giornata lavorativa, ha titolo ad un
riposo di pari durata, da fruire di norma all’inizio della
prestazione lavorativa di detta giornata.
6. In considerazione delle esigenze connesse all’espletamento dei
servizi d’istituto, il segretario generale, sentiti i dirigenti dei
dipartimenti e dei servizi, determina annualmente il numero di ore
di lavoro straordinario che puo’ essere effettuato dal personale
dell’area operativa ed esecutiva. Il numero complessivo delle ore
di lavoro straordinario effettuabile da ciascun dipendente non puo’
superare le seicento ore annue. Per comprovate ed eccezionali
esigenze d’ufficio relative a singoli casi, il limite puo’ essere
elevato.
7. Le prestazioni lavorative eventualmente rese oltre il monte ore
assegnato a ciascun dipendente danno diritto a riposi compensativi.
8. Il responsabile di ciascuna unita’ organizzativa provvede
mensilmente a programmare le prestazioni di lavoro straordinario
del personale assegnato, in relazione agli obiettivi da
raggiungere.
Capo V
CONGEDI E ASPETTATIVE
Art. 15.
Ferie e festivita’ soppresse
1. Nel corso di ciascun anno solare i dipendenti hanno diritto a
periodi di ferie nelle seguenti misure:
a) durante l’anno solare in cui e’ avvenuta l’assunzione, due
giorni lavorativi per ogni mese intercorrente tra la data di inizio
del servizio ed il 31 dicembre successivo, con eventuale
arrotondamento dell’unita’ superiore, fino ad un massimo annuo di
ventitre’ giorni;
b) per gli anni successivi:
– ventitre’ giorni lavorativi, per anzianita’ di servizio fino a
quattro anni;
– ventisei giorni lavorativi, per anzianita’ di servizio oltre i
quattro e fino a dodici anni;
– trenta giorni lavorativi, per anzianita’ di servizio superiore a
dodici anni.
2. Ai fini dell’applicazione del presente articolo, nel computo
dell’anzianita’ di servizio si considera anche quella maturata in
pubbliche amministrazioni anteriormente all’inquadramento nel ruolo
organico.
3. I dipendenti hanno inoltre diritto nell’arco dell’anno a sei
giorni di permesso retribuito ai sensi della legge 23 dicembre
1977, n. 937, due dei quali possono essere fruiti anche
frazionatamente mediante permessi orari.
4. Le ferie sono sospese da malattie debitamente documentate e
tempestivamente comunicate all’Autorita’, qualora abbiano dato
luogo a ricovero ospedaliero o si siano protratte per piu’ di un
giorno.
5. Le ferie si riducono nei soli casi previsti da disposizioni di
legge, ad eccezione dei permessi di cui all’art.33, comma 3, della
legge 5 febbraio 1992, n. 104.
6. Per eccezionali esigenze di servizio le ferie possono essere
rinviate o anche interrotte, fermo il diritto da parte del
dipendente di fruirne o di completarne il godimento nello stesso
anno cui si riferiscono e comunque entro il termine tassativo del
30 settembre dell’anno successivo. In tali casi si ha diritto al
rimborso delle eventuali spese che si dimostri di avere sostenuto
nella circostanza.
7. Per i dipendenti che cessino dal servizio per qualsiasi causa
senza aver potuto fruire delle ferie spettanti al momento della
cessazione, e’ riconosciuta una indennita’ commisurata ai giorni di
ferie spettanti e non goduti.
8. Ai fini del calcolo di cui ai commi 1 e 7, le frazioni di mese
superiori a quindici giorni sono considerate mese intero.
Art. 16.
Permessi straordinari retribuiti
1. Oltre alle ferie, ai dipendenti sono riconosciuti, a domanda, i
seguenti periodi di permesso straordinario retribuito:
a) fino a dieci giorni di calendario complessivi nell’arco
dell’anno solare per giustificati motivi personali o familiari;
b) quindici giorni continuativi di calendario in occasione di
matrimonio;
c) i giorni strettamente occorrenti per comparire in giudizio, per
rispondere a chiamate di pubbliche autorita’ o per l’esercizio del
diritto di voto nelle elezioni politiche ed amministrative, per il
Parlamento Europeo e nei referendum popolari di cui alla legge 25
maggio 1970, n. 352, ovvero per osservare periodi contumaciali in
relazione a malattie infettive di familiari, per partecipare a
concorsi o per donazione di sangue, nonche’ in tutti gli altri casi
previsti da disposizione di legge o di regolamento o per i quali
siano emanate dall’Autorita’ speciali disposizioni.
2. I permessi straordinari di cui al comma 1, lettera a), qualora
non sia necessaria un’assenza dal servizio per l’intera giornata,
possono essere fruiti mediante permessi orari retribuiti, di durata
compresa tra una e cinque ore giornaliere (tre ore in occasione di
semifestivita’) entro il limite annuo di due giornate ovvero di
cinque giornate nel caso di documentate malattie di lunga durata o
con decorso cronico che richiedano trattamenti terapeutici
continuativi o periodici presso strutture sanitarie. In ogni caso,
i permessi orari a valere sui permessi straordinari di cui al comma
1, lettera a) non possono eccedere complessivamente le cinque
giornate all’anno.
Art. 17.
Aspettativa per motivi personali o di famiglia
1. Per particolari motivi personali o di famiglia il dipendente
puo’, a domanda, essere collocato in aspettativa fino al massimo di
un anno.
2. L’Autorita’ provvede sulla domanda entro trenta giorni e puo’
non accoglierla qualora la ritenga non adeguatamente giustificata,
ovvero, per motivate ragioni di servizio, rinviarne l’accoglimento
o ridurre la durata dell’aspettativa richiesta.
3. Durante l’aspettativa il dipendente non ha diritto alla
retribuzione.
Art. 18.
Permessi e aspettativa per motivi di studio e di lavoro
1. I dipendenti che seguono regolari corsi di studio in Italia
ovvero all’estero, presso universita’ o altri istituti pareggiati o
legalmente riconosciuti o comunque abilitati al rilascio di titoli
legali, ovvero presso altri istituti, possono essere esentati,
limitatamente alla durata del corso, dall’obbligo di fornire
prestazione eccedenti l’orario ordinario di lavoro ed hanno titolo
a fruire di permesso straordinario retribuito per i giorni in cui
debbano sostenere prove di esame e per il tempo necessario per il
viaggio.
2. Il dipendente che intenda frequentare corsi di studio o
attivita’ di formazione all’estero, ovvero sia assegnatario di
borse di studio all’estero che comportino la frequenza ai corsi per
i quali sussista un rilevante interesse per l’amministrazione,
puo’, a domanda, sempreche’ non vi ostino ragioni di servizio,
essere autorizzato a fruire di un periodo di astensione dal
servizio fino ad un massimo di due anni.
3. Durante il periodo di astensione dal servizio di cui al comma 2
il dipendente non ha diritto alla retribuzione, salva l’eventuale
possibilita’ di usufruire della concessione di un contributo
secondo le modalita’ e la misura definita dall’Autorita’.
Art. 19.
Assenze per malattia e aspettativa per motivi di salute
1. Il dipendente che, per accertate ragioni di salute, sia
nell’impossibilita’ di prestare servizio, ha diritto alla
retribuzione per un periodo che non puo’ superare complessivamente
novanta giorni nel corso di dodici mesi. Ai fini del computo di
tale periodo si sommano tutti i giorni di assenza per malattia o
aspettativa per motivi di salute verificatisi nel corso degli
anzidetti dodici mesi.
2. Esaurito il periodo di assenza per malattia di cui al comma 1,
il dipendente che non sia in condizioni di riprendere il servizio
e’ collocato in aspettativa.
3. L’aspettativa ha termine col cessare della causa per la quale e’
stata disposta e, comunque, non puo’ protrarsi per un periodo
superiore a due anni.
4. Agli effetti della determinazione della durata massima del
periodo di aspettativa e del conseguente trattamento economico, due
o piu’ periodi di aspettativa per motivi di salute si sommano
nell’arco di un quinquennio quando tra essi intercorra un periodo
di servizio attivo inferiore a novanta giorni.
5. Il dipendente che per ragioni di salute sia impossibilitato a
prestare servizio deve segnalare tale circostanza all’Autorita’
senza ritardo, fornendo tutte le indicazioni utili per effettuare
eventuali visite mediche domiciliari. Le visite di controllo delle
assenze per malattia o infermita’ del dipendente sono disposte a
mezzo dei servizi sanitari previsti dalla normativa in materia. Ai
sensi e per gli effetti delle disposizioni vigenti in materia,
durante le fasce orarie di reperibilita’, fissate dalle ore 10.00
alle ore 12.00 e dalle ore 17.00 alle ore 19.00 di tutti i giorni,
compresi quelli festivi e le domeniche, il dipendente deve farsi
trovare nel domicilio comunicato all’Autorita’ per consentire
l’effettuazione delle visite di controllo.
6. In tutti i casi in cui l’infermita’ derivante da infortunio non
sul lavoro sia causata da responsabilita’ di terzi, il dipendente
deve darne comunicazione all’Autorita’, la quale ha diritto a
recuperare dal terzo responsabile le retribuzioni da essa
corrisposte durante il periodo di assenza, compresi gli oneri
riflessi inerenti.
Art. 20.
Tutela della maternita’ e della paternita’
1. Al personale si applicano le disposizioni della legge 30
dicembre 1971, n. 1204, come modificata dalla legge 9 dicembre
1977, n. 903 e dalla legge 8 marzo 2000, n. 53.
2. Alle lavoratrici madri in astensione obbligatoria dal lavoro, ai
sensi degli articoli 4 e 5 della citata legge n. 1204 del 1971,
nonche’ agli altri soggetti di cui agli articoli 6 e 7 della citata
legge n. 903 del 1977, spetta l’intera retribuzione.
3. Nell’ambito del periodo di astensione facoltativa dal lavoro di
cui all’art.7, comma 1, della citata legge n. 1204 del 1971, i
primi trenta giorni di assenza sono considerati permessi
straordinari retribuiti. Per il restante periodo di astensione
facoltativa, alle lavoratrici madri o, in alternativa, ai
lavoratori padri, spetta la retribuzione ridotta al trenta per
cento.
4. Nei casi previsti dall’art.7, comma 4, della medesima legge n.
1204, i predetti soggetti hanno diritto ad astenersi dal lavoro per
malattia del bambino di eta’ inferiore a otto anni ovvero di eta’
compresa fra tre e otto anni, in quest’ultimo caso nel limite di
cinque giorni lavorativi all’anno, con le modalita’ di cui al
citato art 7, commi 4 e 5, della legge n. 1204.
Art. 21.
Validita’ dei periodi di aspettativa
1. I periodi di aspettativa per motivi di salute sono computati per
intero ai fini della progressione economica, di carriera e del
trattamento di quiescenza e non riducono le ferie. I periodi di
aspettativa per servizio militare, ovvero per la frequenza di corsi
di studio all’estero di cui all’art.18, comma 2, sono computati per
intero ai fini della progressione economica, di carriera e del
trattamento di quiescenza, ma non ai fini della maturazione delle
ferie.
Capo V
IMISSIONI E COMANDI
Art. 22.
Missioni
1. Ai fini dello svolgimento di particolari compiti di istituto, i
dipendenti possono essere inviati in missione in localita’ italiane
ed estere.
2. Le missioni non possono superare complessivamente il periodo di
tre mesi nel corso di un anno, salvo, per periodi superiori e in
relazione a particolari incarichi, il consenso espresso
dell’interessato.
3. Al personale in missione si applica il trattamento economico
individuato con successiva deliberazione del Garante in conformita’
a quanto previsto dall’art. 2. Per specifiche esigenze che non
permettono l’uso di altri mezzi di trasporto, ovvero per altre
particolari situazioni oggetto di preventiva autorizzazione, i
rimborsi spese possono comprendere spese sostenute per l’uso di
taxi o di noleggio auto.
4. Al personale inviato all’estero per periodi superiori ad un
mese, per motivi di studio o di formazione professionale, e’
riconosciuto, in sostituzione del trattamento di missione, un
contributo forfettario nella misura determinata dall’Autorita’.
Art. 23.
Comandi
1. In casi particolari di interesse dell’Autorita’, i dipendenti
possono essere comandati presso amministrazioni o enti pubblici,
presso altre autorita’ indipendenti, presso istituzioni comunitarie
o internazionali, ovvero presso autorita’ di garanzia in materia di
protezione dei dati personali operanti in altri Paesi.
2. Il comando puo’ avere la durata sino ad un anno ed e’
prorogabile qualora permanga l’interesse che lo giustifica.
3. Il provvedimento stabilisce le relative modalita’ di attuazione
anche in relazione al trattamento economico. Durante il comando, i
dipendenti sono considerati in ogni caso in servizio.
Capo VII
SANZIONI DISCIPLINARI E PROCEDIMENTO
Art. 24.
Sanzioni disciplinari
1. Per la violazione dei suoi doveri, il dipendente e’ soggetto
alle seguenti sanzioni disciplinari:
a) note di censura per l’inosservanza di disposizioni di legge o di
ordini di servizio;
b) multe inflitte anche per assenze ingiustificate dal lavoro, che
comportano la mancata corresponsione della retribuzione da quattro
ore all’intero trattamento giornaliero;
c) sospensione dal servizio e della retribuzione fino ad un anno;
d) licenziamento.
2. I richiami verbali o scritti in caso di mancanze lievi non
costituiscono sanzioni disciplinari ai fini dell’applicazione del
presente capo e sono adottati dal segretario generale o dal
dirigente del dipartimento o del servizio presso il quale il
dipendente presta servizio.
3. In caso di mancanze gravi, le note di censura sono adottate per
i dirigenti dal Garante su proposta del segretario generale e per
il rimanente personale dal segretario generale su proposta del
dirigente presso cui presta servizio il dipendente, sentito il
dirigente del Dipartimento risorse umane.
4. La sospensione dal servizio e dalla relativa retribuzione fino
ad un anno e’ inflitta per gravi violazioni delle norme di condotta
applicabili al personale. Il licenziamento e’ inflitto per fatti di
particolare gravita’ e tali da non consentire la prosecuzione del
rapporto di lavoro.
5. Al dipendente sospeso dal servizio e dalla retribuzione e’
riconosciuto un assegno alimentare di misura pari a quello
corrispondentemente previsto dal regolamento del personale
dell’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni. L’applicazione
della predetta sanzione comporta l’impossibilita’ della presa in
esame dell’interessato ai fini di eventuali promozioni per i
successivi tre anni, nonche’ la sospensione dello scatto di
anzianita’ per i successivi due anni.
Art. 25.
Procedimento disciplinare
1. Gli addebiti suscettibili di configurarsi come infrazione
disciplinare diversa dalla nota di censura sono comunicati per
iscritto al dipendente, entro cinque giorni dalla loro formale
conoscenza, dal dirigente del Dipartimento risorse umane, il quale
effettua senza indugio gli accertamenti del caso, sentito anche
l’interessato, direttamente o mediante un funzionario delegato.
2. Qualora non si pervenga alla loro immediata archiviazione, gli
addebiti sono contestati all’interessato per iscritto entro venti
giorni dalla ricezione della comunicazione di cui al comma 1.
L’interessato ha accesso agli atti e ai documenti relativi agli
accertamenti che lo riguardano e puo’ ulteriormente sviluppare la
sua difesa nei successivi venti giorni.
3. Entro ulteriori dieci giorni, il dirigente del Dipartimento
risorse umane puo’ ordinare l’archiviazione degli atti o disporre
ulteriori accertamenti da svolgersi entro il medesimo termine
ovvero trasmettere gli atti al segretario generale proponendo
l’applicazione della sanzione disciplinare della censura. Qualora
ritenga invece applicabile una piu’ grave sanzione, deferisce il
dipendente al Consiglio di disciplina proponendo la relativa
sanzione.
4. Il Consiglio di disciplina e’ composto dal segretario generale e
da due dirigenti o equiparati estratti a sorte tra quelli in
servizio presso il Garante, fatta eccezione del dirigente del
Dipartimento risorse umane e del dirigente della struttura presso
cui presta servizio il dipendente interessato. Per i casi relativi
al personale dirigente, il consiglio di disciplina e’ composto da
due componenti del Garante e dal segretario generale.
5. Il Consiglio acquisisce gli atti e la relazione che li
accompagna e decide sulle sanzioni disciplinari proposte con la
partecipazione del dipendente interessato, eventualmente assistito
da persona di sua fiducia o da una organizzazione dallo stesso
indicata, nel termine di trenta giorni prorogabile per una sola
volta per un periodo corrispondente. Il Consiglio puo’ chiedere
chiarimenti al dirigente o al funzionario istruttore e a testimoni.
Se necessario, puo’ svolgere ulteriori accertamenti anche tramite
eventuali perizie.
6. I provvedimenti relativi alle sanzioni inflitte sono comunicati
al dipendente nel testo integrale.
7. Durante il procedimento disciplinare, il dipendente puo’, a
titolo cautelativo e per gravi motivi, essere sospeso dal servizio
e, limitatamente ad un terzo, anche dalla retribuzione.
8. Non si tiene conto ad alcun effetto delle sanzioni disciplinari
di cui all’art. 24, comma 1, lettere a) e b).
Art. 26.
Termini
1. I termini relativi al procedimento disciplinare sono perentori.
Per il loro computo non si tiene conto dei giorni non lavorativi.
2. Il procedimento estinto per decorrenza dei termini non puo’
essere rinnovato.
3. Il procedimento disciplinare non puo’ essere instaurato se per
il fatto contestato ha avuto inizio un procedimento penale mediante
richiesta di rinvio a giudizio e, se gia’ instaurato, e’ sospeso
fino al termine del giudizio di primo grado. Valutate le
circostanze, si puo’ comunque procedere alla sospensione cautelare
del dipendente.
Capo VIII
TRATTAMENTO ECONOMICO
Art. 27.
Trattamento economico. Criterio generale
1. Il trattamento economico del personale dipendente e’ stabilito
nella misura prevista dall’art. 33, comma 1-bis, della legge 31
dicembre 1996, n. 675, e successive modificazioni ed integrazioni,
tenuto conto delle specifiche funzioni espletate, secondo le
tabelle allegate al presente regolamento.
2. Il trattamento economico del personale assunto nel corso
dell’anno decorre dal giorno di effettivo inizio delle prestazioni.
3. In nessun caso al dipendente di ruolo che muti qualifica e’
corrisposta una retribuzione complessiva inferiore a quella
precedentemente percepita. Qualora il livello del trattamento
economico spettante risulti inferiore a quello precedentemente
percepito, al dipendente e’ attribuito un assegno ad personam
pensionabile e riassorbibile pari alla differenza tra il
trattamento economico in godimento all’atto del passaggio e quello
spettante nella nuova posizione.
4. L’Autorita’ puo’ stipulare polizze sanitarie integrative delle
prestazioni del servizio sanitario nazionale, nonche’ per la
copertura dei rischi di premorienza e per i danni causati a terzi
dal personale in servizio nell’esercizio o a causa delle proprie
funzioni, salvo che il fatto derivi da comportamento doloso.
5. Al personale, compreso quello avente qualifica dirigenziale, e’
riconosciuto un buono pasto. Il buono pasto e’ attribuito per la
singola giornata lavorativa nella quale il dipendente protrae
l’attivita’ di servizio nelle ore pomeridiane, con l’effettuazione
di un intervallo di almeno mezzora. Nelle more dell’espletamento
delle procedure per l’acquisizione dei buoni pasto, al personale e’
corrisposto l’equivalente in denaro di ciascun buono pasto con le
modalita’ previste dall’art. 3, comma 7, della legge 23 dicembre
1996, n. 662.
TITOLO II
Ordinamento del personale
Capo I
DIRIGENZA
Sezione I
Funzioni
Art. 28.
Dirigenti
1. I dirigenti, nell’ambito delle funzioni loro attribuite dalla
legge e dal regolamento di organizzazione e funzionamento
dell’ufficio, assicurano il rispetto degli indirizzi dell’Autorita’
e l’attuazione delle deliberazioni e delle decisioni adottate.
2. I dirigenti possono essere preposti ai dipartimenti e ai
servizi. Quando non sia affidata loro la direzione di un
dipartimento o un servizio, svolgono funzioni di studio, di
consulenza, di ricerca ed analisi o eventuali altre assegnate
direttamente dall’Autorita’.
3. I dirigenti sono responsabili, in via esclusiva, della gestione
e dei risultati dei procedimenti in ordine ai quali organizzano le
risorse umane e materiali disponendo dei relativi poteri di
coordinamento e di controllo, anche in collaborazione tra piu’
unita’ organizzative.
Sezione II
Concorsi
Art. 29.
Concorsi pubblici per l’accessoalla qualifica di dirigente.
Requisiti
1. I concorsi per dirigente sono, di norma, banditi per il livello
iniziale della relativa scala stipendiale.
2. Possono partecipare al concorso per la posizione iniziale della
qualifica dirigenziale coloro che, muniti del diploma di laurea
indicato nel bando di concorso, risultino in possesso di almeno uno
dei seguenti requisiti, oltre a quelli di carattere generale di cui
all’art.6:
a) abbiano un’esperienza di almeno tre anni in campi di interesse
per l’attivita’ istituzionale dell’Autorita’:
– come dirigenti o equiparati in enti ovvero istituzioni o imprese
di notevole rilievo nazionale, comunitario o internazionale, in
amministrazioni dello Stato o altre pubbliche amministrazioni con
competenza nei predetti campi;
– in istituti di istruzione universitaria con qualifica non
inferiore a ricercatore;
b) abbiano conseguito uno dei seguenti titoli: diploma di
specializzazione, dottorato di ricerca o altro titolo post-
universitario conseguito mediante uno o piu’ corsi di durata
complessiva almeno biennale presso istituti italiani o stranieri;
c) abbiano svolto presso l’ufficio, per un periodo non inferiore a
due anni, funzioni di dirigente in posizione di collocamento fuori
ruolo, di comando, di aspettativa o di contrattista, ovvero
funzioni di collaborazione continuativa in base a contratto a tempo
determinato o a rapporto di consulenza;
d) abbiano prestato servizio nel ruolo del personale dell’Autorita’
con la qualifica di funzionario e siano collocati almeno al 21
livello della scala stipendiale.
3. L’Autorita’ puo’ bandire eccezionalmente concorsi per dirigente
anche a livelli di progressione di carriera diversi da quello
iniziale, qualora le competenze richieste non possano essere
individuate tra il personale dell’Autorita’. I requisiti di
partecipazione saranno individuati nei relativi bandi di concorso.
Art. 30.
Concorsi per dirigenti. Titoli ed esami
1. I concorsi per dirigenti si svolgono per titoli ed esami.
2. I titoli sono costituiti:
a) dagli attestati relativi alle attivita’ di cui all’art.29,
limitatamente al periodo eccedente quello minimo necessario per
l’ammissione al concorso;
b) da ogni altro titolo accademico, professionale o di studio,
attinente all’attivita’ istituzionale dell’Autorita’;
c) da pubblicazioni di carattere giuridico o tecnico in campi di
interesse per l’attivita’ istituzionale dell’Autorita’;
d) dalla conoscenza approfondita di almeno una lingua straniera.
I criteri di valutazione dei titoli saranno specificati nel bando
di concorso.
3. Gli esami sono scritti ed orali. La prova scritta, a contenuto
teorico-pratico, e’ diretta ad accertare, anche attraverso
l’analisi di questioni concrete, l’attitudine dei concorrenti alla
corretta soluzione, sotto il profilo della legittimita’ e
dell’efficienza, di questioni e problemi attinenti a materie ed
attivita’ istituzionali dell’Autorita’. La prova orale consiste in
un colloquio finalizzato ad un’adeguata valutazione della
personalita’ del candidato, della sua preparazione e capacita’
professionali, avuto riguardo alle attivita’ ed alle funzioni a
concorso. Le materie oggetto del colloquio sono specificate nel
bando di concorso.
4. I concorsi per livelli stipendiali superiori al decimo si
svolgono per titoli e colloquio con le modalita’ di cui alla prova
orale prevista al comma 3.
5. Valgono, in quanto applicabili, i titoli di preferenza previsti
dalle leggi relative agli impiegati dello Stato.
Sezione III
Valutazione e progressione economica
Art. 31.
Rapporto valutativo annuale
1. Per ciascun dirigente e’ effettuata ogni anno una valutazione
che tiene conto della qualita’ del lavoro prestato, dei risultati
raggiunti, della preparazione, dell’osservanza dei doveri
d’ufficio, dell’attitudine ad assumere maggiori responsabilita’,
nonche’ delle competenze dimostrate.
2. La valutazione si svolge attraverso la compilazione di un
rapporto nel quale sono riportati analiticamente gli elementi
concernenti ciascun fattore di valutazione, unitamente al giudizio
conclusivo e al punteggio finale.
3. La valutazione dei dirigenti e’ svolta dai responsabili dei
dipartimenti e dei servizi sulla base dei criteri definiti
annualmente con deliberazione del Garante, su proposta del
segretario generale.
4. Il comitato di valutazione e’ composto dai responsabili dei
dipartimenti e dei servizi ed e’ presieduto dal segretario
generale, eventualmente assistito da un consulente esterno; svolge
funzioni di segretario il responsabile del Dipartimento risorse
umane.
5. Il rapporto, previa verifica da parte del comitato della
conformita’ ai criteri di valutazione, e’ comunicato dal valutatore
al dirigente interessato, che lo controfirma per presa d’atto
apponendovi eventuali note ed osservazioni.
6. Il comitato, sulla base dei rapporti e tenuto conto delle
eventuali osservazioni degli interessati, predispone la graduatoria
del personale dirigente sulla base del punteggio ottenuto.
7. Il rapporto per gli assistenti dei componenti e’ redatto da
ciascun componente e trasmesso al Comitato.
8. La valutazione dei responsabili dei dipartimenti e dei servizi
e’ effettuata da un collegio composto da un componente del Garante,
dal segretario generale e da un consulente esterno.
9. La valutazione dei dirigenti non ha luogo se il periodo di
lavoro complessivamente prestato nell’arco dell’anno solare e’
inferiore a sei mesi, anche non continuativi, sempreche’ l’assenza
non sia dovuta ad astensione obbligatoria o facoltativa dal lavoro
per maternita’. Qualora gli elementi non siano sufficienti per
formulare la valutazione, i dirigenti interessati conseguono
comunque uno scatto nella progressione di carriera. I dipendenti in
posizione di distacco o comando presso altre amministrazioni sono
valutati sulla base degli elementi forniti dall’amministrazione
presso cui il dipendente presta servizio.
10. Annualmente l’Autorita’ redige un elenco del personale
dirigenziale con l’indicazione della posizione attribuita nella
progressione di carriera.
Art. 32.
Progressione economica dei dirigenti
1. La progressione del personale dirigente si effettua mediante
scatti annuali secondo le tabelle allegate, salvo giudizio di
insufficienza.
2. Il personale dirigente e’ valutato ogni anno. Con cadenza
biennale nel mese di luglio ha luogo un procedimento di valutazione
per l’attribuzione di progressioni sino ad un massimo di tre scatti
per non oltre il 50% del personale dirigente in servizio. Le
progressioni sono conferite, ai fini normativi ed economici, con
decorrenza dal 1 agosto successivo. Le progressioni sono attribuite
in relazione alle disponibilita’ di bilancio.
Sezione IV
Trattamento economico
Art. 33.
Trattamento economico dei dirigenti
1. Il trattamento economico del personale dirigente e’ composto
dalle seguenti voci:
a) retribuzione di livello;
b) retribuzione di risultato;
c) retribuzione di posizione, per i dirigenti di dipartimenti e
servizi e per i dirigenti di cui all’art.8, comma 6, del
regolamento sull’organizzazione e il funzionamento dell’ufficio;
d) eventuale assegno ad personam di cui al comma 5.
2. La retribuzione di livello e’ determinata secondo l’allegata
tabella 1.
3. La retribuzione di risultato di cui al comma 1, lettera b), e’
attribuita sulla base dei risultati raggiunti dal dirigente a
fronte degli obiettivi programmati in ciascun anno.
4. E’ istituito un fondo per la qualita’ della prestazione
individuale. Il fondo puo’ essere incrementato dall’Autorita’,
tenuto conto delle disponibilita’ di bilancio. La misura e le
modalita’ di erogazione della retribuzione di risultato sono
stabilite annualmente con deliberazione del Garante.
5. I dirigenti cui sia affidata la responsabilita’ di dipartimenti
e servizi o cui siano attribuite particolari funzioni godono, per
la durata dell’incarico, di una retribuzione di posizione,
determinata con deliberazione del Garante, nel limite del 15% della
retribuzione tabellare prevista per il relativo livello, in
relazione all’effettiva responsabilita’ e alla natura e
complessita’ della funzione svolta.
6. Nel caso di conseguimento della qualifica di dirigente da parte
di funzionari con trattamento economico superiore a quello
spettante nella nuova posizione e’ attribuito un assegno ad
personam pensionabile e riassorbibile pari alla differenza tra il
trattamento economico in godimento all’atto del passaggio e quello
spettante nella nuova posizione.
Capo II
AREA DIRETTIVA
Sezione I
Funzioni
Art. 34.
Funzionari
1. I funzionari svolgono compiti connessi con l’attivita’
procedimentale di pertinenza dell’Autorita’; effettuano attivita’
di studio e di ricerca; provvedono ad adempimenti amministrativi,
contabili e tecnici ed esercitano le altre attribuzioni loro
affidate dai dirigenti. Ai funzionari possono essere assegnati
compiti di coordinamento, integrazione e controllo in relazione a
particolari progetti od attivita’.
2. Nell’ambito dei dipartimenti e dei servizi, i funzionari possono
assumere la responsabilita’ delle relative articolazioni interne
secondo quanto previsto dall’art.9, comma 5, del regolamento
sull’organizzazione e il funzionamento dell’ufficio.
3. I funzionari possono assumere funzioni di reggenza ai sensi
dell’art.10 del regolamento sull’organizzazione e il funzionamento
dell’ufficio.
Sezione II
Concorsi
Art. 35.
Concorsi per funzionari. Requisiti
1. I concorsi per funzionario sono, di norma, banditi per il
livello iniziale.
2. Possono partecipare al concorso per l’assunzione al livello
iniziale della qualifica di funzionario coloro che, muniti del
diploma di laurea e con la votazione specificati nel bando di
concorso, siano in possesso di uno dei seguenti requisiti, oltre a
quelli di carattere generale di cui all’art.6:
a) abbiano un’esperienza di almeno due anni in campi di interesse
per l’attivita’ istituzionale dell’Autorita’:
– in significative e continuative esperienze di studio e ricerca in
istituzioni di ricerca e universitarie, effettuate a seguito di
superamento di prova concorsuale, ovvero in enti, istituti o
imprese di rilievo nazionale, comunitario o internazionale;
– nella carriera direttiva di enti, istituzioni, imprese di
notevole rilievo nazionale, comunitario o internazionale, o di
pubbliche amministrazioni, aventi attribuzioni in materie che
interessano l’Autorita’;
– nell’attivita’ professionale presso studi legali o commerciali,
in qualita’ di libero professionista abilitato;
b) abbiano prestato servizio, in qualita’ di funzionario, presso
l’Autorita’, per un periodo non inferiore ad un anno, anche con
contratto a tempo determinato ovvero in posizione di comando, di
collocamento fuori ruolo, di aspettativa o con rapporto di
collaborazione continuativa e coordinata;
c) per il personale operativo costituisce requisito di
partecipazione alle procedure selettive per il livello iniziale
della qualifica di funzionario, il possesso di un diploma di laurea
in materie attinenti all’attivita’ istituzionale, come precisato
nel bando di selezione, e l’avere prestato servizio nell’area
operativa da almeno tre anni.
3. Al fine del calcolo dell’anzianita’ di servizio, il periodo di
svolgimento delle predette attivita’ puo’ essere cumulato.
4. L’Autorita’ puo’ bandire concorsi per funzionario anche a
livelli di progressione di carriera diversi da quello iniziale,
qualora le competenze richieste non possano essere individuate tra
il personale dell’Autorita’. I requisiti di partecipazione saranno
individuati nei relativi bandi di concorso.
Art. 36.
Concorsi per funzionari. Titoli ed esami
1. I concorsi per funzionari si svolgono per titoli ed esami.
2. I titoli sono costituiti:
a) dagli attestati relativi alle attivita’ di cui all’art.35,
limitatamente al periodo eccedente quello minimo necessario per
l’ammissione al concorso;
b) da ogni altro titolo accademico, professionale o di studio,
attinente all’attivita’ istituzionale dell’Autorita’;
c) da pubblicazioni di carattere giuridico o tecnico in campi di
interesse per l’attivita’ istituzionale dell’Autorita’;
d) dalla conoscenza approfondita di almeno una lingua straniera.
I criteri di valutazione dei titoli sono specificati nel bando di
concorso.
3. Gli esami sono scritti ed orali. La prova teorico-pratica e’
diretta ad accertare, anche attraverso l’analisi di questioni
concrete, l’attitudine dei concorrenti alla corretta soluzione,
sotto il profilo della legittimita’ e dell’efficienza, di questioni
e problemi attinenti a materie ed attivita’ istituzionali
dell’Autorita’. La prova orale consiste in un colloquio finalizzato
ad un’adeguata valutazione della personalita’ del candidato, della
sua preparazione e capacita’ professionali, avuto riguardo alle
attivita’ ed alle funzioni a concorso. Le materie oggetto del
colloquio sono specificate nel bando di concorso.
4. Valgono, in quanto applicabili, i titoli di preferenza previsti
dalle leggi relative agli impiegati dello Stato.
Art. 37.
Concorsi per posizioni di carattere tecnico o amministrativo
1. In relazione a specifiche posizioni concernenti attivita’ di
natura tecnica ed amministrativa, necessarie al funzionamento
dell’Autorita’, ma non rientranti nella sua ordinaria attivita’
istituzionale, possono essere banditi concorsi per funzionari con
particolari requisiti di ammissione, da individuare in relazione
alle attivita’ da svolgere ed alle posizioni da ricoprire.
2. I requisiti di partecipazione sono individuati nel bando di
concorso avuto riguardo, per quanto concerne le anzianita’ di
servizio, a quelle previste nell’art.35. Nel bando sono indicati il
tipo di laurea richiesto, le categorie dei titoli da valutare e la
ripartizione dei punteggi fra i titoli e le prove previste.
3. I concorsi si svolgono per titoli ed esami. Le prove consistono
in:
a) una prova scritta nelle materie individuate nel bando di
concorso;
b) una prova pratica diretta ad accertare l’attitudine dei
concorrenti alla corretta soluzione, sotto il profilo della
legittimita’ e dell’efficienza, di questioni e problemi attinenti
alle materie relative alla specifica posizione a concorso, in
relazione alle esigenze organizzative connesse all’attivita’
istituzionale dell’Autorita’;
c) una prova orale consistente in un colloquio finalizzato ad
un’adeguata valutazione della personalita’ del candidato, della sua
preparazione e capacita’ professionali, avuto riguardo alle
attivita’ ed alle funzioni a concorso. Le materie oggetto del
colloquio sono specificate nel bando di concorso. Tra i titoli
rivestono carattere preferenziale le esperienze professionali
svolte in relazione all’attivita’ richiesta.
4. Valgono, in quanto applicabili, i titoli di preferenza previsti
dalle leggi relative agli impiegati dello Stato.
Sezione III
Valutazione e progressione economica
Art. 38.
Rapporto valutativo annuale
1. Per ciascun dipendente e’ effettuata ogni anno una valutazione
che tiene conto della qualita’ del lavoro prestato, dei risultati
raggiunti, della preparazione, dell’osservanza dei doveri
d’ufficio, dell’attitudine ad assumere maggiori responsabilita’,
nonche’ delle competenze dimostrate nell’espletamento degli
incarichi conferiti.
2. La valutazione si svolge con le modalita’ previste all’art. 31.
Art. 39.
Progressione economica del personale direttivo
1. La progressione del personale direttivo si effettua mediante
scatti annuali secondo le tabelle allegate, salvo giudizio di
insufficienza.
2. Il personale direttivo e’ valutato ogni anno. Con cadenza
biennale nel mese di luglio ha luogo un procedimento di valutazione
per l’attribuzione di progressioni sino ad un massimo di tre scatti
per il 50% dei funzionari in servizio. Le progressioni sono
conferite, ai fini normativi ed economici, con decorrenza dal 1
agosto successivo. Le progressioni sono attribuite in relazione
alle disponibilita’ di bilancio.
Sezione IV
Trattamento economico
Art. 40.
Trattamento economico del personale direttivo
1. Il trattamento economico del personale direttivo e’ composto
dalle seguenti voci:
a) retribuzione di livello;
b) retribuzione di risultato;
c) retribuzione di posizione, per i responsabili di articolazioni
interne ai dipartimenti ed ai servizi e di particolari posizioni
organizzative;
d) eventuale assegno ad personam di cui al comma 6.
2. La retribuzione di livello e’ determinata secondo l’allegata
tabella 2.
3. La retribuzione di risultato di cui al comma 1, lettera b), e’
attribuita sulla base dei risultati raggiunti dal funzionario a
fronte degli obiettivi programmati in ciascun anno.
4. E’ istituito un fondo per la qualita’ della prestazione
individuale. Il fondo puo’ essere incrementato dall’Autorita’,
tenuto conto delle disponibilita’ di bilancio. La misura e le
modalita’ di erogazione della retribuzione di risultato sono
stabilite annualmente con deliberazione del Garante.
5. I funzionari cui sia affidata la responsabilita’ di
articolazioni interne ai dipartimenti e ai servizi o cui siano
attribuite particolari funzioni, godono, per la durata
dell’incarico, di una retribuzione di posizione, determinata con
deliberazione del Garante, nel limite del 15% della retribuzione
tabellare prevista per il relativo livello, in relazione
all’effettiva responsabilita’ e alla natura e complessita’ della
funzione svolta.
6. Nel caso di conseguimento della qualifica di funzionario da
parte di personale operativo con trattamento economico superiore a
quello spettante nella nuova posizione e’ attribuito un assegno ad
personam pensionabile e riassorbibile pari alla differenza tra il
trattamento economico in godimento all’atto del passaggio e quello
spettante nella nuova posizione.
Capo III
AREA OPERATIVA
Sezione I
Funzioni
Art. 41.
Personale operativo
1. Il personale operativo:
a) svolge compiti amministrativi e di segreteria, di analisi,
programmazione ed amministrazione di dati, specie su supporti
magnetici, di gestione del sistema informativo e della biblioteca;
b) disimpegna altresi’ compiti di classificazione, archiviazione,
protocollo, registrazione, copia, dattilografia e stenografia;
c) svolge altri compiti ad esso specificamente assegnati.
2. Il personale operativo puo’ coadiuvare nell’attivita’ di
verbalizzazione e far parte, con funzioni tecniche o in qualita’ di
segretario, di commissioni e di comitati.
3. Il personale operativo puo’ collaborare ad adempimenti operativi
connessi ad attivita’ di studio, ricerca e di elaborazione dei
dati.
Sezione II
Procedure selettive
Art. 42.
Procedure selettive per l’area operativa. Requisiti
1. Possono partecipare alle procedure selettive per l’area
operativa coloro i quali siano in possesso, oltre che dei requisiti
generali per l’ammissione alle procedure di reclutamento previsti
nell’art.6, di diploma di scuola secondaria di secondo grado e di
almeno uno dei seguenti requisiti:
a) abbiano svolto per almeno tre anni attivita’ in posizioni
corrispondenti a quelle per le quali e’ bandito il concorso in
uffici pubblici o privati;
b) abbiano prestato servizio presso l’Autorita’ con analoghe
funzioni per almeno due anni con contratto a tempo determinato,
ovvero in posizione di comando o di collocamento fuori ruolo;
c) per il personale della carriera esecutiva costituisce requisito
di partecipazione alla procedura selettiva, per il livello iniziale
della carriera operativa, il possesso, da almeno quattro anni, di
un diploma di scuola secondaria di secondo grado congiuntamente
all’aver prestato servizio nel ruolo da almeno sei anni.
2. Le procedure selettive per l’area operativa sono indette, di
norma, per il livello stipendiale iniziale della fascia “D” della
corrispondente tabella allegata. L’Autorita’ puo’ bandire procedure
selettive per la carriera operativa anche per fasce e/o livelli
diversi dall’iniziale, qualora le competenze richieste non possano
essere individuate fra il personale dell’Autorita’. I requisiti di
partecipazione sono individuati nei relativi bandi di concorso.
Art. 43.
Procedure selettive per l’area operativa: titoli ed esami
1. Le procedure selettive per il livello iniziale della fascia “D”
della carriera operativa si svolgono per titoli, una prova pratica,
una prova scritta ed un colloquio valutativo vertente sulle
discipline concernenti le attribuzioni dell’Autorita’.
2. I titoli sono costituiti dal voto del diploma di scuola
secondaria di secondo grado, dall’eventuale diploma di laurea e
dalla relativa votazione.
3. Il contenuto delle prove pratica e scritta e’ stabilito nel
bando di selezione. Il colloquio e’ diretto alla valutazione della
preparazione del candidato in ordine all’espletamento dei compiti
previsti nel bando di concorso e del grado di conoscenza di almeno
una lingua straniera.
4. La valutazione dei titoli precede le prove d’esame. La procedura
preselettiva, ove prevista, precede la valutazione dei titoli e le
prove di esame.
Sezione III
Trattamento economico
Art. 44.
Trattamento economico del personale operativo
1. Il trattamento economico del personale operativo e’ composto
dalle seguenti voci:
a) retribuzione stipendiale;
b) premio annuale individuale.
2. Il trattamento economico e’ articolato in quattro fasce
retributive suddivise in livelli stipendiali, secondo l’allegata
tabella.
3. La retribuzione corrispondente al livello iniziale di ogni
fascia e le relative progressioni retributive sono determinate
secondo l’allegata tabella 3.
4. E’ istituito un fondo per il premio individuale annuale nella
misura stabilita annualmente con deliberazione del Garante.
Sezione IV Valutazione e progressione economica Art. 45.
Rapporto valutativo annuale 1. Per ciascun dipendente e’ effettuata
ogni anno una valutazione che tiene conto della qualita’ del lavoro
prestato, dei risultati ottenuti, della preparazione,
dell’osservanza dei doveri d’ufficio, nonche’ della possibilita’ di
utilizzo in altre unita’ organizzative.
2. La valutazione si svolge con le modalita’ previste all’art. 31.
Art. 46.
Progressione economica
1. La progressione economica avviene da un livello all’altro di
ciascuna fascia retributiva ed attraverso il passaggio alla fascia
superiore.
2. La progressione da un livello all’altro avviene in ragione
dell’attribuzione di un livello per ciascun anno di servizio. I
dipendenti pervenuti al terzo livello di una fascia retributiva e
che sulla base della valutazione relativa agli ultimi due anni si
collochino nel primo 20% della graduatoria del personale dell’area,
non interessato dai passaggi e dalle progressioni di cui ai commi 3
e 5 del presente articolo, possono ottenere la progressione al
quinto livello della fascia di appartenenza.
3. I passaggi alle fasce retributive superiori hanno luogo, a
seguito di scrutinio per valutazione comparativa, tra i dipendenti
collocati almeno al sesto livello della fascia retributiva di
appartenenza; i passaggi sono disposti, ogni anno, in misura non
eccedente il 20% dei dipendenti sottoposti allo scrutinio. I
dipendenti scrutinati, con esito positivo, per il passaggio alla
fascia superiore, sono collocati nel livello stipendiale
immediatamente piu’ elevato rispetto alla retribuzione in godimento
all’atto del passaggio.
4. Il personale pervenuto all’ultimo livello di una fascia e’
collocato al livello stipendiale della fascia superiore
immediatamente piu’ elevato rispetto alla retribuzione in
godimento.
5. I dipendenti dell’ultima fascia retributiva, pervenuti al sesto
livello e che sulla base della valutazione relativa agli ultimi due
periodi, si collochino nel primo 20% della graduatoria del
personale della carriera, possono ottenere la progressione di due
livelli. Ulteriori progressioni di due livelli possono essere
disposte, al termine di ogni quinquennio di servizio, in relazione
al suddetto esito della valutazione.
6. Gli scrutini per valutazione comparativa sono basati sui
rapporti valutativi annuali di cui all’art.45.
7. Le progressioni economiche sono conferite dal Garante, su
proposta del segretario generale e sentito il dirigente competente,
tenuto conto delle disponibilita’ di bilancio. Esse decorrono, ai
fini giuridici ed economici, dal 1 luglio dell’anno successivo a
quello oggetto di valutazione e di scrutinio.
8. I dipendenti cui sia stato attribuito un motivato giudizio di
insufficienza nell’ultimo rapporto valutativo, non conseguono
avanzamenti.
Capo IV
AREA ESECUTIVA
Sezione I
Compiti e assunzioni
Art. 47.
Personale esecutivo
1. Il personale esecutivo svolge compiti sussidiari connessi al
funzionamento degli uffici; provvede all’apertura ed alla chiusura
degli stessi, svolge mansioni di operatore al centralino
telefonico, provvede al funzionamento dei telefoni, telefax e
telex, delle fotocopiatrici e delle apparecchiature informatiche e
telematiche e svolge, all’occorrenza, compiti di anticamera; se
munito delle necessarie abilitazioni puo’ essere destinato alla
guida degli eventuali veicoli dell’ufficio. E’ addetto inoltre al
presidio di impianti ed apparecchiature di sicurezza. Svolge altri
compiti che gli sono specificamente assegnati.
2. Il personale esecutivo, inoltre:
a) collabora alla gestione del magazzino di cancelleria ed al
funzionamento della biblioteca;
b) svolge incarichi connessi alla spedizione della corrispondenza,
inclusa l’affrancatura, e cura la ricezione della corrispondenza
stessa, anche di quella raccomandata ed assicurata;
c) svolge compiti di manutenzione e riparazione di impianti e
strutture delle sedi dell’ufficio.
Art. 48.
Assunzione nella carriera esecutiva
1. L’assunzione del personale della carriera esecutiva avviene in
base all’art.16 della legge 28 febbraio 1987, n. 56, e successive
modificazioni ed integrazioni.
2. Il Garante, con propria deliberazione, stabilisce le modalita’
di svolgimento delle procedure di selezione del personale.
Sezione II
Trattamento economico
Art. 49.
Trattamento economico del personale esecutivo
1. Il trattamento economico del personale esecutivo e’ composto
dalle seguenti voci:
a) retribuzione stipendiale;
b) premio annuale individuale.
2. Il trattamento economico e’ articolato in quattro fasce
retributive suddivise in livelli stipendiali come riportato nella
tabella allegata.
3. La retribuzione corrispondente al livello iniziale di ciascuna
fascia e le relative progressioni retributive sono determinate
secondo l’allegata tabella 4.
4. E’ istituito un fondo per il premio annuale individuale nella
misura stabilita annualmente con deliberazione del Garante.
Sezione III
Valutazione e progressione economica
Art. 50.
Rapporto valutativo annuale
1. Per ciascun dipendente e’ effettuata ogni anno una valutazione
che tiene conto della qualita’ del lavoro prestato, dei risultati
ottenuti, della preparazione, dell’osservanza dei doveri d’ufficio,
nonche’ della possibilita’ di utilizzo in altre unita’
organizzative.
2. Il procedimento per la valutazione si svolge con le modalita’
previste all’art. 31.
Art. 51.
Progressione del personale esecutivo
1. La progressione del personale esecutivo avviene da un livello
all’altro di ciascuna fascia retributiva ed attraverso il passaggio
alla fascia superiore.
2. La progressione da un livello all’altro avviene in ragione
dell’attribuzione di un livello per ciascun anno di servizio. I
dipendenti pervenuti al terzo livello di una fascia retributiva e
che sulla base della valutazione relativa agli ultimi due anni, si
collochino nel primo 20% della graduatoria del personale dell’area,
possono ottenere la progressione al quinto livello della fascia di
appartenenza.
3. I passaggi alle fasce retributive superiori hanno luogo, a
seguito di scrutinio per valutazione comparativa, tra i dipendenti
collocati almeno al sesto livello della fascia retributiva di
appartenenza; i passaggi sono disposti, ogni anno, in misura non
eccedente il 20% dei dipendenti sottoposti allo scrutinio. I
dipendenti scrutinati con esito positivo, per il passaggio alla
fascia superiore, sono collocati nel livello stipendiale
immediatamente piu’ elevato rispetto alla retribuzione in godimento
all’atto del passaggio.
4. Il personale pervenuto all’ultimo livello di una fascia e’
collocato al livello stipendiale della fascia superiore
immediatamente piu’ elevato rispetto alla retribuzione in
godimento.
5. I dipendenti dell’ultima fascia retributiva, pervenuti al sesto
livello e che sulla base della valutazione relativa agli ultimi due
periodi, si collochino nel primo 20% della graduatoria del
personale dell’area, possono ottenere la progressione di due
livelli.
Ulteriori progressioni di due livelli possono essere disposte, al
termine di ogni quinquennio di servizio, in relazione al suddetto
esito della valutazione.
6. Gli scrutini per valutazione comparativa sono basati sui
rapporti valutativi annuali di cui all’art.50.
7. Le progressioni economiche sono conferite dal Garante, su
proposta del segretario generale e sentito il dirigente competente,
tenuto conto delle disponibilita’ di bilancio. Esse decorrono, ai
fini giuridici ed economici, dal 1 luglio dell’anno successivo a
quello oggetto di valutazione e di scrutinio. Ai dipendenti cui e’
stato attribuito un motivato giudizio di insufficienza nell’ultimo
rapporto valutativo, non sono riconosciuti avanzamenti.
TITOLO III
Personale non di ruolo
Capo I
PERSONALE A CONTRATTO
Art. 52.
Personale a contratto
1. L’Autorita’ si avvale di personale a contratto per consentire la
specializzazione di giovani laureati nei settori di interesse
dell’Autorita’, ovvero per acquisire particolari esperienze o
competenze anche in relazione a specifici settori o campi di
attivita’ individuati dal Garante con propria deliberazione, con la
quale si provvede anche a definire il trattamento giuridico ed
economico del predetto personale e le condizioni della sua
utilizzazione.
2. Salvo quanto previsto all’art.54, la durata massima dei rapporti
di lavoro a tempo determinato e’ stabilita in due anni, rinnovabili
per non piu’ di due volte.
3. All’atto della cessazione del rapporto, a qualunque titolo, e’
corrisposto al personale a contratto un numero di mensilita’ pari
agli anni di servizio prestato, o frazione di anno superiore ai sei
mesi.
4. Non si applicano al personale a contratto le disposizioni
concernenti la retribuzione di risultato ed i premi annuali
individuali, nonche’ quelle sulle progressioni economiche. Al
predetto personale compete, in base all’area di appartenenza, uno
scatto ovvero un livello per ciascun anno di servizio, qualora non
sia stato attribuito un motivato giudizio di insufficienza
nell’ultimo rapporto valutativo.
Capo II
PERSONALE FUORI RUOLO, ESPERTI E TIROCINIO
Art. 53.
Disciplina economica e destinazione del personale comandato e fuori
ruolo
1. Ai dipendenti dello Stato o di altre amministrazioni pubbliche o
di enti pubblici in posizione di fuori ruolo, ovvero in aspettativa
ai sensi dell’art.13 del decreto del Presidente della Repubblica 11
luglio 1980 n. 382, e successive modificazioni ed integrazioni, o
al personale comunque comandato presso l’Autorita’ e’ corrisposta
una indennita’ pari al 50% della retribuzione in godimento, con
esclusione dell’indennita’ integrativa speciale; qualora detto
trattamento economico risulti inferiore a quello spettante al
corrispondente personale di ruolo e’ corrisposta una ulteriore
indennita’ perequativa in conformita’ a quanto previsto
dall’art.33, comma 1-bis, della legge 31 dicembre 1996, n. 675,
introdotto dall’art.1, comma 2, del decreto legislativo 26 febbraio
1999, n. 51.
Art. 54.
Nomina di esperti e collaboratori esterni
1. In applicazione dell’art.33, comma 4, della legge 31 dicembre
1996, n. 675, come modificato dall’art.2, comma 4, del decreto
legislativo 26 febbraio 1999, n. 51, l’Autorita’ puo’ avvalersi di
liberi professionisti, di dipendenti pubblici o di esperti di
qualificata esperienza nei limiti e alle condizioni previsti dalle
rispettive norme di stato giuridico, nonche’ di persone giuridiche
pubbliche e private e di associazioni. Tali incarichi, della durata
massima di due anni, possono essere rinnovati per non piu’ di due
volte. Per le prestazioni professionali non a carattere
continuativo provvede il segretario generale.
2. I compensi per i consulenti iscritti ad albi professionali sono
corrisposti, anche nei modi previsti per i servizi in economia,
sulla base delle tariffe minime stabilite per le relative categorie
professionali, mentre per gli altri professionisti o per i
dipendenti pubblici i compensi sono stabiliti di volta in volta dal
segretario generale, in rapporto alla durata e alla rilevanza delle
prestazioni, secondo i criteri stabiliti nell’apposito tariffario
preventivamente approvato dal Garante, da richiamarsi nel relativo
disciplinare.
3. L’Autorita’ puo’ avvalersi dell’opera di consulenti assunti con
contratto a tempo determinato, di durata non superiore a due anni,
rinnovabile per non piu’ di due volte, nel quale e’ stabilita la
durata della prestazione e l’ammontare del compenso, sulla base dei
criteri di cui al comma 2.
Art. 55.
Disciplina del tirocinio
1. L’Autorita’ puo’ avvalersi della collaborazione di giovani
laureati per una esperienza temporanea di stage non superiore ad un
anno nelle discipline attinenti alle materie di interesse
dell’Autorita’, anche sulla base di apposite convenzioni con
universita’, enti ed istituti di ricerca.
2. Il periodo di tirocinio e’ gratuito e non rappresenta titolo di
servizio per la partecipazione ai concorsi indetti dall’Autorita’.
TITOLO IV
Cessazione del rapporto d’impiego
Capo I
DISPOSIZIONI GENERALI
Art. 56.
Cessazione dal servizio
1. Il personale che cessa dal servizio ha titolo al trattamento
spettante fino al giorno della effettiva cessazione; il trattamento
precedentemente goduto dal dipendente deceduto viene corrisposto
integralmente per l’ultimo mese e per quello successivo a favore
del coniuge e dei figli minori.
Art. 57.
Trattamento di quiescenza e previdenza
1. Il trattamento di quiescenza e previdenza e’ definito dal
relativo regolamento, approvato dall’Autorita’, in base ai criteri
fissati dal contratto collettivo di lavoro in vigore per il
personale dipendente dall’Autorita’ per le garanzie nelle
comunicazioni.
Capo II
CAUSE ESTINTIVE
Art. 58.
Cause estintive del rapporto d’impiego
1. Il rapporto d’impiego, oltre che per le cause indicate nei
titoli precedenti, si estingue per:
a) collocamento in quiescenza;
b) dimissioni volontarie;
c) inabilita’ riconosciuta a domanda;
d) dispensa dal servizio;
e) licenziamento.
Art. 59.
Collocamento a riposo d’ufficio
1. Il dipendente che abbia compiuto 65 anni di eta’ e’ collocato a
riposo d’ufficio, qualora non presenti istanza per permanere in
servizio per un ulteriore biennio.
2. I provvedimenti di collocamento a riposo sono adottati
dall’Autorita’ e hanno effetto dal giorno del raggiungimento del
limite di eta’ o di servizio.
Art. 60.
Dimissioni volontarie
1. Le dimissioni volontarie debbono essere presentate per iscritto
alla Autorita’, la quale provvede in merito entro trenta giorni. Il
dipendente e’ tenuto a rimanere in servizio sino a quando non gli
sia stata comunicata l’accettazione delle dimissioni stesse.
2. L’accettazione puo’ essere ritardata, per gravi motivi di
servizio, per un periodo non superiore a trenta giorni.
Art. 61.
Cessazione a domanda per inabilita’
1. Il dipendente che per infermita’, difetti fisici o altri motivi
di salute, non sia piu’ in grado di adempiere ai propri compiti
puo’ chiedere di cessare dal servizio per inabilita’.
2. L’accertamento delle condizioni anzidette e’ effettuato secondo
le modalita’ previste, a norma di legge, per gli impiegati civili
dello Stato.
3. I dipendenti cessati dal servizio, perche’ riconosciuti inabili,
possono essere riammessi in servizio, a domanda, qualora venga
accertata la cessazione della causa che ne aveva determinato il
collocamento a riposo. La riammissione in servizio da’ diritto alla
normale retribuzione, restando assorbita ogni altra indennita’
relativa alla cessazione del servizio gia’ percepita; ai restanti
effetti il periodo di lavoro anteriore e quello successivo alla
cessazione sono unificati.
Art. 62.
Dispensa dal servizio
1. Con delibera dell’Autorita’, sentito il segretario generale, e’
dispensato dal servizio il dipendente che:
a) trascorso il termine massimo riguardante l’aspettativa per
motivi di salute, non sia riconosciuto idoneo a riprendere servizio
a seguito degli accertamenti sanitari disposti a norma di legge;
b) abbia riportato un giudizio di insufficienza negli ultimi due
rapporti valutativi annuali.
Art. 63.
Licenziamento
1. Con delibera dell’Autorita’, sentito il segretario generale, e’
licenziato, sulla base del procedimento di cui all’art. 25, il
dipendente che:
a) abbia compiuto un’azione di gravita’ tale da non consentire la
prosecuzione del rapporto di lavoro;
b) abbia dimostrato grave negligenza nell’assolvimento dei propri
compiti in modo reiterato o continuo ovvero abbia violato i doveri
prescritti nei precedenti articoli 8 e 9.
2. Il dipendente che abbia riportato condanna penale puo’ essere
licenziato solo al termine del procedimento di cui all’art. 9,
comma 2, della legge 7 febbraio 1990, n. 19.
TITOLO V
Disposizioni transitorie e inquadramento del personale
Art. 64.
Inquadramento nel ruolo organico
1. Il ruolo organico dell’Ufficio e’ articolato secondo quanto
previsto nella tabella 5.
2. In sede di prima applicazione del presente regolamento, il
personale in posizione di fuori ruolo o di comando dalle
amministrazioni di appartenenza in servizio alla data di entrata in
vigore della presente disposizione e che non abbia demeritato, e’
inquadrato, a domanda, con immediato trasferimento nel ruolo
organico sulla base dell’allegata tabella di corrispondenza n. 6.
La domanda deve pervenire entro quindici giorni dalla medesima data
e l’inquadramento e’ effettuato dal Garante su proposta del
segretario generale, non oltre i trenta giorni successivi.
L’inquadramento e’ modificato in caso di mutamento, con riferimento
al momento dell’inquadramento stesso, delle situazioni giuridiche
riconosciute all’interessato nella amministrazione di appartenenza.
3. Coloro che non presentano la domanda di cui al comma 1 rimangono
in servizio temporaneamente, compatibilmente con le esigenze
dell’ufficio, fermi restando gli incarichi di cui all’art.11 del
regolamento sull’organizzazione e il funzionamento dell’Ufficio.
4. In sede di inquadramento in ruolo, si procede all’attribuzione
al personale che non abbia demeritato di un numero di scatti o
livelli corrispondenti agli anni o frazione di anno pari o
superiore a sei mesi di servizio prestato presso l’ufficio.
5. Ai soli fini dell’applicazione del presente articolo, in sede di
inquadramento in ruolo, a riconoscimento della professionalita’
maturata, oltre a quanto previsto dal comma 4, si procede
all’attribuzione al personale che non abbia demeritato di uno
scatto per ciascun quadriennio, o frazione di esso pari o superiore
al biennio, di anzianita’ maturata presso amministrazioni pubbliche
prima del collocamento fuori ruolo o del comando presso l’ufficio,
nelle qualifiche della carriera corrispondente a quella considerata
per l’inquadramento.
Art. 65.
Accesso alle aree
1. In sede di prima applicazione del presente regolamento, allo
scopo di consentire la continuita’ delle attivita’ istituzionali
del Garante, l’accesso alle aree e’ disciplinato nel modo seguente:
a) entro trenta giorni dall’inquadramento in ruolo ai sensi
dell’art. 64, il Garante bandisce, per la copertura della meta’ dei
posti vacanti della qualifica di dirigente, un concorso per titoli
di servizio professionali e di cultura integrato da una prova
individuata nel bando. Al concorso sono ammessi a partecipare i
dipendenti, provenienti dalla ex carriera direttiva o comunque
dall’area “c” individuata dal contratto collettivo nazionale di
lavoro del comparto ministeri del 16 febbraio 1999, pubblicata
nella Gazzetta Ufficiale, supplemento ordinario, del 25 febbraio
1999, n.
46 e in possesso di diploma di laurea che abbiano maturato
un’anzianita’ di almeno quattro anni nella carriera medesima, di
cui almeno uno maturato presso l’Autorita’, e che non abbiano
demeritato.
Il bando definisce la composizione della commissione esaminatrice e
determina i criteri per la valutazione dei titoli preferenziali e
le materie d’esame;
b) entro trenta giorni dall’inquadramento in ruolo ai sensi
dell’art. 64, il Garante bandisce, per la copertura fino al limite
massimo della meta’ dei posti vacanti delle qualifiche di
funzionario e di impiegato operativo, un concorso per titoli di
servizio professionali e di cultura integrato da una prova
individuata nel bando. Al concorso sono ammessi a partecipare i
dipendenti in possesso dei titoli di studio prescritti agli
articoli 35 e 42 che abbiano maturato un’anzianita’ di almeno tre
anni nelle qualifiche corrispondenti a quella immediatamente
inferiore, di cui almeno uno presso l’Autorita’, e che non abbiano
demeritato. Il bando definisce la composizione della commissione
esaminatrice e determina i criteri per la valutazione dei titoli e
le materie d’esame. Nel bando possono essere altresi’ individuati
particolari profili professionali per i quali sono ammessi a
partecipare dipendenti anche non in possesso dei predetti titoli e
che abbiano maturato un’anzianita’ di almeno venti anni nelle
citate qualifiche.
2. Ai vincitori dei concorsi di cui al comma 1, e’ riconosciuto un
numero di scatti o livelli corrispondenti a quelli attribuiti ai
sensi dell’art. 64, comma 4.
Art. 66.
Relazioni sindacali
1. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del
presente regolamento, il Garante concorda con le organizzazioni
sindacali del personale un protocollo per le relazioni collettive
che, in applicazione dei principi e delle norme vigenti in materia,
disciplini l’informazione e la consultazione delle organizzazioni
rappresentative del personale in tema di rapporto di lavoro, di
trattamento giuridico ed economico del personale anche per quanto
riguarda la progressione economica e di carriera, e di eventuali
modifiche del presente regolamento nelle parti corrispondenti.
Art. 67.
Entrata in vigore
1. Il presente regolamento entra in vigore il quindicesimo giorno
successivo a quello della sua pubblicazione sulla Gazzetta
Ufficiale della Repubblica. Le disposizioni del presente titolo V
entrano in vigore il giorno successivo alla data della medesima
pubblicazione.
Tabelle
pag. 64

pag. 65

pag. 66

Allegato C
Regolamento n. 3/2000 concernente la gestione amministrativa e la
contabilita’
Capo I
DEFINIZIONI E PRINCIPI GENERALI
Art. 1.
Definizioni
1. Ai fini del presente regolamento si applicano le definizioni
elencate nell’art. 1 della legge 31 dicembre 1996, n. 675, di
seguito denominata “legge”. Ai medesimi fini, si intende altresi’:
a) per “Garante”, l’organo collegiale istituito ai sensi dell’art.
30 della legge;
b) per “presidente”, il presidente del Garante;
c) per “componenti”, i componenti del Garante;
d) per “Ufficio”, l’Ufficio del Garante.
Art. 2.
Principi generali
1. La gestione dell’Ufficio e’ informata ai principi generali della
contabilita’ finanziaria, economica e patrimoniale e risponde ai
requisiti della veridicita’, pubblicita’ e trasparenza, nonche’ del
pareggio, dell’universalita’, annualita’, continuita’, prudenza e
unita’.
2. L’attivita’ finanziaria dell’Ufficio si realizza sulla base
della programmazione della spesa e della prudente valutazione delle
entrate, attraverso distinte funzioni-obiettivo corrispondenti a
unita’ organizzative per la gestione delle risorse assegnate, le
quali possono essere ulteriormente articolate in centri di costo.
Capo II
BILANCIO
Art. 3.
Esercizio finanziario e bilancio di previsione
1. L’esercizio finanziario ha la durata di un anno e coincide con
l’anno solare.
2. La gestione finanziaria si svolge in base al bilancio annuale di
previsione, redatto in termini di competenza.
3. Lo schema del bilancio e del documento programmatico che lo
accompagna sono predisposti dal dipartimento amministrazione e
contabilita’ entro il 15 ottobre e sono sottoposti al Garante per
l’approvazione entro il 31 ottobre.
4. In caso di ritardo nell’approvazione, il Garante puo’ deliberare
l’esercizio provvisorio fino ad un massimo di quattro mesi, sulla
base di un dodicesimo per mese degli stanziamenti previsti nello
schema predisposto o, in mancanza, nel bilancio del precedente
esercizio.
Art. 4.
Struttura del bilancio
1. Il bilancio di previsione e’ costituito:
a) dal preventivo finanziario delle entrate per provenienza e delle
spese per destinazione ripartite per funzioni istituzionali;
b) dal prospetto di ripartizione delle entrate e delle spese,
articolato in titoli, categorie e capitoli.
2. Il bilancio di previsione e’ accompagnato dai seguenti allegati:
a) dal documento programmatico;
b) dalla tabella dimostrativa dell’avanzo o disavanzo di
amministrazione presunto;
c) da una relazione che indica i criteri seguiti per la
predisposizione del bilancio ed altre notizie utili sulla gestione.
Art. 5.
Criteri di formazione del bilancio
1. Il bilancio di previsione e’ formulato in termini di competenza.
Entro il 15 settembre dell’esercizio precedente, i dirigenti
rappresentano le esigenze funzionali dei dipartimenti e dei servizi
al segretario generale, che ne valuta preliminarmente la
compatibilita’ in rapporto agli obiettivi e ai programmi da
realizzare, indicati dal Garante per l’anno di riferimento.
2. Nelle entrate confluiscono le somme percepite a titolo di
pagamento dei diritti di segreteria ai sensi dell’art. 33, commi 1-
quater e 3 della legge 31 dicembre 1996, n. 675, nonche’ le somme
pari al cinquanta per cento dei proventi delle sanzioni
amministrative ai sensi dell’art. 39, comma 3, della medesima
legge, o percepite a qualunque altro titolo in base alle leggi e ai
regolamenti.
3. Nel bilancio di previsione e’ iscritto come posta a se’ stante,
rispettivamente, delle entrate o delle spese, l’avanzo o il
disavanzo di amministrazione presunto al 31 dicembre dell’esercizio
precedente a quello al quale il bilancio si riferisce. L’avanzo
puo’ essere utilizzato per il raggiungimento del pareggio del
bilancio. Il disavanzo e’ iscritto come prima posta delle uscite
per il relativo riassorbimento.
Art. 6.
Variazioni di bilancio, assestamento e fondo di riserva
1. Nell’ambito della medesima funzione istituzionale le variazioni
compensative tra i capitoli assegnati vengono disposte dal
dirigente del dipartimento o servizio e comunicate al dipartimento
amministrazione e contabilita’.
2. Le altre variazioni di bilancio sono deliberate dal Garante, di
regola entro il 31 ottobre dell’anno cui il bilancio si riferisce.
3. I provvedimenti di variazione sono riportati in un quadro
riepilogativo sintetico.
4. Nel bilancio di previsione e’ iscritto un fondo di riserva per
le spese impreviste, il cui ammontare non puo’ superare il tre per
cento delle spese correnti previste. Su detto fondo non possono
essere assunti impegni ed emessi mandati di pagamento.
5. Contestualmente all’approvazione del conto consuntivo il Garante
delibera l’assestamento del bilancio per l’esercizio in corso.
6. Le variazioni per nuove e maggiori spese possono essere proposte
solo se e’ assicurata la necessaria copertura finanziaria.
Art. 7.
Bilancio consuntivo
1. Il bilancio consuntivo si compone del rendiconto finanziario,
della situazione patrimoniale e del conto economico.
2. Il bilancio consuntivo e’ predisposto dal dipartimento
amministrazione e contabilita’ ed e’ accompagnato da una relazione
del segretario generale che evidenzia i risultati della gestione
finanziaria. Il segretario generale presenta il bilancio consuntivo
al Garante entro il 31 marzo dell’anno successivo all’esercizio
finanziario, per la sua approvazione entro il 30 aprile.
3. Il bilancio consuntivo e’ trasmesso nei successivi trenta giorni
alla Corte dei conti, ai sensi dell’art. 33, comma 2 della legge.
Capo III
ENTRATE
Art. 8.
Accertamento e riscossione delle entrate
1. L’entrata e’ accertata quando il segretario generale, appurata
la ragione del credito ed il soggetto debitore, iscrive l’ammontare
del credito come competenza dell’esercizio finanziario o di altro
successivo, a seconda della sua scadenza.
2. L’accertamento di entrata da’ luogo ad annotazione nelle
scritture con imputazione al competente capitolo di entrata.
3. Le entrate sono riscosse dall’istituto di credito che gestisce
il servizio di cassa, sulla base di apposita convenzione, mediante
reversali di incasso firmate dal segretario generale o, su sua
delega, dal dirigente del dipartimento amministrazione e
contabilita’, e contenenti le seguenti indicazioni: esercizio
finanziario, capitolo, nome e cognome o ragione sociale del
debitore, causale, importo in cifre e in lettere, data di
emissione.
Art. 9.
Gestione delle spese
1. La gestione delle spese segue le fasi dell’assunzione degli
impegni, della liquidazione e del pagamento.
2. L’impegno determina, sulla base di obbligazioni giuridicamente
perfezionate, l’importo della spesa, il destinatario e
l’imputazione di bilancio. Per le spese pluriennali possono essere
presi impegni di spesa sugli esercizi successivi.
3. Gli impegni di spesa sono assunti dal segretario generale e dai
responsabili delle funzioni-obiettivo nei limiti di spesa ad essi
assegnati.
4. Tutti gli impegni di spesa sono trasmessi senza ritardo al
dipartimento amministrazione e contabilita’ e da questo registrati
progressivamente, previa verifica della relativa regolarita’
amministrativa e contabile, in particolare per quanto riguarda
l’assunzione dell’impegno di spesa da parte del competente
dirigente, la corretta imputazione al capitolo di spesa
dell’esercizio di pertinenza e la disponibilita’ finanziaria.
5. Le spese per l’affidamento di studi, ricerche, consulenza e
prestazioni professionali, di cui all’art.54 del regolamento
concernente il trattamento giuridico ed economico del personale, se
a carattere continuativo, sono impegnate dal Garante, negli altri
casi dal segretario generale.
6. Con l’approvazione del bilancio e delle successive variazioni,
si costituisce automaticamente l’impegno sui relativi stanziamenti
per le seguenti spese: a) per le indennita’ spettanti al presidente
e ai componenti, per il trattamento economico fondamentale e
accessorio del segretario generale e del personale dipendente,
nonche’ per i relativi oneri riflessi; b) per i trattamenti di
quiescenza e previdenza; c) per i canoni anche di locazione e per
le imposte; d) per le spese puntualmente determinate, dovute in
base a contratti o a disposizioni di legge o di regolamento.
7. La liquidazione della spesa, consistente nella determinazione
dell’esatto ammontare dovuto e del soggetto creditore, e
l’emissione dell’ordine di pagamento sono effettuate dal
dipartimento amministrazione e contabilita’, previo accertamento
della regolarita’ della fornitura o della prestazione e della sua
rispondenza ai termini e alle condizioni pattuite effettuata a cura
del dirigente del dipartimento o del servizio interessato e del
dirigente del dipartimento contratti e risorse finanziarie.
8. Il dispositivo di liquidazione con i documenti giustificativi di
spesa deve essere allegato al mandato di pagamento estinto
dall’istituto cassiere.
9. I mandati di pagamento devono contenere almeno i seguenti
elementi:
a) dati anagrafici del creditore;
b) importo dovuto in cifre e lettere, data di emissione e eventuale
data di valuta;
c) modalita’ di pagamento del titolo che su richiesta del creditore
puo’ essere estinto mediante accreditamento in c/c bancario o
postale, mediante vaglia postale ed assegno circolare non
trasferibile.
10. Gli ordini di pagamento, previa verifica della regolarita’
della spesa, sono firmati dal segretario generale, ovvero dal
responsabile del dipartimento amministrazione e contabilita’ o da
un suo delegato.
Art. 10.
Spese di rappresentanza
1. Sono spese di rappresentanza quelle fondate sulla esigenza del
Garante e dell’ufficio di manifestarsi all’esterno e di
intrattenere pubbliche relazioni con soggetti ad esso estranei in
rapporto ai propri fini istituzionali. Le spese di rappresentanza
sono disposte dal presidente e dal segretario generale e sono a
carico dell’apposito capitolo di bilancio.
Sono da considerare comunque spese di rappresentanza:
a) colazioni e consumazioni in occasione di particolari riunioni,
convegni, seminari o incontri di lavoro con personalita’ o
autorita’ estranee al Garante o in occasione di visite;
b) omaggi floreali, biglietti augurali, inviti o altre forme di
partecipazione ad eventi significativi, organizzazione di
cerimonie;
c) cerimonie di apertura di nuove sedi (stampa di inviti, affitto
locali, addobbi ed impianti vari, servizi fotografici, eventuali
rinfreschi);
d) piccoli doni, quali targhe, medaglie, libri, coppe, oggetti
simbolici ad autorita’, personalita’ o esperti italiani o stranieri
o a membri di delegazioni straniere in visita al Garante oppure in
occasione di visite e riunioni all’estero compiute da
rappresentanti o delegazioni ufficiali del Garante e dell’ufficio;
e) servizi fotografici e stampe in occasione di relazioni
pubbliche.
Capo IV
RILEVAZIONE DEI RISULTATI DELLA GESTIONE FINANZIARIA
Art. 11.
Rilevazioni delle economie di bilancio e dei residui attivi e
passivi alla chiusura dell’esercizio
1. Le somme iscritte tra le entrate di competenza e non accertate
entro il termine dell’esercizio costituiscono minori accertamenti
rispetto alle previsioni.
2. La differenza tra le somme stanziate e quelle impegnate
costituisce economia di bilancio. Costituiscono economie, altresi’,
le minori spese sostenute rispetto all’impegno assunto, verificate
con la conclusione della fase di ultima liquidazione.
3. Le entrate accertate e non riscosse costituiscono residui
attivi, i quali sono compresi tra le attivita’ patrimoniali.
4. Le spese impegnate e non pagate entro il termine dell’esercizio
costituiscono residui passivi, i quali sono compresi tra le
passivita’ patrimoniali.
Art. 12.
Eliminazione dei residui attivi e passivi
1. Annualmente e’ compilata alla chiusura dell’esercizio la
situazione dei residui attivi e passivi distintamente per esercizio
di provenienza e per capitolo.
2. I residui attivi possono essere ridotti o eliminati dopo che
siano stati esperiti tutti gli atti per ottenerne la riscossione,
salvo che il relativo costo non superi l’importo da recuperare e,
comunque, per somme inferiori a lire 100.000 (euro 51,64).
3. I residui passivi sono eliminati per insussistenza del titolo
giuridico.
Art. 13.
Determinazione del risultato economico dell’esercizio
1. Ai fini della determinazione del risultato economico
dell’esercizio si tiene conto dei seguenti elementi:
a) la determinazione delle quote di ammortamento dei beni di cui
all’art. 18;
b) la rilevazione della quota di accantonamento del trattamento di
fine rapporto;
c) la rilevazione delle eventuali quote di accantonamento dei fondi
rischi;
d) gli accantonamenti per svalutazione dei crediti;
e) il calcolo dei ratei e risconti attivi e passivi;
f) le variazioni intervenute nelle rimanenze.
Art. 14.
Fondo interno di cassa
1. Il Garante puo’ deliberare la costituzione di un fondo di cassa
interno, di entita’ non superiore a venti milioni, reintegrabile
durante l’esercizio finanziario.
2. Con il fondo si puo’ provvedere al pagamento delle spese minute
di ufficio, postali, relative a piccole acquisizioni, riparazioni e
manutenzioni di mobili, locali, apparati, attrezzature e altre
dotazioni anche informatiche e telematiche ivi comprese carte
telefoniche, per l’utilizzazione di veicoli, per i trasporti e le
spedizioni, per l’acquisto di giornali e pubblicazioni periodiche,
per acconti di spese di viaggio e di missione, per spese di
rappresentanza o necessarie per la pubblicazione di bandi od altri
avvisi sulle pubblicazioni ufficiali, sulla stampa quotidiana o
periodica, o su altri bollettini. Nei casi di urgenza, ove non sia
possibile provvedere con gli ordinari ordinativi di pagamento,
possono sostenersi altre spese comunque connesse con l’ordinaria
gestione dell’ufficio.
3. Il dirigente del dipartimento amministrazione e contabilita’
puo’ autorizzare il cassiere ad anticipare somme in contanti per
l’espletamento di compiti d’ufficio. Il beneficiario delle
anticipazioni deve presentare apposita rendicontazione. Ai medesimi
fini possono essere acquisite e utilizzate anche carte di credito.
Il cassiere imputa le spese sostenute ai diversi stanziamenti di
bilancio, sulla base dei rendiconti o degli estratti conto.
4. Il cassiere, nominato dal segretario generale per un biennio
rinnovabile fra i dipendenti di ruolo del Garante, con qualifica
non inferiore a quella di funzionario, e’ responsabile delle
operazioni di cassa ed accerta la regolarita’ formale delle
determinazioni di pagamento prima di effettuare i pagamenti. Nessun
pagamento di importo superiore ad un milione di lire, puo’ essere
effettuato senza il visto del responsabile del dipartimento
amministrazione e contabilita’.
5. Il cassiere presenta ogni trimestre al responsabile del
dipartimento amministrazione e contabilita’ un apposito rendiconto,
con i relativi documenti giustificativi, salva la possibilita’ di
autocertificazioni per le spese minute.
Art. 15.
Scritture contabili
1. Le scritture finanziarie devono consentire di rilevare la
situazione degli accertamenti e degli impegni a fronte delle
relative previsioni, nonche’ delle somme riscosse e pagate e di
quelle rimaste da riscuotere e da pagare.
2. Le scritture patrimoniali devono consentire la dimostrazione del
valore del patrimonio all’inizio dell’esercizio, le variazioni
intervenute nel corso dell’esercizio per effetto della gestione del
bilancio, nonche’ la consistenza del patrimonio alla chiusura
dell’esercizio.
3. Le scritture economiche devono consentire la determinazione a
consuntivo del risultato economico dell’esercizio.
4. I registri contabili e gli schemi di bilancio sono determinati
con deliberazione del Garante.
Art. 16.
Gestione patrimoniale
1. Il responsabile del dipartimento amministrazione e contabilita’
cura la redazione e l’aggiornamento dell’inventario generale e
dell’inventario del patrimonio librario, assegna, conserva e
garantisce l’uso dei beni, assicura la vigilanza sui soggetti di
cui al comma 2.
2. Il dirigente di ciascun dipartimento o servizio o chi ne svolge
le funzioni in caso di reggenza, svolge la funzione di conservare i
beni mobili dati in dotazione alle unita’ organizzative.
Art. 17.
Criteri di valutazione dei beni patrimoniali
1. Gli immobili sono iscritti nello stato patrimoniale al valore
determinato ai sensi dell’art.52, comma 4, del decreto del
Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131, e successive
modificazioni o al prezzo di acquisto se maggiore, ivi compresi gli
oneri di diretta imputazione.
2. I mobili, gli impianti e i macchinari sono valutati al prezzo di
acquisto, ovvero di stima o di mercato se trattasi di oggetti
pervenuti ad altro titolo, ivi compresi gli oneri di diretta
imputazione.
3. Le immobilizzazioni immateriali sono valutate sulla base dei
costi effettivamente sostenuti.
4. Le quote ordinarie di ammortamento sono calcolate in relazione
alle aliquote fissate dalla normativa tributaria.
5. I titoli di Stato o garantiti dallo Stato o equiparati per legge
sono valutati al valore d’acquisto.
6. I crediti sono valutati sulla base del presumibile valore di
realizzo.
7. I debiti sono valutati secondo il valore di estinzione.
8. Le rimanenze sono valutate al costo d’acquisto.
Art. 18.
Classificazione dei beni
1. I beni immobili e mobili sono classificati secondo la
denominazione attribuita alle immobilizzazioni materiali nello
schema di situazione patrimoniale.
2. I singoli beni sono annotati sui registri contabili di cui
all’art. 15.
3. Il materiale bibliografico e’ annotato in apposito registro
tenuto a cura del responsabile della biblioteca.
4. La cancellazione dagli inventari dei beni per fuori uso, perdita
e cessione e’ disposta previa acquisizione del verbale di
dismissione redatta da una apposita commissione.
Capo V
ATTIVITA’ NEGOZIALE
Art. 19.
Principi in materia di attivita’ negoziale
1. Ai lavori, agli acquisti, alle alienazioni, alle permute, alle
forniture, alle locazioni, comprese quelle finanziarie ed ai
servizi in genere, si provvede mediante contratti da stipularsi
secondo le norme del presente regolamento, salvo quanto previsto
dalla normativa comunitaria e dalla corrispondente normativa
nazionale di recepimento, nonche’ dalla legislazione nazionale sui
lavori pubblici.
2. Ai lavori, agli acquisti, alle alienazioni, alle permute, alle
forniture, alle locazioni, comprese quelle finanziarie, ed ai
servizi in genere si provvede con contratti da stipularsi secondo
le procedure e le norme contenute nel presente regolamento.
3. I contratti devono avere termine e durata certi e non possono
comunque superare i nove anni salvo i casi di assoluta necessita’ o
di convenienza, da indicare nel relativo atto di decisione a
contrattare. Per il medesimo oggetto non possono essere stipulati
piu’ contratti, se non per comprovate ragioni di necessita’ o di
convenienza, da indicare nell’atto di decisione a contrattare.
4. La decisione a contrattare da parte del segretario generale o
del dirigente deve evidenziare il fine pubblico che si intende
perseguire con il contratto, l’oggetto e le clausole essenziali, la
procedura prescelta per la scelta del contraente e i criteri di
aggiudicazione.
5. Nei contratti sono previste adeguate penalita’ per inadempienze
e ritardi nell’esecuzione dei lavori o delle prestazioni convenute.
A garanzia dell’esecuzione dei contratti, le imprese devono
prestare idonea cauzione o fideiussione, nella misura determinata
dal contratto. Nei contratti a durata pluriennale o ad esecuzione
continuata o periodica, e salvo che nei casi disciplinati
espressamente per legge, l’Ufficio puo’ riservarsi la facolta’ di
rinegoziare i costi a proprio favore, al verificarsi di condizioni
od eventi contrattualmente predeterminati. Tale clausola e’
comunque prevista per l’ipotesi in cui l’originaria congruita’ dei
prezzi, per qualsiasi motivo, venga meno.
6. Fermo restando quanto previsto per legge, l’aggiudicazione o
l’affidamento di lavori di particolare complessita’ sono effettuati
sulla base di un progetto esecutivo recante la precisa indicazione
del costo complessivo dei lavori. Il costo cosi’ definito puo’
essere aumentato solo per causa di forza maggiore o per motivate
ragioni tecniche, sempre che detti eventi fossero imprevedibili
all’atto della progettazione. In tal caso non possono essere
effettuati lavori nuovi o diversi senza il preventivo assenso
scritto da parte degli organi competenti all’approvazione dei
contratti ai sensi dell’art. 20, comma 1. In ogni caso, l’eventuale
incremento dei costi, compresa la revisione dei prezzi, e’
disciplinato dalle norme vigenti in materia per le amministrazioni
dello Stato.
7. Oltre alle anticipazioni consentite per legge, sono ammessi
pagamenti in acconto in ragione delle parti di opere realizzate,
dei beni forniti e delle prestazioni eseguite. E’ vietata la
corresponsione di interessi e provvigioni a favore dell’appaltatore
o dei fornitori sulle somme eventualmente anticipate per
l’esecuzione del contratto.
8. E’ garantito il rispetto del principio della non discriminazione
in base alla nazionalita’ nei confronti dei fornitori appartenenti
agli Stati membri dell’Unione europea.
Art. 20.
Approvazione e stipulazione dei contratti
1. I contratti sono approvati e sottoscritti dal dirigente
responsabile del dipartimento o del servizio per importi inferiori
a lire duecento milioni e per importi superiori dal segretario
generale su proposta del dirigente stesso.
2. Salvo quanto diversamente disposto per legge, la valutazione
della congruita’ dei prezzi e’ effettuata dai soggetti competenti
all’approvazione dei contratti sulla base del riscontro dei prezzi
correnti di mercato. Nei casi di particolare complessita’ o qualora
risulti comunque opportuno, puo’ esser chiesto il parere ad organi
tecnici specializzati della pubblica amministrazione o puo’ essere
costituita dal segretario generale un’apposita commissione formata
da personale interno ed esterno. Il parere di congruita’ non e’
richiesto per l’affidamento di studi, ricerche e consulenze. Per i
contratti di importo non superiore ai 100 milioni di lire, il
parere puo’ essere fornito anche da una commissione permanente
composta da personale interno. Ai soli componenti esterni, se
presenti, possono essere corrisposti compensi determinati di volta
in volta in rapporto alla durata e alla rilevanza delle
prestazioni.
3. I contratti sono stipulati di regola nelle forme del diritto
privato, anche mediante scambio di corrispondenza secondo l’uso del
commercio. La forma dei contratti e’ in ogni caso quella scritta.
Per i contratti stipulati con procedura aperta e procedura
ristretta e’ richiesta la forma pubblica amministrativa, con
l’intervento dell’ufficiale rogante designato dal segretario
generale fra il personale di ruolo.
Art. 21.
Procedure contrattuali
1. Le procedure contrattuali possono essere “aperte” (pubblico
incanto), “ristrette” (licitazione privata e appalto concorso) e
“negoziate” (trattativa privata).
2. Le gare si svolgono seguendo, di norma, la procedura
“ristretta”, salvo che si ritenga piu’ vantaggioso il ricorso alla
procedura “aperta”.
3. Nei casi previsti dall’art. 26 si puo’ procedere mediante il
sistema delle spese in economia.
Art. 22.
Procedura aperta
1. Nella procedura “aperta” (pubblico incanto) possono presentare
offerta tutti i soggetti interessati.
2. I concorrenti devono documentare di possedere i requisiti di
partecipazione richiesti dal bando di gara.
Art. 23.
Procedura ristretta
1. Nella procedura “ristretta” (licitazione privata e appalto
concorso) sono invitati a presentare la propria offerta solo i
concorrenti che, avendo presentato domanda di partecipazione alla
gara, abbiano dimostrato la propria capacita’ tecnica, economica e
finanziaria ad effettuare la prestazione richiesta. Il bando puo’
prevedere che alcuni requisiti siano comprovati mediante
autocertificazione, fermo restando l’obbligo di produrre la
relativa documentazione prima dell’eventuale aggiudicazione.
2. La selezione dei concorrenti da invitare alla gara, nell’ambito
di coloro che hanno presentato domanda di partecipazione, e’
effettuata da una commissione nominata all’uopo dal segretario
generale. All’esito della selezione e’ comunque assicurata una
partecipazione che consenta un’adeguata concorrenza. Il bando puo’
inoltre stabilire il numero massimo di concorrenti da invitare.
3. Qualora sia ritenuto opportuno avvalersi di particolari
competenze tecniche o di esperienze specifiche, ai concorrenti
invitati alla procedura ristretta puo’ essere richiesta la
redazione di un progetto sulla base di un piano di massima
predisposto dall’Ufficio e di indicare le condizioni alle quali
intendono eseguirlo.
4. Ai concorrenti selezionati e’ inviata la lettera di invito a
presentare, entro termini specificati, la propria offerta tecnico-
economica. Alla lettera sono allegati il capitolato tecnico e lo
schema di contratto che regola il rapporto con l’aggiudicatario.
5. Per lo svolgimento della procedura ristretta e’ necessaria la
presenza di almeno due offerte valide.
Art. 24.
Criteri di aggiudicazione
1. Nel bando di gara sono specificati i criteri di aggiudicazione
seguiti che sono, alternativamente, i seguenti:
a) in caso di pubblico incanto, al prezzo piu’ alto se si tratta di
contratti attivi, ovvero al prezzo piu’ basso se si tratta di
contratti passivi;
b) in caso di licitazione privata, al prezzo piu’ basso qualora il
capitolato tecnico sia molto particolareggiato e, comunque, tale da
identificare inequivocabilmente la prestazione che l’Ufficio
intende ricevere;
c) in caso di licitazione privata e di appalto concorso,
all’offerta piu’ vantaggiosa sotto il profilo tecnico-economico,
qualora nel capitolato tecnico siano contenute solo prescrizioni di
massima e si ritenga conveniente, quindi, avvalersi della
collaborazione e dell’apporto di competenza tecnica ed esperienza
specifica da parte dell’offerente per l’elaborazione del progetto
definitivo. In tal caso nel bando di gara sono indicati, in ordine
decrescente di importanza, gli elementi presi in considerazione per
la valutazione comparativa.
Art. 25.
Procedura negoziata
1. E’ ammessa la procedura negoziata (trattativa privata) nei
seguenti casi:
a) quando, a seguito di esperimento di gara, per qualsiasi motivo,
l’aggiudicazione non abbia avuto luogo;
b) per la fornitura di beni, la prestazione di servizi, ivi
compresi quelli di tipo informatico e telematico, e l’esecuzione di
lavori che una sola impresa puo’ fornire od eseguire con i
requisiti tecnici ed il grado di perfezione richiesti, nonche’
quando l’acquisto riguardi beni la cui produzione e’ garantita da
privativa industriale;
c) per la locazione d’immobili;
d) quando l’urgenza, adeguatamente motivata, dei lavori, degli
acquisti e delle forniture dei beni e servizi dovuta a circostanze
imprevedibili, o quando la particolare natura e le caratteristiche
dell’oggetto e delle prestazioni anche in relazione ad esigenze di
sicurezza o di segretezza, ovvero quando la necessita’ di far
eseguire le prestazioni a spese e a rischio degli imprenditori
inadempienti, non consentano l’indugio della gara;
e) per lavori complementari non considerati nel contratto
originario o che siano resi necessari da circostanze imprevedibili
all’atto dell’affidamento del contratto, a condizione che siano
affidati allo stesso contraente, non siano tecnicamente o
economicamente separabili dalla prestazione principale, ovvero,
benche’ separabili, siano strettamente necessari per il
completamento dei lavori o della fornitura originaria e il loro
ammontare non superi il 50% dell’importo originario;
f) per l’affidamento al medesimo contraente di forniture destinate
al completamento, al rinnovo parziale, o all’ampliamento di quelle
esistenti, qualora il ricorso ad altri fornitori costringa ad
acquistare materiale di tecnica differente, il cui impiego o la cui
manutenzione comporti notevoli difficolta’ o incompatibilita’
tecniche. La durata di tali contratti non puo’ superare, come norma
generale, i tre anni;
g) per l’acquisizione di beni o prodotti soggetti a prezzi
amministrati o sorvegliati;
h) quando trattasi di contratti di importo non superiore a 200
milioni di lire, con esclusione dei casi in cui detti contratti
costituiscano ripetizione, frazionamento o completamento di
precedenti lavori o forniture;
i) quando trattasi di contratti di assicurazione.
2. Nei casi indicati alle lettere a), d), h) ed i) del comma 1
devono essere interpellate piu’ imprese o ditte, persone od enti e,
comunque, non inferiori a tre.
Art. 26.
Servizi in economia
1. Possono essere eseguite in economia, senza l’adozione della
delibera a contrattare, forniture di beni e servizi che non
superano singolarmente la somma di lire 20 milioni (euro 10329,13)
IVA esclusa, dando atto delle indagini di mercato ed eventuali
trattative svolte. Si puo’ procedere sulla base di un solo
preventivo nei casi di indifferibilita’, urgenza, o di specificita’
della fornitura, ovvero quando l’importo complessivo della spesa
non supera lire 5 milioni (euro 2582,28) IVA esclusa.
2. Per la definizione delle transazioni di importo superiore a lire
100 milioni e’ richiesto il parere preventivo dell’Avvocatura
generale dello Stato.
Art. 27.
Collaudi e verifiche
1. Quando il collaudo di lavori e forniture e’ richiesto
dall’oggetto del contratto, quest’ultimo ne stabilisce le forme.
Possono essere previsti collaudi parziali e in corso d’opera.
2. Il collaudo e’ effettuato in forma individuale e collegiale dal
personale dell’Ufficio in possesso della competenza tecnica
necessaria, ovvero, qualora se ne ravvisi la necessita’, da
consulenti appositamente incaricati. La nomina dei collaudatori e’
effettuata dal segretario generale.
3. Il collaudo non puo’ essere effettuato da chi abbia progettato,
diretto o sorvegliato i lavori, ovvero da chi abbia partecipato
all’aggiudicazione del contratto o alle relative forniture.
4. Nel caso in cui l’importo dei lavori o delle forniture non
superi i duecento milioni di lire, l’atto formale di collaudo puo’
essere sostituito da un certificato di regolare esecuzione
rilasciato dal dirigente del dipartimento contratti e risorse
finanziarie o da altro dipendente appositamente incaricato.
5. Per l’acquisizione di beni e servizi diversi dai lavori e dalle
forniture di cui ai commi precedenti, relativamente ai quali non
sia possibile procedere al collaudo secondo le modalita’ e i
criteri ivi previsti, il funzionario cui viene effettuata la
consegna procede ad una verifica della regolarita’ e della
corrispondenza dei beni e dei servizi acquistati con quelli
ordinati. Di tale corrispondenza e regolarita’ e’ redatta apposita
attestazione.
Art. 28.
Aggiornamenti
1. I limiti di spesa e di somma indicati nei precedenti articoli
possono essere aggiornati annualmente in base alle variazioni
dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo.
Capo VI
DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI
Art. 29.
Rapporti contrattuali in corso
1. I rapporti contrattuali gia’ costituiti e le gare in corso di
svolgimento alla data di entrata in vigore del presente regolamento
restano regolati dalle norme vigenti all’atto della stipula dei
contratti o dell’indizione delle gare.
Art. 30.
B i l a n c i
1. I nuovi schemi di bilancio di previsione e consuntivi e le
relative disposizioni attuative si applicano a decorrere
dall’esercizio finanziario 2001.
2. Il segretario generale puo’ apportare eventuali modifiche
tecniche ai predetti schemi entro un anno dalla data della loro
utilizzazione.
Art. 31.
Entrata in vigore
1. Il presente regolamento entra in vigore il quindicesimo giorno
successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica.

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