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Testo unico delle direttive per la concessione e l'erogazione della agevolazioni alle attivita' produttive nelle aree depresse ai sensi dell'art. 1, comma 2, del decreto-legge 22 ottobre 1992, n. 415, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 dicembre 1992, n. 488.

IL MINISTRO DELL’INDUSTRIA DEL COMMERCIO E DELL’ARTIGIANATO
Visto il decreto-legge 22 ottobre 1992, n. 415, convertito, con
modificazioni, dalla legge 19 dicembre 1992, n. 488, in materia di
disciplina organica dell’intervento straordinario nel Mezzogiorno;
Viste le delibere del CIPE del 27 aprile 1995 e 18 dicembre 1996 ed
il decreto del Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato del 22 luglio 1999 concernenti le direttive per la
concessione e l’erogazione di agevolazioni ai sensi dell’art. 1,
comma 2, del citato decreto-legge n. 415/1992, convertito, con
modificazioni, dalla legge n. 488/1992;
Visto il decreto del Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato 20 luglio 1998 che, in ottemperanza a quanto
previsto dall’art. 9, comma 1, della legge 27 dicembre 1997, n. 449
concernente l’estensione delle agevolazioni della legge n. 488/1992
al settore turistico-alberghiero, ha fissato le direttive per la
concessione e l’erogazione delle predette agevolazioni alle imprese
operanti in tale settore;
Visto il decreto del Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato 2 marzo 2000 che, in ottemperanza a quanto
previsto dall’art. 54, comma 2, della legge 23 dicembre 1998, n.
448, concernente l’estensione delle agevolazioni della legge n.
488/1992 al settore del commercio, ha fissato le direttive per la
concessione e l’erogazione delle predette agevolazioni alle imprese
operanti in tale settore;
Visto, in particolare, l’art. 8 di detto decreto ministeriale del 2
marzo 2000 che prevede che il Ministro dell’industria, del
commercio e dell’artigianato provveda, con proprio decreto, a
redigere il testo unico redazionale delle citate direttive;
Decreta:
Articolo unico
E’ approvato, in allegato al presente decreto, il testo unico delle
direttive emanate ai sensi dell’art. 1, comma 2, del decreto-legge
22 ottobre 1992, n. 415, convertito, con modificazioni, dalla legge
19 dicembre 1992, n. 488, e ai sensi dell’art. 18, comma 1, lettera
aa), del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112.
Il presente decreto sara’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.
Roma, 3 luglio 2000
Il Ministro: Letta
Allegato
Testo unico delle direttive emanate ai sensi dell’art. 1, comma 2
del decreto-legge 22 ottobre 1992, n. 415, convertito, con
modificazioni, della legge 19, dicembre 1992, n. 488, e ai sensi
dell’art. 18, comma 1, lettera aa), del decreto legislativo 31
marzo 1998, n. 112
1. Aree di applicazione.
Le aree interessate dalle presenti direttive, sono quelle depresse
del territorio nazionale individuate ai sensi dell’articolo 1,
comma 1 del decreto-legge 8 febbraio 1995, n. 32, convertito senza
modificazioni dalla legge 7 aprile 1995, n. 104, così come
modificato ed integrato dall’articolo 27, comma 16 della legge 22
dicembre 1999, n. 488, e successive modifiche e integrazioni.
Per quanto attiene all’uso integrato dei fondi strutturali nelle
aree indicate, il Ministero del tesoro, bilancio e programmazione
economica provvede a coordinare i relativi programmi con le
autorità competenti delle altre azioni in ordine all’utilizzo dei
predetti fondi strutturali.
Le agevolazioni alle imprese sono soggette alle disposizioni
previste dalla disciplina comunitaria in materia di aiuti di Stato
a favore delle piccole e medie imprese approvata dalla Commissione
dell’Unione europea il 20 maggio 1992 e successive modifiche e
integrazioni.
2. Programmi ammissibili.
2.1 Alle agevolazioni sono ammessi i programmi di investimento
comportanti spese complessivamente ammissibili non inferiori al
limite individuato con decreto del Ministro dell’industria, del
commercio e dell’artigianato d’intesa con la conferenza Stato-
regioni anche in riferimento a ciascuna attività ammissibile alle
agevolazioni.
2.2 Le agevolazioni di cui alle presenti direttive possono essere
concesse
a) alle attività, di seguito denominate del “settore industria”,
estrattive e manifatturiere di cui alle sezioni C e D della
classificazione delle attività economiche ISTAT ’91 e, nei limiti
fissati cori decreto del Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato, a quelle di produzione e distribuzione di energia
elettrica, di vapore e acqua calda ed a quelle delle costruzioni di
cui alle sezioni E ed F della medesima classificazione; le
agevolazioni possono essere inoltre concesse alle attività di
servizi reali individuate con il medesimo decreto tra quelle
potenzialmente dirette ad influire positivamente sullo sviluppo
delle predette attività produttive; tali attività di servizi
possono utilizzare non più del 5% delle risorse complessive
disponibili.
Alle agevolazioni sono ammessi i programmi di investimento
finalizzati alla costruzione, all’ampliamento, all’ammodernamento,
alla ristrutturazione, alla riconversione, alla riattivazione ed
alla delocalizzazione degli impianti produttivi.
A tal fine si considera:
I) “ampliamento” il programma che, attraverso un incremento
dell’occupazione, sia volta ad accrescere la capacità di produzione
dei prodotti esistenti o ad aggiungerne altra relativa a prodotti
nuovi (ampliamento orizzontale) e/o creare nello stesso
stabilimento una nuova capacità produttiva a monte o a valle dei
processi produttivi esistenti (ampliamento verticale);
II) “ammodernamento” il programma che sia volto ad apportare
innovazioni nell’impresa con l’obiettivo di conseguire un aumento
della produttività e/o un miglioramento delle condizioni ecologiche
legate ai processi produttivi;
III) “ristrutturazione” il programma diretto alla riorganizzazione,
al rinnovo, all’aggiornamento tecnologico dell’impresa;
IV) “riconversione” il programma diretto ad introdurre produzioni
appartenenti a comparti merceologici diversi attraverso la
modificazione dei cicli produttivi degli impianti esistenti;
V) “riattivazione” il programma che ha come obiettivo la ripresa
dell’attività di insediamenti produttivi inattivi;
VI) “delocalizzazione” il programma volto a rispondere alle
esigenze di cambiamento della localizzazione degli impianti
determinate da decisioni e/o da ordinanze emanate
dall’amministrazione pubblica centrale e locale anche in
riferimento a piani di riassetto produttivo e urbanistico, viario,
o a finalità di risanamento e di valorizzazione ambientale
debitamente accertata;
b) alle attività, di seguito denominate del “settore turismo”,
svolte dalle imprese turistiche di cui all’art. 5 della legge 17
maggio 1983, n. 217 attraverso le strutture ricettive di cui
all’art. 6 della stessa legge, nonché a quelle svolte dalle agenzie
di viaggio e turismo di cui all’art. 9 della legge medesima, al
fine di adeguare, valorizzare, qualificare ed ammodernare l’offerta
turistico-alberghiera tramite il sostegno, nelle aree depresse del
paese a maggiore vocazione turistica, di programmi che comportino
un riequilibrio tra domanda e offerta turistica locale, una
rilevante ricaduta economico-occupazionale, ed il raggiungimento di
elevati standard qualitativi anche finalizzati alla tutela
ambientale. Ai medesimi fini di cui sopra, con riferimento a
ciascun territorio regionale, sono altresì ammesse alle
agevolazioni le attività, svolte dalle suddette o da altre imprese,
indicate dalle competenti regioni con le modalità e le procedure di
cui al successivo punto 5, purché, individuate da ”norme
regionali, programmi di intervento o regimi di aiuto approvati
dalla Commissione dell’Unione europea. Alla data di sottoscrizione
della domanda di agevolazioni le imprese beneficiarie devono essere
già regolarmente costituite e nel pieno e libero esercizio dei
propri diritti.
Le agevolazioni possono essere concesse in favore dei programmi di
investimento finalizzati alla costruzione di nuovi impianti o
all’ampliamento, all’ammodernamento, alla riattivazione, alla
riconversione o al trasferimento di strutture esistenti. A tal fine
si considera:
I) “ampliamento” il programma che, attraverso un incremento
dell’occupazione e degli altri fattori produttivi, sia volto ad
accrescere la potenzialità delle strutture esistenti;
II) “ammodernamento” il programma volto al miglioramento, sotto
l’aspetto qualitativo, della struttura esistente e/o del servizio
offerto, al miglioramento dell’impatto ambientale legato
all’attività produttiva, alla riorganizzazione, al rinnovo e
all’aggiornamento tecnologico dell’impresa, all’adozione di
strumentazione informatica per il miglioramento del processo
produttivo e/o dell’attività gestionale;
III) “riconversione” il programma volto all’utilizzo di una
struttura esistente per lo svolgimento di un’attività ammissibile
diversa da quella svolta precedentemente;
IV) “riattivazione” il programma volto all’utilizzo di una
struttura esistente inattiva per lo svolgimento di una o più delle
attività ammissibili, anche se diversa da quella svolta,
precedentemente, da parte di nuovi soggetti che abbiano una
prevalente partecipazione nella gestione dell’impresa;
V) “trasferimento” il programma che comporta il cambiamento della
localizzazione dell’unità locale; detto cambiamento deve essere
imposto da decisioni e/o ordinanze emanate dall’amministrazione
pubblica centrale e locale anche in riferimento a piani di
riassetto produttivo e urbanistico o a finalità di risanamento e di
valorizzazione ambientale;
c) alle attività, di seguito denominate del “settore commercio”,
concernenti programmi di investimenti nell’ambito di singole unità
locali, per la realizzazione di interventi di rilevante inte…

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