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Cassa depositi e prestiti...

Cassa depositi e prestiti

CASSA DEPOSITI E PRESTITI
CIRCOLARE 4 luglio 2000, n. 1239
Art. 61, comma 3, della legge 23 dicembre 1998, n. 448.
1. Premessa
L’art. 61, comma 3, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, dispone
che “Su richiesta degli enti di cui alla lettera a) del primo comma
dell’art. 68, del testo unico approvato con regio decreto 2 gennaio
1913, n. 453, come sostituita dall’art. 49, comma 10, della legge
27 dicembre 1997, n. 449, la Cassa depositi e prestiti, con
modalita’ operative da questa definite, e’ autorizzata a
trasformare, una sola volta per ciascun mutuo, il capitale residuo
da ammortizzare a carico degli enti richiedenti aumentato
dell’indennizzo previsto dal comma 1, dell’art. 11, del decreto del
Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica
del 7 gennaio 1998, pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 18, del
23 gennaio 1998, in nuovi mutui da ammortizzare al tasso vigente al
momento della definizione dell’operazione. Le disposizioni del
presente comma si applicano anche ai mutui di cui all’art. 6, del
decreto-legge 17 giugno 1996, n. 321, convertito, con
modificazioni, dalla legge 8 agosto 1996, n. 421, per le finalita’
di cui all’art. 45, comma 26, della presente legge”.
Il mutuo oggetto della trasformazione conserva la specifica
destinazione; pertanto, le erogazioni continueranno ad essere
disposte, a concorrenza del capitale originariamente mutuato,
secondo le modalita’ ordinarie definite dall’art. 5 del decreto
ministeriale del tesoro 7 gennaio 1998, e successive modificazioni.
2. Soggetti.
I soggetti destinatari della norma sono: amministrazioni statali,
enti pubblici, regioni, comuni, provincie, comunita’ montane,
consorzi di bonifica, consorzi tra enti locali o altri enti
pubblici, aziende speciali e societa’ per azioni o a
responsabilita’ limitata a prevalente capitale pubblico che
gestiscono pubblici servizi.
3. Modalita’ operative.
La trasformazione, che puo’ essere effettuata una sola volta, puo’
avere per oggetto mutui o quote di mutuo, a carico del bilancio
degli enti, che risultino gia’ concessi alla data del 1 gennaio
1999.
Gli enti devono trasmettere, alla Cassa depositi e prestiti – Div.
V, entro il termine del 30 novembre di ciascun anno, un’istanza
corredata da una delibera/determina dell’organo competente ad
assumere mutui, con l’indicazione specifica dei singoli mutui da
trasformare.
Il tasso per l’ammortamento del mutuo trasformato e’ quello
utilizzato per il calcolo dell’indennizzo previsto dall’art. 11,
comma 1, del decreto ministeriale 7 gennaio 1998.
Quest’ultimo e’ pari alla differenza tra il valore attuale delle
rate di ammortamento residue – utilizzando come tasso di sconto il
tasso fisso previsto per mutui di pari durata a quella del mutuo
originario vigente alla data in cui e’ stata assunta la
delibera/determina necessaria per richiedere la trasformazione – ed
il residuo debito.
L’operazione viene perfezionata con determina del direttore
generale della Cassa depositi e prestiti. Agli enti verranno
trasmessi la determina di trasformazione del mutuo, l’elenco dei
mutui che sono trasformati e i piani di ammortamento ad essi
relativi.
4. Caratteristiche del mutuo trasformato.
a) capitale da ammortizzare pari al debito residuo del mutuo
originario, risultante alla data del 1 gennaio successivo alla data
del perfezionamento dell’operazione, maggiorato dell’indennizzo;
b) inizio dell’ammortamento fissato al 1 gennaio successivo alla
trasformazione del mutuo;
c) durata dell’ammortamento pari alla residua del mutuo originario;
d) tasso di interesse pari a quello vigente per i mutui a tasso
fisso corrispondente alla durata del mutuo originario.
Le somministrazioni in conto mutuo, come gia’ detto, possono essere
richieste a concorrenza dell’importo del mutuo originariamente
concesso.
Per quanto concerne le variazioni post-ammortamento quali
riduzioni, accorpamento residui, devoluzioni, diverso utilizzo, per
i motivi esposti in premessa, queste riguarderanno il solo capitale
(residuo debito e/o capitale da erogare) del mutuo originario.
I mutui trasformati possono essere estinti anticipatamente ai sensi
e per gli effetti dell’art. 11, comma 1, del decreto ministeriale 7
gennaio 1998.
Non si procedera’ all’estinzione anticipata di singole quote di
mutuo trasformate.
Il direttore generale: Salvemini

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