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Disciplina dell'attivita' delle consigliere e dei consiglieri di parita' e disposizioni in materia di azioni positive, a norma dell'articolo 47 della legge 17 maggio 1999, n. 144.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 76 ed 87 della Costituzione;
Vista la legge 17 maggio 1999, n. 144, ed in particolare l’articolo
47, comma 1, che, al fine di rafforzare gli strumenti volti a
promuovere l’occupazione femminile, nonche’ a prevenire e
contrastare le discriminazioni di genere nei luoghi di lavoro,
prescrive l’emanazione di norme intese a ridefinire e potenziare le
funzioni, il regime giuridico e le dotazioni strumentali dei
consiglieri di parita’ ed a migliorare l’efficienza delle azioni
positive di cui alla legge 10 aprile 1991, n. 125;
Vista la deliberazione preliminare del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 17 marzo 2000;
Visto il parere reso dalla Conferenza unificata di cui al decreto
legislativo 28 agosto 1997, n. 281;
Visti i pareri resi dalle competenti commissioni permanenti della
Camera dei deputati e del Senato della Repubblica;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 19 maggio 2000;
Sulla proposta del Ministro del lavoro e della previdenza sociale e
del Ministro per le pari opportunita’, di concerto con i Ministri
del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, della
giustizia, per la funzione pubblica e per gli affari regionali;
E m a n a
il seguente decreto legislativo:
Art. 1.
Consigliere e consiglieri di parita’
1. A livello nazionale, regionale e provinciale sono nominati una
consigliera o un consigliere di parita’. Per ogni consigliera o
consigliere si provvede altresi’ alla nomina di un supplente.
2. Le consigliere ed i consiglieri di parita’, effettivi e
supplenti, svolgono funzioni di promozione e controllo
dell’attuazione dei principi di uguaglianza di opportunita’ e non
discriminazione per donne e uomini nel lavoro. Nell’esercizio delle
funzioni loro attribuite, le consigliere ed i consiglieri di
parita’ sono pubblici ufficiali ed hanno l’obbligo di segnalazione
all’autorita’ giudiziaria per i reati di cui vengono a conoscenza.
Art. 2.
Procedura di nomina e durata del mandato
1. Le consigliere ed i consiglieri di parita’ regionali e
provinciali, effettivi e supplenti, sono nominati, con decreto del
Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il
Ministro per le pari opportunita’, su designazione degli organi a
tal fine individuati dalle regioni e dalle province, sentite le
commissioni rispettivamente regionali e provinciali tripartite di
cui agli articoli 4 e 6 del decreto legislativo 23 dicembre 1997,
n. 469, ognuno per i reciproci livelli di competenza sulla base dei
requisiti di cui al comma 2 e con le procedure previste dal
presente articolo.
La consigliera o il consigliere nazionale di parita’, effettivo e
supplente, sono nominati con decreto del Ministro del lavoro e
della previdenza sociale, di concerto con il Ministro per le pari
opportunita’.
2. Le consigliere e i consiglieri di parita’ devono possedere
requisiti di specifica competenza ed esperienza pluriennale in
materia di lavoro femminile, di normative sulla parita’ e pari
opportunita’ nonche’ di mercato del lavoro, comprovati da idonea
documentazione.
3. Il relativo decreto di nomina, contenente il curriculum della
persona nominata, e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale.
4. In caso di mancata designazione dei consiglieri di parita’
regionali e provinciali entro i sessanta giorni successivi alla
scadenza del mandato, o di designazione effettuata in assenza dei
requisiti richiesti dal comma 2, il Ministro del lavoro e della
previdenza sociale, di concerto con il Ministro per le pari
opportunita’, provvede direttamente alla nomina nei trenta giorni
successivi, nel rispetto dei requisiti di cui al comma 2. A parita’
di requisiti professionali si procede alla designazione e nomina di
consigliere di parita’. Si applica quanto previsto dal comma 3.
5. Il mandato delle consigliere e dei consiglieri di cui al comma 1
ha la durata di quattro anni ed e’ rinnovabile una sola volta. Ai
fini dell’eventuale rinnovo non si tiene conto dell’espletamento di
funzioni di consigliere di parita’ ai sensi della normativa
previgente in materia. La procedura di rinnovo si svolge
osservandosi le modalita’ previste dal comma 3. Le consigliere ed i
consiglieri di parita’ continuano a svolgere le loro funzioni fino
alle nuove nomine. In sede di prima applicazione si procede alle
nomine, conformemente ai criteri ed alla procedura previsti dai
commi 2, 3 e 4, entro il 31 dicembre 2000.
Art. 3.
Compiti e funzioni
1. Le consigliere ed i consiglieri di parita’ intraprendono ogni
utile iniziativa ai fini del rispetto del principio di non
discriminazione e della promozione di pari opportunita’ per
lavoratori e lavoratrici, svolgendo in particolare i seguenti
compiti:
a) rilevazione delle situazioni di squilibrio di genere, al fine di
svolgere le funzioni promozionali e di garanzia contro le
discriminazioni previste dalla legge 10 aprile 1991, n. 125;
b) promozione di progetti di azioni positive, anche attraverso
l’individuazione delle risorse comunitarie, nazionali e locali
finalizzate allo scopo;
c) promozione della coerenza della programmazione delle politiche
di sviluppo territoriale rispetto agli indirizzi comunitari,
nazionali e regionali in materia di pari opportunita’;
d) sostegno delle politiche attive del lavoro, comprese quelle
formative, sotto il profilo della promozione e realizzazione di
pari opportunita’;
e) promozione dell’attuazione delle politiche di pari opportunita’
da parte dei soggetti pubblici e privati che operano nel mercato
del lavoro;
f) collaborazione con le direzioni provinciali e regionali del
lavoro al fine di individuare procedure efficaci di rilevazione
delle violazioni alla normativa in materia di parita’, pari
opportunita’ e garanzia contro le discriminazioni, anche mediante
la progettazione di appositi pacchetti formativi;
g) diffusione della conoscenza e dello scambio di buone prassi e
attivita’ di informazione e formazione culturale sui problemi delle
pari opportunita’ e sulle varie forme di discriminazioni;
h) verifica dei risultati della realizzazione dei progetti di
azioni positive previsti dalla legge 10 aprile 1991, n. 125;
i) collegamento e collaborazione con gli assessorati al lavoro
degli enti locali e con organismi di parita’ degli enti locali.
2. Le consigliere ed i consiglieri di parita’ nazionale, regionali
e provinciali, effettivi e supplenti, sono componenti a tutti gli
effetti, rispettivamente, della commissione centrale per l’impiego
ovvero del diverso organismo che ne venga a svolgere in tutto o in
parte le funzioni a seguito del decreto legislativo 23 dicembre
1997, n. 469, e delle commissioni regionali e provinciali
tripartite prevista dagli articoli 4 e 6 del citato decreto
legislativo n. 469 del 1997; essi partecipano altresi’ ai tavoli di
partenariato locale ed ai comitati di sorveglianza di cui al
regolamento (CE) n. 1260/99 del Consiglio del 21 giugno 1999. Le
consigliere ed i consiglieri regionali e provinciali sono inoltre
componenti delle commissioni di parita’ del corrispondente livello
territoriale, ovvero di organismi diversamente denominati che
svolgono funzioni analoghe. La consigliera o il consigliere
nazionale e’ componente del Comitato nazionale e del Collegio
istruttorio di cui agli articoli 5 e 7 della legge 10 aprile 1991,
n. 125.
3. Le strutture regionali di assistenza tecnica e monitoraggio di
cui all’articolo 4, comma 1, lettera d), del decreto legislativo 23
dicembre 1997, n. 469, forniscono alle consigliere ed ai
consiglieri di parita’ il supporto tecnico necessario: alla
rilevazione di situazioni di squilibrio di genere; all’elaborazione
dei dati contenuti nei rapporti sulla situazione del personale di
cui all’articolo 9 della legge 10 aprile 1991, n. 125; alla
promozione e realizzazione di piani di formazione e
riqualificazione professionale; alla promozione di progetti di
azioni positive.
4. Su richiesta delle consigliere e dei consiglieri di parita’, le
direzioni provinciali e regionali del lavoro territorialmente
competenti acquisiscono nei luoghi di lavoro informazioni sulla
situazione occupazionale maschile e femminile, in relazione allo
stato delle assunzioni, della formazione e promozione
professionale, delle retribuzioni, delle condizioni di lavoro,
della cessazione del rapporto di lavoro, ed ogni altro elemento
utile, anche in base a specifici criteri di rilevazione indicati
nella richiesta.
5. Entro il 31 dicembre di ogni anno le consigliere ed i
consiglieri di parita’ regionali e provinciali presentano un
rapporto sull’attivita’ svolta agli organi che hanno provveduto
alla designazione. La consigliera o il consigliere di parita’ che
non abbia provveduto alla presentazione del rapporto o vi abbia
provveduto con un ritardo superiore a tre mesi decade dall’ufficio.
Art. 4.
Rete nazionale delle consigliere e dei consiglieri di parita’
Relazione al Parlamento
1. Al fine di rafforzare le funzioni delle consigliere e dei
consiglieri di parita’, di accrescere l’efficacia della loro
azione, di consentire lo scambio di informazioni, esperienze e
buone prassi, e’ istituita la rete nazionale dei consiglieri e
delle consigliere di parita’, coordinata dalla consigliera o dal
consigliere nazionale di parita’.
2. La rete nazionale si riunisce almeno due volte l’anno su
convocazione e sotto la presidenza della consigliera o del
consigliere nazionale; alle riunioni partecipano il vice presidente
del Comitato nazionale di parita’ di cui all’artico…

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