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Norme integrative per la difesa dei boschi dagli incendi...

Norme integrative per la difesa dei boschi dagli incendi

(1) Con d.lg. 31 marzo 1998, n. 112 sono state devolute alle
regioni e agli enti locali tutte le funzioni amministrative
inerenti alla materia della protezione della natura, ad eccezione
di quelle espressamente mantenute allo Stato.
(2) Allo scopo di agevolarne la lettura, nel presente provvedimento
la nomenclatura dei Ministri e dei Ministeri è stata aggiornata
sulla base degli accorpamenti e delle soppressioni intervenute
negli ultimi anni.
(3) A partire dal 1° gennaio 1999 ogni sanzione pecuniaria penale o
amministrativa espressa in lire nel presente provvedimento si
intende espressa anche in Euro secondo il tasso di conversione
irrevocabilmente fissato ai sensi del Trattato CE. A decorrere dal
1° gennaio 2002 ogni sanzione penale o amministrativa espressa in
lire nel presente provvedimento è tradotta in Euro secondo il tasso
di conversione irrevocabilmente fissato ai sensi del Trattato CE.
Se tale operazione di conversione produce un risultato espresso
anche in decimali, la cifra è arrotondata eliminando i decimali
(art. 51, d.lg. 24 giugno 1998, n. 213).
(4) A decorrere dalla data di nomina del primo governo costituito a
seguito delle prime elezioni politiche successive all’entrata in
vigore del d.lg. 30 luglio 1999, n. 300, le prefetture sono
trasformate in uffici territoriali del governo; il prefetto
preposto a tale ufficio nel capoluogo della regione assume anche le
funzioni di commissario del governo (art. 11, d.lg. 300/1999,
cit.).

(Omissis).

TITOLO I
FINALITA’, PROGRAMMAZIONE E MEZZI DI PREVENZIONE

Art. 1.

Ai fini della difesa e della conservazione del patrimonio boschivo
dagli incendi, sono predisposti, nel termine di centottanta giorni
dall’entrata in vigore della presente legge, piani regionali ed
interregionali, articolati per province o per aree territoriali
omogenee.
I piani elaborati dagli organi competenti delle regioni avvalendosi
del personale tecnico del Corpo forestale dello Stato e di intesa
con il Corpo dei vigili del fuoco, sentite le comunità montane,
sono coordinati ed approvati dal Ministro delle politiche agricole
e forestali di concerto con il Ministro per l’interno e con il
Ministro per i beni e le attività culturali, entro sessanta giorni
dalla loro presentazione.
In caso di mancata predisposizione e presentazione del piano, entro
il predetto termine, il Ministro delle politiche agricole e
forestali è autorizzato a provvedervi.

Art. 2.

I piani, sottoposti a revisione periodica, con le procedure di cui
al secondo comma del precedente articolo 1, contengono elementi
sugli indici di pericolosità degli incendi boschivi nelle diverse
zone del territorio, indicano la consistenza e la localizzazione
dei mezzi e degli strumenti per la prevenzione ed estinzione degli
incendi, stabiliscono tempi, modi, luoghi e strumenti necessari per
la costituzione di nuovi e completi dispositivi di prevenzione ed
intervento, dettano norme per la rilevazione dei sinistri,
prevedono un piano organico di ricostituzione forestale.
Le norme della presente legge e le relative sanzioni si applicano a
tutti i terreni boscati, anche se non sottoposti al vincolo
idrogeologico di cui all’articolo 1 del regio decreto 30 dicembre
1923, n. 3267, purché compresi nei piani di cui al precedente
articolo 1.

Art. 3.

Si considerano opere e mezzi per la prevenzione ed estinzione degli
incendi boschivi:
a) la graduale sostituzione nelle aree a clima caldo arido, sia nel
caso di boschi distrutti da incendi, sia in quelli minacciati, con
essenze meno combustibili di quelle precedentemente impiegate nei
rimboschimenti;
b) l’autorizzazione, secondo le indicazioni dei piani della
immissione di bestiame bovino, ovino e suino nei boschi, al fine di
utilizzarne le risorse foraggere e di conseguire la spontanea
ripulitura dei boschi;
c) le opere colturali di manutenzione dei soprassuoli boschivi e le
periodiche ripuliture delle scarpate delle strade di accesso e di
attraversamento delle zone boscate;
d) i viali frangifuoco di qualsiasi tipo, anche se ottenuti
mediante l’impiego di prodotti chimici;
e) i serbatoi d’acqua, gli invasi, le canalizzazioni, le condutture
fisse e mobili, nonché pompe, motori e impianti di sollevamento
d’acqua di qualsiasi tipo;
f) le torri ed altri posti di avvistamento e le relative
attrezzature;
g) gli apparecchi di segnalazione e di comunicazione, fissi e
mobili;
h) i mezzi di trasporto necessari;
i) i mezzi aerei e gli apprestamenti relativi al loro impiego; l)
la formazione e l’addestramento nei singoli comuni, indicati nei
piani, di squadre volontarie di pronto intervento ivi compresi i
vigili volontari del fuoco, le cui prestazioni in occasione di
incendi boschivi saranno compensate secondo quanto disposto nel
penultimo comma dell’articolo 7 della presente legge;
m) ogni altra attrezzatura o mezzo idoneo.
Le opere ed i mezzi di cui sopra, se contemplati nei piani di cui
all’articolo 1, sono a totale carico dello Stato.
Per le opere di prevenzione e per le attrezzature di cui alle
lettere a), c), d), e), f), g), h) ed m) qualora non siano
contemplate nei piani, è concesso un contributo fino al 75 per
cento della spesa.
I contributi di cui al precedente comma sono erogati dalle regioni.
Art. 4.

Il Ministero delle politiche agricole e forestali, con la
collaborazione delle regioni interessate e dell’Istituto geografico
militare, provvede entro due anni dall’entrata in vigore della
presente legge alla pubblicazione della carta forestale d’Italia in
scala 1:50.000, da servire di base per la compilazione di carte
tematiche a carattere scientifico e pratico.
Il contenuto e le indicazioni delle carte tematiche a carattere
scientifico sono stabiliti con proprio decreto dal Ministro delle
politiche agricole e forestali.
Il Ministero delle politiche agricole e forestali cura
l’aggiornamento periodico della cartografia di cui al presente
articolo.

Art. 5.

Il Ministero delle politiche agricole e forestali, per mezzo del
Corpo forestale dello Stato, costituisce il Servizio antincendi
boschivo, articolato in uno o più centri operativi mediante gruppi
meccanizzati di alta specializzazione e di pronto impiego.
Per le attrezzature speciali e gli aeromobili, di cui all’articolo
3, lettera i), il Ministero delle politiche agricole e forestali
può ricorrere al noleggio, all’affitto o a particolari convenzioni
con imprese pubbliche o private (1).

(1) Vedi, anche, art. 7, l. 1° luglio 1977, n. 403.

Art. 6.

é istituito, nell’ambito del Ministero delle politiche agricole e
forestali, un ufficio per lo studio e la difesa dei boschi dagli
incendi. Il Ministero delle politiche agricole e forestali in
collaborazione con i Ministeri interessati e con le regioni
provvede all’elaborazione ed attuazione di un piano nazionale per
l’educazione civica e la propaganda per la prevenzione degli
incendi boschivi e per la tutela e lo sviluppo del patrimonio
forestale.

TITOLO II
DIFESA E RICOSTITUZIONE DEL PATRIMONIO BOSCHIVO

Art. 7.

In esecuzione dei piani elaborati ai sensi degli artt. 1 e 2 della
presente legge, l’avvistamento, lo spegnimento e la circoscrizione
degli incendi boschivi sono, in prima istanza, compito delle
autorità locali competenti e precisamente delle stazioni forestali,
delle stazioni dei carabinieri e dei comuni.
Esse sono congiuntamente tenute:
a) a dare immediata comunicazione dell’incendio e del suo
andamento, oltre che al prefetto, all’organo forestale competente;
b) all’immediata mobilitazione delle apposite squadre di volontari
previamente organizzate, come indicato alla lettera l)
dell’articolo 3;
c) alla razionale utilizzazione delle opere localmente predisposte
in base all’articolo 3.
L’organo forestale competente curerà l’immediato invio di propri
tecnici, i quali, qualora l’incendio abbia assunto o minacci di
assumere caratteri tali da non poter essere circoscritto e spento
con le sole forze a disposizione degli organi locali, dirigono e
coordinano gli interventi, chiedendo la collaborazione dei vigili
del fuoco, l’intervento dello speciale servizio predisposto ai
sensi dell’articolo 5 e l’intervento delle forze armate.
In caso di infortunio durante l’opera di estinzione del fuoco o
quella di salvataggio di persone o di cose, a chi è stato chiamato
a partecipare all’opera di spegnimento o è intervenuto
volontariamente e ai suoi aventi causa si applicano le norme
relative agli infortuni sul lavoro di cui al titolo I del D.P.R. 30
giugno 1965, n. 1124.
Alle persone comunque impiegate nelle operazioni di spegnimento di
cui ai commi precedenti è corrisposto, per le prestazioni
effettuate, un compenso orario determinato in base alle vigenti
tariffe previste dalle tabelle provinciali per gli operai addetti
ai lavori agricoli e forestali. Il compenso grava sul bilancio del
Ministero delle politiche agricole e forestali.
Al personale del Corpo forestale dello Stato, per i compiti
connessi con l’applicazione della presente legge, compete
un’indennità di rischio, secondo i criteri stabiliti nel
regolamento.

Art. 8.

Alla ricostituzione dei boschi percorsi dal fuoco provvedono le
regioni con finanziamenti a totale carico dello Stato.
Per l’occupazione temporanea dei terreni boscati da ricostituire a
norma del precedente comma, non viene corrisposta, in deroga alle
vigenti leggi, alcuna indennità al proprietario.

TITOLO III
DIVIETI E SANZIONI

Art. 9.

Nei periodi durante i quali il pericolo di incendio è maggiore, le
amministrazioni regionali, avvalendosi dei propri organi, del
personale del Corpo forestale dello Stato, nonché del…

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