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Riordinamento e riforma della legislazione in materia di boschi e di t...

Riordinamento e riforma della legislazione in materia di boschi e di terreni montani

(1) Il riferimento a soprattasse e/o a pene pecuniarie, nonché ad
ogni altra sanzione amministrativa, ancorché diversamente
denominata, contenuto nel presente provvedimento, è sostituito con
il riferimento alla sanzione pecuniaria di uguale importo (art. 26,
comma 1, d.lg. 18 dicembre 1997, n. 472). I riferimenti
eventualmente contenuti nelle singole leggi di imposta a
disposizioni abrogate si intendono effettuati agli istituti e alle
previsioni corrispondenti risultanti dal citato d.lg. 472/1997.
Salvo diversa espressa previsione, i procedimenti di irrogazione
delle sanzioni disciplinati dal citato d.lg. 472/1997, si applicano
all’irrogazione di tutte le sanzioni tributarie non penali (art.
26, comma 1, d.lg. 18 dicembre 1997, n. 472).
(2) Il d.lg. 19 febbraio 1998, n. 51, ha soppresso l’ufficio del
pretore e, fuori dai casi espressamente previsti dal citato
decreto, le relative competenze sono da intendersi trasferite al
tribunale ordinario. Lo stesso decreto ha soppresso l’ufficio del
pubblico ministero presso la pretura circondariale e ha provveduto
a trasferirne le relative funzioni all’ufficio del pubblico
ministero presso il tribunale ordinario. Pertanto, i riferimenti a
pretore ed a pretura sono sostituiti, rispettivamente, dai
riferimenti al presidente del tribunale e al tribunale. Inoltre,
qualora il presente provvedimento attribuisca funzioni
amministrative alternativamente al pretore e ad organi della P.A.,
le attribuzioni pretorili si intendono soppresse; sono altresì
soppresse le funzioni amministrative di altre autorità
giurisdizionali, eccezion fatta per il giudice di pace, se
attribuite in via alternativa tanto al pretore che ad organi della
P.A. Inoltre il potere del pretore di rendere esecutivi atti
emanati da autorità amministrative è soppresso e gli atti sono
esecutivi di diritto. Infine, qualora il presente provvedimento
preveda l’obbligo di determinati soggetti di rendere giuramento
innanzi al pretore per l’esercizio di attività, questo si intende
reso innanzi al sindaco o ad un suo delegato.
(3) Con d.lg. 31 marzo 1998, n. 112 sono state devolute alle
regioni e agli enti locali tutte le funzioni amministrative
inerenti alla materia delle risorse idriche e della difesa del
suolo, ad eccezione di quelle espressamente mantenute allo Stato.
(4) A partire dal 1° gennaio 1999 ogni sanzione pecuniaria penale o
amministrativa espressa in lire nel presente provvedimento si
intende espressa anche in Euro secondo il tasso di conversione
irrevocabilmente fissato ai sensi del Trattato CE. A decorrere dal
1° gennaio 2002 ogni sanzione penale o amministrativa espressa in
lire nel presente provvedimento è tradotta in Euro secondo il tasso
di conversione irrevocabilmente fissato ai sensi del Trattato CE.
Se tale operazione di conversione produce un risultato espresso
anche in decimali, la cifra è arrotondata eliminando i decimali
(art. 51, D.Lgs. 24 giugno 1998, n. 213).
(5) A decorrere dalla data di nomina del primo governo costituito a
seguito delle prime elezioni politiche successive all’entrata in
vigore del d.lg. 30 luglio 1999, n. 300, le prefetture sono
trasformate in uffici territoriali del governo; il prefetto
preposto a tale ufficio nel capoluogo della regione assume anche le
funzioni di commissario del governo (art. 11, d.lg. 300/1999,
cit.).

(Omissis).

TITOLO I
PROVVEDIMENTI PER LA TUTELA DEL PUBBLICI INTERESSI
Capo I
LIMITAZIONI ALLA PROPRIETA’ TERRIERA.
Sezione I
VINCOLO PER SCOPI IDROGEOLOGICI

Art. 1.

Sono sottoposti a vincolo per scopi idrogeologici i terreni di
qualsiasi natura e destinazione che, per effetto di forme di
utilizzazione contrastanti con le norme di cui agli artt. 7, 8 e 9
possono con danno pubblico subire denudazioni, perdere la stabilità
o turbare il regime delle acque.

Art. 2.

La determinazione dei terreni di cui all’articolo precedente sarà
fatta per zone nel perimetro dei singoli bacini fluviali.
A tale scopo l’Amministrazione forestale segnerà per ogni Comune su
di una mappa catastale, o, in mancanza, su di una carta del regio
Istituto geografico militare possibilmente in scala da 1 a 10.000,
i terreni da comprendersi nella zona da vincolare, descrivendone i
confini.
In apposita relazione esporrà ed illustrerà le circostanze ed i
motivi che consigliarono la proposta.

Art. 3.

Un esemplare della carta topografica, con la descrizione dei
confini delle zone proposte per il vincolo, dovrà, a cura del
Sindaco, restare affisso per 90 giorni all’albo pretorio del
Comune.
Una copia della relazione resterà invece depositata presso la
segreteria del Comune a disposizione degli interessati.
La pubblicazione di cui sopra terrà luogo di notificazione.

Art. 4.

I reclami avverso la proposta di determinazione della zona da
vincolare, redatti in carta libera, devono essere presentati alla
segreteria del Comune entro il termine stabilito dall’articolo
precedente.
Scaduto detto termine, il Sindaco trasmetterà tutti i reclami
nonché l’esemplare della carta topografica, con la descrizione dei
confini delle zone, e la relazione dell’Ispettorato forestale (1),
al Comitato costituito a norma dell’art. 181 (2).
Il Comitato deciderà, sentito, ove lo ritenga necessario, uno o più
membri da esso delegati ad apposito sopraluogo.
Contro le decisioni del Comitato è ammesso ricorso al Consiglio di
Stato entro novanta giorni dalla notificazione della decisione.

(1) La relazione è di competenza degli Ispettorati dipartimentali
delle foreste, in base agli artt. 3 e 4 d.lg. 12 marzo 1948, n.
804.
(2) Ora, Regioni.

Art. 5.

Esaurito l’esame dei ricorsi, il Comitato forestale (1) darà
notizia dell’esito di essi all’Ispettorato forestale. Questo, entro
sessanta giorni dall’annuncio, curerà la pubblicazione all’albo di
ogni Comune di un esemplare della carta topografica con
l’indicazione delle zone definitivamente vincolate e con la
descrizione dei confini delle zone stesse.
Ad ogni effetto di legge la determinazione delle zone vincolate,
s’intenderà definitiva quindici giorni dopo la pubblicazione
anzidetta.

(1) Ora, Regioni.

Art. 6.

Le variazioni da apportarsi alla delimitazione delle zone vincolate
in seguito alle decisioni dei ricorsi al Consiglio di Stato,
saranno pubblicate nei modi e nei termini stabiliti dall’art. 5.

Art. 7.

Per i terreni vincolati la trasformazione dei boschi in altre
qualità di coltura e la trasformazione di terreni saldi in terreni
soggetti a periodica lavorazione sono subordinate ad autorizzazione
del Comitato forestale (1) e alle modalità da esso prescritte, caso
per caso, allo scopo di prevenire i danni di cui all’art. 1.

(1) Ora, Regioni.

Art. 8.

Per i terreni predetti il Comitato forestale (1) dovrà prescrivere
le modalità del governo e della utilizzazione dei boschi e del
pascolo nei boschi e terreni pascolativi, le modalità della
soppressione e utilizzazione dei cespugli aventi funzioni
protettive, nonché quelle dei lavori di dissodamento di terreni
saldi e della lavorazione del suolo nei terreni a coltura agraria,
in quanto ciò sia ritenuto necessario per prevenire i danni di cui
all’art. 1.
Tali prescrizioni potranno avere anche carattere temporaneo.

(1) Ora, Regioni.

Art. 9.

Nei terreni vincolati l’esercizio del pascolo sarà, in ogni caso,
soggetto alle seguenti restrizioni:
a) nei boschi di nuovo impianto o sottoposti a taglio generale o
parziale, oppure distrutti dagli incendi, non può essere ammesso il
pascolo prima che lo sviluppo delle giovani piante e dei nuovi
virgulti sia tale da escludere ogni pericolo di danno;
b) nei boschi adulti troppo radi e deperenti è altresì vietato il
pascolo fino a che non sia assicurata la ricostituzione di essi;
c) nei boschi e nei terreni ricoperti di cespugli aventi funzioni
protettive è, di regola, vietato il pascolo delle capre.
Su conforme parere dell’Autorità forestale, il Comitato (1) potrà
autorizzare il pascolo nei boschi e determinare le località in cui
potrà essere eccezionalmente tollerato il pascolo delle capre.

(1) Ora, Regioni.

Art. 10.

Le prescrizioni di massima, di cui agli artt. 8 e 9, compilate in
forma di regolamento, sono rese esecutive dal Ministro per
l’economia nazionale (1), il quale potrà, udito il Consiglio di
Stato, annullarne o modificarne le parti riconosciute contrarie ai
fini ed alle disposizioni del titolo I del presente decreto ed alle
leggi ed ai regolamenti generali.
Nel detto regolamento saranno comprese le norme di Polizia
forestale.

(1) Ora, Ministro delle risorse agricole, alimentari e forestali.

Art. 11.

Il Comitato (1), nel determinare le norme di polizia forestale,
stabilirà anche le pene per i trasgressori, senza eccedere i limiti
fissati dall’art. 434 del codice penale (2).

(1) Ora, Regioni.
(2) La Corte cost., con sent. 23 marzo 1966, n. 26, ha dichiarato
l’illegittimità costituzionale del presente articolo.

Art. 12.

I proprietari dei terreni compresi nelle zone vincolate possono
separatamente chiedere che i propri terreni siano in tutto od in
parte esclusi dal vincolo.
Per ottenere tale esclusione dovranno farne domanda al Comitato
forestale (1). Per l’ulteriore procedura si seguiranno le norme
stabilite negli artt. 4, 5 e 6.
I terreni esclusi dal vincolo saranno indicati in un elenco da
pubblicarsi a cura dell’Ispettorato forestale.
Le spese di accertamento sono a carico dello Stato solo nel caso di
accoglimento delle domande degli interessati.

(1) Ora, Regioni.

Art. 13.

Le zone vincolate, nelle quali, per lavori eseguiti, per mutate
forme di utilizzazione dei terreni o per altre cause, risulti
cessato il pericolo …

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