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Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 28 dicembre 1989, n. 415, recante norme urgenti in materia di finanza locale e di rapporti finanziari tra lo Stato e le regioni, nonché disposizioni varie

Legge 28 febbraio 1990, n. 38 (in Gazz. Uff., 28 febbraio, n. 49).
– Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 28
dicembre 1989, n. 415, recante norme urgenti in materia di finanza
locale e di rapporti finanziari tra lo Stato e le regioni, nonchè
disposizioni varie.
La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno
approvato; Il Presidente della Repubblica: Promulga la seguente
legge:
Art. 1. 1. Il decreto-legge 28 dicembre 1989, n. 415, recante norme
urgenti in materia di finanza locale e di rapporti finanziari tra
lo Stato e le regioni, nonchè disposizioni varie, è convertito in
legge con le modificazioni riportate in allegato alla presente
legge.
Allegato

MODIFICAZIONI APPORTATE IN SEDE DI CONVERSIONE AL DECRETO-LEGGE
28 DICEMBRE 1989, N. 415

All’art. 1, al comma 1, le parole: <<28 febbraio>> sono sostituite
dalle seguenti: <<15 marzo>>.
All’art. 2:
al comma 1, lettera b), è aggiunto in fine il seguente periodo:
<<Le eventuali maggiori somme incassate dallo Stato verranno
comunque ripartite con le stesse modalità>>;
al comma 1, lettera d), dopo le parole: <<legge 28 ottobre 1986, n.
730,>>, sono inserite le seguenti: <<ed ai sensi del comma 1-bis
dell’art. 1 del decreto-legge 30 giugno 1986, n. 309, convertito,
con modificazioni, dalla legge 9 agosto 1986, n. 472,>>;
dopo il comma 1 è inserito il seguente:
<<1-bis. Entro il limite di importo complessivo stabilito dal comma
1, lettera f), la Cassa depositi e prestiti è autorizzata, per
l’anno 1990, a concedere ai comuni con popolazione inferiore a
5.000 abitanti, assicurando un minimo di lire 100 milioni annui ad
ogni ente, fino ad un importo complessivo di lire 600 miliardi,
mutui ventennali, per la costruzione, l’ampliamento o la
ristrutturazione di acquedotti, fognature, impianti di depurazione
delle acque, di smaltimento dei rifiuti solidi urbani, incluso
l’acquisto dei mezzi speciali per il trasporto dei rifiuti stessi.
L’onere di ammortamento dei mutui contratti ai sensi del predetto
comma è assunto a carico del bilancio dello Stato. Al relativo
onere si provvede nell’ambito dello stanziamento a favore del fondo
perequativo per i comuni di cui al comma 1, lettera b), secondo
periodo. La somma messa a disposizione potrà essere impegnata entro
e non oltre il secondo anno successivo, a pena di decadenza. I
mutui di cui al presente comma, possono essere concessi, su
deliberazione dei comuni beneficiari, direttamente a consorzi
regolarmente costituiti di cui i comuni stessi facciano parte,
purchè l’intervento sia realizzato sul territorio dei medesimi, o,
per gli impianti di depurazione e di smaltimento, essi siano
comunque destinati a servizio permanente dei comuni beneficiari.
Per le assegnazioni effettuate per l’anno 1989 in conformità al
comma 1-bis dell’art. 12 del decreto-legge 2 marzo 1989, n. 66,
convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 1989, n. 144,
resta ferma la facoltà di impegnare le stesse entro il secondo anno
successivo all’assegnazione, a pena di decadenza.>>.
Dopo l’art. 2 è inserito il seguente:
<<Art. 2-bis. (Ripartizione del finanziamento per il contratto 1988-
1990). – 1. L’importo corrispondente al finanziamento dei maggiori
oneri connessi con l’attuazione del contratto 1988-1990 relativo al
comparto del personale degli enti locali è ripartito, tra i comuni,
le province e le comunità montane, secondo i criteri stabiliti con
decreto del Ministro dell’interno, di concerto con il Ministro del
tesoro, sentite l’Unione delle province d’Italia (UPI),
l’Associazione nazionale dei comuni italiani (ANCI) e l’Unione
nazionale comuni, comunità ed enti della montagna (UNCEM).>>.
All’art. 10, al comma 1, sono aggiunte in fine le seguenti parole:
<<, ed ai sensi del comma 1-bis dell’art. 1 del decreto-legge 30
giugno 1986, n. 309, convertito, con modificazioni, dalla legge 9
agosto 1986, n. 472>>.
All’art. 12:
al comma 1, nell’alinea, è soppressa la parola: <<direttamente>>;
al comma 1, lettera c), dopo le parole: <<7.910 per abitante>>,
sono inserite le seguenti: <<e lire 7.930 per quelli che abbiano
deliberato il piano di risanamento di cui all’art. 25 del decreto-
legge 2 marzo 1989, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla
legge 24 aprile 1989, n. 144. Detto importo è>>;
è soppresso il secondo periodo della medesima lettera c);
dopo il comma 1 è inserito il seguente:
<<1-bis. Il concorso dello Stato compete alle province, ai comuni
ed alle comunità montane anche per i mutui assunti da consorzi fra
enti locali cui essi partecipano a condizione che, precedentemente
alla stipula o alla concessione del mutuo sia deliberato, dagli
enti locali consorziati, a pena di decadenza dal diritto al
contributo, il rilascio della garanzia e l’accollo a carico dei
bilanci delle rate di ammortamento per tutta la durata del
prestito. I rapporti tra gli enti locali ed il consorzio devono
essere definiti con l’atto di accollo e devono rimanere vigenti per
tutta la durata del mutuo. Per i mutui contratti nell’anno 1989 la
regolarizzazione relativa può avvenire con deliberazioni da
assumere entro il 31 dicembre 1990 con certificazione da presentare
contestualmente a quella dei mutui contratti nel 1990.>>;
è aggiunto in fine il seguente comma:
<<4-bis. Dopo il comma 1 dell’art. 1 della legge 27 ottobre 1988,
n. 458, sono aggiunti i seguenti:
“1-bis. I maggiori oneri ammissibili a mutuo, ai sensi del comma
1, sono quelli conseguenti a provvedimenti adottati in conformità
alla disciplina urbanistica. Tali maggiori oneri debbono derivare:
a) da stime definitive, e non impugnate, della Commissione
provinciale espropriazioni;
b) da transazioni giudiziali o extra giudiziali intervenute tra
l’ente locale e i soggetti espropriati;
c) da sentenze passate in giudicato o esecutive, con le quali
vengono stabilite le indennità, i risarcimenti o ogni altra somma
dovuta agli espropriati e maturata al 31 dicembre 1987 per
interessi, rivalutazione monetaria, risarcimento danni o altro;
d) da indennità stabilite da consulenti tecnici d’ufficio prima del
31 dicembre 1987 ed accettate dall’ente espropriante e dai soggetti
espropriati anche successivamente;
e) da accordi o da transazioni intervenute prima del 31 dicembre
1987;
f) da conguagli dovuti in applicazione della legge 29 luglio 1980,
n. 385.
1-ter. Le disposizioni di cui al comma 1-bis si intendono estese
alle amministrazioni provinciali.
1-quater. Per i maggiori oneri maturati a tutto il 31 dicembre 1989
sono applicabili le disposizioni di cui al comma 8 dell’art. 24 del
decreto-legge 2 marzo 1989, n. 66, convertito, con modificazioni,
dalla legge 24 aprile 1989, n. 144.”.>>.
All’art. 13:
al comma 2, le parole: <<1° marzo>> sono sostituite dalle seguenti:
<<15 marzo>>;
dopo il comma 2 sono aggiunti i seguenti: <<2-bis. Le disposizioni
relative all’obbligo della deliberazione del piano finanziario
degli enti locali previsto nell’art. 4 del decreto-legge 2 marzo
1989, n. 65, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 aprile
1989, n. 155, si applicano a tutti gli investimenti degli enti
locali comunque finanziati.
2-ter. Per il recupero dei crediti in mora o delle somme dovute
alla Cassa depositi e prestiti la stessa, oltre a procedere
direttamente contro i debitori, è facoltizzata ad estinguere i
debiti scaduti ed i loro accessori mediante trattenuta sulle somme
che la Cassa fosse tenuta a erogare ai medesimi soggetti a
qualsiasi titolo.>>.
All’art. 14:
al comma 2, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: <<Per l’anno
1990 i comuni possono rideliberare le tariffe della tassa entro
trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di
conversione del presente decreto>>;
dopo il comma 4 è inserito il seguente:
<<4-bis. I costi relativi al personale comprendono gli oneri
retributivi ed assicurativi conseguenti all’applicazione del nuovo
accordo nazionale di lavoro, limitatamente alla parte afferente
all’anno 1990.>>;
dopo il comma 5 è aggiunto il seguente:
<<5-bis. A partire dal 1990 i comuni hanno facoltà di deliberare
una maggiorazione fino al 100 per cento delle tariffe della tassa
sulle concessioni comunali di cui all’art. 8 del decreto-legge 10
novembre 1978, n. 702, convertito, con modificazioni, dalla legge 8
gennaio 1979, n. 3, e successive integrazioni e modificazioni. La
deliberazione per il 1990 dovrà essere adottata entro trenta giorni
dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del
presente decreto.>>.
Dopo l’art. 14 sono inseriti i seguenti:
<<Art. 14-bis. (Rateizzazione dei contributi previdenziali). – 1.
Gli interessi di rateizzazione dei contributi previdenziali ed
assistenziali pregressi, di cui all’art. 22, comma 7, del decreto-
legge 31 agosto 1987, n. 359, convertito, con modificazioni, dalla
legge 29 ottobre 1987, n. 440, sono ridotti del 50 per cento.
Art. 14-ter. (Risanamento finanziario degli enti locali). – 1. Le
Amministrazioni provinciali, i comuni e le comunità montane, che
non abbiano provveduto all’applicazione dell’art. 24 del decreto-
legge 2 marzo 1989, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla
legge 24 aprile 1989, n. 144, possono adottare la relativa
deliberazione di consiglio entro il termine perentorio del 30
settembre 1990, a pena di decadenza. La durata del piano è ridotta
a quattro anni compreso quello in corso.
2. Per ripianare le passività conseguenti all’applicazione
dell’art. 24 del citato decreto-legge …

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