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Decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114. Disciplina della vendita di...

Decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114. Disciplina della vendita di beni tramite mezzo elettronico. Commercio elettronico.

MINISTERO DELL’INDUSTRIA, DEL COMMERCIO E DELL’ARTIGIANATO
Agli uffici provinciali dell’industria, del commercio e
dell’artigianato
Alle regioni – Assessorato al commercio
All’Anci
All’Unioncamere
Alla Confcommercio
Alla Confesercenti
La presente circolare intende fornire alcune indicazioni sulla
disciplina applicabile all’attivita’ di vendita tramite mezzo
elettronico, denominata “commercio elettronico”, nei limiti e per
gli effetti di cui al decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114.
In via preliminare, va sottolineato che i termini della nozione di
“commercio elettronico” sono assai piu’ articolati, come risulta
dalla definizione data nella comunicazione della Commissione UE
“un’iniziativa europea in materia di commercio elettronico”, in
base alla quale per tale deve intendersi “lo svolgimento di
attivita’ commerciali e di transazioni per via elettronica e
comprende attivita’ diverse quali: la commercializzazione di beni e
servizi per via elettronica; la distribuzione on-line di contenuti
digitali;
l’effettuazione per via elettronica di operazioni finanziarie e di
borsa; gli appalti pubblici per via elettronica ed altre procedure
di tipo transattivo delle pubbliche amministrazioni”.
Cio’ premesso e restringendo il campo della presente circolare alla
parte di “commercio elettronico” inteso come attivita’ di vendita
di beni, si fa presente quanto segue.
Il predetto decreto n. 114 contiene un esplicito riferimento al
commercio elettronico solo nell’art. 21.
Il predetto articolo non detta la disciplina in materia, ma affida
al Ministero dell’industria un ruolo di promozione e diffusione del
commercio elettronico nella sua ampia accezione.
A tal fine la norma prevede, infatti, che l’amministrazione
sviluppi azioni volte a sostenerne una crescita equilibrata,
favorisca campagne d’informazione ed apprendimento per gli
operatori del settore; incentivi l’uso di strumenti e tecniche di
gestione di qualita’ atte a garantire l’affidabilita’ degli
operatori al fine di migliorare la competitivita’ complessiva delle
imprese, soprattutto piccole e medie.
Quanto sopra, ferme restando le garanzie della tutela del
consumatore e la garanzia della partecipazione italiana al processo
di cooperazione e negoziazione europea ed internazionale per lo
sviluppo del commercio elettronico.
Per il raggiungimento degli obiettivi previsti, il Ministero puo’
stipulare, ai sensi del comma 2 del medesimo articolo, convenzioni
ed accordi di programma con soggetti pubblici e privati e con
associazioni rappresentative delle imprese e dei consumatori.
L’articolo su citato contiene una serie di principi correlati alle
esigenze di regolare un equilibrato sviluppo delle vendite
effettuate per via telematica, anche alla luce delle recenti
posizioni assunte dall’Unione Europea che prevedono di facilitare
l’accesso degli operatori (soprattutto se piccole e medie imprese)
alle potenzialita’ offerte dal commercio elettronico.
Stante quanto sopra, considerata la diffusione che sta
caratterizzando il commercio elettronico e la necessita’ di fornire
precisazioni al fine di garantire un’uniforme applicazione sul
territorio, si forniscono gli elementi interpretativi relativi alle
disposizioni del citato decreto n. 114, applicabili alla forma di
esercizio dell’attivita’ commerciale in discorso.
Ai sensi dell’art. 5, comma 1, del citato decreto “l’attivita’
commerciale puo’ essere esercitata con riferimento ai seguenti
settori merceologici: alimentare e non alimentare”.
L’art. 4, comma 1, denomina quale commercio all’ingrosso
“l’attivita’ svolta da chiunque professionalmente acquista merci
per nome e per conto proprio e le rivende ad altri commercianti
all’ingrosso e al dettaglio o ad utilizzatori professionali o ad
utilizzatori in grande (…) e dispone che detta attivita’ “puo’
assumere la forma di commercio interno, di importazione e di
esportazione” (cfr. lettera a).
Il medesimo articolo denomina, altresi’, quale commercio al
dettaglio “l’attivita’ svolta da chiunque professionalmente
acquista merci in nome e per conto proprio e le rivende, su aree
private in sede fissa o mediante altre forme di distribuzione
direttamente al consumatore finale” (cfr. lettera b).
Ai fini dell’attivita’ commerciale, pertanto, la disciplina
individua due tipologie di attivita’, all’ingrosso e al dettaglio,
quali definite dal predetto art. 4, comma 1, lettere a) e b).
L’attivita’ di commercio al dettaglio rivolta al consumatore finale
puo’ essere esercitata su aree private in sede fissa, su area
pubblica o mediante le forme speciali di vendita indicate all’art.
4, comma 1, lettera h).
Per forme speciali di vendita s’intendono, a norma del predetto
art. 4, comma 1, le “vendite a favore di dipendenti da parte di
enti, imprese, pubblici o privati, di soci di cooperative di
consumo, di aderenti a circoli privati, nonche’ la vendita nelle
scuole, negli ospedali e nelle strutture militari esclusivamente a
favore di coloro che hanno titolo ad accedervi” (cfr. punto 1); la
“vendita per mezzo di apparecchi automatici” (cfr. punto 2); la
“vendita per corrispondenza o tramite televisione o altri sistemi
di comuncazione” e le “vendite presso il domicilio di consumatori”
(cfr. punto 4).
Il punto 3 della lettera h), del predetto art. 4, comma 1, indica,
pertanto, tra le forme speciali di vendita quella effettuata
“tramite (…) altri sistemi di comunicazione”.
Al riguardo si osserva che il commercio elettronico, ossia
l’attivita’ commerciale svolta nella rete Internet mediante
l’utilizzo di un sito web (e-commerce), ove sia svolta nei
confronti del consumatore finale e assuma la forma di commercio
interno, e’ soggetta alla disciplina dell’art. 18 del predetto
decreto n. 114.
Di conseguenza, ai fini e per gli effetti di cui al citato art. 18:
l’attivita’ in discorso e’ soggetta a previa comunicazione al
comune nel quale l’esercente ha la residenza, se persona fisica, o,
nel caso di societa’, la sede legale (cfr. comma 1);
l’attivita’ puo’ essere iniziata decorsi trenta giorni dal
ricevimento della comunicazione da parte del comune (cfr. comma 1);
nella comunicazione deve essere dichiarata la sussistenza del
possesso dei requisiti per l’esercizio dell’attivita’ prescritti
dall’art. 5 del decreto n. 114, nonche’ il settore merceologico di
attivita’ (cfr. comma 1);
nel caso di attivita’ relativa al settore merceologico alimentare,
il soggetto deve essere in possesso di uno dei requisiti
professionali indicati alle lettere a), b) e c) del comma 5
dell’art.
5. Il possesso del requisito professionale prescritto e’ necessario
anche qualora lo stoccaggio dei prodotti avvenga in un magazzino
distante dal luogo dove e’ in uso il mezzo elettronico;
in caso di societa’ si richiama l’attenzione sul comma 6 del
predetto art. 5 il quale dispone che il “possesso di uno dei
requisiti di cui al comma 5 e’ richiesto con riferimento al legale
rappresentante o ad altra persona specificamente preposta
all’attivita’ commerciale”;
e’ vietato inviare prodotti al consumatore se non a seguito di
specifica richiesta (cfr. comma 2);
e’ consentito l’invio di campioni di prodotti o di omaggi al
consumatore solo se non vi siano spese o vincoli a carico del
medesimo (cfr. comma 2);
fino alla predisposizione definitiva della modulistica, prevista
dall’art. 10, comma 5, del decreto, gli elementi e i dati richiesti
dal citato art. 18 possono essere forniti con una comunicazione in
forma libera.
Va evidenziato, altresi’, che le violazioni alle disposizioni di
cui all’art. 18 sono punite con la sanzione amministrativa prevista
dall’art. 22, comma 1, del decreto n. 114.
Le regole sopra richiamate, per via del fatto che l’art. 18
concerne le forme speciali di vendita al dettaglio, si applicano
unicamente agli operatori che svolgono l’attivita’ di acquisto per
la rivendita ai consumatori finali.
Per quel che concerne la vendita all’ingrosso, infatti, il
grossista e’ tenuto unicamente a dichiarare, al momento
dell’iscrizione al registro delle imprese, il possesso dei
requisiti morali, nonche’ quelli professionali, di cui all’art. 5
del decreto, qualora venda prodotti appartenenti al settore
merceologico alimentare.
Va rilevato, altresi’, che le disposizioni del decreto n. 114
applicabili riguardano unicamente i soggetti menzionati dal
medesimo che svolgono attivita’ economica concernente l’acquisto di
prodotti ai fini della successiva rivendita.
Ne consegue, pertanto, che tale disciplina non si applica alla
figura degli intermediari come gli agenti di commercio, ovvero gli
agenti di affari in mediazione, i quali sono tenuti al rispetto
delle regole civilistiche, amministrative e fiscali che concernono
lo svolgimento di dette attivita’, a cominciare dall’obbligatoria
iscrizione ai relativi ruoli tenuti dalla camera di commercio e
all’apertura della partita I.V.A.
Va rilevato, altresi’, che l’art. 4, nel definire le figure del
dettagliante e del grossista, evidenzia il carattere di
professionalita’ nell’organizzazione e conduzione dell’attivita’:
restano, pertanto, escluse dall’applicazione del decreto le
attivita’ esercitate in maniera meramente occasionale, fatte salve
le diverse indicazioni contenute nella legislazione fiscale.
Tutto cio’ premesso, in caso di esercizio congiunto di commercio
all’ingrosso e al dettaglio per via elettronica, la scrivente,
relativamente al divieto di cui all’art. 26, comma 2, precisa
quanto segue.
L’operatore che intenda vendere sia all’ingrosso sia al dettaglio
ha facolta’ di…

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