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Interventi urgenti per le aree a rischio idrogeologico molto elevato e in materia di protezione civile, nonche' a favore delle zone della regione Calabria danneggiate dalle calamita' idrogeologiche di settembre ed ottobre 2000.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;
Vista la legge 18 maggio 1989, n. 183;
Vista la legge 24 febbraio 1992, n. 225;
Visto il decreto-legge 11 giugno 1998, n. 180, convertito, con
modificazioni, dalla legge 3 agosto 1998, n. 267, e successive
modificazioni;
Ritenuta la straordinaria necessita’ ed urgenza di realizzare
misure di salvaguardia nelle aree a rischio idrogeologico molto
elevato e in materia di protezione civile, al fine di immediata e
maggiore prevenzione;
Ritenuta la straordinaria necessita’ ed urgenza di adottare
interventi a favore delle zone della regione Calabria in dipendenza
dei danni derivati dalle calamita’ idrogeologiche di settembre ed
ottobre 2000;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 6 ottobre 2000;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, del
Ministro dell’ambiente, del Ministro dell’interno delegato per il
coordinamento della protezione civile e del Ministro dei lavori
pubblici, di concerto con il Ministro del tesoro, del bilancio e
della programmazione economica, con il Ministro per gli affari
regionali, con il Ministro per le politiche comunitarie, con il
Ministro delle finanze, con il Ministro dell’industria, del
commercio e dell’artigianato e del commercio con l’estero e con il
Ministro della difesa;
E m a n a il seguente decreto-legge:
Art. 1.
Interventi per le aree a rischio idrogeologico e in materia di
protezione civile
1. Le misure di salvaguardia per le aree a rischio molto elevato
definite nell’atto di indirizzo e coordinamento emanato per
l’individuazione dei criteri relativi agli adempimenti di cui
all’articolo 1, commi 1 e 2, del decreto-legge 11 giugno 1998, n.
180, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 1998, n.
267, e successive modificazioni, di seguito denominato: “decreto-
legge n. 180 del 1998”, si applicano, sino al compimento della
perimetrazione prevista dall’articolo 1, comma 1-bis, del medesimo
decreto-legge, conriferimento alle tipologie di dissesto
idrogeologico presenti in ciascuna area e fatte salve le piu’
restrittive misure di salvaguardia gia’ in vigore:
a) alle aree ricomprese nel limite di 150 metri dalle ripe o dalle
opere di difesa idraulica dei laghi, fiumi ed altri corsi d’acqua,
situati nei territori dei comuni per i quali lo stato di emergenza,
dichiarato ai sensi dell’articolo 5 della legge 24 febbraio 1992,
n. 225, e’ stato determinato da fenomeni di inondazione, nonche’
dei comuni o delle localita’ indicate come ad alto rischio
idrogeologico nei piani straordinari di cui all’articolo 1, comma 1-
bis, del decreto-legge n. 180 del 1998, indicati nelle tabelle A e
B, allegate al presente decreto;
b) nelle aree ad alta probabilita’ di inondazione, come definite
nell’atto di indirizzo e coordinamento di cui al comma 1 ed
identificate con delibera dei comitati istituzionali delle
autorita’ di bacino nazionali e interregionali, o dalle regioni,
per i restanti bacini idrografici.
2. Le tabelle di cui alla lettera a) del comma 1 sono aggiornate
con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta
del Comitato dei Ministri di cui all’articolo 4 della legge 18
maggio 1989, n. 183.
3. Ai fini dell’approvazione o eventuale modificazione dei piani,
delle perimetrazioni o delle misure di salvaguardia di cui
all’articolo 1, commi 1 e 1-bis, del decreto-legge n. 180 del 1998,
il Presidente del Consiglio dei Ministri o il Ministro da lui
delegato, puo’ convocare, ai sensi dell’articolo 14 della legge 7
agosto 1990, n. 241, un’apposita conferenza di servizi della quale
e’ redatto verbale contenente le determinazioni ivi assunte. Del
verbale e’ data pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana e nel Bollettino ufficiale delle regioni o
delle province autonome.
4. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del
presente decreto, gli organi di protezione civile provvedono a
predisporre per le aree di cui al comma 1 piani di emergenza
contenenti le misure di salvaguardia dell’incolumita’ delle
popolazioni interessate, compreso il preallertamento, l’allarme e
la messa in salvo preventiva.
5. Per l’attuazione degli interventi e delle misure di salvaguardia
di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto-legge n. 180 del 1998,
e con le procedure ivi previste, e’ autorizzata la spesa di lire
110.000 milioni per l’anno 2000, da iscriversi nell’apposita unita’
previsionale di base dello stato di previsione del Ministero
dell’ambiente. Al conseguente onere si provvede mediante
corrispondente riduzione degli stanziamenti iscritti, quanto a lire
38.000 milioni, nell’ambito dell’unita’ previsionale di base di
parte corrente “fondo speciale” e, quanto a lire 72.000 milioni,
nell’ambito dell’unita’ previsionale di base di parte capitale
“fondo speciale” dello stato di previsione del Ministero del
tesoro, del bilancio e della programmazione economica, per l’anno
2000, allo scopo parzialmente utilizzando gli accantonamenti
relativi al Ministero dell’ambiente.
6. Per l’attuazione del programma di potenziamento delle reti di
monitoraggio meteo-idro-pluviometrico elaborato ai sensi
dell’articolo 2, comma 7, del decretolegge n. 180 del 1998, sono
adottate le ordinanze di cui all’articolo 5, comma 2, della legge
24 febbraio 1992, n. 225. A tale fine e’ autorizzata la spesa di
lire 30.000 milioni per l’anno 2000 da iscriversi nell’unita’
previsionale di base 22.1.2.1 dello stato di previsione del
Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione
economica. Al conseguente onere si provvede mediante corrispondente
riduzione dello stanziamento iscritto, nell’ambito dell’unita’
previsionale di base di parte corrente “fondo speciale” dello stato
di previsione del Ministero del tesoro, del bilancio e della
programmazione economica per l’anno 2000, allo scopo parzialmente
utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero dell’ambiente.
7. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente
decreto, il Dipartimento della protezione civile, avvalendosi del
Gruppo nazionale per la difesa dalle catastrofi idrogeologiche del
Consiglio nazionale per le ricerche, predispone un programma per
assicurare un’adeguata copertura di radar meteorologici del
territorio nazionale. Il programma e’ attuato nel limite di spesa
complessivo di lire 25.000 milioni per ciascuno degli anni 2001 e
2002, comprensivo del costo di funzionamento e gestione del sistema
per 24 mesi. Al relativo onere si provvede mediante corrispondente
riduzione, per gli anni 2001 e 2002, dell’autorizzazione di spesa
di cui all’articolo 6, comma 1, del decreto-legge 3 maggio 1991, n.
142, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 luglio 1991, n.
195, cosi’ come determinata dalla tabella C della legge 23 dicembre
1999, n. 488, volta ad assicurare il finanziamento del Fondo per la
protezione civile.
Art. 2.
Attivita’ straordinaria di polizia idraulica
1. Gli uffici preposti ad esercitare le competenze derivanti dal
regio decreto 25 luglio 1904, n. 523, provvedono ad effettuare,
nell’ambito degli ordinari stanziamenti di bilancio, entro sessanta
giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto,
un’attivita’ straordinaria di sorveglianza sui corsi d’acqua
demaniali e sulle relative pertinenze a mezzo sistematici
sopralluoghi finalizzati a rilevare le situazioni che possono
determinare pericolo, sia a carattere incombente che potenziale,
per le persone e le cose.
2. Le rilevazioni sono effettuate ponendo particolare attenzione
su:
a) le opere e gli insediamenti presenti in alveo e nelle relative
pertinenze;
b) i restringimenti nelle sezioni di deflusso prodotti dagli
attraversamenti o da altre opere esistenti;
c) le situazioni d’impedimento al regolare deflusso delle acque;
d) l’apertura di cave ed il prelievo di materiale litoide;
e) le situazioni di dissesto, in atto o potenziale, delle sponde e
degli argini;
f) l’efficienza e la funzionalita’ delle opere idrauliche
esistenti, il loro stato di conservazione;
g) qualsiasi altro elemento che possa dar luogo a situazione di
allarme.
3. Di ciascun sopralluogo e’ redatto verbale che riporta le
rilevazioni effettuate, unitamente a brevi note di commento in
ordine alle situazioni di pericolo ed alle necessita’ di intervento
urgente.
I verbali sono raccolti dagli uffici di cui al comma 1, che
redigono una relazione finale contenente le proposte di intervento
mirate ad eliminare le situazioni di pericolo incombente e di
pericolo potenziale non affrontabili con intervento non strutturali
o di tipo manutentivo. La relazione finale e’ inviata al Comitato
dei Ministri di cui all’articolo 4 della legge 18 maggio 1989, n.
183.
4. Per l’espletamento delle attivita’ previste dal presente
articolo sono chiamati a collaborare gli uffici dei provveditorati
alle opere pubbliche, del Corpo forestale dello Stato e degli enti
locali, gli uffici tecnici erariali, gli altri uffici regionali
aventi competenza nel settore idrogeologico, i consorzi di
bonifica.
5. Nelle situazioni di carenza di personale tecnico, gli uffici di
cui al comma 1 possono ricorrere a forme di consulenza libero-
professionale, da retribuire a vacazione ai sensi dell’articolo 32
della legge 2 marzo 1949, n. 144, e successive modificazioni. A
tale fine e’ autorizzata la spesa di lire 3.000 milioni per l’anno
2000 da iscriversi nell’unita’ previsionale di base 4.1.1.0 dello
stato di previsione del Ministero dei lavori pubblici. Al relativo
onere si provvede mediante corrispondente riduzione dello
stanziamento iscritto nell’ambito dell’unita’ previsionale di base
di parte corrente “fondo speciale” dello stato di previsione del
Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica
per l’anno 2000, allo scopo parzialmente utilizzando
l’accantonamento relativo al Ministero dell’ambiente.
Art. 3.
Ulteriori forme di controllo sul territorio
1. Ad integrazione delle attivita’ di cui all’articolo 2, gli
uffici regionali, in collaborazione con il Corpo forestale dello
Stato, le comunita’ montane e le associazioni di volontariato
interessate, effettuano, nell’ambito degli ordinari stanziamenti di
bilancio, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del
presente decreto, una ricognizione sullo stato di conservazione
delle opere eseguite per la sistemazione dei versanti, indicando le
ulteriori esigenze di intervento, a carattere puntuale e di tipo
manutentivo, finalizzate a costruire un diffuso sistema di
protezione idrogeologica, con conseguente miglioramento
generalizzato delle condizioni di rischio, soprattutto a beneficio
dei territori di pianura.
2. I risultati delle rilevazioni disposte dal comma 1 sono inviati
al Comitato dei Ministri di cui all’articolo 2, comma 3, in modo da
rappresentare complessivamente le esigenze di intervento diffuso
sul territorio nel settore idrogeologico.
Art. 4.
Interventi urgenti a favore delle zone della regione Calabria
danneggiate dalle calamita’ idrogeologiche di settembre ed ottobre
2000.
1. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente
decreto, il Ministro dell’interno delegato per il coordinamento
della protezione civile individua i comuni della regione Calabria
interessati dalle calamita’ idrogeologiche del settembre e ottobre
2000.
2. Ai soggetti residenti nella regione Calabria proprietari, alla
data delle calamita’ di cui al comma 1, di unita’ immobiliari ad
uso di abitazione principale, distrutte o non ripristinabili a
causa delle stesse calamita’, e’ assegnato un contributo a fondo
perduto pari alla spesa per la demolizione, per la ricostruzione,
per la nuova costruzione o per l’acquisto nello stesso comune di un
alloggio di civile abitazione, di superficie utile abitabile
corrispondente a quella dell’unita’ immobiliare andata distrutta o
non ripristinabile, fino ad un limite massimo di 200 metri quadrati
e per un valore a metro quadrato non superiore ai limiti massimi di
costo per gli interventi di nuova edificazione di edilizia
residenziale sovvenzionata, come determinati dalla regione ai sensi
della legge 5 agosto 1978, n. 457, e successive modificazioni. I
relitti delle unita’ immobiliari non ricostruite nel medesimo sito
sono demoliti a cura del proprietario e l’area di risulta e’
acquisita al patrimonio indisponibile del comune.
3. Ai soggetti proprietari di unita’ immobiliari gravemente
danneggiati dalle calamita’ di cui al comma 1, ma ripristinabili,
e’ assegnato un contributo a fondo perduto fino al 75 per cento del
valore dei danni subiti, con priorita’ per le abitazioni
principali, al fine del recupero delle medesime unita’ immobiliari.
4. Alle imprese industriali, agro-industriali, agricole,
commerciali, di servizi che hanno subito, in conseguenza delle
calamita’ di cui al comma 1, gravi danni a beni immobili o mobili
di loro proprieta’, ivi comprese le scorte, e’ assegnato un
contributo a fondo perduto fino al 40 per cento del valore dei
danni subiti, nel limite massimo di complessive lire 300 milioni
per ciascuna impresa.
5. Alle imprese di cui al comma 4 sono concessi, altresi’,
finanziamenti in conto interessi fino ad un ulteriore 35 per cento
del valore dei danni subiti, fermo restando, a carico del
beneficiario, un onere non inferiore al 2 per cento della rata di
ammortamento.
6. Ai soggetti residenti nei comuni di cui al comma 1, che hanno
subito la distruzione o il danneggiamento grave di beni mobili o di
beni mobili registrati di loro proprieta’ in conseguenza degli
eventi calamitosi di cui al comma 1, e’ assegnato un contributo a
fondo perduto fino al 60 per cento del valore dei danni subiti,
accertato con le modalita’ di cui al comma 9, nel limite massimo
complessivo di lire 50 milioni per ciascun nucleo familiare.
7. Le disposizioni del presente articolo non si applicano nei casi
in cui le unita’ immobiliari sono state realizzate in difformita’ o
in assenza delle autorizzazioni o concessioni previste dalla legge.
8. Le provvidenze concesse, per le calamita’ di cui al comma 1, con
ordinanze del Ministro dell’interno delegato per il coordinamento
della protezione civile costituiscono anticipazione dei benefici di
cui al presente articolo.
9. I prefetti territorialmente competenti, avvalendosi dei comuni
interessati, provvedono all’accertamento definitivo dei danni e
alla concessione dei contributi di cui al presente articolo. Le
province interessate provvedono, sulla base dello stesso
accertamento definitivo dei danni, a concedere i benefici di cui al
comma 5. Il Dipartimento della protezione civile emana disposizioni
per assicurare l’omogeneita’ degli interventi.
10. All’onere per gli interventi di cui ai commi 2, 3, 4 e 6 si
provvede a carico delle disponibilita’ assegnate ai prefetti
dall’articolo 1 dell’ordinanza del Ministro dell’interno delegato
per il coordinamento della protezione civile n. 3081 del 12
settembre 2000, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 220 del 20
settembre 2000. Detta disponibilita’ e’ incrementata di lire 50.000
milioni che vengono trasferiti ai prefetti dalle province
interessate a valere sulle risorse di cui all’articolo 3 della
medesima ordinanza, secondo una ripartizione stabilita dal
Dipartimento della protezione civile in rapporto alle esigenze.
Agli oneri di cui al comma 5 provvedono le province a valere sulle
disponibilita’ di cui al medesimo articolo 3 della citata
ordinanza.
Art. 5.
Disposizioni relative al servizio di leva nelle zone della regione
Calabria interessate dagli eventi calamitosi del settembre e
ottobre 2000; sospensione di termini fiscali e previdenziali.
1. I soggetti residenti alla data delle calamita’ di cui
all’articolo 4, comma 1, nei comuni della regione Calabria
individuati ai sensi del medesimo articolo 4, comma 1, interessati
al servizio militare per gli anni 2000 e 2001, sono utilizzati a
domanda, anche se gia’ incorporati o in servizio, come coadiutori
del personale dello Stato, delle regioni o degli enti locali per le
esigenze connesse alla realizzazione degli interventi necessari a
fronteggiare le conseguenze dell’emergenza; quelli interessati per
gli stessi anni al servizio civile, sono assegnati con priorita’
agli enti convenzionati per l’impiego degli obiettori di coscienza
di cui al comma 3 o, se gia’ in servizio, trasferiti a domanda agli
stessi enti per far fronte alle medesime esigenze.
2. I soggetti interessati al servizio militare che intendono
beneficiare delle disposizioni di cui al comma 1 devono presentare
domanda, se gia’ alle armi, ai rispettivi comandi di corpo e, se
ancora da incorporare, ai distretti militari di appartenenza. I
comandi militari competenti, sulla base delle esigenze
rappresentate dalle amministrazioni dello Stato, dalle regioni o
dagli enti locali, assegnano, previa convenzione, i predetti
soggetti, tenendo conto delle professionalita’ e delle attitudini
individuali. Per il vitto e l’alloggio di tali soggetti si provvede
tenendo conto della ricettivita’ delle caserme e della
disponibilita’ dei comuni, nonche’ autorizzando il pernottamento ed
eventualmente il vitto presso le rispettive abitazioni.
L’assegnazione dei militari di leva alle amministrazioni che hanno
stipulato una convenzione avverra’ entro venti giorni dalla
presentazione della domanda da parte dei militari stessi.
3. La Presidenza del Consiglio dei Ministri – Ufficio nazionale per
il servizio civile attiva, con procedura d’urgenza, le convenzioni
relative al servizio civile per l’utilizzazione degli obiettori di
coscienza da parte delle amministrazioni dello Stato, enti o
organizzazioni pubbliche e private di cui all’articolo 8, comma 2,
della legge 8 luglio 1998, n. 230, operanti nei territori
interessati dall’emergenza, che hanno gia’ presentato o presentino
domanda, nonche’ ad effettuare le relative assegnazioni.
4. I soggetti di cui al comma 1, le cui abitazioni principali sono
state oggetto di ordinanza di sgombero a seguito di inagibilita’
parziale o totale, vengono, a domanda, dispensati dal servizio di
leva o dal servizio civile e, se gia’ in servizio, collocati in
congedo anticipato. Salvo quanto previsto dall’articolo 9, comma 2,
della legge 27 luglio 2000, n. 212, il Ministro dell’interno
delegato per il coordinamento della protezione civile, con
ordinanza di protezione civile, ai sensi dell’articolo 5 della
legge 24 febbraio 1992, n. 225, adotta, entro trenta giorni dalla
data di entrata in vigore del presente decreto, d’intesa con i
Ministri competenti, misure ed agevolazioni in materia fiscale e
previdenziale a favore dei soggetti danneggiati.
Art. 6.
Modifiche al decreto-legge 11 giugno 1998, n. 180, convertito, con
modificazioni, dalla legge 3 agosto 1998, n. 267, e successive
modificazioni.
1. All’articolo 2, comma 5, del decreto-legge n. 180 del 1998 le
parole: “due anni” sono sostituite dalle seguenti: “non superiore a
due anni”.
2. All’onere derivante dall’applicazione del comma 1, valutato in
lire 600 milioni annui a decorrere dall’anno 2000, si provvede
mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto
nell’ambito dell’unita’ previsionale di base di parte corrente
“fondo speciale” dello stato di previsione del Ministero del
tesoro, del bilancio e della programmazione economica, per l’anno
2000, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo
al Ministero dell’ambiente.
Art. 7.
Agenzia di protezione civile
1. I contratti a tempo determinato degli esperti tecnico-
amministrativi, in servizio presso il Dipartimento della protezione
civile alla data di entrata in vigore del presente decreto, sono
prorogati fino all’avvio del funzionamento dell’Agenzia di
protezione civile, istituita dal capo IV del decreto legislativo 30
luglio 1999, n. 300. Al relativo onere, valutato in lire 6.000
milioni in ragione d’anno, a decorrere dall’anno 2000, si provvede
mediante corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa di
cui all’articolo 6, com-ma 1, del decreto-legge 3 maggio 1991, n.
142, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 luglio 1991, n.
195, come determinata dalla tabella C della legge 23 dicembre 1999,
n. 488, volta ad assicurare il finanziamento del Fondo per la
protezione civile.
Art. 8.
Entrata in vigore
1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a
quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana e sara’ presentato alle Camere per la
conversione in legge.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di
farlo osservare.
Dato a Roma, addi’ 12 ottobre 2000
CIAMPI
Amato, Presidente del Consiglio dei Ministri
Bordon, Ministro dell’ambiente
Bianco, Ministro dell’interno delegato per il coordinamento della
protezione civile
Nesi, Ministro dei lavori pubblici
Visco, Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione
economica
Loiero, Ministro per gli affari regionali
Mattioli, Ministro per le politiche comunitarie
Del Turco, Ministro delle finanze
Letta, Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato e
del commercio con l’estero
Mattarella, Ministro della difesa
Visto, il Guardasigilli: Fassino
Allegato
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pag. 9
pag. 10
pag. 11
pag. 12

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