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Regolamento recante norme per la elaborazione del metodo normalizzato ...

Regolamento recante norme per la elaborazione del metodo normalizzato per definire la tariffa del servizio di gestione del ciclo dei rifiuti urbani.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visto l’articolo 87 della Costituzione;
Visto l’articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400;
Visto il decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, concernente
attuazione delle direttive 91/
156/CEE sui rifiuti, 91/689/CEE sui rifiuti pericolosi e 94/62/CE
sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio, come modificato ed
integrato dal decreto legislativo 8 novembre 1997, n. 389, e dalla
legge 9 dicembre 1998, n. 426, ed in particolare l’articolo 49, che
istituisce la tariffa per la gestione dei rifiuti urbani e
disciplina l’elaborazione di un metodo normalizzato per definire le
componenti dei costi e determinare la tariffa di riferimento;
Considerato che la tariffa di riferimento costituisce la base per
la determinazione della tariffa, nonché per orientare e graduare
nel tempo gli adeguamenti tariffari;
Tenuto conto dell’esigenza di prevedere una fase transitoria per
l’applicazione del nuovo sistema tariffario, al fine di raggiungere
gradualmente la copertura del cento per cento dei costi di gestione
del servizio; di applicare sistemi di regolazione dinamica
differenti a seconda dello scarto esistente tra gettito della
preesistente tassa per lo smaltimento dei rifiuti e costo totale
dei servizi; di incentivare e organizzare l’introduzione della
raccolta differenziata; di raccogliere i dati e gli elementi
necessari per mettere a punto gli standard minimi di servizio, gli
standard dei costi per singole attività attinenti il ciclo dei
servizi di gestione dei rifiuti ed un’eventuale definitiva
parametrizzazione presuntiva di riferimento del quantitativo di
rifiuti conferito dalle singole tipologie di utenza, da approvarsi
con provvedimento successivo;
Considerato, altresì, che la tariffa è determinata dagli enti
locali, anche in relazione al piano finanziario degli interventi
relativi al servizio, ed applicata dai soggetti gestori nel
rispetto della convenzione e del relativo disciplinare;
Vista la legge 25 gennaio 1994, n. 70, recante norme per la
semplificazione degli adempimenti in materia ambientale, sanitaria
e di sicurezza pubblica, nonché per l’attuazione del sistema di
ecogestione e di audit ambientale;
Acquisito il parere della Conferenza unificata, istituita ai sensi
del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281;
Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla Sezione
consultiva per gli atti normativi nell’adunanza del 27 luglio 1998;
Ritenuto di doversi adeguare alle osservazioni formulate dalla
Corte dei conti in data 30 settembre 1998;
Viste le deliberazioni del Consiglio dei Ministri, adottate nelle
riunioni del 6 agosto 1998 e del 16 aprile 1999;
Sulla proposta del Ministro dell’ambiente, di concerto con il
Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato;
Emana il seguente regolamento:
1. Metodo normalizzato.
1. é approvato il metodo normalizzato per la definizione delle
componenti di costo da coprirsi con le entrate tariffarie e per la
determinazione della tariffa di riferimento relativa alla gestione
dei rifiuti urbani, riportato nell’allegato 1 al presente decreto.
2. Tariffa di riferimento.
1. La tariffa di riferimento rappresenta l’insieme dei criteri e
delle condizioni che devono essere rispettati per la determinazione
della tariffa da parte degli enti locali.
2. La tariffa di riferimento a regime deve coprire tutti i costi
afferenti al servizio di gestione dei rifiuti urbani e deve
rispettare la equivalenza di cui al punto 1 dell’allegato 1.
3. Determinazione della tariffa.
1. Sulla base della tariffa di riferimento di cui all’articolo 2,
gli enti locali individuano il costo complessivo del servizio e
determinano la tariffa, anche in relazione al piano finanziario
degli interventi relativi al servizio e tenuto conto degli
obiettivi di miglioramento della produttività e della qualità del
servizio fornito e del tasso di inflazione programmato.
2. La tariffa è composta da una parte fissa, determinata in
relazione alle componenti essenziali del costo del servizio,
riferite in particolare agli investimenti per le opere e dai
relativi ammortamenti, e da una parte variabile, rapportata alle
quantità di rifiuti conferiti, al servizio fornito e all’entità dei
costi di gestione.
3. Le voci di costo da coprire rispettivamente attraverso la parte
fissa e la parte variabile della tariffa sono indicate al punto 3
dell’allegato 1.
4. Articolazione della tariffa.
1. La tariffa, determinata ai sensi dell’articolo 3, è articolata
nelle fasce di utenza domestica e non domestica.
2. L’ente locale ripartisce tra le categorie di utenza domestica e
non domestica l’insieme dei costi da coprire attraverso la tariffa
secondo criteri razionali, assicurando l’agevolazione per l’utenza
domestica di cui all’articolo 49, comma 10, del decreto legislativo
5 febbraio 1997, n. 22 .
3. A livello territoriale la tariffa è articolata con riferimento
alle caratteristiche delle diverse zone del territorio comunale, ed
in particolare alla loro destinazione a livello di pianificazione
urbanistica e territoriale, alla densità abitativa, alla frequenza
e qualità dei servizi da fornire, secondo modalità stabilite dal
comune.
5. Calcolo della tariffa per le utenze domestiche.
1. Stabilito, ai sensi dell’articolo 4, comma 2, l’importo
complessivo dovuto a titolo di parte fissa dalla categoria delle
utenze domestiche, la quota fissa da attribuire alla singola utenza
domestica viene determinata secondo quanto specificato nel punto
4.1 dell’allegato 1 al presente decreto, in modo da privilegiare i
nuclei familiari più numerosi e le minori dimensioni dei locali.
2. La parte variabile della tariffa è rapportata alla quantità di
rifiuti indifferenziati e differenziati, specificata per kg,
prodotta da ciascuna utenza. Gli enti locali che non abbiano
validamente sperimentato tecniche di calibratura individuale degli
apporti possono applicare un sistema presuntivo, prendendo a
riferimento la produzione media comunale procapite, desumibile da
tabelle che saranno predisposte annualmente sulla base dei dati
elaborati dalla Sezione nazionale del Catasto dei rifiuti.
3. [Per il 2000 i comuni tenuti, ai sensi dell’articolo 11, comma
3, del presente decreto, a dare immediata applicazione al metodo
normalizzato, prendono a riferimento la produzione media procapite
ricavata sulla base di quanto comunicato per l’anno 1998 ai sensi
della legge 25 gennaio 1994, n. 70] .
4. La quota variabile della tariffa relativa alla singola utenza
viene determinata applicando un coefficiente di adattamento secondo
la procedura indicata nel punto 4.2 dell’allegato 1 al presente
decreto.
6. Calcolo della tariffa per le utenze non domestiche.
1. Per le comunità, per le attività commerciali, industriali,
professionali e per le attività produttive in genere, la parte
fissa della tariffa è attribuita alla singola utenza sulla base di
un coefficiente relativo alla potenziale produzione di rifiuti
connessa alla tipologia di attività per unità di superficie
assoggettabile a tariffa e determinato dal comune nell’ambito degli
intervalli indicati nel punto 4.3 dell’allegato 1 al presente
decreto.
2. Per l’attribuzione della parte variabile della tariffa gli enti
locali organizzano e strutturano sistemi di misurazione delle
quantità di rifiuti effettivamente conferiti dalle singole utenze.
Gli enti locali non ancora organizzati applicano un sistema
presuntivo, prendendo a riferimento per singola tipologia di
attività la produzione annua per mq ritenuta congrua nell’ambito
degli intervalli indicati nel punto 4.4 dell’allegato 1.
7. Agevolazioni e coefficienti di riduzione.
1. Gli enti locali assicurano le agevolazioni per la raccolta
differenziata previste al comma 10 dell’articolo 49 del decreto
legislativo 5 febbraio 1997, n. 22 , attraverso l’abbattimento
della parte variabile della tariffa per una quota, determinata dai
medesimi enti, proporzionale ai risultati, singoli o collettivi,
raggiunti dalle utenze in materia di conferimento a raccolta
differenziata.
2. Per le utenze non domestiche, sulla parte variabile della
tariffa è applicato un coefficiente di riduzione, da determinarsi
dall’ente locale, proporzionale alle quantità di rifiuti assimilati
che il produttore dimostri di aver avviato a recupero mediante
attestazione rilasciata dal soggetto che effettua l’attività di
recupero dei rifiuti stessi.
3. L’ente locale può elaborare coefficienti di riduzione che
consentano di tenere conto delle diverse situazioni relative alle
utenze domestiche e non domestiche non stabilmente attive sul
proprio territorio.
8. Piano finanziario.
1. Ai fini della determinazione della tariffa ai sensi dell’art.
49, comma 8, del decreto legislativo n. 22 del 1997, il soggetto
gestore del ciclo dei rifiuti urbani di cui all’art. 23 del decreto
legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, e successive modificazioni e
integrazioni, ovvero i singoli comuni, approvano il piano
finanziario degli interventi relativi al servizio di gestione dei
rifiuti urbani, tenuto conto della forma di gestione del servizio
prescelta tra quelle previste dall’ordinamento.
2. Il piano finanziario comprende:
a) il programma degli interventi necessari;
b) il piano finanziario degli investimenti;
c) la specifica dei beni, delle strutture e dei servizi
disponibili, nonché il ricorso eventuale all’utilizzo di beni e
strutture di terzi, o all’affidamento di servizi a terzi;
d) le risorse finanziarie necessarie;
e) relativamente alla fase transitoria, il grado attuale di
copertura dei costi afferenti alla tariffa rispetto alla
preesistente tassa su…

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