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Disciplina delle attività di pulizia, di disinfezione, di disinfestazione, di derattizzazione e di sanificazione.

LEGGE 25/1/1994 N.82
1. Le imprese che svolgono attività di pulizia, di disinfezione, di
disinfestazione, di derattizzazione o di sanificazione, di seguito
denominate “imprese di pulizia”, sono iscritte nel registro delle
ditte di cui al testo unico approvato con regio decreto 20
settembre 1934, n. 2011, e successive modificazioni, o nell’albo
provinciale delle imprese artigiane di cui all’articolo 5 della
legge 8 agosto 1985, n. 443, qualora presentino i requisiti
previsti dalla presente legge.
2. Con decreto del Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato, emanato entro novanta giorni dalla data di
entrata in vigore della presente legge, sono definiti, agli effetti
della presente legge:
a) le attività di pulizia, di disinfezione, di disinfestazione, di
derattizzazione e di sanificazione;
b) i requisiti di capacità economico-finanziaria, tecnica ed
organizzativa delle imprese che svolgono le attività di cui alla
lettera a), che devono essere certificati ai sensi della normativa
in materia;
c) la misura del contributo per l’iscrizione nel registro delle
ditte o nell’albo provinciale delle imprese artigiane di cui al
comma 1, nonché le relative modalità di versamento;
d) le fasce nelle quali devono essere classificate, nel registro
delle ditte o nell’albo provinciale delle imprese artigiane, le
imprese di pulizia, tenuto conto del volume d’affari al netto
dell’IVA, ai fini della partecipazione, secondo la normativa
comunitaria, alle procedure di affidamento dei servizi di cui alla
presente legge.
3. Le imprese di pulizia comunicano alla camera di commercio,
industria, artigianato e agricoltura o alla commissione provinciale
per l’artigianato ogni variazione dei requisiti definiti ai sensi
del comma 2, lettera b), nei termini stabiliti dal decreto del
Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato di cui al
medesimo comma 2.
2. Requisiti di onorabilità.
1. Le imprese di pulizia possono richiedere l’iscrizione nel
registro delle ditte o nell’albo provinciale delle imprese
artigiane qualora nei confronti dei soggetti di cui al comma 2:
a) non sia stata pronunciata sentenza penale definitiva di condanna
o non siano in corso procedimenti penali nei quali sia già stata
pronunciata sentenza di condanna per reati non colposi a pena
detentiva superiore a due anni o sentenza di condanna per reati
contro la fede pubblica o il patrimonio, o alla pena accessoria
dell’interdizione dall’esercizio di una professione o di un’arte o
dell’interdizione dagli uffici direttivi delle imprese, salvo che
sia intervenuta la riabilitazione;
b) non sia stata svolta o non sia in corso procedura fallimentare,
salvo che sia intervenuta la riabilitazione ai sensi degli articoli
142, 143 e 144 delle disposizioni approvate con regio decreto 16
marzo 1942, n. 267;
c) non siano state applicate misure di sicurezza o di prevenzione
ai sensi delle leggi 27 dicembre 1956, n. 1423, 10 febbraio 1962,
n. 57, 31 maggio 1965, n. 575, e 13 settembre 1982, n. 646, e
successive modificazioni, o non siano in corso procedimenti penali
per reati di stampo mafioso;
d) non sia stata pronunciata sentenza penale definitiva di condanna
per il reato di cui all’articolo 513-bis del codice penale;
e) non siano state accertate contravvenzioni per violazioni di
norme in materia di lavoro, di previdenza e di assicurazione
obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie
professionali, non conciliabili in via amministrativa.
2. I requisiti di onorabilità di cui al comma 1 devono essere
posseduti:
a) nel caso di impresa di pulizia individuale, dal titolare di essa
e, quando questi abbia preposto all’esercizio dell’impresa, di un
ramo di essa o di una sua sede un institore o un direttore, anche
da questi ultimi;
b) nel caso di impresa di pulizia che abbia forma di società, da
tutti i soci per le società in nome collettivo, dai soci
accomandatari per le società in accomandita semplice o per azioni,
dagli amministratori per ogni altro tipo di società, ivi comprese
le cooperative.
3. Iscrizione delle imprese di pulizia di Stati non appartenenti
alla Comunità europea.
1. Le imprese di pulizia di uno Stato non appartenente alla
Comunità europea possono essere iscritte nel registro delle ditte o
nell’albo provinciale delle imprese artigiane ai sensi
dell’articolo 1, se hanno in Italia una sede legale anche
secondaria e a condizione di reciprocità con lo Stato di
appartenenza.
4. Sospensione, cancellazione e reiscrizione.
1. Il Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato
stabilisce con proprio decreto, da emanare entro novanta giorni
dalla data di entrata in vigore della presente legge, i casi e le
relative modalità di sospensione, di cancellazione e di
reiscrizione delle imprese di pulizia nel registro delle ditte o
nell’albo provinciale delle imprese artigiane.
2. Con il decreto di cui al comma 1 sono altresì stabiliti i casi
in cui l’impresa di pulizia, la cui iscrizione sia stata sospesa, è
autorizzata a proseguire l’esecuzione dei contratti.
3. La sospensione, la cancellazione nonché l’applicazione delle
sanzioni amministrative per le imprese di pulizia iscritte nel
registro delle ditte sono decise dalla giunta della camera di
commercio, industria, artigianato e agricoltura.
4. Prima di decidere, la giunta comunica all’impresa di pulizia i
fatti da valutare ai fini della decisione, assegnando un termine
non inferiore a trenta giorni per la presentazione di memorie.
5. L’impresa di pulizia deve essere sentita quando, nel termine di
cui al comma 4, ne faccia richiesta. I provvedimenti di cui al
comma 3 sono motivati e notificati all’impresa.
6. Avverso le decisioni della giunta di cui al comma 3 può essere
esperito ricorso al Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato entro sessanta giorni dalla notifica della
decisione.
5. Obblighi delle pubbliche amministrazioni.
1. Negli appalti di servizi relativi alle attività di cui alla
presente legge le pubbliche amministrazioni si conformano alle
disposizioni della direttiva 92/50/CEE del Consiglio, del 18 giugno
1992.
2. Le pubbliche amministrazioni procedono al pagamento del
corrispettivo dovuto alle imprese di pulizia, previa esibizione da
parte di queste ultime della documentazione attestante il
versamento dei contributi previdenziali e dei contributi
assicurativi obbligatori per gli infortuni sul lavoro e le malattie
professionali dei dipendenti.
6. Sanzioni.
1. Al titolare di impresa di pulizia individuale, all’institore
preposto ad essa o ad un suo ramo o ad una sua sede, e agli
amministratori di impresa di pulizia che abbia forma di società,
ivi comprese le cooperative, che non eseguono nei termini
prescritti le comunicazioni previste dall’articolo 1, comma 3, si
applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da
lire quattrocentomila a lire unmilioneduecentomila.
2. Qualora l’impresa di pulizia eserciti le attività di cui alla
presente legge senza essere iscritta nel registro delle ditte o
nell’albo provinciale delle imprese artigiane, o nonostante
l’avvenuta sospensione, ovvero dopo la cancellazione, il titolare
dell’impresa individuale, l’institore preposto ad essa o ad un suo
ramo o ad una sua sede, tutti i soci in caso di società in nome
collettivo, i soci accomandatari in caso di società in accomandita
semplice o per azioni, ovvero gli amministratori in ogni altro tipo
di società, ivi comprese le cooperative, sono puniti con la
reclusione fino a sei mesi o con la multa da lire duecentomila a
lire un milione.
3. Qualora l’impresa di pulizia affidi lo svolgimento delle
attività di cui alla presente legge ad imprese che versino nelle
situazioni sanzionabili di cui al comma 2, il titolare dell’impresa
individuale, l’institore preposto ad essa o ad un suo ramo o ad una
sua sede, tutti i soci in caso di società in nome collettivo, i
soci accomandatari in caso di società in accomandita semplice o per
azioni, ovvero gli amministratori in ogni altro tipo di società,
ivi comprese le cooperative, sono puniti con la reclusione fino a
sei mesi o con la multa da lire duecentomila a lire un milione.
4. A chiunque stipuli contratti per lo svolgimento di attività di
cui alla presente legge, o comunque si avvalga di tali attività a
titolo oneroso, con imprese di pulizia non iscritte o cancellate
dal registro delle ditte o dall’albo provinciale delle imprese
artigiane, o la cui iscrizione sia stata sospesa, si applica la
sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire un
milione a lire due milioni. Qualora tali contratti siano stipulati
da imprese o enti pubblici, ai medesimi si applica la sanzione
amministrativa del pagamento di una somma da lire dieci milioni a
lire cinquanta milioni.
5. I contratti stipulati con imprese di pulizia non iscritte o
cancellate dal registro delle ditte o dall’albo provinciale delle
imprese artigiane, o la cui iscrizione sia stata sospesa, sono
nulli.
7. Disposizioni transitorie.
1. Le imprese di pulizia che svolgono le attività di cui alla
presente legge alla data della sua entrata in vigore possono
continuare ad esercitarle, purché presentino domanda di iscrizione
nel registro delle ditte o nell’albo provinciale delle imprese
artigiane, corredata dalla certificazione di cui all’articolo 1,
comma 2, lettera b), entro novanta giorni dalla data di emanazione
del decreto di cui al medesimo articolo 1, comma 2, dimostrando di
aver effettuato le attività di cui alla presente legge prima della
data della sua entrata in vigore.
2. Fin…

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