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Definizione ed ampliamento delle attribuzioni della Conferenza permane...

Definizione ed ampliamento delle attribuzioni della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano ed unificazione, per le materie ed i compiti di interesse comune delle regioni, delle province e dei comuni, con la Conferenza Stato-città ed autonomie locali .

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
Vista la legge 15 marzo 1997, n. 59, recante delega al Governo per
il conferimento di funzioni e compiti amministrativi alle regioni
ed enti locali, per la riforma della pubblica amministrazione e per
la semplificazione amministrativa;
Visto in particolare l’articolo 9 della legge 15 marzo 1997, n. 59,
che conferisce al Governo la delega ad adottare apposito decreto
legislativo per la definizione e l’ampliamento delle attribuzioni
della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni
e le province autonome di Trento e di Bolzano e la sua
unificazione, per le materie ed i compiti di interesse comune delle
regioni, delle province e dei comuni, con la Conferenza Stato-città
ed autonomie locali;
Vista l’intesa intervenuta tra il Ministero degli affari esteri ed
i presidenti delle regioni e province autonome il 23 gennaio 1997,
circa le modalità del concorso delle regioni in vista della
definizione della politica nazionale in sede Unione europea;
Sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le
regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano;
Sentita la Conferenza Stato-città ed autonomie locali allargata ai
rappresentanti delle comunità montane;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 5 agosto 1997;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, di
concerto con il Ministro dell’interno e con il Ministro per la
funzione pubblica e gli affari regionali;
Emana il seguente decreto legislativo:
Capo I – Disposizioni generali
1. Ambito della disciplina.
1. In attuazione dell’articolo 9 della legge 15 marzo 1997, n. 59,
e ferme restando le competenze ad essa attribuite, il presente
decreto disciplina le attribuzioni della Conferenza permanente per
i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di
Trento e di Bolzano, di seguito denominata “Conferenza Stato-
regioni”, e la sua unificazione, per le materie ed i compiti di
interesse comune, con la Conferenza Stato-città ed autonomie
locali.
2. Ulteriori compiti e funzioni potranno essere attribuiti
contestualmente alla definitiva individuazione, ai sensi
dell’articolo 3, comma 1, lettera c), della legge 15 marzo 1997, n.
59, delle procedure e degli strumenti di raccordo fra i livelli di
governo.
Capo II – Conferenza Stato-regioni
2. Compiti.
1. Al fine di garantire la partecipazione delle regioni e delle
province autonome di Trento e di Bolzano a tutti i processi
decisionali di interesse regionale, interregionale ed
infraregionale, la Conferenza Stato-regioni:
a) promuove e sancisce intese, ai sensi dell’articolo 3;
b) promuove e sancisce accordi di cui all’articolo 4;
c) nel rispetto delle competenze del Comitato interministeriale per
la programmazione economica, promuove il coordinamento della
programmazione statale e regionale ed il raccordo di quest’ultima
con l’attività degli enti o soggetti, anche privati, che gestiscono
funzioni o servizi di pubblico interesse aventi rilevanza
nell’ambito territoriale delle regioni e delle province autonome di
Trento e di Bolzano;
d) acquisisce le designazioni dei rappresentanti delle regioni e
delle province autonome di Trento e di Bolzano, nei casi previsti
dalla legge;
e) assicura lo scambio di dati ed informazioni tra il Governo, le
regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano secondo le
modalità di cui all’articolo 6;
f) fermo quanto previsto dagli statuti speciali e dalle relative
norme di attuazione, determina, nei casi previsti dalla legge, i
criteri di ripartizione delle risorse finanziarie che la legge
assegna alle regioni e alle province autonome di Trento e di
Bolzano, anche a fini di perequazione;
g) adotta i provvedimenti che sono ad essa attribuiti dalla legge;
h) formula inviti e proposte nei confronti di altri organi dello
Stato, di enti pubblici o altri soggetti, anche privati, che
gestiscono funzioni o servizi di pubblico interesse;
i) nomina, nei casi previsti dalla legge, i responsabili di enti ed
organismi che svolgono attività o prestano servizi strumentali
all’esercizio di funzioni concorrenti tra Governo, regioni e
province autonome di Trento e di Bolzano;
l) approva gli schemi di convenzione tipo per l’utilizzo da parte
dello Stato e delle regioni di uffici statali e regionali.
2. Ferma la necessità dell’assenso del Governo, l’assenso delle
regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano per
l’adozione degli atti di cui alle lettere f), g) ed i) del comma 1
è espresso, quando non è raggiunta l’unanimità, dalla maggioranza
dei presidenti delle regioni e delle province autonome di Trento e
di Bolzano, componenti la Conferenza Stato-regioni, o da assessori
da essi delegati a rappresentarli nella singola seduta.
3. La Conferenza Stato-regioni è obbligatoriamente sentita in
ordine agli schemi di disegni di legge e di decreto legislativo o
di regolamento del Governo nelle materie di competenza delle
regioni o delle province autonome di Trento e di Bolzano che si
pronunzia entro venti giorni; decorso tale termine, i provvedimenti
recanti attuazione di direttive comunitarie sono emanati anche in
mancanza di detto parere. Resta fermo quanto previsto in ordine
alle procedure di approvazione delle norme di attuazione degli
statuti delle regioni a statuto speciale e delle province autonome
di Trento e di Bolzano.
4. La Conferenza è sentita su ogni oggetto di interesse regionale
che il Presidente del Consiglio dei Ministri ritiene opportuno
sottoporre al suo esame, anche su richiesta della Conferenza dei
presidenti delle regioni e delle province autonome di Trento e di
Bolzano.
5. Quando il Presidente del Consiglio dei Ministri dichiara che
ragioni di urgenza non consentono la consultazione preventiva, la
Conferenza Stato-regioni è consultata successivamente ed il Governo
tiene conto dei suoi pareri:
a) in sede di esame parlamentare dei disegni di legge o delle leggi
di conversione dei decreti-legge;
b) in sede di esame definitivo degli schemi di decreto legislativo
sottoposti al parere delle commissioni parlamentari .
6. Quando il parere concerne provvedimenti già adottati in via
definitiva, la Conferenza Stato-regioni può chiedere che il Governo
lo valuti ai fini dell’eventuale revoca o riforma dei provvedimenti
stessi.
7. La Conferenza Stato-regioni valuta gli obiettivi conseguiti ed i
risultati raggiunti, con riferimento agli atti di pianificazione e
di programmazione in ordine ai quali si è pronunciata.
8. Con le modalità di cui al comma 2 la Conferenza Stato-regioni
delibera, altresì:
a) gli indirizzi per l’uniforme applicazione dei percorsi
diagnostici e terapeutici in ambito locale e le misure da adottare
in caso di mancato rispetto dei protocolli relativi, ivi comprese
le sanzioni a carico del sanitario che si discosti dal percorso
diagnostico senza giustificato motivo, ai sensi dell’articolo 1,
comma 28, della legge 23 dicembre 1996, n. 662;
b) i protocolli di intesa dei progetti di sperimentazione
gestionali individuati, ai sensi dell’articolo 9-bis del decreto
legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni ed
integrazioni;
c) gli atti di competenza degli organismi a composizione mista
Stato-regioni soppressi ai sensi dell’articolo 7.
9. La Conferenza Stato-regioni esprime intesa sulla proposta, ai
sensi dell’articolo 5, comma 3, del decreto legislativo 30 giugno
1993, n. 266, del Ministro della sanità di nomina del direttore
dell’Agenzia per i servizi sanitari regionali.
3. Intese.
1. Le disposizioni del presente articolo si applicano a tutti i
procedimenti in cui la legislazione vigente prevede un’intesa nella
Conferenza Stato-regioni.
2. Le intese si perfezionano con l’espressione dell’assenso del
Governo e dei presidenti delle regioni e delle province autonome di
Trento e di Bolzano.
3. Quando un’intesa espressamente prevista dalla legge non è
raggiunta entro trenta giorni dalla prima seduta della Conferenza
Stato-regioni in cui l’oggetto è posto all’ordine del giorno, il
Consiglio dei Ministri provvede con deliberazione motivata.
4. In caso di motivata urgenza il Consiglio dei Ministri può
provvedere senza l’osservanza delle disposizioni del presente
articolo. I provvedimenti adottati sono sottoposti all’esame della
Conferenza Stato-regioni nei successivi quindici giorni. Il
Consiglio dei Ministri è tenuto ad esaminare le osservazioni della
Conferenza Stato-regioni ai fini di eventuali deliberazioni
successive.
4. Accordi tra Governo, regioni e province autonome di Trento e
Bolzano.
1. Governo, regioni e province autonome di Trento e di Bolzano, in
attuazione del principio di leale collaborazione e nel
perseguimento di obiettivi di funzionalità, economicità ed
efficacia dell’azione amministrativa, possono concludere in sede di
Conferenza Stato-regioni accordi, al fine di coordinare l’esercizio
delle rispettive competenze e svolgere attività di interesse
comune.
2. Gli accordi si perfezionano con l’espressione dell’assenso del
Governo e dei Presidenti delle regioni e delle province autonome di
Trento e di Bolzano.
5. Rapporti tra regioni e Unione europea.
1. La Conferenza Stato-regioni, anche su richiesta delle regioni e
delle province autonome di Trento e di Bolzano, si riunisce in
apposita sessione almeno due volte all’anno al fine di:
a) raccordare le linee della politica nazionale relativa
all’elaborazione degli atti comunitari con le esigenze
rappresentate dalle regioni e dalle province autonome di Trento e
di Bolzano nelle materie di competenza di queste ultime;…

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