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Regolamento recante norme per l'individuazione della tipologia degli alloggi, dei criteri per l'assegnazione in concessione degli alloggi stessi, delle modalità di pagamento del canone, delle cause di cessazione dall'assegnazione e degli organi competenti ad emanare ordinanza amministrativa di rilascio dell'immobile.

IL MINISTRO DELLE FINANZE
Visto l’articolo 3, comma 203, della legge 28 dicembre 1995, n.
549, che demanda ad apposito decreto del Ministro delle finanze
l’individuazione della tipologia degli alloggi, i criteri per
l’assegnazione in concessione degli alloggi stessi, le modalità di
pagamento del canone, le cause di cessazione dall’assegnazione e
gli organi competenti ad emanare ordinanza amministrativa di
rilascio dell’immobile;
Visto l’articolo 3, commi 197, 199, 200, 201 e 204 della legge n.
549 del 1995;
Visto l’articolo 9, comma 3, della legge 24 dicembre 1993, n. 537,
concernente l’aggiornamento del canone degli alloggi concessi in
uso personale a propri dipendenti dall’amministrazione dello Stato
nonché quello corrisposto dagli utenti privati relativo ad immobili
del demanio e del patrimonio dello Stato;
Ritenuta la necessità di stabilire appositi criteri per
l’individuazione della tipologia degli alloggi, da assentire in
concessione;
Ritenuta, altresì, la necessità di stabilire i criteri di
valutazione ai quali deve farsi riferimento per l’assegnazione dei
suddetti alloggi, le modalità di pagamento del canone, nonché le
cause di cessazione dell’assegnazione, in modo da garantire la
trasparenza dell’azione amministrativa ed il pieno ed effettivo
rispetto del diritto dominicale dell’amministrazione;
Ravvisata l’opportunità di individuare gli organi competenti ad
emanare l’ordinanza amministrativa di rilascio dell’immobile;
Visti gli articoli 12 e seguenti della legge 27 luglio 1978, n.
392, e successive modificazioni, recante la disciplina delle
locazioni di immobili urbani;
Visti gli articoli 823, comma 2, e 828, comma 2, del codice civile;
Visto l’articolo 17, commi 3 e 4, della legge 23 agosto 1988, n.
400;
Udito il parere del Consiglio di Stato espresso nell’adunanza della
sezione consultiva per gli atti normativi del 6 ottobre 1997;
Ritenuto che la soppressione dell’inciso “ove gestiti dagli uffici
del dipartimento del territorio” chiesta dal Consiglio di Stato
relativamente all’articolo 6, comma 3, per evitare l’equivoco che,
ove tali alloggi non siano gestiti dal predetto dipartimento, essi
siano utilizzabili in modo difforme da quanto previsto
dall’articolo 3, comma 200, della legge n. 549 del 1995, deve
ritenersi riferibile anche all’articolo 1, comma 1, lettera b), ed
all’articolo 8, comma 2, poiché anche tali disposizioni fanno
riferimento agli alloggi di cui all’articolo 3, comma 200, della
legge 28 dicembre 1995, n. 549;
Vista la comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri
effettuata con nota n. 3-8727 del 16 dicembre 1997;
Adotta il seguente regolamento:
Capo I – Tipologie degli alloggi
1. 1. Sono oggetto del presente decreto:
a) gli immobili ad uso abitativo appartenenti al demanio ed al
patrimonio dello Stato liberi e disponibili alla data di entrata in
vigore del presente decreto nelle sedi interessate dalla mobilità
dei dipendenti dell’amministrazione finanziaria di cui all’articolo
3, comma 197 e seguenti, della legge 28 dicembre 1995, n. 549 ;
b) gli immobili ad uso abitativo acquistati con le risorse del
fondo di previdenza per il personale del Ministero delle finanze di
cui all’articolo 3, comma 200, della legge 28 dicembre 1995, n. 549
, da attribuire mediante concessione ai dipendenti civili
dell’amministrazione finanziaria di nuova assunzione o trasferiti
ai sensi dell’articolo 3, comma 197, della citata legge n. 549 del
1995 ;
c) gli immobili di proprietà dello Stato che si rendono disponibili
per scadenza naturale del titolo ovvero per esercizio di azioni di
autotutela da parte dell’amministrazione finanziaria, nell’ipotesi
in cui si tratta di alloggi occupati senza titolo.
2. Per gli occupanti in possesso di titolo, sia che si tratti di
privati che di dipendenti pubblici, il rilascio è previsto alla
scadenza naturale del titolo e, comunque, non prima del decorso di
tre anni dall’emanazione del presente decreto.
3. Gli utilizzatori degli immobili occupati senza titolo devono
lasciare gli alloggi liberi da persone e cose, entro il termine di
un anno dalla notifica del passaggio del bene al patrimonio
indisponibile dello Stato.
4. Sono fatte salve tutte le eccezioni previste dalle normative
vigenti in materia di immobili e di parti di immobili destinati ad
esigenze di servizio, connesse ad incarichi di rappresentanza e di
comando, nonché gli alloggi di servizio gratuiti per consegnatari e
custodi.
2. 1. La ricognizione degli alloggi del patrimonio dello Stato è
effettuata entro tre mesi dalla data di entrata in vigore del
presente decreto ed è aggiornata ogni tre anni con provvedimento
del Direttore generale del dipartimento del territorio che
determina il passaggio dei medesimi al patrimonio indisponibile
dello Stato.
2. é fatto obbligo agli uffici periferici competenti per territorio
di predisporre la relativa annotazione nei registri di consistenza
della destinazione d’uso dell’alloggio assegnato.
3. Gli uffici del territorio, ove istituiti, ovvero le sezioni
staccate demanio, notificano la predetta destinazione
all’utilizzatore, ove già esistente, con la contestuale avvertenza
della sottoposizione del cespite al regime giuridico ed
amministrativo conseguente al passaggio dell’immobile alla
categoria dei beni del patrimonio indisponibile.
Capo II – Criteri per l’assegnazione e la determinazione delle
modalità di pagamento
3. 1. Gli alloggi di cui all’articolo 1 sono assegnati tenendo
conto del rapporto tra vani e composizione numerica del nucleo
familiare.
2. Non possono essere assegnati alloggi eccedenti il rapporto tra
vani, calcolato in base all’articolo 13, comma 1, lettera a), della
legge 27 luglio 1978, n. 392 , e composizione numerica del nucleo
familiare.
3. I criteri cui, in linea di massima, occorre far riferimento sono
i seguenti:
a) da 1 a 2 unità: 2 vani più servizi;
b) da 3 a 4 unità: 3 vani più servizi;
c) da 5 a 6 unità: 4 vani più servizi;
d) da 7 unità ad oltre: 5 vani più servizi.
4. Ai fini della determinazione dei vani da assegnare sono presi in
considerazione, oltre al coniuge, gli ascendenti, e i discendenti
conviventi ed ogni altro convivente.
4. 1. I criteri di valutazione ai quali si fa riferimento per
l’assegnazione dell’alloggio, oltre alla composizione numerica del
nucleo familiare del richiedente sono:
a) le esigenze di servizio;
b) le condizioni locative dell’aspirante concessionario all’atto
della domanda;
c) l’anzianità di servizio;
d) le condizioni economiche del nucleo familiare.
2. Nella scheda A allegata al presente decreto, sono stabiliti i
parametri di riferimento per la determinazione del punteggio.
5. 1. L’utilizzazione degli alloggi agli aventi diritto è assentita
mediante concessione contratto di durata sessennale, verso
corresponsione del canone determinato secondo i criteri di cui agli
articoli 7 e 8.
2. La concessione è sottoposta alla condizione risolutiva della
permanenza in servizio del concessionario ed alla perdurante
assegnazione del medesimo ad un ufficio finanziario avente sede nel
comune dove è sito l’alloggio o in un comune distante non più di
150 chilometri da quello della precedente sede di servizio.
6. 1. In conformità a quanto stabilito dall’articolo 3, comma 199,
della legge 28 dicembre 1995, n. 549, gli alloggi di cui
all’articolo 1, comma 1, lettere a) e c), del presente decreto sono
attribuiti mediante concessione ai dipendenti civili
dell’amministrazione finanziaria trasferiti o assegnati, in
esecuzione del programma di mobilità del personale di cui
all’articolo 3, comma 197, della citata legge n. 549 del 1995,
nonché al personale della Guardia di finanza trasferito o assegnato
d’ufficio ai sensi del medesimo comma.
2. Nell’ipotesi che gli immobili di cui al comma 1 risultano in
eccedenza rispetto alle esigenze del suddetto personale gli stessi
possono essere concessi ai rimanenti dipendenti civili del
Ministero delle finanze.
3. Gli alloggi acquistati con le risorse del fondo di previdenza
per il personale del Ministero delle finanze ai sensi dell’articolo
3, comma 200, della legge 28 dicembre 1995, n. 549, sono attribuiti
mediante concessione ai dipendenti civili dell’amministrazione
finanziaria di nuova assunzione o trasferiti secondo il programma
di mobilità di cui all’articolo 3, comma 197, della legge n. 549
del 1995.
7. 1. I canoni da corrispondere per gli immobili di cui
all’articolo 1, sono determinati dall’ufficio tecnico erariale,
competente per territorio, a norma della legge 27 luglio 1978, n.
392 .
2. I canoni così determinati sono aggiornati annualmente in misura
corrispondente al 75% della variazione accertata dall’Istituto
nazionale di statistica dell’ammontare dei prezzi al consumo per le
famiglie degli operai e impiegati.
3. Almeno un anno prima della scadenza del termine, il dipendente
può chiedere il rinnovo della concessione al canone che è
determinato ai sensi del presente articolo.
8. 1. Gli uffici del territorio, ove istituiti, e gli uffici del
registro demanio riscuotono gli importi relativi al pagamento dei
canoni degli immobili di cui all’articolo 1.
2. Le somme provenienti dal pagamento dei canoni degli immobili di
cui all’articolo 1, comma 1, lettere a) e c), sono iscritte nei
relativi capitoli di bilancio delle entrate dello Stato, mentre
quelle derivanti dai canoni degli immobili di cui all’articolo 1,
comma 1, lettera b), sono trasferite nella cassa del fondo di
previdenza, decurtate del 10% del loro ammontare che è versato
negli stessi capitoli di bilancio delle entrate dello Stato, a
titolo di spese di gestione.
3. I canoni…

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