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Regolamento di esecuzione della legge 5 febbraio 1992, n. 91, recante ...

Regolamento di esecuzione della legge 5 febbraio 1992, n. 91, recante nuove norme sulla cittadinanza.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visto l’art. 87 della Costituzione;
Vista la legge 5 febbraio 1992, n. 91, recante nuove norme sulla
cittadinanza, ed in particolare l’art. 25;
Visto l’art. 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400;
Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso nelle adunanze
generali del 30 novembre 1992 e del 17 maggio 1993;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 7 ottobre 1993;
Sulla proposta dei Ministri degli affari esteri e dell’interno, di
concerto con il Ministro di grazia e giustizia;
Emana il seguente regolamento:
1. Definizioni.
1. Nel presente regolamento la legge 5 febbraio 1992, n. 91, è
indicata con la denominazione “legge”.
2. Ai fini dell’acquisto della cittadinanza italiana:
a) si considera legalmente residente nel territorio dello Stato chi
vi risiede avendo soddisfatto le condizioni e gli adempimenti
previsti dalle norme in materia d’ingresso e di soggiorno degli
stranieri in Italia e da quelle in materia d’iscrizione anagrafica;
b) si considera che abbia prestato effettivamente servizio militare
chi abbia compiuto la ferma di leva nelle Forze armate italiane o
la prestazione di un servizio equiparato a quello militare, a
condizione che queste siano interamente rese, salvo che il mancato
completamento dipenda da sopravvenute cause di forza maggiore
riconosciute dalle autorità competenti;
c) salvi i casi nei quali la legge richiede specificamente
l’esistenza di un rapporto di pubblico impiego, si considera che
abbia prestato servizio alle dipendenze dello Stato chi sia stato
parte di un rapporto di lavoro dipendente con retribuzione a carico
del bilancio dello Stato.
2. Acquisto della cittadinanza per nascita nel territorio dello
Stato.
1. Il figlio, nato in Italia da genitori stranieri, non acquista la
cittadinanza italiana per nascita ai sensi dell’art. 1, comma 1,
lettera b), della legge, qualora l’ordinamento del Paese di origine
dei genitori preveda la trasmissione della cittadinanza al figlio
nato all’estero, eventualmente anche subordinandola ad una
dichiarazione di volontà da parte dei genitori o legali
rappresentanti del minore, ovvero all’adempimento di formalità
amministrative da parte degli stessi.
3. Dichiarazione di volontà.
1. La dichiarazione di volontà rivolta all’acquisto della
cittadinanza di cui all’art. 2, comma 2, della legge deve essere
corredata della seguente documentazione:
a) atto di nascita;
b) atto di riconoscimento o copia autentica della sentenza con cui
viene dichiarata la paternità o maternità, ovvero copia autentica
della sentenza che dichiara efficace in Italia la pronuncia del
giudice straniero, ovvero copia autentica della sentenza con cui
viene riconosciuto il diritto al mantenimento o agli alimenti;
c) certificato di cittadinanza del genitore.
2. La dichiarazione di volontà di cui all’art. 4, comma 1, lettere
b) e c), della legge deve essere corredata della seguente
documentazione:
a) atto di nascita;
b) certificato di cittadinanza italiana per nascita del padre o
della madre o di uno degli ascendenti in linea retta di secondo
grado;
c) documentazione relativa alla residenza, ove richiesta.
3. Ai fini dell’acquisto della cittadinanza ai sensi dell’art. 4,
comma 1, lettera c), della legge l’interessato deve aver risieduto
legalmente in Italia senza interruzioni nell’ultimo biennio
antecedente il conseguimento della maggiore età e sino alla data
della dichiarazione di volontà.
4. La dichiarazione di volontà di cui all’art. 4, comma 2, della
legge deve essere corredata della seguente documentazione:
a) atto di nascita;
b) documentazione relativa alla residenza.
4. Istanze per l’acquisto della cittadinanza.
1. L’istanza prodotta ai sensi dell’art. 7 della legge dallo
straniero o apolide, coniugato con cittadino italiano, deve essere
corredata, oltre che dai documenti necessari a dimostrare che egli
si trova nelle condizioni previste dall’art. 5 della stessa legge,
anche dei seguenti altri documenti:
a) atto di nascita;
b) estratto per riassunto dai registri di matrimonio rilasciato dal
comune italiano presso il quale è stato iscritto o trascritto
l’atto;
c) certificazione penale rilasciata dagli Stati stranieri di
origine e di residenza;
d) certificato di situazione di famiglia o documentazione
equipollente.
2. L’istanza di cui al comma 1 deve essere trasmessa al Ministero
dell’interno entro trenta giorni dalla data della presentazione.
3. L’istanza prodotta ai sensi dell’art. 9 della legge dallo
straniero o apolide che vuole ottenere la cittadinanza deve essere
presentata, per il tramite del prefetto della provincia di
residenza, al Ministero dell’interno e corredata, oltre che dei
documenti necessari a dimostrare che egli si trova in una delle
condizioni previste dal detto articolo, dei seguenti altri:
a) atto di nascita;
b) certificato di situazione di famiglia;
c) certificazione penale rilasciata dagli Stati di origine e di
residenza.
4. L’istanza di cui al comma 3 deve essere trasmessa al Ministero
dell’interno entro trenta giorni dalla data della presentazione.
5. é facoltà del Ministero dell’interno di richiedere, a seconda
dei casi, altri documenti.
6. Quando la legge prescinde dal requisito della residenza attuale
in Italia, la domanda ed i documenti devono essere presentati dallo
straniero o apolide richiedente la cittadinanza all’autorità
diplomatica o consolare italiana competente in relazione alla
località straniera di residenza, che li trasmette entro trenta
giorni al Ministero dell’interno.
7. Le condizioni previste per la proposizione dell’istanza di cui
all’art. 9 della legge devono permanere sino alla prestazione del
giuramento di cui all’art. 10 della legge.
5. Reiezione delle istanze di concessione.
1. L’autorità competente a respingere con proprio provvedimento
motivato l’istanza prodotta ai sensi dell’art. 9 è il Ministro
dell’interno.
2. L’istanza di cui al comma 1 può essere riproposta dopo un anno
dall’emanazione del provvedimento stesso.
6. Riconoscimento della sentenza straniera di condanna.
1. Ai fini dell’applicazione del comma 4 dell’art. 6 della legge,
il procedimento di riconoscimento della sentenza straniera di
condanna si considera pendente con la formale richiesta da parte
del Ministero dell’interno al Ministero degli affari esteri per
l’avvio della procedura necessaria ad ottenere copia della sentenza
stessa.
7. Notifica e giuramento.
1. La notifica del decreto di conferimento della cittadinanza deve
essere effettuata dall’autorità competente ai sensi dell’art. 23
della legge entro novanta giorni dalla ricezione del decreto
medesimo.
2. Il giuramento di cui all’art. 10 della legge deve essere
prestato entro sei mesi dalla notifica all’intestatario del decreto
di cui agli articoli 7 e 9 della legge.
3. Il giuramento di cui al comma 2 deve essere prestato, in Italia,
dinanzi all’ufficiale dello stato civile del comune di residenza e,
all’estero, dinanzi all’autorità diplomatica o consolare italiana
competente per la località straniera di residenza, la quale
rilascia all’interessato copia del verbale di giuramento e
trasmette copia di questo e del decreto di concessione
all’ufficiale dello stato civile del comune della Repubblica
competente secondo le norme dell’ordinamento dello stato civile.
4. L’ufficiale dello stato civile dinanzi al quale è stato prestato
il giuramento, o al quale è stata trasmessa copia del verbale di
cui al comma 3, provvede per la trascrizione e l’annotazione del
decreto negli atti dello stato civile e ne dà immediata notizia al
Ministero dell’interno.
5. Trascorsi sei mesi dalla data della notifica del decreto,
l’interessato non è ammesso a prestare giuramento se non dimostri,
con la produzione di nuovi documenti al Ministero dell’interno, la
permanenza dei requisiti in base ai quali gli fu accordata la
cittadinanza.
6. Il giuramento deve essere preceduto dal pagamento della tassa di
concessione governativa e dell’imposta di bollo assolta a norma
delle vigenti disposizioni in materia.
8. Rinuncia alla cittadinanza.
1. All’estero, la rinuncia alla cittadinanza deve farsi dinanzi
all’autorità diplomatica o consolare italiana competente per il
luogo dove il rinunziante risiede. Questa la iscrive in apposito
registro e ne rimette immediatamente copia al Ministero
dell’interno ed al comune competente, secondo le norme
dell’ordinamento dello stato civile per la trascrizione e
l’annotazione a margine dell’atto di nascita.
2. In Italia, la rinuncia alla cittadinanza italiana deve essere
fatta dinanzi all’ufficiale dello stato civile del comune di
residenza.
3. La dichiarazione di rinuncia deve essere corredata della
seguente documentazione:
a) atto di nascita rilasciato dal comune presso il quale detto atto
risulta iscritto o trascritto;
b) certificato di cittadinanza italiana;
c) documentazione relativa al possesso della cittadinanza
straniera;
d) documentazione relativa alla residenza all’estero, ove
richiesta.
9. Decreto di intimazione.
1. L’intimazione di cui all’art. 12, comma 1, della legge è fatta
con decreto del Ministro dell’interno ed ha effetto dal giorno
della notificazione all’interessato.
2. Perde la cittadinanza, dal giorno successivo al termine fissato
dal decreto di intimazione, chi non ha abbandonato, entro il
termine medesimo, l’impiego o la carica accettati da uno Stato, da
un ente pubblico estero o da un ente internazionale, ovvero il
servizio militare per uno Stato estero.
10. Riacquisto della cittadinanza.
1. Le dichiarazioni di riacquisto di cui agli articoli 13 e 17
d…

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