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Nuove norme sulla cittadinanza

Nuove norme sulla cittadinanza
1. 1. é cittadino per nascita:
a) il figlio di padre o di madre cittadini;
b) chi è nato nel territorio della Repubblica se entrambi i
genitori sono ignoti o apolidi, ovvero se il figlio non segue la
cittadinanza dei genitori secondo la legge dello Stato al quale
questi appartengono.
2. é considerato cittadino per nascita il figlio di ignoti trovato
nel territorio della Repubblica, se non venga provato il possesso
di altra cittadinanza.
2. 1. Il riconoscimento o la dichiarazione giudiziale della
filiazione durante la minore età del figlio ne determina la
cittadinanza secondo le norme della presente legge.
2. Se il figlio riconosciuto o dichiarato è maggiorenne conserva il
proprio stato di cittadinanza, ma può dichiarare, entro un anno dal
riconoscimento o dalla dichiarazione giudiziale, ovvero dalla
dichiarazione di efficacia del provvedimento straniero, di eleggere
la cittadinanza determinata dalla filiazione.
3. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche ai
figli per i quali la paternità o maternità non può essere
dichiarata, purché sia stato riconosciuto giudizialmente il loro
diritto al mantenimento o agli alimenti.
3. 1. Il minore straniero adottato da cittadino italiano acquista
la cittadinanza.
2. La disposizione del comma 1 si applica anche nei confronti degli
adottati prima della data di entrata in vigore della presente
legge.
3. Qualora l’adozione sia revocata per fatto dell’adottato, questi
perde la cittadinanza italiana, sempre che sia in possesso di altra
cittadinanza o la riacquisti.
4. Negli altri casi di revoca l’adottato conserva la cittadinanza
italiana. Tuttavia, qualora la revoca intervenga durante la
maggiore età dell’adottato, lo stesso, se in possesso di altra
cittadinanza o se la riacquisti, potrà comunque rinunciare alla
cittadinanza italiana entro un anno dalla revoca stessa.
4. 1. Lo straniero o l’apolide, del quale il padre o la madre o uno
degli ascendenti in linea retta di secondo grado sono stati
cittadini per nascita, diviene cittadino:
a) se presta effettivo servizio militare per lo Stato italiano e
dichiara preventivamente di voler acquistare la cittadinanza
italiana;
b) se assume pubblico impiego alle dipendenze dello Stato, anche
all’estero, e dichiara di voler acquistare la cittadinanza
italiana;
c) se, al raggiungimento della maggiore età, risiede legalmente da
almeno due anni nel territorio della Repubblica e dichiara, entro
un anno dal raggiungimento, di voler acquistare la cittadinanza
italiana.
2. Lo straniero nato in Italia, che vi abbia risieduto legalmente
senza interruzioni fino al raggiungimento della maggiore età,
diviene cittadino se dichiara di voler acquistare la cittadinanza
italiana entro un anno dalla suddetta data.
5. 1. Il coniuge, straniero o apolide, di cittadino italiano
acquista la cittadinanza italiana quando risiede legalmente da
almeno sei mesi nel territorio della Repubblica, ovvero dopo tre
anni dalla data del matrimonio, se non vi è stato scioglimento,
annullamento o cessazione degli effetti civili e se non sussiste
separazione legale.
6. 1. Precludono l’acquisto della cittadinanza ai sensi
dell’articolo 5:
a) la condanna per uno dei delitti previsti nel libro secondo,
titolo I, capi I, II e III, del codice penale;
b) la condanna per un delitto non colposo per il quale la legge
preveda una pena edittale non inferiore nel massimo a tre anni di
reclusione; ovvero la condanna per un reato non politico ad una
pena detentiva superiore ad un anno da parte di una autorità
giudiziaria straniera, quando la sentenza sia stata riconosciuta in
Italia;
c) la sussistenza, nel caso specifico, di comprovati motivi
inerenti alla sicurezza della Repubblica.
2. Il riconoscimento della sentenza straniera è richiesto dal
procuratore generale del distretto dove ha sede l’ufficio dello
stato civile in cui è iscritto o trascritto il matrimonio, anche ai
soli fini ed effetti di cui al comma 1, lettera b).
3. La riabilitazione fa cessare gli effetti preclusivi della
condanna.
4. L’acquisto della cittadinanza è sospeso fino a comunicazione
della sentenza definitiva, se sia stata promossa azione penale per
uno dei delitti di cui al comma 1, lettera a) e lettera b), primo
periodo, nonché per il tempo in cui è pendente il procedimento di
riconoscimento della sentenza straniera, di cui al medesimo comma
1, lettera b), secondo periodo.
7. 1. Ai sensi dell’articolo 5, la cittadinanza si acquista con
decreto del Ministro dell’interno, a istanza dell’interessato,
presentata al sindaco del comune di residenza o alla competente
autorità consolare.
2. Si applicano le disposizioni di cui all’articolo 3 della legge
12 gennaio 1991, n. 13.
8. 1. Con decreto motivato, il Ministro dell’interno respinge
l’istanza di cui all’articolo 7 ove sussistano le cause ostative
previste nell’articolo 6. Ove si tratti di ragioni inerenti alla
sicurezza della Repubblica, il decreto è emanato su conforme parere
del Consiglio di Stato. L’istanza respinta può essere riproposta
dopo cinque anni dall’emanazione del provvedimento.
2. L’emanazione del decreto di rigetto dell’istanza è preclusa
quando dalla data di presentazione dell’istanza stessa, corredata
dalla prescritta documentazione, sia decorso il termine di due
anni.
9. 1. La cittadinanza italiana può essere concessa con decreto del
Presidente della Repubblica, sentito il Consiglio di Stato, su
proposta del Ministro dell’interno:
a) allo straniero del quale il padre o la madre o uno degli
ascendenti in linea retta di secondo grado sono stati cittadini per
nascita, o che è nato nel territorio della Repubblica e, in
entrambi i casi, vi risiede legalmente da almeno tre anni, comunque
fatto salvo quanto previsto dall’articolo 4, comma 1, lettera c);
b) allo straniero maggiorenne adottato da cittadino italiano che
risiede legalmente nel territorio della Repubblica da almeno cinque
anni successivamente alla adozione;
c) allo straniero che ha prestato servizio, anche all’estero, per
almeno cinque anni alle dipendenze dello Stato;
d) al cittadino di uno Stato membro delle Comunità europee se
risiede legalmente da almeno quattro anni nel territorio della
Repubblica;
e) all’apolide che risiede legalmente da almeno cinque anni nel
territorio della Repubblica;
f) allo straniero che risiede legalmente da almeno dieci anni nel
territorio della Repubblica.
2. Con decreto del Presidente della Repubblica, sentito il
Consiglio di Stato e previa deliberazione del Consiglio dei
Ministri, su proposta del Ministro dell’interno, di concerto con il
Ministro degli affari esteri, la cittadinanza può essere concessa
allo straniero quando questi abbia reso eminenti servizi
all’Italia, ovvero quando ricorra un eccezionale interesse dello
Stato.
10. 1. Il decreto di concessione della cittadinanza non ha effetto
se la persona a cui si riferisce non presta, entro sei mesi dalla
notifica del decreto medesimo, giuramento di essere fedele alla
Repubblica e di osservare la Costituzione e le leggi dello Stato.
11. 1. Il cittadino che possiede, acquista o riacquista una
cittadinanza straniera conserva quella italiana, ma può ad essa
rinunciare qualora risieda o stabilisca la residenza all’estero.
12. 1. Il cittadino italiano perde la cittadinanza se, avendo
accettato un impiego pubblico od una carica pubblica da uno Stato o
ente pubblico estero o da un ente internazionale cui non partecipi
l’Italia, ovvero prestando servizio militare per uno Stato estero,
non ottempera, nel termine fissato, all’intimazione che il Governo
italiano può rivolgergli di abbandonare l’impiego, la carica o il
servizio militare.
2. Il cittadino italiano che, durante lo stato di guerra con uno
Stato estero, abbia accettato o non abbia abbandonato un impiego
pubblico od una carica pubblica, od abbia prestato servizio
militare per tale Stato senza esservi obbligato, ovvero ne abbia
acquistato volontariamente la cittadinanza, perde la cittadinanza
italiana al momento della cessazione dello stato di guerra.
13. 1. Chi ha perduto la cittadinanza la riacquista:
a) se presta effettivo servizio militare per lo Stato italiano e
dichiara previamente di volerla riacquistare;
b) se, assumendo o avendo assunto un pubblico impiego alle
dipendenze dello Stato, anche all’estero, dichiara di volerla
riacquistare;
c) se dichiara di volerla riacquistare ed ha stabilito o
stabilisce, entro un anno dalla dichiarazione, la residenza nel
territorio della Repubblica;
d) dopo un anno dalla data in cui ha stabilito la residenza nel
territorio della Repubblica, salvo espressa rinuncia entro lo
stesso termine;
e) se, avendola perduta per non aver ottemperato all’intimazione di
abbandonare l’impiego o la carica accettati da uno Stato, da un
ente pubblico estero o da un ente internazionale, ovvero il
servizio militare per uno Stato estero, dichiara di volerla
riacquistare, sempre che abbia stabilito la residenza da almeno due
anni nel territorio della Repubblica e provi di aver abbandonato
l’impiego o la carica o il servizio militare, assunti o prestati
nonostante l’intimazione di cui all’articolo 12, comma 1.
2. Non è ammesso il riacquisto della cittadinanza a favore di chi
l’abbia perduta in applicazione dell’articolo 3, comma 3, nonché
dell’articolo 12, comma 2.
3. Nei casi indicati al comma 1, lettera c), d) ed e), il
riacquisto della cittadinanza non ha effetto se viene inibito con
decreto del Ministro dell’interno, per gravi e comprovati motivi e
su conforme parere del Consiglio di Stato. Tale inibizione può
interv…

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