Architetto.info - Architetto.info | Architetto.info

Misure fiscali per lo sviluppo dell'edilizia abitativa....

Misure fiscali per lo sviluppo dell'edilizia abitativa.

1. Fino al 31 dicembre 1983, sono soggette all’aliquota del due per
cento della imposta sul valore aggiunto stabilita dall’articolo 8,
primo comma, n. 1), del decreto-legge 31 ottobre 1980, n. 693,
convertito, con modificazioni, nella legge 22 dicembre 1980, n.
891, nonché alle imposte ipotecarie e catastali nella misura fissa,
le cessioni che comportano il trasferimento della proprietà di
fabbricati o porzioni di fabbricato, indipendentemente dalla data
della loro costruzione, effettuate da enti pubblici, previdenziali,
da imprese di assicurazione o da imprese che hanno per oggetto
esclusivo o principale lo acquisto, la gestione o l’alienazione di
immobili. Per le cessioni che comportano il trasferimento della
proprietà di immobili destinati ad uso di abitazione le
agevolazioni si applicano a condizione che gli acquirenti siano
persone fisiche che non acquistano nell’esercizio di impresa, arte
o professione, ovvero cooperative aventi requisiti indicati
all’articolo 14 del decreto del Presidente della Repubblica 29
settembre 1973, n. 601, e successive modificazioni, costituite da
persone fisiche per la costruzione o l’acquisto di immobili da
destinare ad uso di abitazione. Per le cessioni che comportano nei
confronti di qualsiasi soggetto il trasferimento della proprietà di
immobili destinati ad uso diverso da quello di abitazione, le
agevolazioni si applicano a condizione che gli immobili stessi
siano ubicati in fabbricati di cui costituiscano una superficie non
superiore al venticinque per cento di quella totale dei piani fuori
terra.
Fino alla stessa data del 31 dicembre 1983, sono soggetti
all’imposta di registro nella misura ridotta del due per cento e
alle imposte ipotecarie e catastali in misura fissa i trasferimenti
della proprietà di fabbricati o porzioni di fabbricato di cui al
comma precedente posti in essere nei termini e alle condizioni ivi
previsti da enti non aventi per oggetto esclusivo o principale lo
esercizio di attività commerciali o agricole nei confronti di
persone fisiche o di cooperative aventi i requisiti indicati nello
stesso comma qualora venga trasferita la proprietà di immobili
destinati ad abitazione, nonché nei confronti di qualsiasi soggetto
nel caso di trasferimento della proprietà di immobili destinati ad
uso diverso da quello di abitazione sempreché gli immobili stessi
siano ubicati in fabbricati di cui costituiscano una superficie non
superiore al venticinque per cento di quella totale dei piani fuori
terra. La disposizione si applica agli atti pubblici formati, agli
atti giudiziari pubblicati o emanati ed alle scritture private
autenticate dopo la data di entrata in vigore della presente legge,
nonché alle scritture private non autenticate presentate per la
registrazione dopo tale data.
Qualora gli enti e le imprese indicati nei precedenti commi
intendano trasferire alle condizioni, nei termini e con i benefici
ivi indicati, immobili locati devono comunicare il prezzo e le
altre condizioni di vendita al locatario che può esercitare il
diritto di prelazione entro il termine di sessanta giorni dal
ricevimento della comunicazione.
Qualora l’acquirente di uno degli immobili di civile abitazione che
risulti occupato per effetto di contratto di locazione, oggetto
delle cessioni e dei trasferimenti previsti nel primo e nel secondo
comma del presente articolo e nell’articolo 2, receda dal contratto
stesso al locatario è concesso in locazione prioritariamente, da
parte dei soggetti già proprietari dell’alloggio ceduto, un altro
alloggio, realizzato mediante il reinvestimento effettuato a norma
dell’articolo 2, nello stesso comune dove è sito l’immobile oggetto
del contratto per il quale è stato esercitato il diritto di recesso
o in un comune confinante.
Qualora gli immobili acquistati ai sensi dei precedenti commi
vengano successivamente ceduti a titolo oneroso o gratuito prima
del decorso del termine di cinque anni dal loro acquisto, il
competente ufficio del registro presso cui è stato registrato
l’atto di trasferimento che ha usufruito delle agevolazioni deve
recuperare nei confronti del soggetto che ha rivenduto l’immobile
una penalità pari alla differenza tra l’aliquota ordinaria
dell’imposta sul valore aggiunto e quella agevolata nel caso che il
primo trasferimento sia stato assoggettato a tale tributo con
l’aliquota ridotta del due per cento, ovvero le ordinarie imposte
di registro, ipotecarie e catastali nel caso che per il
trasferimento precedente tali imposte siano state applicate in
misura ridotta. Si applicano altresì gli interessi di mora di cui
alla legge 26 gennaio 1961, n. 29 e successive modificazioni.
Le disposizioni agevolative previste dai precedenti commi primo e
secondo si applicano altresì ai trasferimenti di fabbricati o
porzioni di fabbricato destinati ad abitazione non di lusso secondo
i criteri di cui all’articolo 13 della legge 2 luglio 1949, n. 408,
e successive modificazioni, effettuati da persone fisiche che non
agiscono nell’esercizio di impresa, arte o professione nei
confronti di persone fisiche a condizione che l’acquisto avvenga
entro il 31 dicembre 1983 e che nell’atto di trasferimento il
compratore dichiari, a pena di decadenza, di non possedere altro
fabbricato o porzione di fabbricato destinato ad abitazione nel
comune di residenza o in quello, se diverso, ove svolge la propria
attività prevalente, di adibirla a propria abitazione e di non aver
usufruito delle agevolazioni previste dal presente comma; in caso
di dichiarazione mendace sono dovute le imposte nella misura
ordinaria nonché una soprattassa nella misura del trenta per cento
delle imposte stesse. Si applica la disposizione dell’ultimo
periodo del secondo comma del presente articolo.
L’ammontare delle plusvalenze realizzate mediante le cessioni e i
trasferimenti effettuati alle condizioni e nei termini previsti dai
commi primo e secondo del presente articolo deve essere accantonato
e reinvestito nei modi indicati nelle lettere d) ed e) del secondo
comma del successivo articolo 2.
2. Ferma restando la facoltà di cui al quinto e al sesto comma
dell’articolo 54 del decreto del Presidente della Repubblica 29
settembre 1973, n. 597, e successive modificazioni, non concorrono
alla formazione del reddito ai fini della imposta sul reddito delle
persone fisiche, dell’imposta sul reddito delle persone giuridiche
e dell’imposta locale sui redditi, le plusvalenze di cui allo
stesso articolo 54 realizzate mediante cessione che comporti il
trasferimento della proprietà di fabbricati o porzioni di
fabbricato.
L’agevolazione è concessa alle seguenti condizioni:
a) la cessione deve essere effettuata entro il 31 dicembre 1983;
b) la cessione deve avere per oggetto immobili posseduti dal
cedente al 31 dicembre 1981 che alla stessa data non costituiscano
beni alla cui produzione o al cui scambio è diretta l’attività
dell’impresa;
c) la cessione deve essere effettuata nei confronti di persone
fisiche o di cooperative aventi i requisiti indicati nell’articolo
14 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973,
n. 601, e successive modificazioni, costituite da persone fisiche
per la costruzione o l’acquisto di immobili da destinare ad uso di
abitazione;
d) relativamente al periodo di imposta in cui sono state realizzate
le plusvalenze debbono essere accantonate in apposito fondo del
passivo o, per le imprese minori, separatamente annotate ai sensi
del sesto comma del precitato articolo 54, con riferimento alla
presente legge;
e) le plusvalenze debbono essere reinvestite, entro il terzo
periodo di imposta successivo a quello del realizzo, in immobili di
civile abitazione di nuova costruzione non di lusso secondo i
criteri di cui all’articolo 13 della legge 2 luglio 1949, n. 408, e
successive modificazioni e comunque non aventi le caratteristiche
previste per le abitazioni classificate nelle Categorie catastali
A1, A7, A8, A9, ubicati nei comuni con popolazione superiore ai
300.000 abitanti secondo i dati pubblicati dall’ISTAT per l’anno
1980 o in quelli confinanti, o distanti non oltre venti chilometri
dal confine del comune capoluogo, nonché nei comuni compresi nelle
aree individuate con le modalità previste dall’articolo 13, secondo
comma, del decreto-legge 23 gennaio 1982, n. 9, convertito in
legge, con modificazioni, dalla legge 25 marzo 1982, n. 94,
destinati alla locazione alle condizioni previste dal titolo I,
capo I, della legge 27 luglio 1978, n. 392, con vincolo, anche per
gli aventi causa, di tale destinazione per dieci anni a partire da
quello in cui il reinvestimento viene effettuato. Il vincolo è
assunto con sottoscrizione di atto unilaterale di obbligo,
depositato presso il comune e trascritto nei registri delle
conservatorie dei registri immobiliari.
Per gli immobili di nuova costruzione si intendono i fabbricati
ultimati dopo la data di entrata in vigore della presente legge.
Il reinvestimento da effettuarsi a norma dei commi precedenti deve
avere ad oggetto le plusvalenze realizzate mediante le cessioni
indicate nel primo comma. Il reinvestimento non può comunque essere
inferiore al cinquanta per cento dell’intero corrispettivo delle
cessioni.
L’ammontare delle plusvalenze realizzate mediante le cessioni e i
trasferimenti effettuati alle condizioni e nei termini indicati
nell’articolo 1, nonché quello delle plusvalenze realizzate
mediante le cessioni indicate nel presente articolo, e non
accantonate o non annotate ovvero accantonate o annotate, che non
risultano reinvestite ai sensi della precedente lettera e),
concorrono alla form…

[Continua nel file zip allegato]

Architetto.info