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Liquidazione del patrimonio edilizio della Gestione I.N.A.-Casa e isti...

Liquidazione del patrimonio edilizio della Gestione I.N.A.-Casa e istituzione di un programma decennale di costruzione di alloggi per lavoratori.

TITOLO I
Liquidazione del patrimonio della Gestione I.N.A.-Casa
1. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge
la Gestione I.N.A.-Casa prevista dall’art. 2 della legge 28
febbraio 1949, n. 43, è soppressa, ed è istituita la Gestione case
per lavoratori secondo le norme di cui al Titolo II della presente
legge.
Alla destinazione del patrimonio immobiliare della gestione I.N.A.-
Casa si provvederà a norma delle disposizioni contenute nei
seguenti articoli.
2. L’assegnazione degli alloggi a riscatto con patto di futura
vendita avvenuta in esecuzione dei piani previsti dalla L. 28
febbraio 1949, n. 43, e dalla L. 26 novembre 1955, n. 1148, può
essere convertita, a richiesta dell’assegnatario dopo l’entrata in
vigore della presente legge, in assegnazione in proprietà immediata
con ipoteca legale sull’alloggio a garanzia delle rate di riscatto
delle quali l’assegnatario sia ancora tenuto al pagamento.
Al fine di rendere pubblico l’acquisto della proprietà immediata,
l’atto originario di assegnazione deve essere trascritto a cura
della Gestione case per lavoratori, con gli effetti e secondo le
modalità di cui agli articoli 2643 e seguenti del codice civile.
Il conservatore dei registri immobiliari deve iscrivere d’ufficio
ipoteca legale a norma dell’art. 2834 del codice civile.
3. Agli assegnatari di alloggi a riscatto con patto di futura
vendita è consentito, dalla data di entrata in vigore della
presente legge, di procedere al riscatto anticipato in unica
soluzione del debito residuo con lo sconto al tasso del 5 per cento
delle residue annualità.
Agli assegnatari di alloggi in locazione indicati dall’art. 19
della legge 28 febbraio 1949, n. 43, è consentita la trasformazione
dell’assegnazione di futura vendita o in proprietà immediata con
ipoteca legale anche per singoli alloggi compresi in un edificio e
con il riconoscimento dei canoni pagati per la locazione come
versati agli effetti del riscatto.
In tal caso il riscatto avverrà nel periodo di venticinque anni a
decorrere dalla data di assegnazione dell’alloggio in locazione.
L’assegnatario al quale sia stato concesso il trasferimento
dell’alloggio in locazione col sistema del riscatto potrà avvalersi
del beneficio previsto per gli assegnatari a riscatto dal primo
comma del presente articolo.
4. L’assegnatario di alloggio in locazione potrà avvalersi dei
benefici previsti dai precedenti articoli per il periodo di un anno
dalla data di entrata in vigore delle norme di attuazione,
rivolgendo istanza alla Gestione case per lavoratori.
Trascorso tale termine, gli alloggi che continueranno ad essere
assegnati in locazione saranno trasferiti tutti in proprietà degli
istituti autonomi per le case popolari competenti per territorio
ovvero dell’I.N.C.I.S., qualora trattisi di alloggi che rimarranno
assegnati in locazione ad impiegati statali, ovvero degli altri
enti od istituti riconosciuti a norma del T.U. 28 aprile 1938, n.
1165, che li abbiano in amministrazione con l’applicazione dei
benefici fiscali di cui all’articolo 33, primo comma, della
presente legge.
Saranno pure trasferiti agli istituti autonomi per le case popolari
ed agli altri Enti indicati nei commi precedenti, gli alloggi
assegnati a riscatto con patto di futura vendita e non richiesti in
proprietà immediata dagli assegnatari.
5. Per ogni atto inerente al trasferimento in proprietà immediata
sia da parte della Gestione case per lavoratori, sia da parte degli
istituti autonomi per le case popolari e degli altri enti indicati
nell’art. 4, agli assegnatari nei modi indicati dai precedenti
articoli si applicano i benefici fiscali di cui all’art. 33, primo
comma, della presente legge. Gli stessi benefici si applicano per
il trasferimento degli alloggi in proprietà agli istituti autonomi
per le case popolari ed agli altri enti indicati nell’art. 4.
L’acquisto della proprietà dell’alloggio non è parimenti valutabile
agli effetti dell’imposizione di qualsiasi tributo in favore dello
Stato o di enti locali fino al completo pagamento delle rate di
riscatto.
6. In conseguenza del trasferimento in proprietà degli alloggi
indicati nel secondo comma dell’art. 4, gli istituti autonomi per
le case popolari e gli altri enti dovranno versare alla Gestione
case per lavoratori, per ogni alloggio ottenuto e per il residuo
periodo di 30 anni, a decorrere dalla data di prima assegnazione
dell’alloggio al lavoratore, una quota di riscatto pari
all’ammontare del canone di locazione al netto di ogni spesa per
manutenzione o per altro titolo, che l’assegnatario è tenuto a
corrispondere in forza del contratto stipulato con la Gestione
I.N.A.-Casa.
Analogamente devono essere versate alla Gestione case per
lavoratori le quote di riscatto degli alloggi assegnati con patto
di futura vendita e passati in proprietà degli istituti autonomi
per le case popolari e degli enti di cui all’art. 4, nella misura
dovuta dagli assegnatari a norma del contratto stipulato con la
Gestione I.N.A.-Casa.
In caso di morte dell’assegnatario prima che sia trascorso il
periodo indicato nel primo comma, l’alloggio, su loro domanda,
dovrà essere assegnato agli eredi, limitatamente al coniuge
superstite, ai discendenti fino al terzo grado e agli ascendenti,
purché conviventi con l’assegnatario al momento della sua morte.
Fino a quando gli istituti autonomi per le case popolari non
avranno completato il versamento di cui al primo comma, in
riferimento a tutti gli alloggi, in essi compresi i complessi
edilizi, e gli edifici singoli, nonché le sistemazioni
urbanistiche, le volumetrie delle costruzioni e le relative
caratteristiche architettoniche non potranno subire trasformazioni
se non in seguito ad autorizzazione della Gestione case per
lavoratori.
Gli assegnatari degli alloggi a riscatto con patto di futura
vendita, siti in edifici trasferiti in proprietà degli Istituti
autonomi per le case popolari e degli altri enti di cui all’art. 4
della presente legge e composti totalmente o prevalentemente da
detti alloggi, possono esercitare, qualora ne facciano richiesta, a
maggioranza, ai predetti Istituti ed Enti l’amministrazione
autonoma degli alloggi e determinare le quote di amministrazione e
manutenzione a proprio carico.
Gli assegnatari degli alloggi a riscatto con patto di futura
vendita, trasferiti in proprietà degli Istituti autonomi per le
case popolari e degli altri enti di cui all’articolo 4 della
presente legge e siti in edifici nei quali si sia costituito, in
conseguenza dell’acquisizione della proprietà degli alloggi da
parte di altri assegnatari, il condominio ai sensi delle norme del
codice civile, possono partecipare al condominio in rappresentanza
dei predetti istituti ed enti, qualora ne facciano richiesta ai
medesimi, e concorrere a determinare direttamente le quote di
amministrazione e manutenzione a proprio carico.
L’amministrazione autonoma e la rappresentanza di cui ai commi
precedenti sono esercitate sotto la vigilanza degli istituti
autonomi per le case popolari e degli altri enti di cui
all’articolo 4 della presente legge per quanto attiene alla tutela
della proprietà.
L’ammontare della quota di spese generali da corrispondersi agli
istituti autonomi per le case popolari e agli altri enti di cui
all’articolo 4 della presente legge da parte degli assegnatari di
cui al quinto, sesto e nono comma del presente articolo, è fissato
con decreto del Ministro per i lavori pubblici, di concerto con il
Ministro per il lavoro e la previdenza sociale.
Gli assegnatari in locazione semplice di alloggi trasferiti in
proprietà degli istituti autonomi per le case popolari e degli
altri enti di cui all’art. 4 della presente legge e siti in edifici
nei quali si siano costituite amministrazioni autonome o
condominiali possono essere delegati dai predetti istituti ed enti
a rappresentarli in seno a tali amministrazioni.
L’ammontare delle quote di amministrazione e manutenzione ordinaria
dovute dagli assegnatari di alloggi siti in edifici nei quali non
siano state costituite le amministrazioni autonome e condominiali
di cui ai commi precedenti, nonché i criteri per l’attuazione della
manutenzione straordinaria degli edifici di prevalente proprietà
degli istituti autonomi per le case popolari e degli altri enti di
cui all’articolo 4 della presente legge sono fissati distintamente
con decreto del Ministro per i lavori pubblici di concerto con il
Ministro per il lavoro e la previdenza sociale.
Le quote di spese generali e le quote di amministrazione di cui
all’ottavo e decimo comma del presente articolo sono determinate in
relazione ai servizi prestati.
Le quote di manutenzione ordinaria sono determinate per le singole
zone, sentito il parere del comitato centrale di cui al successivo
articolo 13. Tale parere è formulato dal comitato centrale sentiti
i comitati provinciali di cui al successivo articolo 24.
Per il periodo di cinque anni, dalla data del trasferimento degli
alloggi in proprietà agli Istituti autonomi per le case popolari,
gli assegnatari potranno avvalersi delle facoltà concesse agli
assegnatari in locazione.
Trascorso tale termine, gli assegnatari decadranno dal beneficio
del riconoscimento dei canoni pagati per la locazione come versati
per il riscatto.
7. Gli alloggi trasferiti in proprietà agli istituti autonomi per
le case popolari, che si renderanno liberi, dovranno essere
assegnati con precedenza ai lavoratori che abbiano versato i
contributi a norma del successivo art. 12.
8. Le disposizioni dei precedenti articoli circa gli obblighi e le
facoltà attribuiti a…

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