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Regolamento di attuazione della legge 25 marzo 1985, n. 106, concernente la disciplina, del volo da diporto sportivo.

DECRETO PRESIDENTE REPUBBLICA 5 agosto 1988, n. 404
Regolamento di
attuazione della legge 25 marzo 1985, n. 106, concernente la
disciplina del volo da diporto o sportivo.
(G.U. n. 215, 13 settembre
1988, Serie Generale)
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visto l’art. 87
della Costituzione;
Visto il codice della navigazione, approvato con
regio decreto 30 marzo 1942, n. 327;
Visto l’art. 2 della legge 25
marzo 1985, n. 106, concernente la disciplina del volo da diporto o
sportivo;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 27 luglio
1981, n. 484, relativo all’uso dello spazio aereo nazionale;
Udito il
parere del Consiglio di Stato;
Vista la deliberazione del Consiglio
dei Ministri adottata nella riunione del 22 luglio 1988;
Sulla
proposta del Ministro dei trasporti;
Emana
il seguente decreto:
Capo
I
PRESCRIZIONI GENERALI
Art. 1
Responsabilità per la condotta dei
voli
1. Il pilota, oltre che all’osservanza delle norme di legge e di
regolamento, e delle prescrizioni delle autorità, è tenuto, prima
dell’inizio del volo ed in ogni sua fase, ad accertarsi personalmente
che esso possa svolgersi in piena sicurezza, tenuto conto delle
condizioni meteorologiche, della efficienza dell’apparecchio, delle
proprie condizioni psico-fisiche, del proprio addestramento e di ogni
altra circostanza di tempo e di luogo, e conseguentemente a
determinare la condotta da tenere affinchè il volo non risulti
pericoloso per la propria od altrui incolumità.
Art. 2
Obbligo del
casco protettivo (1)
1. Durante il volo è obbligatorio indossare un
casco protettivo di tipo rigido adeguato all’attività.
(1) Articolo
sostituito dall’art. 1, D.P.R. 28 aprile 1993, n. 207.
Art. 2
Obbligo
del casco protettivo (2)
1. Durante il volo è obbligatorio indossare
il casco protettivo di tipo rigido. Tale tipo di casco deve rispondere
alle caratteristiche ed essere omologato con le modalità stabilite
dall’allegato 1 al decreto del Ministro dei trasporti in data 18 marzo
1986, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n.
96 del 26 aprile 1986, come integrato dai decreti ministeriali in data
13 aprile 1987, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 102 del 5
maggio 1987, e in data 19 ottobre 1987, n. 438, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale n. 253 del 29 ottobre 1987.
2. Si considerano
omologati i caschi che riportano i marchi indicati, rispettivamente,
nell’art. 2, secondo comma, e nell’art. 1 dei decreti del Ministro dei
trasporti in data 18 marzo 1986 e in data 4 luglio 1986, pubblicati
nella Gazzetta Ufficiale n. 159 dell’11 luglio 1986.
(2) Testo
precedente le modifiche apportate dal D.P.R. 28 aprile 1993, n.
207.
Art. 3
Uso delle aree per decollo e atterraggio
1. Il decollo e
l’atterraggio possono essere effettuati su qualsiasi area idonea,
avuto, ove occorra, il consenso di chi può disporre dell’area e fatti
salvi gli eventuali divieti disposti dalle competenti autorità civili
e militari.
2. Atterraggi, decolli ed operazioni su od in prossimità
di aerodromi od aeroporti civili possono essere effettuati solo
mediante specifica autorizzazione del direttore della circoscrizione
aeroportuale competente, rilasciata caso per caso, a seguito di
coordinamento con i competenti organi di assistenza al volo civili.
Dette attività sugli aeroporti militari, anche se aperti al traffico
aereo civile, sono vietate salvo casi eccezionali e su specifica
richiesta in base alla normativa vigente.
Art. 4
Limiti alle
operazioni di volo (15)
(15) Articolo abrogato dall’art. 22, comma
20, L. 24 aprile 1998, n. 128.
Art. 4
Limiti alle operazioni di volo
(16)
1. Fatto salvo il caso di pubblica manifestazione od impresa
sportiva autorizzata secondo le modalità previste dall’art. 2 della
legge 29 maggio 1954, n. 340, i voli possono essere svolti unicamente
sul territorio nazionale e le acque territoriali alla distanza di
almeno quattro chilometri dai confini dello Stato.
(16) Testo
precedente le modifiche apportate dalla L. 24 aprile 1998, n.
128.
Art. 5
Identificazione e registrazione degli apparecchi muniti di
motore (3)
1. Per essere ammessi alla circolazione gli apparecchi
devono essere muniti di apposita targa metallica di identificazione e
devono essere colorati con tonalità vivaci a forte contrasto con cielo
e terra.
2. Per essere ammessi alla circolazione gli apparecchi
provvisti di motore debbono inoltre essere iscritti in un apposito
registro tenuto dall’Aero club d’Italia, vidimato nelle forme di
legge, in cui sono annotate le caratteristiche e la dimensione di
ciascun apparecchio, con la specificazione della ditta che lo ha
prodotto. Nel registro sono annotati in ordine cronologico gli atti di
cessione dell’apparecchio.
3. La registrazione degli apparecchi a
motore avviene a seguito di presentazione, da parte del proprietario,
di domanda in carta legale e dei seguenti documenti in duplice copia:

a) due fotografie dell’apparecchio visto di lato e frontalmente,
tendenti ad identificare il modello dell’apparecchio indipendentemente
dalla colorazione che potrà essere modificata;
b) dichiarazione del
proprietario, autenticata nelle forme di legge, della conformità
dell’apparecchio alle caratteristiche prescritte dall’allegato annesso
alla legge 25 marzo 1985, n. 106, come successivamente modificato. La
dichiarazione dovrà contenere le seguenti indicazioni: struttura
dell’apparecchio (monoposto o biposto), potenza del motore, peso
effettivo dell’apparecchio a vuoto, dimensioni (larghezza, massima
apertura alare, lunghezza e altezza) espresse in centimetri, ditta
costruttrice dell’apparecchio e del motore ove trattasi di prodotti
industriali.
4. L’Aero club d’Italia, verificata la regolarità della
prescritta documentazione, rilascia un certificato di identificazione
unitamente ad una copia vistata della documentazione stessa e la targa
metallica di identificazione. L’Aero club d’Italia può comunque
accertare la conformità tra la dichiarazione del proprietario del
velivolo e le caratteristiche obiettive dello stesso.
5. La targa
metallica, delle dimensioni di cm 10 x cm 5, sulla quale figura la
lettera I seguita da quattro cifre, deve essere apposta in modo
stabile sull’apparecchio. Le singole lettere e cifre che figurano
sulla targa devono essere riprodotte, ciascuna, in colore scuro su
fondo bianco o viceversa nelle dimensioni minime di cm 30 x cm 15
sulla parte inferiore dell’ala.
6. Il certificato di identificazione e
la documentazione vistata devono essere sempre tenuti a bordo.
7. In
caso di passaggio di proprietà dell’apparecchio è fatto obbligo
all’acquirente di darne avviso, entro otto giorni, all’Aero club
d’Italia. In caso di distruzione dell’apparecchio tale obbligo compete
al proprietario.
8. Il proprietario dell’apparecchio ha l’obbligo di
denunciare, con le stesse modalità previste per la iscrizione, le
eventuali modifiche alla struttura o agli altri dati indicati nella
dichiarazione di cui al comma 3, lettera b).
9. L’Aero club d’Italia
procede al ritiro del certificato di identificazione qualora, per
effetto di sopravvenute modificazioni dell’allegato alla legge 25
marzo 1985, n. 106, l’apparecchio non sia più rispondente alle
caratteristiche stabilite salvo diversa disposizione contenuta nella
modifica dell’allegato medesimo. Il certificato viene ritirato altresì
qualora la corrispondenza alle caratteristiche stabilite venga meno
per effetto di modificazioni dell’apparecchio.
(3)Articolo sostituito
dall’art. 2, D.P.R. 28 aprile 1993, n. 207.
Art. 5
Identificazione
degli apparecchi(4)
1. Per essere ammessi alla circolazione gli
apparecchi devono essere muniti di apposita targa metallica di
identificazione e devono essere colorati con tonalità vivaci a forte
contrasto con cielo e terra.
2. L’identificazione avviene a cura
dell’Aero club d’Italia, a seguito di presentazione, da parte del
proprietario, di domanda in carta legale e dei seguenti documenti in
duplice copia;
a) due fotografie dell’apparecchio visto di lato e dal
basso;
b) dichiarazione del proprietario, autenticata nelle forme di
legge, della conformità dell’apparecchio alle caratteristiche
prescritte dall’allegato annesso alla legge 25 marzo 1985, n. 106, e
successive modificazioni. La dichiarazione dovrà comunque contenere le
seguenti indicazioni: struttura dell’apparecchio (monoposto o
biposto), presenza o assenza del motore, potenza del motore, peso
effettivo dell’apparecchio a vuoto, dimensioni (larghezza massima
apertura alare, lunghezza e altezza) espresse in centimetri, ditta
costruttrice dell’apparecchio e/o del motore ove trattisi di prodotti
industriali, colorazione dell’apparecchio. Dovrà inoltre essere
riportata l’identità della compagnia assicuratrice.
3. L’Aero club
d’Italia, verificata la regolarità della prescritta documentazione,
rilascia un certificato di identificazione unitamente ad una copia
vistata della documentazione stessa ed una targa metallica di
identificazione. L’Aero club d’Italia può comunque accertare la
conformità tra la dichiarazione del proprietario del velivolo e le
caratteristiche obiettive dello stesso.
4. La targa metallica delle
dimensioni di cm 10 x cm 5, sulla quale figura la lettera I seguita da
quattro numeri, deve essere apposta in modo stabile sull’apparecchio.
Nel caso di apparecchi provvisti di motore, le singole lettera e cifre
che figurano sulla targa devono essere riprodotte, ciascuna, in colore
oscuro su fondo bianco o viceversa nelle dimensioni minime di cm 30 x
cm 15 sulla parte inferiore dell’ala.
5. Per gli apparecchi non
provvisti di motore è sufficiente l’apposizione della targa
metallica.
6. Il certificato di identificazione e la documentazione
vistata devono essere sempre tenuti a bordo.
7. In caso di passaggio
di proprietà dell’apparecchio è fatto obbligo all’acquirente di darne
avviso, entro otto giorni, all’Aero club d’Italia. In caso di
distruzione dell’apparecch…

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