Architetto.info - Architetto.info | Architetto.info

Regolamento recante modificazioni al decreto del Presidente della Repu...

Regolamento recante modificazioni al decreto del Presidente della Repubblica 5 agosto 1988, n. 404, di attuazione della legge 25 marzo 1985, n. 106, concernente la disciplina del volo da diporto o sportivo.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
VISTO l’art. 2, comma 14, della legge 8 luglio 1986, n. 349, il
quale prevede che il Ministro dell’ambiente, di concerto con il
Ministro della sanità, propone al Presidente del Consiglio dei
Ministri la fissazione dei limiti massimi di accettabilità delle
concentrazioni e i limiti massimi di esposizione relativi ad
inquinamenti di natura chimica, fisica, biologica e delle emissioni
sonore relativamente all’ambiente esterno e abitativo di cui
all’art. 4 della legge 23 dicembre 1978, n. 833;
CONSIDERATA l’opportunità di stabilire, in via transitoria, stante
la grave situazione di inquinamento acustico attualmente
riscontrabile nell’ambito dell’intero territorio nazionale ed in
particolare nelle aree urbane, limiti di accettabilità di livelli
di rumore validi su tutto il territorio nazionale, quali misure
immediate ed urgenti di salvaguardia della qualità ambientale e
della esposizione umana al rumore, in attesa dell’approvazione di
una legge quadro in materia di tutela dell’ambiente
dall’inquinamento acustico, che fissi i limiti adeguati al
progresso tecnologico ed alle esigenze emerse in sede di prima
applicazione al seguente decreto;
Emana:
il seguente regolamento
Art. 1
1. L’art. 2 del decreto del Presidente della Repubblica 5 agosto
1988, n. 404, è sostituito dal seguente:
«Art. 2 (Obbligo del casco protettivo). – 1. Durante il volo è
obbligatorio indossare un casco protettivo di tipo rigido adeguato
all’attività.»
Art. 2
1. L’art. 5 del decreto del Presidente della Repubblica 5 agosto
1988, n.404, è sostituito dal seguente:
«Art. 5 (Identificazione e registrazione degli apparecchi muniti di
motore). – 1. Per essere ammessi alla circolazione gli apparecchi
devono essere muniti di apposita targa metallica di identificazione
e devono essere colorati con tonalità vivaci a forte contrasto con
cielo e terra.
2. Per essere ammessi alla circolazione gli apparecchi provvisti di
motore debbono inoltre essere iscritti in un apposito registro
tenuto dall’Aereo Club d’Italia, vidimato nelle forme di legge, in
cui sono annotate le caratteristiche e la dimensione di ciascun
apparecchio, con la specificazione della ditta che lo ha prodotto.
Nel registro sono annotati in ordine cronologico gli atti di
cessione dell’apparecchio.
3. La registrazione degli apparecchi a motore avviene a seguito di
presentazione, da parte del proprietario, di domanda in carta
legale e dei seguenti documenti in duplice copia:
a) due fotografie dell’apparecchio visto di lato e frontalmente,
tendenti ad identificare il modello dell’apparecchio indipendente
dalla colorazione che potrà essere modificata;
b) dichiarazione del proprietario, autenticata nelle forme di
legge, della conformità dell’apparecchio alle caratteristiche
prescritte dall’allegato annesso alla legge 25 marzo 1985, n. 106,
come successivamente modificato.
La dichiarazione dovrà contenere le seguenti indicazioni: struttura
dell’apparecchio (monoposto o biposto), potenza del motore, peso
effettivo dell’apparecchio a vuoto, dimensioni (larghezza e
altezza) espresse in centimetri, ditta costruttrice
dell’apparecchio e del motore ove trattasi di prodotti industriali.
4. L’Aereo Club d’Italia, verificata la regolarità della prescritta
documentazione, rilascia un certificato di identificazione
unitamente ad una copia vistata della documentazione stessa e la
targa metallica di identificazione.
L’Aero Club d’Italia può comunque accertare la conformità tra la
dichiarazione del proprietario del velivolo e le caratteristiche
obiettive dello stesso.
5. La targa metallica, delle dimensioni di cm 10 x cm 5, sulla
quale figura la lettera I seguita da quattro cifre, deve essere
apposta in modo stabile sull’apparecchio. Le singole lettere e
cifre che figurano sulla targa devono essere riprodotte, ciascuna,
in colore scuro su fondo bianco o viceversa nelle dimensioni minime
di cm 30 x cm 15 sulla parte inferiore dell’ala.
6. Il certificato di identificazione e la documentazione vistata
devono essere tenuti a bordo.
7. In caso di passaggio di proprietà dell’apparecchio è fatto
obbligo all’acquirente di darne avviso, entro otto giorni,
all’Aereo Club d’Italia. In caso di distruzione dell’apparecchio
tale obbligo compete al proprietario.
8. Il proprietario dell’apparecchio ha l’obbligo di denunciare, con
le stesse modalità previste per la iscrizione, le eventuali
modifiche alla struttura o agli altri dati indicati nella
dichiarazione di cui al comma 3. (lettera b)
9. L’Aero Club d’Italia procede al ritiro del certificato di
identificazione qualora, per effetto di sopravvenute modificazioni
dell’allegato alla legge 25 marzo 1985, n.106, l’apparecchio non
sia più rispondente alle caratteristiche stabilite salvo diversa
disposizione contenuta nella modifica dell’allegato medesimo. Il
certificato viene ritirato altresì qualora la corrispondenza alle
caratteristiche stabilite venga meno per effetto di modificazioni
dell’apparecchio.».
Art. 3
1. L’art. 6 del decreto del Presidente della Repubblica 5 agosto
1988, n. 404, è sostituito dal seguente:
«Art. 6 (Conduzione dei voli). – 1. L’attività di volo da diporto o
sportivo può essere condotta dall’alba al tramonto, fuori dalle
nubi ed in condizioni meteorologiche e di visibilità tali da
consentire il continuo riferimento visivo con il terreno
sottostante, gli ostacoli e la eventuale presenza di ogni altro
tipo di traffico.
2. Salvo quanto previsto dal comma 3, l’attività è consentita fino
ad un’altezza massima di 500 piedi (150 metri circa) dal terreno,
misurata rispetto al punto più elevato nel raggio di 3 chilometri,
tenendosi a distanza di sicurezza dagli ostacoli ed in ogni caso
non inferiore ai 5 km dagli aeroporti non ubicati entro ATZ
(Aerodrome Traffic Zone).
3. Nei giorni di sabato, domenica e nelle altre festività nazionali
il limite di cui al comma 2 è di 1.000 piedi (300 metri circa). Lo
stesso limite si applica nelle aree individuate con decreto del
Ministro dei trasporti, di concerto con il Ministro della difesa,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale.
4. È vietato il sorvolo di centri abitati, degli agglomerati di
case ed assembramenti di persone, di caserme, di depositi di
munizioni, di porti militari, di aree riservate ai fini della
sicurezza dello Stato, di stazioni ferroviarie ed altri centri di
vie di comunicazione, di centrali elettriche, di dighe, di
ospedali, di carceri, di opifici, nonché il lancio di oggetti e di
liquidi in volo.
È altresì vietato il sorvolo delle autostrade, delle strade statali
e delle linee ferroviarie, le quali, quando strettamente
necessario, potranno tuttavia essere sorvolate in senso ortogonale.
5. È altresì vietato impegnare spazi aerei controllati dai servizi
del traffico aereo, zone di traffico aeroportuale, che non sono
controllate, nonché le aree regolamentate, pericolose o proibite,
fatti salvi i casi di specifica autorizzazione rilasciata da parte
del Ministro dei trasporti – Direzione generale aviazione civile,
previo nulla osta del Ministro della difesa per le attività
condotte entro le aree di pertinenza militare. Le domande volte ad
ottenere la suddetta autorizzazione dovranno comunque essere
inviate all’Aero Club d’Italia e quindi, se ritenute ammissibili,
trasmesse da questo alla Direzione generale dell’aviazione civile,
competente per la valutazione finale e l’eventuale rilascio
dell’autorizzazione.
6. È vietato portare a bordo degli apparecchi per volo da diporto o
sportivo, in forma fissa o mobile, sensori, mezzi di ripresa, di
osservazione e di rilevamento di ogni specie, eccetto quelli
costituenti la strumentazione autorizzata di bordo.».
Art. 4
1. L’art. 12 del decreto del Presidente della Repubblica 5 agosto
1988, n. 404, è sostituito dal seguente:
«Art. 12 (Attestato di idoneità). – 1. Per essere ammessi allo
svolgimento di attività di volo da diporto o sportivo è necessario
essere in possesso di un attestato di idoneità rilasciato dall’Aero
Club d’Italia.
2. L’attestato di cui al comma 1 si consegue superando le prove di
esame relative ad appositi corsi istituiti dall’Aero Club d’Italia
con le modalità dallo stesso stabilite ed approvate dal Ministero
dei trasporti -Direzione generale dell’aviazione civile.
3. Possono aspirare al rilascio dell’attestato di cui al primo
comma i cittadini italiani, i cittadini di uno Stato membro della
CEE o cittadini di uno Stato con cui esiste trattamento di
reciprocità, purché si tratti di stranieri residenti in Italia e in
regola agli effetti del soggiorno.
4. Per ottenere il rilascio dell’attestato il richiedente deve
presentare il certificato di idoneità psicofisica di cui agli
articoli seguenti, nonché il nulla osta rilasciato dal questore
della provincia di residenza che valuterà anche l’inesistenza di
controindicazioni agli effetti della tutela dell’ordine e della
sicurezza pubblica, nonché della sicurezza dello Stato.
5. Il certificato d’idoneità fisica ha valore per due anni; la sua
scadenza deve essere annotata, a cura dell’Aero Club d’Italia,
nell’attestato di cui al comma 1. Alla scadenza l’interessato deve
presentare un nuovo certificato per la convalida dell’attestato e
per l’annotazione, sullo stesso, della nuova scadenza.
6. Per coloro i quali svolgono la funzione di istruttore il
certificato d’idoneità psico-fisica ha valore per un anno dal
compimento del quarantesimo anno di età.
7. I cittadini stranieri, non residenti, che intendano praticare
l’attività di volo da diporto o sportivo sul territorio dello
Stato, devono essere in posse…

[Continua nel file zip allegato]

Architetto.info