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Regolamento recante norme per la definizione dei criteri tecnici e del...

Regolamento recante norme per la definizione dei criteri tecnici e delle modalita' di utilizzazione dei veicoli della categoria M1 con uso finalizzato alla diversificazione o integrazione della rete dei trasporti di linea nelle aree urbane e suburbane, nell'ambito della organizzazione del trasporto pubblico locale.

IL MINISTRO DEI TRASPORTI E DELLA NAVIGAZIONE
Visto l’articolo 14, comma 5, del decreto legislativo 19 novembre
1997, n. 422, con il quale si dispone che il Ministro dei trasporti
e della navigazione, con proprio decreto, stabilisca ed emani i
criteri tecnici e le modalita’ di utilizzazione dei veicoli della
categoria M1 il cui utilizzo e’ finalizzato alla diversificazione o
integrazione della rete dei trasporti di linea nelle aree urbane e
suburbane;
Visto l’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400;
Visti gli articoli 8 e 9 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n.
281;
Visto il decreto ministeriale 6 agosto 1998, n. 408, recante norme
sulla revisione generale dei veicoli a motore e loro rimorchi;
Sentita la Conferenza Stato-citta’ ed autonomie locali nella seduta
del 21 gennaio 1999;
Udito il parere del Consiglio di Stato espresso dalla sezione
consultiva per gli atti normativi nell’adunanza del 21 giugno 1999;
Vista la comunicazione alla Presidenza del Consiglio dei Ministri,
a norma dell’articolo 17, comma 3, della citata legge n. 400 del
1988 (nota n. 05200 del 18 ottobre 1999);
A d o t t a
il seguente regolamento:
Art. 1.
Definizione e caratteristiche dei veicoli
1. I veicoli a motore finalizzati alla diversificazione o
integrazione della rete dei trasporti di linea nelle aree urbane e
suburbane, come previsto al comma 5 dell’articolo 14 del decreto
legislativo 19 novembre 1997, n. 422, possono appartenere alla
categoria delle autovetture o autoveicoli per trasporto promiscuo o
autoveicoli per trasporto specifico di persone in particolari
condizioni di cui all’articolo 54, comma 1, lettere a), c), ed f)
del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, ferma restando
comunque la loro classificazione nella categoria M1 di cui
all’articolo 47, comma 2, dello stesso decreto legislativo.
2. I veicoli di cui al comma 1 debbono essere dotati di almeno
cinque posti ed almeno tre porte laterali.
3. I medesimi veicoli debbono essere sottoposti a revisione annuale
ai sensi dell’articolo 1, comma 1, del decreto ministeriale 6
agosto 1998, n. 408.
Art. 2.
Caratteristiche dei pannelli indicatori del servizio
1. I veicoli debbono essere dotati di un pannello luminoso
rettangolare, ancorato al di sopra dell’abitacolo, in posizione
longitudinale, per la segnalazione all’utenza dell’itinerario
seguito e del luogo di destinazione del servizio. Il pannello deve
avere dimensioni esterne non eccedenti 85 30 cm.
2. Un secondo pannello luminoso, con funzione di ripetitore di
segnalazione, di dimensioni esterne non eccedenti 22 18 cm, deve
essere posizionato al di sopra dell’abitacolo in posizione
frontale.
Art. 3.
Modalita’ per l’utilizzazione
1. A seguito di specifico affidamento dell’ente locale competente
attraverso procedure concorsuali i veicoli, di cui all’articolo 1,
possono espletare servizio pubblico di linea per trasporto persone,
secondo le modalita’ determinate dal citato ente.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di
farlo osservare.
Roma, 22 giugno 2000
Il Ministro: Bersani
Visto, il Guardasigilli: Fassino
Registrato alla Corte dei conti il 25 luglio 2000
Registro n. 2 Trasporti e navigazione, foglio n. 70
NOTE
Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto
dall’amministrazione competente per materia ai sensi dell’art. 10,
comma 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione
delle leggi, sull’emanazione dei decreti del Presidente della
Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica
italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo
fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge alle
quali e’ operato il rinvio. Restano invariati il valore e
l’efficacia degli atti legislativi qui trascritti.
Note alle premesse:
– Il testo dell’art. 14, comma 5, del decreto legislativo 19
novembre 1997, n. 422 (Conferimento alle regioni ed agli enti
locali di funzioni e compiti in materia di trasporto pubblico
locale, a norma dell’art. 4, comma 4, della legge 15 marzo 1997, n.
59), e’ il seguente:
“5. Gli enti locali, al fine del decongestionamento del traffico e
del disinquinamento ambientale, ai sensi dell’art. 16, comma 3, e
dell’art. 18, comma 2, lettera c), possono organizzare la rete dei
trasporti di linea nelle aree urbane e suburbane diversificando il
servizio con l’utilizzazione di veicoli della categoria M1 di cui
all’art. 47 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285.
Detti veicoli devono risultare nella disponibilita’ di soggetti
aventi requisiti per esercitare autoservizi pubblici non di linea o
servizi di trasporto di persone su strada. L’espletamento di tali
servizi non costituisce titolo per il rilascio di licenze o
autorizzazioni. Gli enti locali fissano le modalita’ del servizio e
le relative tariffe e, nella fase di prima attuazione, affidano per
il primo anno in via prioritaria detti servizi, sempre attraverso
procedure concorsuali, ai soggetti che esercitano autoservizi
pubblici non di linea. I criteri tecnici e le modalita’ per la
utilizzazione dei sopraddetti veicoli sono stabiliti con decreto
del Ministro dei trasporti e della navigazione”.
– Il comma 3 dell’art. 17 della legge n. 400/1988 (Disciplina
dell’attivita’ di Governo e ordinamento della Presidenza del
Consiglio dei Ministri) prevede che con decreto ministeriale
possano essere adottati regolamenti nelle materie di competenza del
Ministro o di autorita’ sottordinate al Ministro, quando la legge
espressamente conferisca tale potere. Tali regolamenti, per materie
di competenza di piu’ Ministri, possono essere adottati con decreti
interministeriali, ferma restando la necessita’ di apposita
autorizzazione da parte della legge. I regolamenti ministeriali ed
interministeriali non possono dettare norme contrarie a quelle dei
regolamenti emanati dal Governo.
Essi debbono essere comunicati al Presidente del Consiglio dei
Ministri prima della loro emanazione. Il comma 4 dello stesso
articolo stabilisce che gli anzidetti regolamenti debbano recare la
denominazione di “regolamento”, siano adottati previo parere del
Consiglio di Stato, sottoposti al visto ed alla registrazione della
Corte dei conti e pubblicati nella Gazzetta Ufficiale.
– Si riporta il testo degli articoli 8 e 9 del decreto legislativo
28 agosto 1997, n. 281:
“Art. 8. – 1. La conferenza Stato-citta’ ed autonomie locali e’
unificata per le materie ed i compiti di interesse comune delle
regioni, delle province, dei comuni e delle comunita’ montane, con
la Conferenza Stato-regioni.
2. La Conferenza Stato-citta’ ed autonomie locali e’ presieduta dal
Presidente del Consiglio dei Ministri o, per sua delega, dal
Ministro dell’interno o dal Ministro per gli affari regionali; ne
fanno parte altresi’ il Ministro del tesoro e del bilancio e della
programmazione economica, il Ministro delle finanze, il Ministro
dei lavori pubblici, il Ministro della sanita’, il presidente
dell’Associazione nazionale dei comuni d’Italia – ANCI, il
presidente dell’Unione province d’Italia – UPI ed il presidente
dell’Unione nazionale comuni, comunita’ ed enti montani – UNCEM. Ne
fanno parte inoltre quattordici sindaci designati dall’ANCI e sei
presidenti di provincia designati dall’UPI.
Dei quattordici sindaci designati dall’ANCI cinque rappresentano le
citta’ individuate dall’art. 17 della legge 8 giugno 1990, n. 142.
Alle riunioni possono essere invitati altri membri del Governo,
nonche’ rappresentanti di amministrazioni statali, locali o di enti
pubblici.
3. La Conferenza Stato-citta’ ed autonomie locali e’ convocata
almeno ogni tre mesi, e comunque in tutti i casi il presidente ne
ravvisi la necessita’ o qualora ne faccia richiesta il presidente
dell’ANCI, dell’UPI o dell’UNCEM.
4. La Conferenza unificata di cui al comma 1 e’ convocata dal
Presidente del Consiglio dei Ministri. Le sedute sono presiedute
dal Presidente del Consiglio dei Ministri o, su sua delega, dal
Ministro per gli affari regionali o, se tale incarico non e’
conferito, dal Ministro dell’interno”.
“Art. 9. – 1. La Conferenza unificata assume deliberazioni,
promuove e sancisce intese ed accordi, esprime pareri, designa
rappresentanti in relazione alle materie ed ai compiti di interesse
comune alle regioni, alle province, ai comuni e alle comunita’
montane.
2. La Conferenza unificata e’ comunque competente in tutti i casi
in cui regioni, province, comuni e comunita’ montane ovvero la
Conferenza Stato-regioni e la Conferenza Stato-citta’ ed autonomie
locali debbano esprimersi su un medesimo oggetto. In particolare la
Conferenza unificata:
a) esprime parere:
1) sul disegno di legge finanziaria e sui disegni di legge
collegati;
2) sul documento di programmazione economica e finanziaria;
3) sugli schemi di decreto legislativo adottati in base all’art. 1
della legge 15 marzo 1997, n. 59;
b) promuove e sancisce intese tra Governo, regioni, province,
comuni e comunita’ montane. Nel caso di mancata intesa o di urgenza
si applicano le disposizioni di cui all’art. 3, commi 3 e 4;
c) promuove e sancisce accordi tra Governo, regioni, province,
comuni e comunita’ montane, al fine di coordinare l’esercizio delle
rispettive competenze e svolgere in collaborazione attivita’ di
interesse comune;
d) acquisisce le designazioni dei rappresentanti delle autonomie
locali indicati, rispettivamente, dai presidenti delle regioni e
province autonome di Trento e di Bolzano, dall’ANCI, dall’UPI e
dall’UNCEM nei casi previsti dalle legge;
e) assi…

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