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Applicazione transitoria della legge 'Marcora' per la salvaguardia dei livelli occupazionali.

IL MINISTRO DELL’INDUSTRIA DEL COMMERCIO E DELL’ARTIGIANATO
Vista la legge 27 febbraio 1985, n. 49, recante provvedimenti per
il credito alla cooperazione e misure urgenti a salvaguardia dei
livelli di occupazione;
Visto il decreto del Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato in data 25 luglio 1986, di concerto con i Ministri
del tesoro, del bilancio e della programmazione economica e del
lavoro e della previdenza sociale concernente le modalita’ di
concessione e di erogazione dei contributi previsti dall’art. 17
della legge n. 49/1985;
Visto il decreto del Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato in data 26 luglio 1986 di concerto con il Ministro
del lavoro e della previdenza sociale concernente i criteri per la
determinazione del valore delle quote di proprieta’ delle societa’
finanziarie partecipanti al capitale sociale delle cooperative;
Viste le deliberazioni del CIPI in data 19 dicembre 1985, 12
febbraio 1987 e 31 gennaio 1992 recanti direttive per la
concessione di benefici agevolativi alle cooperative di cui alla
legge 27 febbraio 1985, n. 49;
Vista la legge 31 gennaio 1992, n. 59, recante nuove norme in
materia di societa’ cooperative;
Vista la nota in data 24 luglio 1998, n. 6278 con la quale la
Commissione europea esprime parere favorevole in ordine a nuovi
interventi a salvaguardia dei livelli di occupazione da attuare ai
sensi delI’art. 17, comma 2 della legge n. 266/1997, indicando
alcune condizioni e limitazioni;
Considerato che il decreto del Presidente della Repubblica,
previsto dal citato art. 17, comma 2, della legge n. 266/1997 ai
fini di una revisione della legge 27 febbraio 1985, n. 49, non e’
stato emanato a seguito della ricusazione del visto, disposta dalla
Corte dei conti con deliberazione n. 13/2000 emessa dalla sezione
di controllo nell’adunanza del 27 gennaio 2000;
Considerato che la legge 27 febbraio 1985, n. 49, e’ tuttora
vigente, e che alla stessa sono applicabili le predette condizioni
e limitazioni;
Considerato che il lungo periodo di inoperativita’ della citata
legge n. 49/1985 e il conseguente stato di difficolta’ delle
categorie interessate rendono necessarie direttive
all’amministrazione affinche’ la stessa possa provvedere in ordine
alle esigenze emerse, applicando la disciplina tuttora vigente, in
attesa di quella che sara’ emanata a seguito della reiterazione del
citato decreto del Presidente della Repubblica di cui all’art. 17,
comma 2, della legge n. 266/1997, ovvero delle eventuali norme che
sono in discussione in sede parlamentare;
Ritenuto che dette direttive trovano fondamento nelle
determinazioni comunicate dalla Commissione europea con la nota 24
luglio 1998, n. 62787, lasciano impregiudicate tutte le
osservazioni sollevate dalla Corte dei conti con la predetta
deliberazione n. 13/2000 e consentono all’amministrazione di
intervenire nuovamente in un comparto caratterizzato da notevoli
problematiche economiche e sociali;
Vista la direttiva emanata in data 1o giugno 2000 in corso di
registrazione presso la Corte dei conti;
Considerata la necessita’ di apportare alcune modifiche alla
predetta direttiva;
Emana
la seguente direttiva:
Art. 1.
Fino all’entrata in vigore di altra normativa disciplinante la
materia e in ogni caso non oltre il 31 dicembre 2000, le
cooperative di produzione e lavoro aventi i requisiti di cui
all’art. 14 della legge 27 febbraio 1985 n. 49, e sue successive
modificazioni, possono beneficiare delle agevolazioni di cui
all’art. 17 della legge medesima, con le limitazioni e le
condizioni di cui ai successivi articoli.
Art. 2.
La partecipazione delle societa’ finanziarie ai sensi degli
articoli 16 e 17 della legge 27 febbraio 1985, n. 49, al capitale
di rischio delle cooperative di cui all’art. 1 deve essere
inferiore al cinquanta per cento. In presenza di utili di bilancio
delle cooperative partecipate, le societa’ finanziarie hanno
diritto ad un dividendo superiore fino a due punti a quello
deliberato dall’assemblea per gli altri soci. Qualora, in presenza
di utili di bilancio l’assemblea deliberi di non distribuire i
dividendi ai soci ordinari, le societa’ finanziarie hanno comunque
diritto ad un dividendo pari al due per cento del capitale
sottoscritto e versato.
Art. 3.
Ai fini della verifica dei limiti di partecipazione al capitale di
rischio di cui all’art. 2, si considerano le riserve, i prestiti
sociali e il capitale sociale sottoscritto dai soci, ivi compresi i
soci tecnico-amministrativi, le persone giuridiche e i soci
sovventori. Il capitale sociale deve costituire non meno del
cinquanta per cento del suddetto capitale di rischio.
Art. 4.
Le partecipazioni assunte dalle societa’ finanziarie nelle
cooperative possono essere rilevate dai soci a condizioni di
mercato, successivamente al termine previsto dall’art. 18, comma 1
della legge 27 febbraio 1985, n. 49, sulla base dei valori di
bilancio, nel rispetto della legislazione cooperativa vigente, e
comunque ad un prezzo di norma non inferiore a quello di
acquisizione.
Art. 5.
Le societa’ finanziarie valutano accuratamente il progetto e le
prospettive finanziarie della cooperativa al fine di garantire
l’efficacia degli interventi. Tali interventi devono essere
coerenti con la normativa comunitaria vigente.
Art. 6.
La presente direttiva sostituisce quella emanata in data 1o giugno
2000.
Art. 7.
La presente direttiva, che si applica alle domande di contributo
presentate dalle societa’ finanziarie a decorrere dall’entrata in
vigore della direttiva medesima, sara’ trasmessa alla Corte dei
conti per la registrazione e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana.
Roma, 27 luglio 2000
Il Ministro: Letta
Registrata alla Corte dei conti il 28 luglio 2000
Registro n. 1 Industria e commercio, foglio n. 322

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