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Condizioni regolamentari relative all'ingresso di nuovi operatori nel ...

Condizioni regolamentari relative all'ingresso di nuovi operatori nel mercato dei sistemi radiomobili. (Deliberazione n. 544/00/Cons.).

L’AUTORITA’ PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI
Nella sua riunione di consiglio del 31 luglio 2000, in particolare
nella sua prosecuzione del 1° agosto 2000;
Vista la legge 31 luglio 1997, n. 249, che istituisce l’Autorita’
per le garanzie nelle comunicazioni, di seguito Autorita’,
pubblicata nel supplemento ordinario n. 154/L alla Gazzetta
Ufficiale serie generale, n. 177, del 31 luglio 1997;
Visto il decreto-legge 1° maggio 1997, n. 115, convertito, con
modificazioni, dalla legge 1° luglio 1997, n. 189, recante
disposizioni urgenti per il recepimento della direttiva 96/2/CE
sulle comunicazioni mobili e personali;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 19 settembre 1997,
n. 318, “Regolamento per l’attuazione di direttive comunitarie nel
settore delle telecomunicazioni”, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 221 del 22 settembre 1997;
Visto il decreto del Ministro delle comunicazioni 25 novembre 1997,
“Disposizioni per il rilascio delle licenze individuali nel settore
delle telecomunicazioni”, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.
283 del 4 dicembre 1997, come modificato dalla delibera
dell’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni n. 217/1999 del
22 settembre 1999, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 247 del
20 ottobre 1999;
Visto il provvedimento del Comitato dei Ministri del 4 aprile 1998,
“Misure per garantire condizioni di effettiva concorrenza nel
mercato delle comunicazioni mobili e personali”, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale n. 93 del 22 aprile 1998;
Visto il decreto del Ministro delle comunicazioni 23 aprile 1998,
“Disposizioni in materia di interconnessione nel settore delle
telecomunicazioni”, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 133 del
10 giugno 1998;
Vista la propria delibera n. 1/CIR/1999 del 29 luglio 1999, “Piano
di numerazione nel settore delle telecomunicazioni e disciplina
attuativa”, cosi’ come modificata dalla delibera n. 6/00/CIR del 8
giugno 2000;
Vista la propria delibera n. 69/1999 del 9 giugno 1999, “Misure
atte a garantire condizioni di effettiva concorrenza nel mercato
delle comunicazioni mobili e personali da parte di tutti gli
operatori e criteri e modalita’ per l’assegnazione delle
frequenze”, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 139 del 16
giugno 1999;
Vista la propria delibera n. 197/99 del 7 settembre 1999,
“Identificazione di organismi di telecomunicazioni aventi notevole
forza di mercato”;
Vista la propria delibera n. 410/99 del 22 dicembre 1999,
“Regolamento relativo alla procedura di autorizzazione per il
rilascio delle licenze individuali per i sistemi di comunicazioni
mobili di terza generazione”, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
n.
10 del 14 gennaio 2000, come modificata dalla delibera n.
367/00/Cons del 14 giugno 2000, “Modifiche alla delibera n.
410/1999 recante:
“Regolamento relativo alla procedura di autorizzazione per il
rilascio delle licenze individuali per i sistemi di comunicazioni
mobili di terza generazione”, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
n. 147 del 26 giugno 2000;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 2
febbraio 2000, concernente la costituzione e le competenze del
Comitato dei Ministri per l’aggiudicazione di licenze individuali
per l’offerta al pubblico di servizi di comunicazioni mobili di
terza generazione, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 39 del 17
febbraio 2000;
Visto il decreto del Ministero delle comunicazioni del 28 febbraio
2000, che approva il piano di ripartizione delle frequenze,
pubblicato nel supplemento ordinario n. 45 alla Gazzetta Ufficiale
n. 65 del 18 marzo 2000;
Vista la propria delibera n. 388/00/Cons del 21 giugno 2000,
“Procedure per il rilascio delle licenze individuali per i sistemi
di comunicazioni mobili di terza generazione e misure atte a
garantire condizioni di effettiva concorrenza”, pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale n. 149 del 28 giugno 2000;
Vista la propria delibera n. 467/00/Cons del 19 luglio 2000,
“Disposizioni in materia di autorizzazioni generali”;
Vista la direttiva 96/2/CE della Commissione del 16 gennaio 1996
che modifica la direttiva 90/388/CEE in relazione alle
comunicazioni mobili e personali;
Vista la direttiva 97/13/CE del Parlamento europeo e del Consiglio
del 10 aprile 1997 relativa ad una disciplina comune in materia di
autorizzazioni generali e di licenze individuali nel settore dei
servizi di telecomunicazioni;
Vista la direttiva 97/33/CE del Parlamento europeo e del Consiglio
del 30 giugno 1997 sull’interconnessione nel settore delle
telecomunicazioni e finalizzata a garantire il servizio universale
e l’interoperabilita’ attraverso l’applicazione dei principi di
fornitura di una rete aperta ONP;
Vista la decisione 128/1999/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio del 14 dicembre 1998 sull’introduzione coordinata di un
sistema di comunicazioni mobili e senza filo (UMTS) della terza
generazione nella Comunita’;
Visto il parere dell’Autorita’ garante della concorrenza e del
mercato in data 13 giugno 2000, sullo schema di provvedimento
dell’Autorita’ del 15 marzo 2000 relativo alle procedure per il
rilascio delle licenze individuali per i sistemi di comunicazioni
mobili di terza generazione e misure atte a garantire condizioni di
effettiva concorrenza;
Visto il bando di gara concernente la licitazione per il rilascio
di licenze individuali per l’installazione e l’esercizio di sistemi
di comunicazioni mobili di terza generazione (UMTS – IMT2000),
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 177 del 31 luglio 2000;
Considerato quanto segue:
Premessa.
Nella delibera 388/00/Cons del 21 giugno 2000, l’Autorita’ per le
garanzie nelle comunicazioni (di seguito Autorita’) segnalava
l’opportunita’ di avviare uno “specifico procedimento inteso a
valutare le necessarie eventuali variazioni del quadro
regolamentare vigente nel settore radiomobile per prevedere la
figura dell’operatore mobile virtuale sulle reti mobili e tenuto
anche conto, soprattutto con riferimento agli operatori di terza
generazione, della possibilita’ di consentire loro ragionevoli
tempi di recupero degli investimenti iniziali sostenuti”.
L’opportunita’ nasceva da un’esigenza piu’ generale di valutazione
del mercato radiomobile e della sua evoluzione anche alla luce del
passaggio alla terza generazione, con l’obiettivo di analizzare gli
effetti indotti sul mercato e sul sistema nazionale delle
telecomunicazioni da una possibile revisione del quadro
regolamentare di riferimento.
L’avvio del procedimento di valutazione di eventuali misure
regolamentari finalizzate a definire diritti di specifici operatori
ad entrare sul mercato radiomobile in qualita’ di operatori
virtuali di rete mobile e/o a definire specifiche condizioni nelle
relazioni tra i diversi attori del mercato delle telecomunicazioni,
teneva anche conto del parere espresso dall’Autorita’ garante della
concorrenza e del mercato (di seguito AGCM) la quale segnalava
“l’opportunita’ di favorire, in un mercato radiomobile come quello
italiano, gia’ ampiamente sviluppato tanto sotto il profilo
infrastrutturale quanto sotto quello dei servizi voce, l’ingresso
di operatori che, pur non disponendo di una propria infrastruttura,
offrano servizi al pubblico ottimizzando l’utilizzo delle reti
esistenti e contribuendo al miglioramento delle condizioni di
offerta dei servizi”. Sulla base di tale presupposto, l’AGCM
segnalava inoltre la possibilita’ di “definire disposizioni pro-
concorrenziali atte a garantire il diritto di accesso di tali
operatori alle reti esistenti, nonche’, fatto salvo un periodo
idoneo al recupero degli investimenti iniziali, alle future
infrastrutture per i sistemi di terzi generazione”.
Alla luce di tali considerazioni, l’Autorita’ ha avviato un
procedimento per la valutazione degli effetti generati sul sistema
nazionale delle telecomunicazioni e sui consumatori dalla possibile
introduzione degli operatori virtuali di rete mobile, al fine di
analizzare l’eventualita’ di definire o meno specifiche regole nel
mercato radiomobile nazionale. Nell’ambito di tale procedimento
l’Autorita’ ha svolto una consultazione pubblica e ha ascoltato in
audizione i principali operatori del settore, ivi inclusi i
soggetti interessati all’assegnazione di una licenza per i sistemi
della terza generazione.
Nel corso dell’istruttoria sono emersi diversi elementi di estrema
rilevanza nella valutazione degli effetti prodotti dall’entrata sul
mercato degli operatori virtuali di rete mobile, in termini di
utilizzo delle risorse esistenti e di variabilita’ delle condizioni
di offerta dei servizi. In particolare la verifica di tali effetti
ha indotto l’Autorita’ a ricostruire la situazione esistente sul
mercato delle infrastrutture di rete e dei servizi mobili, anche
alla luce della regolamentazione vigente, e a valutare l’impatto
generato sul mercato dal futuro sviluppo delle reti e dei servizi
di terza generazione.
Tenendo, quindi, conto del parere espresso dall’AGCM e dei
risultati della consultazione e delle audizioni effettuate,
l’Autorita’ ha concentrato l’analisi su quattro aspetti
fondamentali:
1) descrizione della filiera del mercato delle reti e dei servizi
radiomobili alla luce dell’evoluzione delle tecnologie e dei
servizi e della pluralita’ di operatori generati dallo sviluppo
della convergenza;
2) ruolo della regolamentazione e del regolatore nel mercato
radiomobile;
3) identificazione e analisi del mercato di riferimento ritenuto
rilevante ai fini della valutazione dell’introduzione di operatori
virtuali di rete mobile;
4) valutazione degli effetti di una revisione del quadro
regolamentare vigente alla luce degli obiettivi della
regolamentazione.
1. La filiera del mercato dei servizi radiomobili e l’evoluzione
dalla seconda alla terza generazione: descrizione e delimitazione
degli operatori.
Il settore radiomobile risulta caratterizzato da relazioni
verticali tra le attivita’ di realizzazione e sviluppo delle
infrastrutture di rete di accesso e di trasporto e le diverse
attivita’ di gestione del cliente e di vendita dei servizi. Le
relazioni tra queste attivita’ e le modalita’ di interazione tra i
diversi soggetti all’interno della catena del valore del settore,
inoltre, si modificano con l’evoluzione delle tecnologie di rete
sempre piu’ destinate a diventare piattaforme multimediali e con la
diffusione e l’innovazione di servizi interattivi di comunicazione
mobile (voce, dati, immagini). All’interno della catena del valore,
e’ quindi possibile distinguere diverse attivita’ e diversi attori
sulla base del grado di integrazione verticale e dei livelli di
autonomia nelle relazioni a monte fra le attivita’ della rete di
accesso e di commutazione/trasporto e nelle relazioni a valle tra
le attivita’ di gestione del cliente e commercializzazione dei
servizi.
Nel primo caso i livelli di autonomia sono dati dall’indipendenza
dei diversi sistemi e risorse legate alle attivita’ di rete
(commutazione, trasmissione), nel secondo caso i livelli di
autonomia sono dati dalla capacita’ di interagire con il cliente
finale e di modificare autonomamente, e sulla base delle specifiche
esigenze dell’utente, le condizioni tecniche e commerciali
dell’offerta di servizi.
In particolare, partendo dagli operatori a monte della filiera e’
possibile distinguere una serie di attori sul mercato radiomobile,
la cui varieta’ e i potenziali di crescita sono legati anche
all’evoluzione della tecnologia e del mercato, che offrono servizi
senza una propria infrastruttura e senza la dotazione di risorse
radio di cui e’ dotato un operatore di rete mobile (Mobile Network
Operator, MNO). L’Autorita’ ha ricostruito la filiera del mercato
ritenendo opportuno fornire una propria definizione dei diversi
possibili attori differenziati sulla base dei confini delle
rispettive attivita’ all’interno della filiera stessa (1). Nel
lavoro di sistematizzazione delle definizioni dei diversi attori,
oltre agli operatori di rete mobile (MNO) quali titolari di licenza
di rete radiomobile che assegna loro specifiche bande di frequenza
nello spettro radioelettrico, l’Autorita’ ha utilizzato le seguenti
definizioni:
Operatore virtuale di rete mobile (Mobile Virtual Network Operator,
MVNO): operatore non titolare di una licenza per l’utilizzo dello
spettro radio e che pertanto utilizza le funzioni e gli elementi
della rete radio di uno o piu’ MNO. Le modalita’ di utilizzo della
rete di accesso mobile sono assimilabili a quelle per il servizio
di roaming relativamente alle funzioni di registrazione, di
raccolta e di terminazione. Il MVNO e’ quindi dotato di archi di
numerazione propri e quindi di SIM card (Subscriber Identification
Module card, o moduli di identificazione di abbonato),
interoperabili con i terminali mobili (GSM, UMTS). Il MVNO puo’
gestire in proprio le funzioni di commutazione e di trasporto cosi’
come puo’ gestire direttamente la base dati di registrazione degli
utenti mobili (Home Location Register, HLR). Dalla definizione
utilizzata si evince che il MVNO e’ completamente autonomo nella
relazione con il cliente in quanto quest’ultimo non necessita di
alcun rapporto diretto con l’operatore di rete mobile ma stipula un
unico contratto con il MVNO dal quale riceve la SIM card.
Fornitore di accesso indiretto (Indirect Access Provider, IAP):
operatore che accede alla rete radio attraverso una relazione di
interconnessione di raccolta e che offre al cliente servizi di
comunicazione mobile attraverso forme di accesso indiretto; il
cliente conserva cioe’ il proprio abbonamento alla rete di accesso
dell’operatore di rete mobile. La relazione e’ assimilabile a
quella di interconnessione con la rete dell’operatore tradizionale
di rete fissa attraverso le prestazioni di carrier selection e
preselection.
Il cliente avra’ accesso ai servizi dell’IAP attraverso la
digitazione di un codice di carrier selection dal proprio terminale
mobile che instrada la chiamata sulla rete dell’IAP o attraverso la
sottoscrizione dei servizi offerti dall’IAP (che possono essere
differenziati per direttrice di traffico). Il cliente sceglie,
quindi, il servizio dell’IAP su base chiamata (carrier selection) o
sulla base della sottoscrizione di un abbonamento con l’operatore
preselezionato e puo’ scegliere l’intera gamma di servizi voce o
solo alcuni di essi (es. chiamate internazionali) svolgendo le
altre chiamate con l’operatore di rete mobile. L’IAP non emette e
non appone il proprio marchio su proprie SIM card, che
corrispondono a quelle dell’operatore mobile con cui il cliente ha
sottoscritto l’abbonamento di accesso.
Fornitore avanzato di servizi (Enhanced Service Provider, ESP):
operatore titolare di licenza per la fornitura di servizi di
telefonia vocale fissa o mobile o titolare di autorizzazione se
fornitore di servizi dati o di servizi diversi dalla voce
commutata.
L’operatore rivende il servizio di comunicazione dell’operatore di
rete mobile e fornisce in maniera indipendente servizi a valore
aggiunto. Non e’ dotato di numerazione propria e quindi non emette
direttamente proprie SIM card (fornite al cliente dall’operatore di
rete mobile), ma utilizza un proprio marchio nella distribuzione e
vendita del servizio, marchiando quindi le SIM card in maniera
indipendente dall’operatore di rete mobile, e avendo la
possibilita’ di esercitare con una certa autonomia proprie
politiche di prezzo e di distribuzione. L’operatore e’ in generale
responsabile delle attivita’ della gestione, del customer care, e
della fatturazione del cliente.
Fornitore tradizionale di servizi e semplice rivenditore di
traffico (Service Provider, SP, e air time reseller): operatore
titolare di autorizzazione in quanto non ha un rapporto diretto con
il cliente nella vendita di servizi di fonia aperta al pubblico e
non si impegna direttamente a gestire rapporti di assistenza al
cliente (rientranti generalmente nelle condizioni del contratto con
il MNO).
Esso acquista, infatti, minuti o volumi di traffico all’ingrosso
dall’operatore di rete e lo rivende sul mercato anche associato ad
applicazioni e contenuti per conto dell’operatore di rete mobile,
ovvero vende servizi di comunicazione mobile fornendo al cliente la
SIM card con marchio dell’operatore di rete mobile. Nelle attivita’
di vendita puo’ avere un grado piu’ o meno elevato di autonomia sia
relativamente all’uso di un proprio marchio commerciale, sia
relativamente alle politiche di prezzo e alla gamma dei servizi
forniti (voce, dati). In caso di totale assenza di autonomia,
laddove operasse come puro rivenditore di traffico (air time
reseller), concluderebbe un accordo commerciale con il MNO per
l’acquisto all’ingrosso del traffico e la definizione delle
modalita’ di distribuzione, confezionamento e prezzo dei servizi
che saranno poi rivenduti sul mercato finale dal reseller. Nel caso
di riconoscimento di un certo grado di autonomia, invece, il
reseller puo’ operare sul mercato finale dei servizi con un proprio
marchio commerciale e proprie strategie di confezionamento e
tariffazione dei servizi al cliente, rappresentando in questo caso
un canale di vendita totalmente alternativo a quello del MNO.
Fornitore di contenuti e fornitore di applicazioni (Content
Provider e Application Service Provider): operatore che fornisce
contenuti specifici e applicazioni (sotto forma di immagini, suoni,
informazioni) agli operatori di rete mobile e ai fornitori di
servizi. La loro numerosita’ e varieta’ cresce con l’evoluzione del
mercato dei servizi dalla voce ai dati fino alle prestazioni
interattive per esigenze specifiche (es. servizi bancari, servizi
di informazione-tempo libero, servizi finanziari, pubblicita’ on
line, ecc.). Il passaggio ad un ambiente multimediale attraverso le
piattaforme di terza generazione accresce notevolmente il
potenziale e i livelli di autonomia di tali operatori nelle
relazioni con la clientela (relazione client-server).
La seguente tabella riepiloga le caratteristiche dei diversi
operatori nella filiera radiomobile, con particolare riferimento ai
servizi di telefonia mobile, dato che questi ultimi rappresentano
oggi la quasi totalita’ dei ricavi sul mercato mobile (2).

Tab. 1 – I diversi attori nel mercato radiomobile

2. Il ruolo della regolamentazione e del regolatore.
2.1 Competitivita’ sul mercato radiomobile e obiettivi delle misure
asimmetriche in fase di avvio delle attivita’.
In Italia gli operatori nuovi entranti hanno avuto e hanno il
diritto al roaming nazionale a condizioni “regolate” per un certo
periodo di tempo e condizionatamente a specifici obblighi di
copertura del territorio e della popolazione con proprie risorse
radio. Tale misura, di natura transitoria, ha l’obiettivo di
favorire la concorrenza nel mercato delle reti di accesso e delle
infrastrutture mobili laddove il mercato e’ caratterizzato dalla
presenza di uno o due operatori “forti” gia’ esistenti. Tale misura
e’ attualmente ancora operativa per il terzo e quarto operatore
entrati sul mercato GSM (Wind e Blu) ed e’ stata prevista,
relativamente all’utilizzo delle reti GSM, per gli operatori nuovi
entranti nel mercato della terza generazione. La valutazione della
concorrenza sul mercato da parte del regolatore dipende quindi dal
risultato raggiunto in termini di copertura (infrastrutture) e,
quindi, di numerosita’ degli operatori esistenti sul mercato delle
reti radiomobili. Le misure asimmetriche, infatti, perseguono nel
breve periodo l’obiettivo di assicurare una competizione “ad armi
pari” garantendo sia un certo equilibrio nell’assegnazione delle
risorse frequenziali, sia il diritto da parte degli entranti ad
utilizzare le reti degli operatori esistenti in fase di
realizzazione della copertura (operatori virtuali per un periodo
transitorio) e quindi di sviluppo delle infrastrutture. In un arco
di tempo piu’ lungo, invece, la presenza di piu’ reti in
concorrenza dovrebbe incentivare e realizzare maggiori effetti sui
consumatori in termini di prezzi, qualita’ dei servizi e
innovazione.
La presenza di tali misure asimmetriche va tenuta in considerazione
nella valutazione dell’introduzione di figure quali i MVNO, in
quanto si tratterebbe in questo caso di valutare la revisione del
quadro regolamentare di riferimento trasformando una misura pro-
concorrenziale transitoria in una regola strutturale permanente.
2.2 Quadro normativo applicabile all’accesso alle reti radiomobili.
Le decisioni del regolatore intese a prevedere diritti e/o obblighi
di accesso alle reti mobili da parte di operatori terzi in maniera
strutturale e permanente (obblighi di roaming permanente, obblighi
di carrier selection e preselection, introduzione dei MVNO) possono
influenzare la struttura del mercato radiomobile.
Nell’ambito della consultazione, inoltre, e’ emersa la necessita’
di definire il quadro giuridico di riferimento in cui si muovono i
diversi attori in gioco. Anche relativamente a tale aspetto e’
emersa la necessita’ dell’Autorita’ di assumere una propria
posizione interpretativa della normativa nazionale e comunitaria,
data la diversita’ delle interpretazioni fornite dagli operatori
partecipanti alla consultazione.
In particolare sono due gli aspetti rilevanti su cui l’Autorita’
intende pronunciarsi:
ambito di applicazione e tipologia del titolo autorizzatorio per
operare nel mercato radiomobile dei soggetti cosi’ come definiti
nel punto 1;
attuale stato della normativa in termini di obblighi ricadenti su
alcuni operatori.
Entrando piu’ nel dettaglio:
a) I MNO sono soggetti titolari di licenza che assegna loro
frequenze su banda radiomobile. La stessa licenza assegna al
titolare i numeri identificativi dell’operatore del servizio
radiomobile; gli IAP sono soggetti titolari di licenza individuale
per la prestazione del servizio di telefonia vocale e per
l’installazione di una rete fissa di telecomunicazioni al fine di
prestare il servizio di telefonia vocale a cui e’ stato assegnato
un codice di identificazione dell’operatore per l’instradamento
della chiamata in modalita’ “easy access”; gli ESP sono soggetti
titolari di licenza per la prestazione di servizi di
telecomunicazioni (inclusa telefonia fissa) se fornitori di servizi
di fonia aperta al pubblico (3); sono invece soggetti autorizzati
se fornitori di servizi dati o di servizi a valore aggiunto; gli SP
e gli air time reseller sono titolari di un’autorizzazione
generale, in quanto gli specifici oneri relativi agli aspetti
qualitativi e di customer care sono assolti dal licenziatario con
cui tali soggetti hanno un accordo.
La figura del MVNO, invece, non e’ prevista dall’attuale quadro
normativo. Tali operatori dovrebbero essere titolari di una licenza
individuale per la prestazione di servizi di comunicazioni mobili e
personali ai sensi dell’art. 6, comma 6, lettera c), del decreto
del Presidente della Repubblica n. 318/1997 e dell’art. 2, comma 2,
lettera c), del decreto ministeriale 25 novembre 1997. Sulla base
del titolo di licenziatario per la prestazioni di servizi di
comunicazioni mobili e personali, il MVNO dovrebbe avere diritto
attraverso la licenza a richiedere numerazioni per tali servizi
(cioe’ 3XY UUUUUU-U). La definizione di tale numerazione nella
disciplina nazionale (art. 1, lettera d), del provvedimento
dell’Autorita’ n. 1/CIR/1999 e successivi aggiornamenti) identifica
la numerazione per servizi di comunicazione mobile, “la numerazione
che nel codice individua una rete di comunicazione mobile”,
associando tale numerazione alle attivita’ di rete. Occorre,
quindi, una variazione dell’attuale normativa per estendere il
diritto alla numerazione per servizi mobili (necessaria ad emettere
SIM card e numerazioni proprie) anche ai soggetti titolari di
licenza per la prestazione dei servizi e non solo ai MNO.
b) Relativamente agli obblighi di fornitura dell’accesso ricadenti
sugli operatori di rete mobile notificati quali aventi notevole
forza di mercato, l’Autorita’ rileva quanto segue. Tale obbligo e’
fatto derivare, sulla base degli atti della consultazione,
dall’interpretazione estensiva della direttiva 97/33/CE (art. 4,
comma 2) e della direttiva 98/10/CE (art. 16) che afferma che gli
operatori di reti pubbliche e di servizi di telefonia aperta al
pubblico, notificati come aventi notevole forza di mercato, devono
soddisfare ogni ragionevole richiesta di accesso alla rete. Il
principio e’ ripreso nella normativa italiana all’art. 5 del
decreto del Presidente della Repubblica n. 318/1997. Si tratta, sia
nell’interpretazione dell’accesso come servizio di raccolta (in
modalita’ easy o equal access), sia nell’interpretazione di accesso
speciale a punti diversi dai punti terminali (unbundling) di
un’estensione degli obblighi e delle modalita’ di regolamentazione
della rete di accesso dell’operatore tradizionale di rete fissa
agli operatori di reti mobili. Tale estensione, tuttavia, non trova
armonizzazione nella normativa comunitaria in cui non esiste, allo
stato, una posizione comune dell’estensione degli obblighi di
accesso (piu’ estensivi di quelli sull’interconnessione) agli
operatori notificati nel mercato radiomobile. Non e’ tra l’altro
estendibile alle reti e ai servizi di comunicazione mobile quanto
rilevato dalle direttive ONP in tema di reti e di servizi di
telefonia vocale (fissa). Nell’ambito delle direttive ONP, i
servizi di telefonia vocale sono infatti definiti all’art. 1 della
direttiva 90/388/CEE come “la fornitura al pubblico del trasporto
diretto e della comunicazione della voce in tempo reale in partenza
e a destinazione dei punti terminali della rete pubblica commutata
che consente ad ogni utente di utilizzare l’attrezzatura collegata
al suo punto terminale di tale rete per comunicare con un altro
punto terminale”.
Partendo da tale definizione l’accesso alla rete in punti diversi
dai punti terminali di rete rappresenta una condizione per favorire
la concorrenza sui servizi di telefonia fissa basati sulla distanza
(locale, nazionale). Il trasporto diretto e la commutazione della
voce su reti di comunicazioni mobili e personali, come afferma la
stessa direttiva 96/2/CE (direttiva che modifica la direttiva
90/388/CEE in relazione alle comunicazioni mobile e personali,
cosiddetta direttiva di liberalizzazione del mercato radiomobile),
“non avvengono tra due punti terminali della rete pubblica
commutata e non si configurano pertanto come servizi di telefonia
vocale ai sensi della direttiva 90/388/CEE”.
Oltre a non essere caratterizzati dagli stessi obiettivi di
disaggregazione dei servizi in quanto i servizi di comunicazione
mobile sono indipendenti dalla distanza, l’accesso alla rete fissa
e l’accesso alla rete mobile presentano caratteristiche strutturali
diverse in termini di: a) contendibilita’, b) sostituibilita’
dell’offerta e c) sostituibilita’ della domanda di servizi, e cioe’
delle condizioni strutturali rilevanti al fine di individuare
condizioni di potere monopolistico o di forte asimmetria tra
operatori tali da giustificare obblighi alla disponibilita’ di
risorse e infrastrutture essenziali alla liberalizzazione. Mentre,
infatti, l’accesso alla rete dell’operatore incumbent di rete fissa
presenta caratteristiche di non contendibilita’ tecnologica, di non
sostituibilita’ dell’offerta e di condizioni di sostanziale
monopolio tali da non creare condizioni di trasferibilita’ della
domanda, le reti di accesso radiomobili, invece, presentano le
seguenti caratteristiche:
a) sono caratterizzate da una situazione di parziale
contendibilita’ fintantoche’ le risorse radio non vengono allocate
in maniera efficiente sul mercato (4). L’utilizzo efficiente delle
risorse radio, infatti, limitate in una fase iniziale, cresce con
il rilascio di nuove licenze ai MNO ed e’ compito dell’Autorita’
favorire la liberazione di tali risorse e la loro allocazione al
mercato radiomobile, garantendo una maggiore concorrenza sul
mercato delle reti e dei servizi mobili, attraverso la promozione
di una concorrenza diretta sul mercato dell’accesso (“facility
based competition”), anche sulla base di quanto stabilito all’art.
6, comma 15, lettera a), del decreto del Presidente della
Repubblica n. 318/1997;
b) una volta garantito l’ingresso a piu’ operatori con proprie
infrastrutture (MNO), si realizza una condizione di sostituibilita’
dell’offerta nell’accesso alle reti tale da non giustificare
obblighi specifici. La presenza di piu’ reti, infatti, porta il
mercato a generare le forme ottimali di utilizzo della capacita’ di
rete;
c) anche la sostituibilita’ della domanda di servizi dipende dalle
condizioni concorrenziali nelle reti di accesso. La concorrenza sul
mercato delle infrastrutture di accesso radio (piu’ MNO) spinge
verso la riduzione dei costi dell’accesso, con rilevanti benefici
sui prezzi dei servizi intermedi degli operatori di servizi e di
conseguenza sui prezzi finali. La fornitura di servizi di accesso
indiretto, invece, consentirebbe di operare sui margini positivi
(in particolare su alcune direttrici di traffico) derivanti dalla
presenza di condizioni scarsamente concorrenziali nell’accesso,
senza necessariamente spingere i prezzi verso una riduzione
generalizzata con conseguente limitazione dei benefici in termini
di efficienza sul sistema complessivo. La concorrenza sul mercato
delle infrastrutture di accesso rappresenta, quindi, una condizione
prioritaria per il regolatore come meglio specificato nel
successivo punto 4.
Alla luce delle differenze strutturali e normative fra i mercati
fissi e mobili sopra esposte, l’Autorita’ non ritiene estensibili
gli obblighi definiti dall’art. 4, comma 2, della direttiva
97/33/CE e l’art. 5 del decreto del Presidente della Repubblica n.
318/1997 alle condizioni di accesso alle reti radiomobili
ricollegabili alla raccolta o accesso disaggregato ad elementi di
rete.
La normativa attuale, quindi, non impone obblighi quali quello
della fornitura dell’accesso indiretto e condizioni per la
fornitura di tale fattispecie di accesso agli operatori di rete
mobile, fornitura che puo’ avvenire sulla base di una decisione
autonoma dell’operatore e, di conseguenza, sulla base di un accordo
negoziale con altri operatori licenziatari. In tal caso l’operatore
di rete sceglie autonomamente il modo piu’ efficiente di
sfruttamento della propria capacita’ di rete radio e nel rispetto
degli obblighi di cui all’art. 6, comma 17, del decreto del
Presidente della Repubblica n. 318/1997.
2.3 Evoluzione del quadro europeo.
La Commissione europea ha predisposto uno schema di cinque
direttive che dovrebbe consentire una regolamentazione integrata
dell’infrastruttura di comunicazione. In particolare, la proposta
di Direttiva COM (2000) 393 su “un quadro regolamentare comune per
le infrastrutture e i servizi di comunicazione elettronica”, e la
proposta di Direttiva COM (2000) 384 “relativa all’accesso alle
reti di comunicazione elettronica e alle risorse correlate, e
all’interconnessione delle medesime” danno alcune indicazioni di
carattere generale relativamente alle tematiche in esame.
La proposta di direttiva COM (2000) 393 propone una definizione di
rete di comunicazione elettronica omogenea tra le varie tecnologie
di trasmissione e commutazione utilizzate (art. 2) e invita le
Autorita’ di regolamentazione a sviluppare una regolamentazione che
sia tecnologicamente neutrale (art. 7); allo stesso articolo 7 la
Commissione invita le Autorita’ a produrre una regolamentazione che
assicuri agli utenti il massimo beneficio in termini di scelta,
prezzo e qualita’ dei servizi, e incoraggi gli investimenti
efficienti in infrastrutture.
Gli art. 13 e 14 indicano le condizioni alle quali possono essere
imposti obblighi asimmetrici agli operatori aventi notevole forza
di mercato e sottomette tali decisioni da parte delle Autorita’
nazionali a una dettagliata analisi di mercato e delle condizioni
competitive esistenti.
La proposta di direttiva COM (2000) 384 fornisce una definizione di
accesso (art. 2) molto ampia, ovvero “il fatto di rendere
accessibili risorse e/o servizi ad un’altra impresa a determinate
condizioni, su base esclusiva o non esclusiva, ai fini di fornire
servizi di comunicazione elettronica”, comprendendo tra l’altro
“l’accesso alle reti mobili, in particolare per il roaming”.
L’art. 8 consente alle Autorita’ di imporre alle imprese che
detengono notevole potere di mercato, e in casi eccezionali anche
alle imprese che non detengono notevole potere di mercato, obblighi
ai fini di evitare distorsioni della concorrenza e ai fini “di
istituire un quadro normativo compatibile con i principi del
mercato interno […] e che si traduca in concorrenza sostenibile,
interoperabilita’ dei servizi e vantaggi per i consumatori”.
L’art. 12 infine stabilisce che, ai sensi dell’art. 8, agli
operatori puo’ essere imposto, tra l’altro, “l’obbligo di concedere
a terzi un accesso a determinati elementi e/o risorse di rete”,
“l’obbligo di garantire la rivendita di determinati servizi”,
“l’obbligo di concedere un accesso alle interfacce tecniche, ai
protocolli o ad altre tecnologie di importanza decisiva,
indispensabili per l’interoperabilita’ dei servizi”, “l’obbligo di
fornire determinati servizi necessari per garantire agli utenti
l’interoperabilita’ dei servizi da punto a punto, tra cui risorse
per servizi di reti intelligenti o servizi di roaming per le reti
mobili”.
Nell’imposizione eventuale di tali obblighi le autorita’ nazionali
dovranno tenere conto tra l’altro “della fattibilita’ tecnica ed
economica dell’uso o dell’installazione di strutture concorrenti”,
della “fattibilita’ della fornitura dell’accesso proposto”, degli
“investimenti iniziali del proprietario della risorsa”.
L’Autorita’ partecipa attivamente alla definizione del futuro
quadro regolamentare comunitario, anche per garantire che
l’evoluzione della regolamentazione nazionale avvenga in sintonia
con gli sviluppi a livello comunitario.
3. Il mercato rilevante al fine della valutazione dell’introduzione
dei MVNO sul mercato radiomobile in Italia.
Il mercato rilevante ai fini dell’introduzione dei MVNO e’ il
mercato dell’accesso alle risorse radio degli operatori radiomobili
(MNO). Un primo aspetto da affrontare e’ quello relativo al mercato
dei sistemi radiomobili ritenuto rilevante. A tale proposito
l’Autorita’ considera il mercato in esame quale mercato unico,
indipendente dalla tecnologia e dal sistema radiomobile che
costituisce la piattaforma per la fornitura dei servizi. Il mercato
di accesso a cui fare riferimento e’, quindi, quello dei sistemi
GSM e IMT2000/UMTS nella sua interezza, che non possono essere
considerati separatamente come di converso segnalato dall’AGCM nel
parere del 13 giugno 2000. L’evoluzione delle reti radiomobili e la
capacita’ delle diverse piattaforme utilizzate, infatti, consente
di definire un mercato sempre piu’ indipendente dalle tecnologie.
Sebbene, infatti, le nuove tecnologie UMTS consentano di fornire
servizi anche interattivi e innovativi rispetto alle piattaforme
GSM, il mercato non presenta delle discontinuita’ e sara’
caratterizzato da una graduale e non improvvisa migrazione verso i
nuovi servizi e applicazioni. A testimonianza di cio’ si riscontra
un graduale sviluppo del sistema GSM verso il sistema UMTS, con gli
operatori che hanno avviato investimenti incrementali e soluzioni
cosiddette di 2,5G (GPRS, General Packet Radio Service). Anche
sotto il profilo dei servizi e’ riscontrabile un’innovazione delle
piattaforme GSM al fine di avviare e far decollare la diffusione
dei servizi dati attraverso le reti radiomobili, mediante
l’utilizzo di appositi protocolli abilitanti come il WAP (Wireless
Application Protocol). Questa considerazione e’ importante al fine
di stabilire che una introduzione degli operatori virtuali di rete
mobile limitatamente alle reti GSM non e’ coerente con la
delimitazione del mercato a fini regolamentari e pro-
concorrenziali, in quanto tale manovra strutturale avrebbe
rilevanti impatti anche sulle reti UMTS (Universal Mobile
Telecommunications System). La considerazione del mercato di
riferimento quale mercato unico per la seconda e la terza
generazione e’ tra l’altro tenuta in considerazione nella
determinazione del diritto al roaming nazionale sulle reti degli
operatori radiomobili GSM esistenti da parte degli operatori nuovi
entranti nel mercato UMTS. La ratio di tale diritto sta proprio nel
fatto che i due mercati sono strettamente correlati sotto il
profilo concorrenziale in quanto:
a) il traffico e i servizi veicolati sulle reti GSM rappresentano
un mercato di massa i cui consumatori costituiscono, sul mercato
dei servizi UMTS un potenziale di domanda di sostituzione;
b) i terminali dual mode consentiranno la scelta indifferenziata di
entrambi i sistemi, sia in quanto l’utente non necessariamente e’
interessato a conoscere la piattaforma su cui usufruisce dei
diversi servizi;
c) sotto il profilo dell’andamento della domanda i trend di
sviluppo del mercato dei servizi voce e dati vedranno una graduale
riduzione dei ricavi provenienti dalla voce rispetto a quelli
derivanti dai dati e servizi a valore aggiunto con conseguenze in
termini di allocazione degli investimenti e realizzazione dei nuovi
sistemi.
Il mercato dell’accesso alle reti mobili in Italia presenta alcune
caratteristiche generali ai sistemi radiomobili, altre specifiche
del nostro sistema nazionale. Tra quelle generali, riconducibili
allo sviluppo di sistemi pan-europei, il mercato delle reti
radiomobili presenta le seguenti caratteristiche significative:
barriere all’entrata derivanti dalla scarsita’ delle risorse radio.
Le licenze e l’assegnazione di frequenze avviene sulla base della
disponibilita’ della risorsa spettrale disponibile, che costituisce
quindi un limite al numero di operatori sul mercato (“bottleneck
facility”);
la numerosita’ degli operatori e’ limitata dalla disponibilita’
dello spettro, ma e’ crescente nel tempo sia in quanto l’Autorita’
stessa promuove la allocazione di nuovo spettro ad esigenze legate
alle comunicazioni e coerentemente con lo sviluppo del mercato dei
servizi; dall’altra in quanto la disciplina comunitaria con
l’obiettivo della realizzazione e diffusione di sistemi pan-europei
di comunicazione mobile ha accelerato le procedure di entrata di
nuovi operatori nei singoli Stati membri finalizzate alla
promozione e allo sviluppo delle tecnologie e dei servizi;
elevati investimenti e costi per la realizzazione, l’operativita’ e
lo sviluppo dei sistemi di rete non solo di natura tecnica, ma
anche in competenze professionali specifiche;
rapido sviluppo del numero di utenti di telefonia mobile a partire
dalla seconda meta’ degli anni ’90, su cui ha inciso la
commercializzazione del servizio pre-pagato;
concentrazione degli operatori leader in fase di consolidamento del
mercato europeo, anche per effetto della globalizzazione (vedi
Vodafone AirTouch-Mannesmann) e maggiori economie di scala con la
rottura dei confini nazionali.
In Italia sono operativi i sistemi TACS e GSM, mentre e’ in atto la
procedura per l’aggiudicazione della gara per operare nel sistema
di terza generazione (IMT2000/UMTS). Similmente ai principali
europei e a motivo del vincolo delle risorse radio il mercato
italiano vede la presenza di quattro operatori nazionali di rete
mobile – Telecom Italia Mobile, Omnitel, Wind e Blu – a cui si
affianchera’ almeno un operatore nuovo entrante all’esito della
gara per l’assegnazione delle licenze IMT2000/UMTS.
La societa’ Telecom Italia Mobile (TIM) fornisce, in condizioni di
monopolio, il sistema analogico TACS (Total Access Communications
System) a 900 MHz. Il Piano nazionale di ripartizione delle
frequenze prevede che le attuali frequenze assegnate al TACS
saranno successivamente riservate al sistema GSM (GSM ed E-GSM) con
conseguente dismissione del sistema analogico e caduta
dell’esclusiva da parte di TIM su tale banda, sulla base di quanto
previsto dalla disciplina comunitaria e nazionale.
Indipendentemente dai termini della normativa, la dismissione del
sistema analogico rappresenta anche una naturale prospettiva di
evoluzione della domanda verso i nuovi servizi. La migrazione degli
utenti ai nuovi sistemi, segnale di una maggiore percezione delle
potenzialita’ offerte dalle tecnologie digitali, e’ un indicatore
significativo dell’evoluzione dei bisogni degli utenti
riscontrabile nell’andamento del numero di linee TACS dal 1998 al
1999 anno in cui il numero di linee segna una caduta dell’11%
passando da 3,564 a 3,176 milioni (fonte bilancio TIM).
Data la prospettiva di dismissione del sistema e di migrazione
della clientela sui sistemi di seconda e terza generazione, sono
considerati nell’analisi i soli sistemi GSM e UMTS.
Relativamente alle specificita’ del mercato italiano delle reti
radiomobili GSM e’ possibile riscontrare alcune differenze
sostanziali del mercato italiano che hanno condizionato il quadro
regolamentare esistente. Al fine di cogliere tali differenze sono
stati presi a riferimento alcuni paesi campione, assimilabili al
sistema italiano per dimensione e per posizionamento rispetto al
percorso di costruzione del mercato unico europeo. I paesi
considerati sono: Spagna, Regno Unito, Francia, Germania.
La prima differenza e’ riscontrabile nella dimensione del mercato e
nei tassi di crescita che hanno caratterizzato il mercato dei
servizi radiomobili in Italia rispetto ai paesi del campione. La
tabella successiva mostra il numero di utenti di servizi mobili e i
livelli percentuali di penetrazione tra la popolazione nel periodo
1995-1999.

TABELLA 2
SVILUPPO DEGLI UTENTI ALLA TELEFONIA MOBILE E DIFFUSIONE DEGLI
UTENTI SULLA POPOLAZIONE NEI PAESI CAMPIONE

Una seconda differenza e’ riscontrabile nei tempi di ingresso degli
ultimi (in termini di entrata commerciale) operatori sul mercato,
in seguito al rilascio delle rispettive licenze. A tale proposito
e’ possibile riscontrare un ritardo nell’entrata del terzo
operatore sul mercato italiano rispetto ai paesi campione, come
evidenziato dalla tabella successiva che mostra un ritardo di 3/4
anni nell’entrata del terzo operatore sul mercato italiano rispetto
al ritardo medio di 2/6 anni dell’entrata dei terzi operatori nei
paesi campione. Simile all’ Italia e’ solo la situazione spagnola
in cui il terzo operatore ha avviato il servizio solo a partire dal
1999.

TABELLA 3
AVVIO COMMERCIALE DEL SERVIZIO GSM ALL’UTENZA DIFFUSA NEI PAESI
CAMPIONE

Una terza caratteristica distintiva del nostro sistema nazionale,
si riscontra in termini di bande di frequenze assegnate dal Piano
nazionale di ripartizione delle frequenze al sistema radiomobile.
Il nostro paese ha assegnato una banda inferiore al sistema GSM
(900 e 1800 MHz) rispetto ai paesi campione. Tale limite, inoltre,
risulta ulteriormente penalizzante se si considera il numero di
clienti mobili in Italia rispetto agli altri paesi del campione.
Come si evince dalla successiva tabella, il numero di MHz assegnato
in Italia e’ inferiore a quello dei paesi del campione non solo in
valore assoluto, ma anche in termini di banda allocata per singolo
abitante e per singolo utente di servizi GSM.

TABELLA 4
BANDA DELLO SPETTRO FREQUENZIALE ASSEGNATA AL SISTEMA RADIOMOBILE
GSM (900 E 1800) E RIPARTIZIONE SULLA POPOLAZIONE E SUL NUMERO DI
UTENTI AL 31 MARZO 2000

Una quarta differenza dell’Italia, si riscontra nella
concentrazione del mercato sui primi due (in termini di entrata)
operatori radiomobili, soprattutto a motivo dei diversi tempi di
ingresso degli altri entrati. La distribuzione delle quote di
mercato risulta in Italia meno equilibrata rispetto agli altri
paesi (ad eccezione della Spagna, che pero’ ha solo tre operatori).
TIM e Omnitel detengono al 31 marzo 2000 il 94% della quota di
mercato, contro una rispettiva quota dei primi due operatori pari
rispettivamente all’84% per la Francia, al 79.7% per la Germania e
al 59% per il Regno Unito. Il quarto operatore, laddove presente,
detiene gia’ il 4.1% della quota di mercato (Germania) e raggiunge
il 23% nel Regno Unito, Blu in Italia ha avviato il servizio
commerciale solo nel mese di maggio 2000.

TABELLA 5
QUOTE DI MERCATO E FREQUENZE GSM DEI SINGOLI OPERATORI

Una quinta differenza, di natura regolamentare, e’ data
dall’obbligo di roaming per un periodo transitorio concesso dagli
operatori esistenti agli operatori nuovi entranti. La finalita’ di
tale misura, di natura pro-concorrenziale, e’ stata ed e’
fondamentale a gestire il problema dei diversi tempi di ingresso
nel mercato e a favorire l’accelerazione della concorrenza
attraverso una specifica regola asimmetrica per un periodo
transitorio, condizionata alla copertura per fasi del territorio
e/o della popolazione con l’infrastruttura di rete proprietaria. In
particolare, in Italia la regolamentazione ha definito le regole
“per” e “sul” mercato della rete di accesso radio, sulla base di
due criteri fondamentali: il primo relativo all’assegnazione delle
frequenze; il secondo relativo all’introduzione di regole pro-
concorrenziali transitorie, con particolare riguardo all’obbligo,
ricadente sull’operatore/i gia’ esistente/i, di fornire il servizio
di roaming al nuovo/i entrante/i.
I due criteri sono stati seguiti nella fase di entrata di Omnitel,
di Wind, di Blu e sono stati ribaditi dall’Autorita’ nel percorso
regolamentare che accompagna il rilascio delle licenze di terza
generazione (delibere 410/99 e 388/00/CONS), nelle modalita’
specificate di seguito.
Le societa’ Telecom Italia Mobile e Omnitel Pronto Italia sono
entrate sul mercato in seguito all’assegnazione delle rispettive
concessioni rilasciate in via diretta alla societa’ Telecom
(dicembre 1993) e in seguito ad una gara alla societa’ Omnitel
(marzo 1994). La societa’ Omnitel ha usufruito del roaming
nazionale sulla rete di TIM a condizioni regolate dal marzo 1996 al
1999 e limitatamente ad alcune zone del territorio nazionale.
L’obbligo di roaming e la disponibilita’ del servizio sul
territorio era, infatti, condizionata al rispetto di specifici
obblighi di copertura (5).
La societa’ Wind entra sul mercato radiomobile in seguito
all’aggiudicazione della gara e al rilascio della relativa licenza
per l’espletamento del servizio radiomobile GSM 1800 nel giugno
1998.
Anche in questo caso si prevedono obblighi di copertura e diritto
al roaming a condizioni regolamentate (6).
La societa’ Blu entra sul mercato in seguito all’aggiudicazione
della gara e al rilascio della relativa licenza nell’agosto 1999.
La delibera dell’Autorita’ n. 69/99 non impone obblighi di
copertura, tranne quelli volontariamente assunti dall’operatore
nell’offerta presentata e prevede il diritto al roaming per
diciotto mesi nelle aree non coperte e per tre mesi nelle aree
coperte direttamente.
Gli stessi criteri sono stati seguiti dall’Autorita’ nella
definizione delle condizioni regolamentari per la terza
generazione.
Anche in questo caso al nuovo entrante e’ concesso, quale misura
pro-concorrenziale transitoria, il diritto al roaming a condizioni
regolate sulle reti di seconda generazione degli operatori
esistenti aggiudicatari per un periodo transitorio e condizionato
alla realizzazione della copertura del territorio con la propria
infrastruttura (7). Obblighi di copertura sono, infine, previsti
per gli operatori entrati nel mercato della terza generazione al
fine del rilascio della licenza (8).
Un’ulteriore caratteristica da prendere in considerazione
nell’analisi del mercato di riferimento ai fini della valutazione
dell’introduzione dei MVNO, riguarda infine la fase di avvio della
terza generazione radiomobile e gli investimenti che i nuovi
operatori si accingono a sostenere.
Riepilogando il mercato delle reti e dei servizi radiomobili di
seconda e terza generazione, considerato mercato rilevante ai fini
dell’analisi, presenta in Italia le seguenti caratteristiche:
alta penetrazione dei servizi di telefonia mobile e avvio della
diffusione dei servizi dati;
ingresso recente del terzo e quarto operatore GSM e investimenti di
realizzazione delle reti, nonche’ della copertura della
popolazione, non completati;
frequenze allocate per ciascun operatore (sia 900 sia 1800)
inferiori alla media UE;
concentrazione della quota di mercato sui primi due operatori e
progressivo aumento della concorrenza con l’entrata del terzo e
quarto operatore;
regolamentazione finalizzata ad accompagnare le misure pro-
concorrenziali di roaming (misura transitoria) con la realizzazione
di proprie infrastrutture sul territorio.
4. Analisi degli effetti di una revisione del quadro regolamentare
vigente alla luce degli obiettivi della regolamentazione.
Nell’analizzare gli effetti, in termini di costi e benefici, di una
possibile revisione del quadro regolamentare che preveda
l’introduzione di nuove figure sul mercato radiomobile quali i
MVNO, l’Autorita’ ha tenuto conto dei seguenti obiettivi della
regolamentazione:
a) promuovere una concorrenza efficiente sul mercato delle
infrastrutture di accesso radiomobile;
b) consentire agli operatori di rete nuovi entranti nel mercato
della terza generazione di ridurre i livelli di incertezza e i
rischi connessi al recupero degli investimenti di entrata;
c) garantire migliori condizioni per gli utenti in termini di
prezzo, qualita’ e innovazione dei servizi.
L’analisi del mercato dei sistemi radiomobili di cui al precedente
considerando, mette in luce come in Italia il mercato delle
infrastrutture mobili di seconda generazione non risulti ampiamente
sviluppato sotto il profilo infrastrutturale e soprattutto sotto il
profilo concorrenziale, condizione che puo’ ostacolare e non
promuovere la concorrenza sui servizi. Tale considerazione trae
origine dalla valutazione del mercato di riferimento, che presenta
le seguenti caratteristiche:
a) il terzo e quarto operatore entrati sul mercato non hanno
completato la realizzazione delle rispettive infrastrutture e la
conseguente copertura del territorio e della popolazione e la
capacita’ delle proprie infrastrutture e’, quindi, da considerarsi
prospettica. Tali operatori, inoltre, sono in parte operatori
virtuali di rete mobile per un periodo transitorio in quanto
utilizzano il servizio di roaming sulle reti esistenti fino al
completamento della propria infrastruttura e coerentemente ai
termini di copertura stabiliti dalla normativa e contenuti nella
rispettiva licenza;
b) comparativamente alla situazione di altri paesi, le reti degli
operatori mobili TIM e Omnitel – le uniche allo stato diffuse sul
territorio, evidenziano un limite di capacita’ e non un eccesso di
capacita’ necessario per l’ottimizzazione del rispettivo utilizzo
delle reti radio (9);
c) sotto un profilo statico, inoltre, occorre osservare che il
concetto di ottimizzazione dell’uso delle reti esistenti, sulla
base di quanto affermato dall’AGCM, si fonderebbe sulla
considerazione di un mercato dei servizi voce i cui volumi, sebbene
ridistribuibili tra gli operatori, dovrebbero crescere con
l’aumento di un numero “indefinito” di operatori sul mercato. Solo
in tal caso si potrebbe generare un miglioramento, in termini di
efficienza allocativa, delle condizioni economiche di offerta ai
consumatori (prezzi tendenti ai costi marginali). L’introduzione di
un numero indefinito di MVNO tuttavia limiterebbe l’incentivo alla
realizzazione di nuove infrastrutture e determinerebbe sul mercato
un vincolo di capacita’ di cui potrebbero avvantaggiarsi i MNO
(limitati) esistenti per erigere di fatto barriere all’entrata sul
mercato dei servizi (per es. imponendo prezzi elevati dei servizi
di accesso) con il risultato di spingere verso l’alto e non verso
il basso i prezzi finali ai clienti. Il problema si aggraverebbe in
un contesto dinamico in cui i servizi si spostano dalla voce ai
dati e ai servizi interattivi (WAP, GPRS, UMTS) e in cui la
necessita’ dello sviluppo di piu’ reti di seconda e terza
generazione in concorrenza e’ funzionale alla realizzazione di una
varieta’ di servizi qualitativamente efficienti e alla diffusione
di innovazione negli usi e nelle prestazioni.
La concorrenza sulle reti risulta, in tal senso, una condizione
prioritaria per lo sviluppo anche della concorrenza sui servizi.
L’introduzione dei MVNO limiterebbe, invece, la concorrenza sulle
reti disincentivando la realizzazione di reti alternative a quelle
dei maggiori operatori (TIM e Omnitel) e causando problemi in
termini di utilizzo della capacita’ rispetto alle maggiori esigenze
qualitative delle piattaforme infrastrutturali. Al tempo stesso
almeno cinque operatori (quattro gia’ operanti nella seconda
generazione a cui si aggiungerebbe almeno un quinto nella terza
generazione) costituiscono, sulla base dell’analisi dell’Autorita’,
un numero sufficiente per garantire condizioni concorrenziali nel
medio e lungo periodo. Se quindi le condizioni di roaming sono
giustificate quale misura transitoria in una fase sufficiente a
consentire la realizzazione di infrastrutture alternative, una loro
connotazione quale misura regolamentare permanente (attraverso i
MVNO), costituirebbe un grave pregiudizio all’aumento della
numerosita’ delle reti esistenti e di fatto costituirebbe una
limitazione della concorrenza sul mercato dei servizi, aumentando
il potere di mercato e la capacita’ contrattuale degli operatori
dotati di proprie infrastrutture. Si rischierebbe, in tal caso, di
irrigidire la “bottleneck facility” che caratterizza il mercato
delle reti mobili aumentando al tempo stesso le asimmetrie tra
operatori di rete e operatori di servizi. Nell’eventualita’ di
introduzione di MVNO, inoltre, il mercato sposterebbe l’attenzione
del regolatore sulla gestione delle relazioni tra i MNO gia’ dotati
di infrastrutture (incentivati a non negoziare e a non concedere
l’uso della rete radio ai MVNO, anche al fine di conservare la
propria posizione dominante) e i MVNO (incentivati a chiedere
condizioni regolamentate per l’utilizzo delle reti mobili), con
forti rischi di contenzioso e al tempo stesso di limitazione della
concorrenza anche sul mercato dei servizi su cui peserebbero i
comportamenti degli operatori di rete.
E’ necessario, quindi, che l’Autorita’ incentivi e controlli
l’effettiva realizzazione delle infrastrutture di fatto. Nel corso
di tale periodo, mentre non appare necessaria l’introduzione di
MVNO, gli operatori di rete mobile possono realizzare, attraverso
accordi di partnership o commerciali con i diversi attori in gioco,
operazioni intese ad aumentare il valore delle proprie attivita’ di
rete, accrescendo la concorrenza sul mercato dei servizi agli
utenti finali. Maggiori sono gli operatori di reti mobili e
maggiori i livelli di competitivita’ sul mercato delle
infrastrutture, maggiori saranno gli incentivi all’ingresso sul
mercato dei servizi da parte di ESP e di produttori di contenuti e
maggiori saranno gli incentivi alla negoziazione e allo sviluppo
delle transazioni sul mercato da parte dei MNO. Gli operatori di
servizi avanzati e di servizi tradizionali rappresentano una forza
propulsiva del mercato radiomobile e agiscono da catalizzatori dei
nuovi potenziali offerti dalle tecnologie mobili. L’Autorita’,
anche attraverso una funzione di monitoraggio e controllo delle
relazioni tra i diversi operatori, incentiva in tal senso la
crescita di tali operatori e di nuove forme di relazione e di
accordi commerciali tra operatori.
Un altro aspetto da considerare e’ la correlazione tra gli
investimenti necessari – per un operatore nuovo entrante UMTS non
provvisto di licenza GSM – alla realizzazione di proprie
infrastrutture e il recupero dei costi di tali investimenti nel
tempo anche per effetto delle economie di scala. Il roaming
transitorio rappresenta una misura finalizzata a contenere il
problema del recupero degli investimenti, dando all’operatore nel
breve periodo la possibilita’ di utilizzare le infrastrutture degli
operatori esistenti che gia’ realizzano flussi positivi di cassa
generati dalle attivita’ e consentendo a quest’operatore di avviare
il servizio nelle parti del territorio non ancora coperte da
proprie infrastrutture. L’introduzione di MVNO ridurrebbe,
tuttavia, l’incentivo alla realizzazione di infrastrutture
alternative non consentendo o rendendo incerto il recupero degli
investimenti infrastrutturali, nonche’ del costo amministrativo di
entrata.
Dall’analisi svolta dall’Autorita’ sul proprio modello economico
relativo ad un operatore nuovo entrante nella terza generazione e
sui dati forniti dalla consultazione e’ emerso che il recupero
degli investimenti per i sistemi di terza generazione da parte di
tale soggetto sono pari a otto-dieci anni dal rilascio della
licenza e sette-nove anni dall’avvio delle attivita’ commerciali.
Il concetto di “recupero degli investimenti” e’ un termine generico
che piu’ precisamente nel caso di specie si puo’ associare ad una
serie di indicatori della redditivita’ del capitale investito nei
sistemi di terza generazione. La tecnica di analisi utilizzata e’
stata quella di costruire degli scenari plausibili di sviluppo del
mercato e delle conseguenti strategie di impresa in termini di
investimenti. Gli indicatori presi in esame, relativamente al conto
economico prospettico, ed in particolare l’EBIT (earnings before
interests and taxes), indica, in linea con quanto pubblicato da
diversi analisti finanziari, che il punto di “break-even” si
colloca fra il sesto e l’ottavo anno dalla data di avvio del
servizio. Per quanto riguarda l’analisi eseguita con il metodo dei
flussi scontati di cassa (DCF, discounted cash flow), stimando un
costo medio del capitale variabile dal 7.5% al 9.5%, si ottiene che
l’anno di “break-even” per i flussi di cassa liberi (FCF, free cash
flow) si colloca tra il settimo e il nono anno dalla data di avvio
del servizio.
L’analisi conferma che la realizzazione e lo sviluppo di una rete
di terza generazione richiede, investimenti cospicui non solo per
l’implementazione di una efficace copertura iniziale del
territorio, ma anche nello sviluppo della piattaforma di erogazione
dei nuovi servizi che implica, d’altro canto, un rafforzamento
degli investimenti in innovazioni incrementali sulla rete
tradizionale di commutazione e trasporto. La stima del tempo
ritenuto ragionevole per il recupero degli investimentidi un
operatore “tipo” nuovo entrante sconta delle incertezze e delle
difficolta’ implicite sia nella valutazione dei ricavi attesi da
servizi nuovi la cui domanda e’ fortemente incerta, sia nella
difficolta’ di stima del valore degli investimenti industriali
complessivi. Anche se la determinazione del tasso di remunerazione
del capitale investito ritenuto ragionevole, infine, non trova
uniformita’ di ipotesi da parte degli operatori sentiti in
consultazione e audizioni e degli investitori finanziari, risulta
evidente che il capitale investito nelle reti di terza generazione
deve essere adeguatamente remunerato e che tale tasso di
remunerazione terra’ conto delle situazioni di mercato che si
verranno a creare. La definizione del tempo ragionevole di
recupero, quindi, risente allo stato della difficolta’ di
effettuare analisi puntuali e attendibili.
Occorre inoltre tener conto che il terzo e quarto operatore nel
sistema di seconda generazione non hanno ancora completato la
realizzazione degli investimenti nelle infrastrutture e che anche
per tali operatori e’ necessario tenere conto di una tempo
ragionevole per il recupero degli investimenti infrastrutturali
(tempo stimabile, in tal caso, in tre-cinque anni dalla data di
avvio delle attivita’ commerciali). Un’introduzione dei MVNO prima
di questo periodo aumenterebbe di fatto il rischio di entrata nel
mercato dei sistemi radiomobili di terza generazione anche per gli
operatori di seconda generazione in fase di ammortamento degli
investimenti per la realizzazione della rete GSM. Ancora una volta
risulterebbero avvantaggiati i MNO tradizionali gia’ dotati di reti
GSM estese sul territorio e soprattutto con una posizione leader
sul mercato dei servizi rafforzando i rischi anticoncorrenziali
delineati al punto precedente.
La terza valutazione effettuata dall’Autorita’ ha riguardato gli
effetti prodotti dall’introduzione di MVNO in termini di prezzi,
qualita’ e innovazione dei servizi ai consumatori. A tale riguardo
si e’ affrontata da una parte l’analisi di quale fosse il numero di
operatori di rete (MNO e MVNO) sufficiente a consentire la
realizzazione di meccanismi concorrenziali in termini di effetti
sul mercato, dall’altra di quali fossero le forme e le modalita’
piu’ efficaci di interazione dei MNO con il mercato dei servizi
tali da contribuire al miglioramento delle condizioni di offerta e
allo sviluppo di nuovi servizi per i clienti finali.
Da un punto di vista della numerosita’ anche in tale ambito
l’analisi mostra come (almeno) cinque operatori sia un numero
sufficiente a garantire condizioni concorrenziali. A tale proposito
valgono le seguenti osservazioni. Sotto il profilo dei prezzi
offerti agli utenti, l’accelerazione della concorrenza sul mercato
mobile ha portato ad una forte riduzione dei prezzi dei servizi di
telefonia mobile a partire dall’ingresso del terzo operatore nel
mercato di seconda generazione. I prezzi dei servizi mobili in
Italia sono mediamente inferiori alla media europea e tendono a
decrescere: la pressione tariffaria media e’ scesa nel 1999 del 10%
anche per effetto della maggiore competitivita’ indotta dal decollo
di Wind e dalla prevista entrata di Blu. Sono notevolmente
aumentate le opzioni di prezzo offerte ai clienti e le offerte
promozionali che, in alcuni periodi dell’anno, sono particolarmente
agguerrite. Proprio a fronte dei minori prezzi il ricavo medio per
utente (ARPU) e’ in Italia inferiore a quello dei principali paesi
europei e tendere a decrescere piu’ velocemente a partire dal 1998.
Sebbene tale fattore sia dovuto non solo alla pressione tariffaria
media, ma anche ad una minore crescita dei volumi di traffico. La
crescita degli operatori di rete (nuovi entranti) e la crescita di
operatori a valle quali i fornitori di servizi avanzati e
tradizionali potra’ costituire uno stimolo al miglioramento delle
politiche di distribuzione e di vendita e ad un’accelerazione del
tasso medio annuo di crescita del traffico rispetto ai livelli
attuali. In questo caso, tuttavia, non e’ l’introduzione di
soggetti a monte della filiera, ma una maggiore varieta’ di
operatori a valle del mercato e la realizzazione di accordi
cooperativi tra operatori di rete e operatori di servizi a creare
migliori condizioni di sviluppo e una maggiore creazione di valore.
Relativamente a questo aspetto e alle modalita’ di interazione tra
i nuovi operatori, le esperienze di altri paesi mostrano come
l’utilizzo di canali distributivi di terzi e soprattutto la
possibilita’ di sfruttare marchi di grande visibilita’ si sia
mostrato uno strumento vincente e aggressivo di competizione di
prezzo che ha spinto i MNO a stabilire accordi di partnership o
commerciali con fornitori di servizi (si vedano ad esempio i casi
relativi a Virgin-One2One, all’annuncio dell’accordo
SingTel/Virgin, all’annuncio dell’accordo Carphone-One2One). L’ESP
in questo caso si avvantaggia di una specifica specializzazione che
non riguarda l’asset tradizionale di rete (frequenze, numerazione,
HLR) ma che si focalizza sulle proprie competenze a valle della
filiera, nelle attivita’ di distribuzione e nei rapporti con il
mercato della domanda di massa. Il MNO in tal caso realizza,
attraverso l’accordo, l’obiettivo di pianificare e ottimizzare la
gestione di rete attraverso una migliore penetrazione dei servizi
resa possibile dalla maggiore specializzazione e segmentazione
dell’offerta da parte del fornitore dei servizi. Occorre notare
infine che, in questi casi, gli operatori mantengono le proprie
specializzazioni (il MNO fornisce l’accesso, ma anche le SIM card e
il suo HLR mentre il fornitore di servizi sviluppa autonome
politiche di distribuzione e di marketing) e che tali accordi sono
quasi sempre funzionali allo sviluppo dei MNO nuovi entranti
piuttosto che ai MNO tradizionali. Esempi rilevanti in questa
direzione sono anche gli accordi di joint venture e/o i consorzi
realizzati da operatori di rete e operatori di servizi per lo
sviluppo congiunto dei servizi di terza generazione nel Regno
Unito, in Germania e il recente sviluppo di forme consortili anche
in Francia e Italia.
Anche da un punto di vista della qualita’ dei servizi, l’Autorita’
ritiene che l’eventuale introduzione di MVNO non comporti un
miglioramento netto della qualita’, rispetto ai maggiori effetti
positivi realizzabili attraverso le attivita’ dei fornitori di
servizi avanzati e degli operatori di contenuti. Sotto il profilo
della qualita’ e dell’innovazione dei servizi l’analisi ha mostrato
come le modalita’ di interazione piu’ efficace al miglioramento
della qualita’ sono quelle che si realizzeranno tra MNO e ESP
soprattutto con riferimento ai nuovi servizi dati e interattivi.
Occorre, inoltre, osservare che le relazioni laddove creano valore
vengono autonomamente intraprese dalle parti senza il preventivo
intervento della regolamentazione e che tali relazioni sul mercato
sono destinate a crescere sia con l’evoluzione delle tecnologie di
seconda generazione (GPRS) e il passaggio graduale alla terza
generazione, sia e soprattutto con lo sviluppo delle piattaforme
multimediali.
In termini di innovazione, in un paese che sconta una carenza
strutturale nelle reti di accesso quale quello italiano, lo
sviluppo della concorrenza e la presenza di piu’ operatori sul
mercato dell’accesso mobile rappresenta una condizione sia per
stimolare l’innovazione sia per consentire una diffusione dei
benefici su tutto il territorio nazionale attraverso le azioni del
regolatore intese a garantire la copertura nazionale delle reti
mobili. L’introduzione dei MVNO, invece, non costituirebbe
un’alternativa alle reti di accesso esistenti. Tali operatori,
inoltre, e’ probabile che concentrino la propria offerta nelle aree
maggiormente remunerative (su cui godrebbero di margini piu’
elevati), erodendo di conseguenza i margini degli operatori di rete
e disincentivando la copertura di aree meno remunerative.
L’innovazione del sistema di seconda e terza generazione e la
diffusione dei nuovi servizi della comunicazione personale e
interattiva deve essere garantita a tutti i cittadini-consumatori
al fine di garantire una corretta ed equilibrata coesione e
partecipazione alla societa’ dell’informazione.
Tenuto conto dei risultati della consultazione pubblica concernente
le condizioni relative all’introduzione degli operatori virtuali di
rete mobile, indetta con la propria delibera n. 400/00/CONS del 5
luglio 2000, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 161 del 12
luglio 2000, nel sito Internet dell’Autorita’ e pubblicizzata a
mezzo stampa;
Sentiti gli operatori di rete mobile, nonche’ i potenziali
candidati all’assegnazione di licenze per i sistemi di terza
generazione risultanti dalla consultazione;
Udita la relazione del Presidente e dei Commissari Prof. Silvio
Traversa e Avv. Alessandro Luciano;
Delibera:
Art. 1.
Definizioni
1. Ai fini del presente provvedimento si intende per:
a) “Operatore virtuale di rete mobile” (o MVNO, Mobile Virtual
Network Operator): un soggetto che offre servizi di
telecomunicazioni mobili al pubblico, utilizzando proprie strutture
di commutazione di rete mobile, una propria base di dati di
registrazione degli utenti mobili (HLR, Home Location Register), un
proprio codice di rete mobile (MNC, Mobile Network Code), una
propria attivita’ di gestione dei clienti (commercializzazione,
fatturazione, assistenza) ed emettendo proprie carte SIM
(Subscriber Identification Module), ma che non ha assegnate delle
risorse frequenziali e si avvale, per l’accesso, di un opportuno
accordo, commerciale o regolato, con uno o piu’ operatori di rete
mobile licenziatari;
b) “Fornitore avanzato di servizi” (o ESP, Enhanced Service
Provider): un soggetto che fornisce al pubblico servizi di
telecomunicazioni, fra i quali puo’ essere incluso il servizio di
telefonia vocale, avvalendosi di un accordo con un operatore di
rete mobile licenziatario; non possiede numerazione propria e non
emette carte SIM, ma utilizza un proprio marchio commerciale nella
rivendita del servizio, inclusa la distribuzione delle carte SIM;
e’ responsabile delle attivita’ di gestione dei clienti
(commercializzazione, fatturazione, assistenza);
c) “Fornitore di servizi” (o SP, Service Provider): un soggetto che
fornisce al pubblico servizi di telecomunicazioni, con esclusione
del servizio di telefonia vocale, avvalendosi di un accordo con un
operatore di rete mobile licenziatario; puo’ essere responsabile
delle attivita’ di assistenza al cliente e fatturazione ed
utilizzare un proprio marchio commerciale;
d) “Rivenditore di traffico su rete mobile” (o air time reseller):
un soggetto che rivende traffico acquisito all’ingrosso da un
operatore di rete mobile licenziatario il quale mantiene l’evidenza
del proprio marchio commerciale;
e) “Fornitore di accesso indiretto” (o IAP, Indirect Access
Provider): un soggetto che offre servizi di telecomunicazioni,
incluso il servizio di telefonia vocale, con accesso su rete mobile
mediante un codice di carrier selection o preselection, avvalendosi
di un opportuno accordo con un operatore di rete mobile
licenziatario.
2. Per quanto applicabili, valgono le definizioni di cui all’art. 1
del decreto del Presidente della Repubblica 19 settembre 1997, n.
318.
Art. 2.
Condizioni regolamentari
1. Sulla base delle motivazioni di cui alle premesse del presente
provvedimento, l’Autorita’ ritiene che, allo stato, non risulti
giustificato un intervento della regolamentazione diretto a fissare
le condizioni per l’ingresso nel mercato dei sistemi radiomobili
degli operatori virtuali di rete mobile e dei fornitori di accesso
indiretto.
2. L’eventuale revisione del quadro regolamentare vigente tiene
conto, fra gli altri elementi, del tempo di recupero degli
investimenti iniziali sostenuti da un operatore nuovo entrante nel
mercato dei sistemi radiomobili, cosi’ come definito nelle premesse
del presente provvedimento. Tale tempo, con riferimento alle
considerazioni esposte nelle premesse, va ragionevolmente stimato
in misura non inferiore agli otto anni dall’avvio dell’attivita’
commerciale per i sistemi mobili di terza generazione.
3. I fornitori avanzati di servizi che offrono servizi di telefonia
vocale operano nel mercato previo rilascio di una licenza
individuale e nel rispetto della normativa vigente.
4. I fornitori avanzati di servizi che offrono servizi diversi
dalla telefonia vocale, nonche’ i fornitori di servizi e i
rivenditori di traffico su reti mobili operano nel mercato previo
rilascio di una autorizzazione generale e nel rispetto della
normativa vigente.
5. La fornitura di capacita’ da parte degli operatori di rete
mobile ai soggetti di cui ai commi 3 e 4 avviene sulla base di
negoziazione commerciale, nel rispetto dei principi di trasparenza
e non discriminazione. Per la risoluzione di eventuali controversie
tra operatori si applica l’art. 1, comma 11, della legge n.
249/1997.
La presente delibera e’ pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana e nel Bollettino ufficiale dell’Autorita’.
Roma, 1° agosto 2000
Il presidente Cheli
Il commissario relatore Traversa
Il segretario degli organi collegiali Belati
(1) L’esigenza dell’Autorita’ di fornire un propria definizione dei
diversi possibili attori nasce da una triplice considerazione: 1)
le definizioni non sono univoche nei diversi Paesi e nell’ambito
delle diverse posizioni delle autorita’ nazionali; 2) le
definizioni fornite dai diversi operatori in sede di consultazione
non sono univoche e spesso confondono le diverse tipologie; 3) una
chiara definizione e delimitazione dei diversi attori e’ funzionale
all’analisi successiva, sia relativamente alla configurazione
“giuridica” dei diversi attori (in quanto il diverso titolo
giuridico conferisce all’operatore specifici diritti e doveri) sia
relativamente alla valutazione degli effetti economici derivanti
dalle diverse transazioni e relazioni all’interno della filiera.
(2) Il fatturato proveniente dai servizi di comunicazione mobile
vocale rappresenta oggi circa il 98% del fatturato complessivo del
settore. Il mercato tuttavia si spostera’ sempre dalla voce verso i
servizi multimediali per effetto dello sviluppo dei servizi sulle
piattaforme UMTS. Sulla base di valutazioni interne all’Autorita’
la percentuale degli utenti multimediali sugli utenti complessivi
(voce + multimedia) passera’ dal 16% del 2005 al 60% nel 2015. Tali
dinamiche sono piu’ sostenute in termini di ricavi in cui il tasso
di crescita dei ricavi dati sara’ accellerato anche dall’evoluzione
dei servizi e sistemi GSM (SMS, WAP, GPRS). I ricavi provenienti
dai servizi dati dovrebbero gia’ a partire dal 2005 superare quelli
derivanti dai servizi voce.
(3) Nel caso di operatori titolari di licenza per la prestazione
del servizio di telefonia fissa, questi e’ tenuto a comunicare
all’Autorita’ – previo accordo commerciale con il MNO – i servizi e
le condizioni di offerta. Non essendo dotati di proprie SIM card o
di numerazioni proprie per i servizi di comunicazioni mobili e
personali (servizi offerti loro dagli operatori di rete) non e’
necessaria una specifica licenza per la prestazione dei servizi di
comunicazioni mobili e personali. Si tratta in ogni caso di
soggetti licenziatari in quanto fornitori di servizi di fonia
aperta al pubblico a cui si applicano specifici oneri nelle
relazioni con la clientela. In linea generale si applicano le
stesse condizioni valide per i servizi di telecomunicazioni fisse
nelle relazioni con i clienti e nei rapporti con l’Autorita’, aad
esempio comunicazioni dei servizi e delle condizioni offerte,
tipologia di clientela a cui e’ rivolto il servizio, rispetto delle
condizioni di cui all’art. 16 del D.P.R. 318/97 nelle relazioni con
la clientela.
(4) Ai sensi dell’art. 2, comma 8, del D.P.R. 318/97, il numero di
licenze puo’ esere limitato in relazione ad una insufficiente
disponibilita’ dello spettro di frequenze, ma in ogni caso le
Autorita’ devono garantire la liberazione dello spettro e la
creazione di condizioni concorrenziali sul mercato delle
comunicazioni mobili e personali favorendo la realizzazione di
sistemi e servizi pan-europei (direttiva 96/2/CE).
(5) In particolare l’art. 5 della convenzione prevedeva che la
societa’ doveva essere in grado di realizzare il servizio entro
diciotto mesi dal rilascio della concessione assicurando la
copertura di almeno il 40% del territorio nazionale e comunque
della totalita’ dei comuni capoluogo di regione. Tale percentuale
sale al 70% del territorio e al 90% della popolazione entro cinque
anni dal rilascio della concessione.
(6) In particolare l’art. 2, comma 6, del D.P.C.M. 4 aprile 1998
prevede che la societa’, cui viene assegnata anche una banda a 900
MHz, assicuri la copertura, attraverso l’utilizzo di entrambe le
bande di frequenza, a 900 e 1800 MHz, di almeno il 40% del
territorio nazionale entro trenta mesi dalla data di assegnazione
delle frequenze 900 MHz. L’art. 6 che disciplina le condizioni di
roaming, prevede il diritto al roaming (a condizioni regolamentate)
fino a diciotto mesi dalla messa a disposizione delle frequenze
nelle aree in cui e’ richiesto e decorsi tre mesi dalla scadenza
indicata nel piano di copertura nelle aree per le quali e’ stata
prevista la fornitura diretta.
(7) In particolare, sulla base di quanto stabilito all’art. 5,
comma 1, della delibera 388/00/CONS, gli operatori nuovi entranti
hanno diritto al roaming nazionale sulle reti di seconda
generazione degli operatori esistenti anch’essi aggiudicatari a
condizioni eque, non discriminatorie e trasparenti per una durata
di trenta mesi dall’accordo su tutto il territorio nazionale e fino
a sessanta mesi nei capoluoghi di provincia non coperti dal nuovo
entrante sulla base degli impegni contenuti nella licenza. Gli
operatori esistenti aggiudicatari aventi notevole forza di mercato
forniscono il roaming a condizioni orientate al costo e l’Autorita’
si avvale del principio di retail minus quale test di valutazione.
(8) In particolare, sulla base di quanto previsto all’art. 3, comma
6, della delibera 410/99 devono coprire, entro trenta mesi a
partire dal 1° gennaio 2002, i capoluoghi di regione ed entro
sessanta mesi i capoluoghi di provincia.
(9) A motivo della dotazione spettrale per abitante inferiore alla
media dei paesi europei (come evidenziato nella tab. 5) e di una
ancora bassa allocazione di frequenze sia nello spettro GSM sia,
ipoteticamente, nello spettro UMTS, necessaria ad un efficiente
sviluppo delle piattaforme di rete rispetto alla qualita’ dei
servizi supportati.

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