Architetto.info - Architetto.info | Architetto.info

Norme di prevenzione degli infortuni sul lavoro integrative di quelle ...

Norme di prevenzione degli infortuni sul lavoro integrative di quelle generali emanate con decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1955, n. 547

DECRETO PRESIDENTE REPUBBLICA 19 marzo 1956, n. 302
Norme di prevenzione degli infortuni sul lavoro integrative di
quelle generali emanate con decreto del Presidente della Repubblica
27 aprile 1955, n. 547 (G.U. 30 aprile 1956, n. 105, suppl. ord.).
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Vista la legge 12 febbraio 1955, n. 51, che delega al Governo
l’emanazione di norme generali e speciali in materia di prevenzione
infortuni e di igiene del lavoro;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1955, n.
547, contenente norme per la prevenzione degli infortuni sul
lavoro;
Visto l’art. 87, comma quinto, della Costituzione;
Sentito il Consiglio dei Ministri;
Sulla proposta del Ministro per il lavoro e la previdenza sociale;
Decreta:
Titolo I
DISPOSIZIONI GENERALI
Capo Unico
Art. 1
(Funzione integrativa delle norme)
Le norme di prevenzione degli infortuni sul lavoro contenute nel
presente decreto sono integrative di quelle generali emanate con il
decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1955, n. 547.
Art. 2
(Campo di applicazione)
Sono soggette alle norme del presente decreto le attività previste
dall’art. 1 del decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile
1955, n. 547, con le esclusioni previste dal successivo art. 2.
Alle norme suddette sono soggetti i datori di lavoro, i dirigenti,
i preposti ed i lavoratori, nonchè i costruttori ed i commercianti
indicati rispettivamente negli articoli 4, 5 e 6 e nell’art. 7 del
decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1955, n. 547.
Art. 3
(Applicazione delle norme)
Anche per le norme del presente decreto si applicano le
disposizioni contenute nei capi I, II e IV del titolo XII del
decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1955, n. 547.
Titolo II
PRODUZIONE ED IMPIEGO DEGLI ESPLOSIVI
Capo I
DISPOSIZIONI GENERALI
Art. 4
(Campo di applicazione)
Le imprese che provvedono alla fabbricazione, alla manipolazione,
al recupero, alla conservazione, alla distribuzione, al trasporto o
alla utilizzazione di esplosivi devono applicare le norme del
presente titolo.
Restano ferme le disposizioni contenute nel testo unico delle leggi
di pubblica sicurezza, approvato con regio decreto 18 giugno 1931,
n. 773, e quelle del relativo regolamento di esecuzione, approvato
con regio decreto 6 maggio 1940, n. 635, e successive
modificazioni.
Art. 5
(Età minima dei lavoratori)
Ai lavori indicati nel primo comma dell’art. 4 non possono essere
adibiti i minori di anni 18.
Capo II
DISPOSIZIONI CONCERNENTI LA PRODUZIONE DEGLI ESPLOSIVI
Art. 6
(Suddivisione dei laboratori e protezione dei posti di lavoro)
Le singole operazioni di fabbricazione e manipolazione degli
esplosivi devono di norma essere eseguite in laboratori distinti ed
isolati, in relazione alla loro pericolosità.
I lavoratori che effettuano operazioni presentanti rischi specifici
devono essere protetti con mezzi e attrezzature atti a
salvaguardarne l’integrità fisica ed in particolare:
a) mediante la difesa dei singoli posti di lavoro e dei lavoratori
con schermi di sicurezza e con l’adozione di dispositivi atti a
ridurre il pericolo;
b) con l’adozione di congegni di nota efficacia che consentano di
effettuare le lavorazioni a distanza di sicurezza;
c) con l’effettuazione di lavorazioni in blinda o a distanza,
comandate da posizioni di sicurezza, nel caso di lavorazioni di
maggior pericolo quali la fresatura degli esplosivi, lo smontaggio
e il taglio dei proiettili, il petrinaggio meccanico e la
molazzatura.
Art. 7
(Protezioni individuali)
I lavoratori, appena entrati negli stabilimenti di fabbricazione,
manipolazione o deposito di materie esplodenti, devono indossare
appositi indumenti e calzature di lavoro, che devono essere loro
forniti dalla impresa.
Le calzature devono essere prive di chiodi, punte od altri elementi
di ferro o di acciaio. Negli indumenti di lavoro non devono esservi
bottoni, fibbie o chiusure di metallo.
Gli addetti a lavorazioni, che comportino particolari rischi, quale
la laminazione delle polveri, devono essere protetti con appositi
indumenti.
E’ vietato portare coltelli, chiavi, anelli o qualsiasi altro
oggetto di metallo.
Nei reparti in cui è necessario, le lavoratrici devono raccogliere
i capelli in cuffia.
I preposti hanno l’obbligo di controllare ed assicurare
l’osservanza delle norme contenute nei commi precedenti.
Art. 8
(Pavimenti)
I pavimenti dei locali di lavoro, esclusi quelli destinati a
depositi, devono avere requisiti rispondenti alle caratteristiche
dell’esplosivo trattato; in particolare devono essere senza
fessure, di facile pulizia e lavaggio nonchè privi di elementi di
ferro o di acciaio affioranti.
Qualora la natura della lavorazione lo richieda, devono essere
predisposti rivestimenti a graticci.
I pavimenti devono essere raccordati alle pareti lungo i bordi.
Art. 9
(Trasporto dei semilavorati)
I mezzi e le attrezzature occorrenti per il trasporto dei prodotti
esplodenti nel passaggio da una fase all’altra della lavorazione e
nel corso delle lavorazioni stesse, devono avere requisiti che
tengano conto del grado di sensibilità e delle caratteristiche
dell’esplosivo nella fase in cui si trova. Essi devono essere di
facile pulizia e di sicuro maneggio.
Art. 10
(Eliminazione dei cascami)
I cascami devono essere incendiati, distrutti o inertizzati da
lavoratori appositamente incaricati e sotto la sorveglianza di
persona competente.
Art. 11
(Revisioni periodiche)
I locali, le macchine e le attrezzature in attività devono essere
sottoposti a periodiche revisioni e pulizie secondo disposizioni
della direzione affisse in modo visibile in ogni locale.
Art. 12
(Lavori di riparazione, manutenzione e demolizione)
Nell’interno dei locali pericolosi è vietato effettuare lavori di
riparazione, manutenzione e demolizione all’edificio, al
macchinario e agli impianti senza ordine della direzione.
Prima dell’inizio dei lavori indicati al primo comma devono:
a) essere trasportati al deposito tutti gli esplosivi e i loro
componenti;
b) essere bonificate accuratamente le parti del locale, del
macchinario e degli organi in corrispondenza dei punti in cui
devono essere eseguiti le riparazioni o gli smontaggi, sotto la
diretta sorveglianza di persona competente.
Gli apparecchi ed i recipienti impiegati nella lavorazione degli
esplosivi, prima di essere portati alla riparazione, devono essere
inertizzati.
Art. 13
(Misure contro l’elettricità statica)
Precauzioni devono essere adottate contro l’accumulazione di
elettricità statica in vicinanza di materie infiammabili ed
esplodenti, secondo i casi e le esigenze della lavorazione,
favorendo anche la dispersione delle cariche elettrostatiche con
collegamenti a terra.
Mezzi idonei devono essere adottati, e i lavoratori hanno l’obbligo
di farne uso, per evitare possibilità di scariche dovute
all’elettricità statica eventualmente accumulatasi sui lavoratori
addetti alla manipolazione di esplosivi particolarmente sensibili
al manifestarsi di tali fenomeni.
Nelle lavorazioni di cui al comma precedente è vietato l’uso di
indumenti di lavoro formati con fibre facilmente elettrizzabili,
salvo i casi in cui per le particolari lavorazioni i predetti
indumenti debbano essere formati con fibre di lana.
Art. 14
(Misure antincendi)
Negli stabilimenti di produzione, di manipolazione e di deposito
degli esplosivi devono essere installati apparecchi di allarme e
segnalazioni antincendi; gli apparecchi di allarme devono poter
essere azionati anche a mano.
I vari reparti devono essere collegati telefonicamente con la
direzione e con il servizio antincendi.
Il personale incaricato della estinzione degli incendi deve essere
periodicamente esercitato.
Art. 15
(Trafilatura e taglio)
Le presse idrauliche per la trafilatura a caldo degli esplosivi di
lancio devono essere installate in appositi locali; i lavoratori
addetti devono essere efficacemente protetti da apposite
blindature.
Le presse, le calandre e le taglierine per la produzione di piastre
devono essere provviste di apparecchi automatici per l’estinzione
della fiamma.
Art. 16
(Molazzatura)
Le molazze per la molazzatura di esplosivi devono essere comandate
soltanto da posizioni protette, senza la presenza di persona nel
locale e devono essere provviste di dispositivi atti ad impedire la
caduta della mola nella vasca durante le operazioni di carico e
scarico.
Art. 17
(Granitura e lucidatura della polvere nera)
Le operazioni di granitura e lucidatura della polvere nera devono
essere comandate da posizioni protette senza la presenza di persone
nel locale.
Art. 18
(Lavorazione a caldo degli esplosivi)
Quando l’esplosivo venga riscaldato, come nel caso di fusione del
tritolo e miscele, di paraffinatura delle cartucce di dinamite:
a) devono essere usati come mezzo scaldante esclusivamente l’acqua
od il vapore;
b) gli apparecchi con serpentina percorsa da vapore o camicia di
vapore devono essere adoperati solo nei casi richiesti dalla natura
dell’esplosivo da fondere. In tale ipotesi la temperatura massima
del mezzo scaldante deve essere limitata, nel caso di vapore, da un
gruppo “valvola di riduzione-valvola di sicurezza” applicato tra il
generatore di vapore ed il recipiente e da una valvola di sicurezza
applicata sul corpo scaldante del recipiente, che limiti la
temperatura entro valori compatibili con la natura dell’esplosivo.
Le valvole devono essere di tipo regolamentare e mantenute in
perfette condizioni di regolazione e di efficienza. Nel
riscaldamento ad acqua calda il recipiente contenente l’acqua deve
essere provvisto di tubo di scarico libero ed essere costruito e
collocato in modo che la temperatura dell’acqua non possa, in ogni
cas…

[Continua nel file zip allegato]

Architetto.info