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Direttiva n. 89/336 Compatibilità elettromagnetica (decreto legislativo n. 476/1992, modificato con decreto legislativo n. 615/1996). Chiarimenti per le imprese

Ai fini di una corretta ed uniforme interpretazione della direttiva
in oggetto, si forniscono i chiarimenti di cui appresso, tenuto
conto di quanto emerso nel corso delle riunioni svoltesi nel 1996,
a Bruxelles, presso i competenti servizi della Direzione generale
III, Industria.
Il termine “impianti”, nella sua accezione più ampia, è definito
come combinazione di parti, di equipaggiamenti e/o componenti,
messi insieme in un dato luogo e in un dato ambiente per
raggiungere uno specifico obiettivo.
Per la direttiva in oggetto e per alcune tipologie di impianti, in
effetti, il luogo e l’ambiente di installazione sono virtualmente
parte integrante dell’impianto stesso.
A stretto rigore, quindi, la libera circolazione di tali impianti
nello spazio economico europeo dovrebbe essere subordinata ad una
dichiarazione di conformità che tenesse conto anche del luogo e
dell’ambiente di installazione.
Poiché ciò risulta tecnicamente impossibile, stante anche la
estrema diversificazione dei luoghi e degli ambienti di
installazione, si chiarisce quindi che, ove ricorrano tali
condizioni, per gli impianti di cui sopra non è richiesta la
dichiarazione di conformità CE né la marcatura CE di cui alla
direttiva n. 89/336/CEE.
A titolo di esempio, nella accennata tipologia di “impianti” ai
quali non si applica la direttiva n. 89/336 rientrano gli impianti
di ascensori, montacarichi, scale e marciapiedi mobili.
Viceversa, la direttiva n. 89/336 continua ad essere applicabile
alle parti componenti dell’impianto”, così come previsto all’art.
7, comma 11, del decreto legislativo n. 615/1996.
Peraltro, tenuto presente che le norme armonizzate PrEN 12015 e
PrEN 12016, essendo attualmente in fase di inchiesta pubblica non
sono ancora disponibili, è consentita – fino alla pubblicazione di
dette norme – l’immissione sul mercato di parti di ascensori,
montacarichi, marciapiedi e scale mobili, prive di dichiarazione di
conformità e di marcatura CE di cui alla direttiva n. 89/336/CEE.
(Seguono le firme)

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