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Modifica degli artt. 242, 243, 247, 250, e 262, del T.U. delle leggi sanitarie approvato con regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265: 'Disciplina igienica della produzione e della vendita delle sostanze alimentari e delle bevande'

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Promulga la seguente legge:
Art. 1
Sono soggette a vigilanza per la tutela della pubblica salute la
produzione ed il commercio delle sostanze destinate alla
alimentazione. A tal fine l’autorità sanitaria può procedere, in
qualunque momento ed a mezzo dei competenti organi ed uffici, ad
ispezione e prelievo di campioni negli stabilimenti ed esercizi
pubblici, dove si producano, si conservino in deposito, si smercino
o si consumino le predette sostanze, nonché sugli scali e sui mezzi
di trasporto. Essa può, altresì, procedere al sequestro delle merci
e, ove dagli accertamenti eseguiti risulti necessario per la tutela
della pubblica salute, alla loro distribuzione.
Gli esami e le analisi dei campioni sono compiuti dai laboratori
provinciali di igiene e profilassi o da altri laboratori, all’uopo
autorizzati (1).
Quando dall’analisi risulti che i prodotti non corrispondono ai
requisiti fissati dalla legge, il capo del laboratorio trasmetterà
denuncia al medico o al veterinario provinciale, unendovi il
verbale di prelevamento ed il certificato di analisi.
Contemporaneamente a mezzo di lettera raccomandata con avviso di
ricevimento, comunicherà all’esercente presso cui è stato fatto il
prelievo e all’autorità che ha disposto il prelievo stesso il
risultato dell’analisi. Analoga comunicazione sarà fatta al
produttore, nel caso che il prelievo riguardi campioni in
confezioni originali (2).
Entro 15 giorni dalla data del ricevimento della comunicazione, gli
interessati potranno presentare al medico o al veterinario
provinciale istanza di revisione, in bollo, unendo la ricevuta di
versamento, effettuato presso la Tesoreria provinciale, della somma
che sarà indicata nel regolamento per ogni singola voce.
Le analisi di revisione saranno eseguite presso l’Istituto
superiore di sanità, entro il termine massimo di mesi due. In caso
di mancata presentazione nei termini della istanza di revisione, o
nel caso che l’analisi di revisione confermi quella di prima
istanza, il medico o il veterinario provinciale trasmetteranno,
entro quindici giorni, le denunce all’Autorità giudiziaria.
Il medico o veterinario provinciale, qualora si tratti di frode
tossica o comunque dannosa alla salute, trasmetterà immediatamente
le denunce all’Autorità giudiziaria (3).
N.B.:
Con sentenza n. 149 del 3 dicembre 1969, la Corte costituzionale ha
dichiarato l’illegittimità costituzionale del presente articolo,
nella parte in cui, per la revisione delle analisi, esclude
l’applicazione degli artt. 390, 304-bis, ter e quater del codice di
procedura penale.
(1) Con sentenza 10 ottobre 1990, n. 434 la Corte costituzionale ha
dichiarato l’illegittimità costituzionale del presente comma, nella
parte in cui non prevede che, per i casi di analisi su campioni
prelevati da sostanze alimentari deteriorabili, il laboratorio
provinciale di igiene e profilassi od altro laboratorio all’uopo
autorizzato, dia avviso dell’inizio delle operazioni alle persone
interessate, affinché queste possano presenziare, eventualmente con
l’assistenza di un consulente tecnico, all’esecuzione delle
operazioni stesse.
(2) Con sentenza 17 novembre 1971, n. 179 la Corte costituzionale
ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del presente comma,
limitatamente alla parte in cui esclude l’obbligo della
comunicazione dell’esito dell’analisi a quei soggetti che in base
agli atti di polizia giudiziaria già compiuti, risultino indiziati
di reato.
(3) Comma così sostituito dall’art. 1, L. 26 febbraio 1963, n. 441.
Art. 2
L’esercizio di stabilimenti, laboratori di produzione, preparazione
e confezionamento, nonché di depositi all’ingrosso di sostanze
alimentari, è subordinato ad autorizzazione sanitaria.
Il rilascio di tale autorizzazione è condizionato dall’accertamento
dei requisiti igienico-sanitari, sia di impianto, che funzionali,
previsti dalle leggi e dai regolamenti.
I titolari degli stabilimenti e laboratori, nonché dei depositi
all’ingrosso, di cui al primo comma, già esistenti alla data di
entrata in vigore della presente legge, debbono, nel termine di tre
mesi dalla detta data, richiedere la prescritta autorizzazione
sanitaria, anche nel caso che fossero in possesso di autorizzazioni
rilasciate da altri dicasteri in base a leggi speciali.
I contravventori sono puniti con l’ammenda da lire 300.000 (1) a
lire 1.500.000 (1) (2).
(1) Importo così elevato a norma dell’art. 113, L. 24 novembre
1981, n. 689.
(2) Comma così sostituito dall’art. 2, L. 26 febbraio 1963, n. 441.

Art. 3
Le ispezioni ed i prelievi di campioni, di cui all’art. 1, sono
effettuati da personale sanitario o tecnico appositamente
incaricato, dipendente dall’autorità sanitaria provinciale o
comunale.
Le persone indicate nel comma precedente, nei limiti del servizio a
cui sono destinate e secondo le attribuzioni ad esse conferite,
sono ufficiali o agenti di polizia giudiziaria e possono, in ogni
caso, richiedere, ove occorra, l’assistenza della forza pubblica.

Art. 4
Chiunque produce, prepara, detiene, vende o pone in vendita
sostanze destinate all’alimentazione, è tenuto a fornire
gratuitamente alle persone di cui all’art. 3, i campioni delle
sostanze stesse, da prelevarsi nei limiti e secondo le modalità
stabilite nel regolamento.
I contravventori sono puniti con l’ammenda da lire 30.000 (1) a
300.000 (1), salvo l’esecuzione coattiva del prelievo.
(1) Importo così elevato a norma dell’art. 113, L. 24 novembre
1981, n. 689.

Art. 5
E’ vietato impiegare nella preparazione di alimenti o bevande,
vendere, detenere per vendere o somministrare come mercede ai
propri dipendenti, o comunque distribuire per il consumo sostanze
alimentari:
a) private anche in parte dei propri elementi nutritivi o mescolate
a sostanze di qualità inferiore o comunque trattate in modo da
variarne la composizione naturale, salvo quanto disposto da leggi e
regolamenti speciali;
b) in cattivo stato di conservazione;
c) con cariche microbiche superiori ai limiti che saranno stabiliti
dal regolamento di esecuzione o da ordinanze ministeriali;
d) insudiciate, invase da parassiti, in stato di alterazione o
comunque nocive, ovvero sottoposte a lavorazioni o trattamenti
diretti a mascherare un preesistente stato di alterazione;
e) adulterate, contraffatte o non rispondenti per natura, sostanza
o qualità alla denominazione con cui sono designate o sono
richieste (1);
f) colorate artificialmente quando la colorazione artificiale non
sia autorizzata o, nel caso che sia autorizzata, senza l’osservanza
delle norme prescritte e senza l’indicazione, a caratteri chiari e
ben leggibili, della colorazione stessa (2).
Questa indicazione, se non espressamente prescritta da norme
speciali, potrà essere omessa quando la colorazione è effettuata
mediante caramello, infuso di truciolo di quercia, enocianina od
altri colori naturali consentiti;
g) con aggiunta di additivi chimici di qualsiasi natura non
autorizzati con decreto del Ministro per la sanità o, nel caso che
siano stati autorizzati, senza l’osservanza delle norme prescritte
per il loro impiego. I decreti di autorizzazione sono soggetti a
revisioni annuali;
h) che contengano residui di prodotti, usati in agricoltura per la
protezione delle piante e a difesa delle sostanze alimentari
immagazzinate, tossici per l’uomo. Il Ministro per la sanità, con
propria ordinanza, stabilisce per ciascun prodotto, autorizzato
all’impiego per tali scopi, i limiti di tolleranza e l’intervallo
per tali scopi, i limiti di tolleranza e l’intervallo minimo che
deve intercorrere tra l’ultimo trattamento e la raccolta e, per le
sostanze alimentari immagazzinate tra l’ultimo trattamento e
l’immissione al consumo.
(1) Lettera soppressa dall’art. 3, L. 26 febbraio 1963, n. 441.
(2) Lettera soppressa dall’art. 57, comma 2, L. 19 febbraio 1992,
n. 142, a partire dalla data di entrata in vigore del provvedimento
di attuazione della direttiva 89/107/CEE, e comunque con effetto
dal 1° luglio 1992.
Art. 6
La produzione, il commercio, la vendita delle sostanze di cui alla
lettera h) dell’articolo precedente – fitofarmaci e presidi delle
derrate alimentari immagazzinate – sono soggetti ad autorizzazione
del Ministero della sanità, a controllo e a registrazione come
presidi sanitari.
Sono parimenti soggetti ad autorizzazione del Ministero della
sanità, anche se disciplinati da leggi speciali:
a) la produzione, il commercio, la detenzione e la pubblicità degli
additivi chimici destinati alla preparazione di sostanze
alimentari;
b) la produzione ed il commercio di surrogati o succedanei di
sostanze alimentari.
Tale disposizione non si applica ai surrogati o succedanei
disciplinati da leggi speciali, salvo il controllo del Ministero
della sanità per quanto attiene alla composizione, all’igienicità e
al valore alimentare di essi.
Salvo che il fatto costituisca più grave reato, i contravventori
alle disposizioni del presente articolo e dell’articolo precedente
sono puniti con l’arresto fino ad un anno e con l’ammenda da lire
600.000 (1) a lire 60.000.000 (1). Il massimo dell’ammenda è di
90.000.000 (1) per le contravvenzioni di cui alla lettera h)
dell’articolo 5 ed a) del presente articolo.
In caso di condanna per frode tossica o comunque dannosa alla
salute non si applicano le disposizioni degli articoli 163 e 175
del codice penale.
Nei casi previsti dal precedente comma, la condanna importa la
pubblicazione della sentenza in uno o più giornali, a diffusione
nazionale, designati dal giudice, nei modi stabiliti nel terzo
comma dell’articolo 36 del codice penale.
N.B.:
Articolo co…

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