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Modalita' per la presentazione delle istanze di registrazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche protette ai sensi dell'art. del regolamento (CEE) n. 2081/92 per l'individuazione delle relative procedure amministrative.

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI
Il regolamento (CEE) n. 2081/92 del Consiglio del 14 luglio 1992,
relativo alla protezione delle indicazioni geografiche e delle
denominazioni di origine dei prodotti agricoli ed alimentari,
esaurita la prima fase di attuazione che prevedeva, ai sensi
dell’art. 17, una procedura transitoria di registrazione
semplificata per i prodotti la cui designazione geografica fosse
gia’ oggetto di protezione giuridica o, comunque sancita dall’uso,
trova ormai applicazione con le modalita’ procedurali dallo stesso
fissate.
Nelle more dell’emanazione di una apposita normativa che disciplini
a livello nazionale l’iter procedurale di cui all’art. 5, paragrafo
5 del regolamento, si rende necessario individuare procedure che
garantiscano la trasparenza dell’azione amministrativa e forniscano
indicazioni chiare ed omogenee ai produttori e/o trasformatori
interessati alla registrazione delle denominazioni.
A) Soggetti legittimati.
Soggetti legittimati a presentare domanda di riconoscimento per una
DOP o IGP ai sensi del regolamento (CEE) n. 2081/92 sono le
associazioni.
Per associazione si intende un insieme di produttori e/o
trasformatori che effettivamente producono o trasformano il
prodotto agricolo o alimentare per il quale si chiede il
riconoscimento della DOP o IGP.
Tale “riserva” e’ espressamente prevista dall’art. 5, paragrafo 1
del regolamento che, trasponendo in norme i principi contenuti nei
“considerando” del regolamento, ha inteso assicurare ai produttori
e/o trasformatori e solo ad essi, in quanto associati, un maggior
peso nella commercializzazione dei loro prodotti ed una maggiore
forza nella tutela dei diritti che deriveranno loro dalla
registrazione della denominazione.
Non e’ richiesta dal regolamento una particolare forma giuridica
per l’associazione.
E’ necessario comunque che la stessa:
a) sia costituita con atto pubblico;
b) abbia tra gli scopi sociali la registrazione del prodotto per il
quale presenta la domanda;
c) sia espressione dei produttori e/o trasformatori ricadenti nel
territorio delimitato dal disciplinare di cui alla previsione
dell’art. 4 del regolamento.
All’associazione sono equiparati anche comitati promotori o
organizzazioni, aventi i requisiti sopra descritti, idonei a
rappresentare gli interessi economici dei produttori e/o
trasformatori che ne facciano parte.
Ulteriore requisito richiesto al soggetto legittimato, anche ai
fini dell’esercizio del diritto attribuitogli dall’art. 14, comma
8, lettera a), della legge 21 dicembre 1999, n. 526, e’ quello
della stabilita’, intesa come esercizio della legittimazione attiva
a sostenere le attivita’ connesse alle procedure di registrazione e
passiva in quanto soggetto qualificato a resistere a eventuali
opposizioni. A tal fine e’ necessaria la previsione statutaria
dello scioglimento non prima del raggiungimento dello scopo per il
quale e’ sorta, ovvero per l’impossibilita’ di raggiungerlo.
B) Documentazione da presentare.
Il soggetto legittimato, come sopra definito, dovra’ presentare al
Ministero delle politiche agricole e forestali – Direzione generale
delle politiche agricole ed agroindustriali nazionali – ufficio
qualita’ e tutela delle denominazioni di origine, delle indicazioni
geografiche ed attestazioni di specificita’ e della politica della
qualita’ – via XX Settembre n. 20 – 00187 Roma, la sottoelencata
documentazione:
1) istanza, in regola con le norme sul bollo di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 642 “disciplina
dell’imposta di bollo” e successive modifiche, firmata dal legale
rappresentante e corredata dalla relativa delibera assembleare (o
documento equipollente), per ogni prodotto per il quale si chiede
il riconoscimento in ambito comunitario;
2) atto costitutivo e statuto;
3) disciplinare di produzione;
4) relazione tecnica;
5) relazione storica;
6) cartografia: e’ necessario che la stessa sia di dimensioni tali
da consentire l’individuazione precisa della zona di produzione e
dei suoi confini. E’ necessario inoltre allegare una cartina
dell’Italia, sulla quale dovra’ essere individuata la zona di
produzione e/o trasformazione, in modo tale da consentire ai
rappresentanti degli altri Paesi comunitari di avere cognizione
della localizzazione della zona di produzione rispetto al
territorio del nostro Paese.
Fatte salve le procedure adottate da ciascuna regione o provincia
autonoma nel cui ambito territoriale ricade la zona di produzione,
questa amministrazione acquisira’ il parere, qualora non sia stato
gia’ trasmesso dall’associazione richiedente, della regione o della
provincia autonoma sulla richiesta di riconoscimento. Tale parere
dovra’ contenere elementi di valutazione idonei a definire il
contesto socio-economico e produttivo nel quale si collocano il
soggetto richiedente ed il prodotto del quale si chiede la
registrazione.
C) Modalita’ di compilazione del disciplinare di produzione.
Il disciplinare di produzione deve contenere tutti gli elementi di
cui all’art. 4, paragrafo 2, del regolamento, secondo l’ordine
indicato nello stesso articolo (allegato alla presente circolare).
In particolare gli elementi di cui alle lettere d) ed f) del
predetto paragrafo 2 dovranno essere contenuti nel disciplinare in
maniera sintetica, mentre andranno riportati in maniera ampia e
dettagliata nella relazione storica e nella relazione tecnica.
Quest’ultima dovra’ inoltre contenere in maniera piu’ dettagliata
rispetto al disciplinare gli elementi di cui alle lettere b) ed e)
del gia’ citato paragrafo 2.
Il predetto disciplinare dovra’ contenere elementi idonei
all’identificazione del prodotto del quale si chiede la protezione
anche mediante la definizione di un logo costituito da un segno
grafico e/o da una dicitura, dei quali dovranno esser fornite le
specifiche di stampa (dimensioni e tipo dei caratteri, indici
colorimetrici, ecc.).
Il contrassegno proposto dovra’ possedere i requisiti della
originalita’, della capacita’ distintiva e della conformita’
all’ordine pubblico e al buon costume.
L’utilizzazione di un marchio gia’ registrato potra’ essere
consentita, se ritenuto idoneo, a condizione dell’esplicita
rinuncia a titolo gratuito del suo titolare, a far data dal
riconoscimento della denominazione di origine o della indicazione
geografica interessata.
D) Procedura.
Ricevuta la domanda di registrazione con la relativa
documentazione, l’amministrazione accerta prioritariamente, entro
trenta giorni, la legittimazione del soggetto richiedente. Ove il
soggetto richiedente non risulti legittimato a presentare istanza,
la domanda viene respinta.
Nel caso in cui sia accertata tale legittimazione,
l’amministrazione ne da’ comunicazione nei termini sopra indicati,
notificando altresi’ l’inizio del relativo procedimento ed il
nominativo del funzionario responsabile dello stesso ai sensi della
legge n. 241/1990.
L’amministrazione verifica che la domanda sia giustificata, che la
documentazione sia completa, che siano soddisfatti i requisiti e le
condizioni previste dal regolamento (CEE) n. 2081/92, che la
disciplina tecnica sia adeguata.
Le osservazioni e gli eventuali rilievi dell’amministrazione sono
comunicati al soggetto richiedente ed alla regione o provincia
autonoma territorialmente competente.
La mancata rimozione delle cause sulle quali si fondano i rilievi
di cui sopra, costituisce elemento ostativo al proseguimento
dell’istruttoria e determina la chiusura del procedimento.
L’amministrazione, ultimata la verifica di cui sopra con esito
positivo, ne da’ comunicazione al soggetto presentatore
dell’istanza ed alla regione o provincia autonoma territorialmente
competente, trasmettendo il disciplinare tecnico di produzione
nella stesura finale.
Successivamente l’amministrazione chiede al soggetto presentatore
dell’istanza, alla/e regioni e/o province autonome, alla/e
province, alla/e Camere di commercio territorialmente competenti,
di concordare il luogo e la sede per una riunione di pubblico
accertamento.
Quindi l’amministrazione comunica agli stessi soggetti la data e
l’ora in cui avra’ luogo la predetta riunione e invita gli stessi a
darne comunicazione ai comuni, alle organizzazioni professionali e
di categoria ed ai produttori ed agli operatori economici
interessati, assicurando la massima divulgazione dell’evento anche
mediante la diramazione di avvisi, l’affissione di manifesti o
altri mezzi equivalenti.
Scopo della riunione di pubblico accertamento e’ quello di
permettere al Ministero, in quanto soggetto attributario della
funzione di notifica alla Commissione europea della domanda di
registrazione delle DOP o IGP, di verificare la rispondenza della
disciplina proposta agli usi leali e costanti previsti dal
regolamento (CEE) n. 2081/92.
Alla predetta riunione, aperta a tutti i soggetti economicamente
interessati dei quali deve essere registrata la presenza e per i
quali deve essere disponibile copia del disciplinare oggetto della
discussione, partecipano, in rappresentanza del Ministero, almeno
due funzionari con il compito di accertarne la regolare
convocazione, di coordinare i lavori, di acquisire eventuali
osservazioni ed al fine di riferire all’amministrazione.
Quest’ultima sulla base degli elementi acquisiti dai funzionari
ministeriali nel corso della riunione di pubblico accertamento,
esprime eventuali ulteriori valutazioni, sentendo anche il soggetto
che ha richiesto la registrazione.
Dopo tali valutazioni, l’amminist…

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