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Norme di carattere legislativo per disciplinare la ricerca e la coltivazione delle miniere del regno

REGIO DECRETO N.1443 del 29 luglio 1927
“Norme di carattere legislativo per disciplinare la ricerca e la
coltivazione delle miniere del regno”
(G.U. n.124 del 23/8/1927)

TITOLO I – Classificazione delle coltivazioni di sostanze minerali.
Art. 1.
La ricerca e la coltivazione di sostanze minerali e delle energie
del sottosuolo, industrialmente utilizzabili, sotto qualsiasi forma
o conduzione fisica, sono regolate dalla presente legge.
Art. 2.
Le lavorazioni indicate nell’art. 1 si distinguono in due
categorie: miniere e cave.
Appartengono alla prima categoria la ricerca e la coltivazione
delle sostanze ed energie seguenti:
a) minerali utilizzabili per l’estrazione di metalli, metalloidi e
loro composti, anche se detti minerali siano impiegati
direttamente;
b) grafite, combustibili solidi, liquidi e gassosi, rocce
asfaltiche e bituminose;
c) fosfati, sali alcalini e magnesiaci, allumite, miche, feldspati,
caolino e bentonite, terre da sbianca, argille per porcellana e
terraglia forte, terre con grado di refrattarietà superiore a 1630
gradi centigradi;
d) pietre preziose, granati, corindone, bauxite, leucite,
magnesite, fluorina, minerali di bario e di stronzio, talco,
asbesto, marna da cemento, pietre litografiche;
e) sostanze radioattive, acque minerali e termali, vapori e gas.
Appartiene alla seconda categoria la coltivazione:
a) delle torbe;
b) dei materiali per costruzioni edilizie, stradali ed idrauliche;
c) delle terre coloranti, delle farine fossili, del quarzo e delle
sabbie silicee, delle pietre molari, delle pietre coti;
d) degli altri materiali industrialmente utilizzabili ai termini
dell’art. 1 e non compresi nella prima categoria.
Art. 3.
Sull’appartenenza all’una o all’altra categoria di sostanze non
indicate nell’articolo precedente si provvede con decreto Reale
(del Presidente della Repubblica), promosso dal Ministro per le
corporazioni (dell’industria, del commercio e dell’artigianato),
sentito il Consiglio superiore delle miniere.
Con decreto reale (del Presidente della Repubblica), promosso dal
Ministro per le corporazioni (dell’industria, del commercio e
dell’artigianato) di concerto con il Ministro per la grazia e
giustizia, sentito il Consiglio superiore delle miniere ed il
Consiglio di Stato, le sostanze comprese nella seconda delle
categorie suddette possono essere incluse nella prima.
In entrambe le ipotesi prevedute nei due commi precedenti, si
seguono, in quanto applicabili, le norme transitorie contenute nel
R.D. 29 luglio 1927, n. 1443.

TITOLO II – Miniere.

Capo I – Ricerche minerarie..
Art. 4.
La ricerca delle sostanze minerali è consentita solo a chi sia
munito del permesso.
Art. 5.
Il permesso di ricerca non può accordarsi per durata superiore a
tre anni. Può essere prorogato previa constatazione, da farsi a
spese del ricercatore, delle opere eseguite e dei risultati
ottenuti.
Art. 6.
Il ricercatore deve corrispondere allo Stato il diritto
proporzionale annuo di lire 160 per ogni ettaro di superficie
compresa entro i limiti del permesso.
Art. 7.
Il permesso di ricerca non può essere ceduto senza la preventiva
autorizzazione del Ministro per l’economia nazionale
(dell’industria, del commercio e dell’artigianato).
Ogni trasferimento è soggetto a diritto fisso di lire 1.000.
La cessione che non sia stata preventivamente autorizzata è nulla
tanto fra le parti quanto in confronto dell’Amministrazione.
Art. 8.
Il Ministro per l’economia nazionale (dell’industria, del commercio
e dell’artigianato) può pronunciare la decadenza dal permesso:
1) quando non siasi dato principio ai lavori nei termini stabiliti
e, in difetto di un termine specifico, entro tre mesi dal giorno in
cui il permesso fu rilasciato;
2) quando i lavori siano rimasti sospesi per oltre tre mesi;
3) quando non siano osservate le prescrizioni stabilite o si
contravvenga alle disposizioni degli artt. 7 e 11 del presente
decreto;
4) quando non sia pagato il diritto proporzionale indicato
nell’art. 6.
In nessun caso il ricercatore ha diritto a compensi o indennità
verso lo Stato o verso gli eventuali successivi ricercatori.
Contro il provvedimento che pronuncia la decadenza dal permesso di
ricerca è ammessa opposizione. Questa è decisa dallo stesso
Ministro per l’economia nazionale (dell’industria, del commercio e
dell’artigianato), sentito il Consiglio superiore delle miniere.
Contro il provvedimento che pronuncia sulla opposizione non è
ammesso alcun gravame né in via amministrativa né in via
giudiziaria.
Art. 9.
I possessori dei fondi, compresi nel perimetro al quale si
riferisce il permesso, non possono opporsi ai lavori di ricerca,
fermi restando i divieti contenuti nella legge di polizia mineraria
30 marzo 1893, n. 184.
E’ fatto obbligo al ricercatore di risarcire i danni cagionati dai
lavori di ricerca.
Il proprietario del terreno soggetto alle ricerche ha facoltà di
esigere una cauzione.
Quando le parti non siansi accordate, l’ingegnere capo del
distretto minerario, sentito, ove occorra, l’avviso di un perito,
stabilirà d’ufficio, provvisoriamente, l’ammontare del deposito,
eseguito il quale il ricercatore potrà dare esecuzione ai lavori.
Ogni ulteriore contestazione tra il proprietario del suolo e il
ricercatore sarà decisa dalla autorità giudiziaria.
Art. 10
Nei limiti dei terreni compresi in un permesso di ricerca o in una
concessione può essere dato altro permesso di ricerca, ma per
sostanze diverse e sempreché i nuovi lavori non siano incompatibili
con quelli della ricerca o della concessione preesistenti.
Nel caso di disaccordo fra gli interessati, il Ministro per
l’economia nazionale (dell’industria, del commercio e
dell’artigianato) provvede, sentito il Consiglio superiore delle
miniere.
Art. 11
. E’ vietato al ricercatore di eseguire lavori di coltivazione.
In nessun caso si può disporre delle sostanze minerali estratte
senza l’autorizzazione del Ministro per l’economia nazionale
(dell’industria, del commercio e dell’artigianato).
La facoltà di autorizzare la utilizzazione suddetta può essere
delegata all’ingegnere capo del distretto minerario.
Art. 12.
Quando lo Stato intenda procedere direttamente a ricerche, la zona
di esplorazione è determinata con decreto del Ministro per
l’economia nazionale (dell’industria, del commercio e
dell’artigianato).

Capo II – Concessioni minerarie.
Art. 13.
Le miniere possono essere coltivate soltanto da chi ne abbia avuto
la concessione.
Possono formare oggetto di concessione i giacimenti dei quali
l’Amministrazione abbia riconosciuta la esistenza e la
coltivabilità.
Possono essere fatte anche più concessioni nella stessa area, ma
per sostanze minerali diverse tenuto presente quanto è disposto
dall’articolo 10.
Art. 14.
La concessione di una miniera può essere fatta a chi abbia, a
giudizio insindacabile del Ministro per l’economia nazionale
(dell’industria, del commercio e dell’artigianato) la idoneità
tecnica ed economica a condurre l’impresa.
Possono farsi più concessioni alla stessa persona.
Quando la concessione sia fatta ad una società, tanto i
rappresentanti quanto i dirigenti di essa devono essere di
gradimento del Ministro per l’economia nazionale (dell’industria,
del commercio e dell’artigianato).
Per le miniere poste in zone interessanti la difesa, il Ministro
per l’economia nazionale (dell’industria, del commercio e
dell’artigianato) provvede alla concessione dopo aver intesa la
Amministrazione militare.
Art. 15.
Il ricercatore è preferito ad ogni altro richiedente, purché il
Ministro per l’economia nazionale (dell’industria, del commercio e
dell’artigianato) riconosca che egli possiede la idoneità tecnica
ed economica.
Il ricercatore, quando non ottenga la concessione, ha diritto di
conseguire, a carico del concessionario, un premio in relazione
alla importanza della scoperta e un’indennità in ragione delle
opere utilizzabili.
Il premio e l’indennità sono provvisoriamente determinati nell’atto
di concessione. Ogni controversia relativa è di competenza
dell’autorità giudiziaria.
Art. 16.
Le spese occorrenti per l’istruttoria delle domande di concessione
sono a carico del richiedente.
Art. 17.
La concessione è fatta con decreto del Ministro per l’economia
nazionale (dell’industria, del commercio e dell’artigianato),
sentito il parere del Consiglio superiore delle miniere.
Il decreto di concessione contiene:
a) la indicazione del concessionario e del suo domicilio che deve
essere stabilito od eletto nella provincia in cui trovasi la
miniera;
b) la durata della concessione;
c) la natura, la situazione, l’estensione della miniera e la sua
delimitazione;
d) l’indicazione del diritto proporzionale da pagarsi dal
concessionario ai termini dell’art. 24;
e) l’ammontare del premio e della indennità eventualmente dovuti al
ricercatore ai sensi dell’art. 15;
f) tutti gli altri obblighi e le condizioni cui si intenda
subordinare la concessione;
g) l’indicazione dell’eventuale partecipazione dello Stato ai
profitti dell’azienda, da determinarsi dopo aver udito il Ministro
per le finanze.
Al decreto saranno uniti la planimetria e il verbale di
delimitazione della concessione.
Il decreto, che sarà registrato con la tassa fissa di lire 10 di
concessione governativa (di L. 40.000), è pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale del Regno (della Repubblica italiana) e trascritto
all’ufficio delle ipoteche.
Art. 18.
I possessori dei fondi non possono opporsi alle operazioni
occorrenti per la delimitazione della concessione, alla apposizione
dei termini relativi ed a…

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