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Attuazione della direttiva 1999/52/CE della Commissione, del 26 maggio 1999, che adegua al progresso tecnico la direttiva 96/96/CE del Consiglio concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relativa al controllo tecnico dei veicoli a motore e dei loro rimorchi.

IL MINISTRO DEI TRASPORTI E DELLA NAVIGAZIONE
Visto l’art. 80, commi 1 e 2, del decreto legislativo 30 aprile
1992, n. 285, come modificato dal decreto legislativo 10 settembre
1993, n. 360;
Visto l’art. 229 del citato decreto legislativo 30 aprile 1992, n.
285, e successive modifiche;
Visto il decreto ministeriale 6 agosto 1998, n. 408, recante norme
sulla revisione generale periodica dei veicoli a motore e loro
rimorchi, che attua le prescrizioni di cui alla direttiva 96/96/CE
del Consiglio dell’Unione europea, relativa al controllo tecnico
dei veicoli a motore e loro rimorchi, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 278, del 27 novembre 1998;
Visto, in particolare, l’allegato II, punti 8.2.3, 8.2.3.1, 8.2.3.2
e 8.2.3.3., con cui sono state indicate le modalita’ di controllo
tecnico relativo alle emissioni dei gas di scarico degli
autoveicoli con motore ad accensione spontanea;
Vista la direttiva 1999/52/CE della Commissione dell’Unione
europea, del 26 maggio 1999, che adegua al progresso tecnico la
direttiva 96/96/CE del Consiglio, concernente il ravvicinamento
delle legislazioni degli Stati membri relative al controllo tecnico
dei veicoli a motore e dei loro rimorchi;
Considerato che con la direttiva 1999/52/CE, da ultimo citata, sono
stati introdotti dettagliati adeguamenti tecnici al fine del
miglioramento della qualita’ dei controlli sulle emissioni degli
autoveicoli a motore diesel (ad accensione spontanea), con
decorrenza 1o ottobre 2000;
Considerato, pertanto, che a decorrere dalla predetta data del 1o
ottobre 2000, non sara’ piu’ applicabile l’allegato II, del citato
decreto ministeriale n. 408/1998, punti 8.2.3, 8.2.3.1, 8.2.3.2 e
8.2.3.3., in quanto non adeguato alle indicazioni contenute nella
piu’ volte citata direttiva della Commissione Unica europea;
Ritenuta, peraltro, la necessita’ di dare concreta attuazione alla
direttiva 1999/52/CE, disponendo l’applicazione a far data dal 1°
ottobre 2000, delle suddette nuove modalita’ di controllo delle
emissioni degli autoveicoli con motore ad accensione spontanea
nella stessa indicate, e riportate nell’allegato 1 al presente
decreto;
Decreta:
Art. 1.
1. In attuazione della direttiva 1999/52/CE della Commissione
dell’Unione europea, del 26 maggio 1999, a decorrere dal 1° ottobre
2000, non e’ piu’ applicabile l’allegato II, punti 8.2.3, 8.2.3.1,
8.2.3.2 e 8.2.3.3., del decreto ministeriale 6 agosto 1998, n. 408.
2. A decorrere dal 1o ottobre 2000, il controllo delle emissioni
degli autoveicoli con motore ad accensione spontanea avviene
secondo le modalita’ tecniche indicate nell’allegato 1 al presente
decreto, in luogo dell’allegato II di cui al precedente articolo.
Il presente decreto sara’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.
Roma, 7 agosto 2000
Il Ministro: Bersani
Allegato 1
Autoveicoli con motore ad accensione spontanea.
a) Misurazione dell’opacita’ dei gas in libera accelerazione
(motore disinnestato, ovvero il motore viene accelerato dal regime
minimo al regime massimo), con cambio in folle e frizione
innestata.
b) Condizionamento del veicolo:
1) I veicoli possono essere sottoposti a prova senza
condizionamento anche se, per questioni di sicurezza, e’ necessario
verificare che il motore sia caldo e in condizioni meccaniche
soddisfacenti.
2) Fatta eccezione per quanto disposto al successivo punto d) 5),
la prova non puo’ essere considerata negativa se il veicolo non e’
stato condizionato conformemente alle prescrizioni che seguono.
3) Il motore deve aver raggiunto la temperatura di esercizio, ad
esempio, la temperatura dell’olio motore, rilevata con una sonda
nell’alloggiamento dell’asta di misurazione del livello dell’olio,
deve essere di almeno 80o C, o corrispondere alla normale
temperatura di esercizio, se essa e’ inferiore, o ancora la
temperatura del blocco motore, misurata mediante il livello delle
radiazioni infrarossi, deve essere almeno, equivalente. Se, per la
configurazione del veicolo, questo tipo di misurazione e’
impraticabile, la normale temperatura di esercizio del motore puo’
essere ottenuta in altro modo, ad esempio azionando la ventola di
raffreddamento del motore.
4) L’impianto di scarico deve essere spurgato mediante almeno tre
cicli di accelerazione libera o con un metodo equivalente.
c) Procedura di prova:
1) Esame visivo delle parti rilevanti dell’impianto di scarico
volto ad accertare l’assenza di fughe o dispersioni.
2) Il motore, e gli eventuali turbocompressori, devono essere al
minimo prima di iniziare ciascun ciclo di accelerazione libera.
Nel caso di veicoli pesanti a motore diesel, cio’ implica un
intervallo di dieci secondi dopo aver rilasciato l’acceleratore.
3) Per iniziare ciascun ciclo di accelerazione libera, il pedale
dell’acceleratore deve essere azionato a fondo, velocemente e
regolarmente (ovvero, in meno di un secondo), ma non bruscamente,
in modo da ottenere l’erogazione massima della pompa di iniezione.
4) Durante ciascun ciclo di accelerazione libera, prima di
rilasciare il comando dell’acceleratore, il motore deve raggiungere
il regime massimo o, nel caso dei veicoli con trasmissione
automatica, il regime specificato dal costruttore o ancora, se tale
dato non e’ disponibile, i 2/3 del regime massimo. Cio’ puo’ essere
verificato ad esempio controllando il regime del motore o lasciando
trascorrere un intervallo di tempo sufficiente tra l’azionamento e
il rilascio dell’acceleratore; per i veicoli delle categorie 1 e 2
dell’allegato I, tale intervallo deve essere di almeno 2 secondi.
d) Valori limite:
1) Il livello di concentrazione non dovra’ essere superiore a
quello registrato sulla piastrina conformemente al decreto
ministeriale 5 agosto 1974, di recepimento della direttiva
72/306/CEE del consiglio.
2) Ove tale dato non sia ancora disponibile, non dovranno essere
superati i seguenti valori limite del coefficiente di assorbimento
per:
i veicoli dotati di motore ad aspirazione naturale: 2,5 m-1;
i veicoli dotati di motore a turbocompressione: 3,0 m-1;
oppure valori equivalenti in caso di impiego di un tipo di
apparecchio diverso da quello utilizzato per l’omologazione CE.
3) I veicoli immatricolati o messi in circolazione per la prima
volta anteriormente al 1o gennaio 1980, sono esentati da tali
requisiti.
4) Si considera che veicoli non abbiano superato la prova solo se
la media aritmetica dei valori registrati in almeno gli ultimi tre
cicli di accelerazione libera e’ superiore al valore limite. Cio’
puo’ essere calcolato ignorando i valori che si discostano
fortemente dalla media registrata o in base ai risultati di un
qualsiasi altro calcolo statistico che tenga conto della
dispersione delle misurazioni.
5) Al fine di evitare prove inutili, in deroga alle prescrizioni
del punto 8.2.2., d), 4), si considera che un veicolo non ha
superato la prova se i valori registrati sono considerevolmente
superiori ai valori limite dopo meno di tre cicli di accelerazione
libera o dopo tre cicli di spurgo (o metodo equivalente), come
previsto dal precedente punto b) 3).
Sempre al fine di evitare prove inutili, in deroga alle
prescrizione 8.2.2.,d), 4), si considera che un veicolo ha superato
la prova se i valori registrati sono considerevolmente inferiori ai
valori limite dopo meno di tre cicli di accelerazione libera o dopo
di tre cicli di spurgo ( o metodo equivalente) come previsto dal
precedente punto b) 3).
6) Per il controllo previsto al punto c) deve essere utilizzato un
opacimetro conforme a quanto prescritto dall’articolo 241 e
dall’appendice X al titolo III del regolamento di esecuzione e di
attuazione del nuovo codice della strada.

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