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Attuazione della direttiva 96/29/EURATOM in materia di protezione sani...

Attuazione della direttiva 96/29/EURATOM in materia di protezione sanitaria della popolazione e dei lavoratori contro i rischi derivanti dalle radiazioni ionizzanti.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
Vista la legge 5 febbraio 1999, n. 25, ed in paricolare, l’articolo
19;
Visto il decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230;
Vista la direttiva 96/29/Euratom del Consiglio, del 13 maggio 1996,
che stabilisce le norme fondamentali di sicurezza relative alla
protezione sanitaria della popolazione e dei lavoratori contro i
pericoli derivanti dalle radiazioni ionizzanti;
Visto il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri
adottata nella riunione del 18 febbraio 2000;
Sentita la Conferenza permanente per i rapporti fra lo Stato, le
regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano;
Acquisiti i pareri delle competenti Commissioni della Camera dei
deputati;
Considerato che il Senato della Repubblica non ha espresso il
proprio parere nel termine prescritto;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri adottata nella
riunione del 26 maggio 2000;
Sulla proposta del Ministro per le politiche comunitarie e dei
Ministri dell’ambiente, della sanita’, del lavoro e della
previdenza sociale, dell’industria del commercio e dell’artigianato
e del commercio con l’estero, e dell’interno, di concerto con i
Ministri degli affari esteri, della giustizia, del tesoro, del
bilancio e della programmazione economica;
E m a n ail seguente decreto legislativo:
Art. 1.
1. Il titolo del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230, e’
sostituito dal seguente:
“Attuazione delle direttive 89/618/Euratom, 90/641/Euratom,
92/3/Euratom e 96/29/Euratom in materia di radiazioni ionizzanti.”.
Art. 2.
1. All’articolo 1 del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230,
sono apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 1, la lettera b) e’ sostituita dalla seguente:
“b) a tutte le pratiche che implicano un rischio dovuto a
radiazioni ionizzanti provenienti da una sorgente artificiale o da
una sorgente naturale nei casi in cui i radionuclidi naturali siano
o siano stati trattati per le loro proprieta’ radioattive fissili o
fertili e cioe’:
1) alla produzione, trattamento, manipolazione, detenzione,
deposito, trasporto, importazione, esportazione, impiego,
commercio, cessazione della detenzione, raccolta e smaltimento di
materie radioattive;
2) al funzionamento di macchine radiogene;
3) alle lavorazioni minerarie secondo la specifica disciplina di
cui al capo IV;”.
b) al comma 1, dopo la lettera b) sono aggiunte le seguenti:
“b-bis) alle attivita’ lavorative diverse dalle pratiche di cui ai
punti 1, 2 e 3 che implicano la presenza di sorgenti naturali di
radiazioni, secondo la specifica disciplina di cui al capo III-bis;
b-ter) agli interventi in caso di emergenza radiologica o nucleare
o in caso di esposizione prolungata dovuta agli effetti di
un’emergenza oppure di una pratica o di un’attivita’ lavorativa non
piu’ in atto, secondo la specifica disciplina di cui al capo X.”;
c) dopo il comma 1 e’ inserito il seguente:
“1-bis. Il presente decreto non si applica all’esposizione al radon
nelle abitazioni o al fondo, naturale di radiazione, ossia non si
applica ne’ ai radionuclidi contenuti nell’organismo umano, ne’
alla radiazione cosmica presente al livello del suolo, ne’
all’esposizione in superficie ai radionuclidi presenti nella crosta
terrestre non perturbata. Dal campo di applicazione sono escluse le
operazioni di aratura, di scavo o di riempimento effettuate nel
corso di attivita’ agricole o di costruzione, fuori dei casi in cui
dette operazioni siano svolte nell’ambito di interventi per il
recupero di suoli contaminati con materie radioattive.”;
d) dopo il comma 2 sono aggiunti i seguenti:
“2-bis. In attesa dell’emanazione dei decreti di cui al comma 2 le
condizioni di applicazione sono quelle fissate negli allegati 1 e 1-
bis.
2-ter. Con decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, da
emanare entro i termini di applicazione dell’articolo 10-ter, commi
1 e 3, secondo la procedura di cui al comma 2, i valori dei livelli
di azione di cui all’allegato 1-bis, paragrafo 4, sono aggiornati
in base alle indicazioni dell’Unione europea e agli sviluppi della
tecnica.”.
Art. 3.
1. L’articolo 2 del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230, e’
sostituito dal seguente:
“Art. 2.
Principi concernenti le pratiche 1. Nuovi tipi o nuove categorie di
pratiche che comportano un’esposizione alle radiazioni ionizzanti
debbono essere giustificati, anteriormente alla loro prima adozione
o approvazione, dai loro vantaggi economici, sociali o di altro
tipo rispetto al detrimento sanitario che ne puo’ derivare.
2. I tipi o le categorie di pratiche esistenti sono sottoposti a
verifica per quanto concerne gli aspetti di giustificazione
ogniqualvolta emergano nuove ed importanti prove della loro
efficacia e delle loro conseguenze.
3. Qualsiasi pratica deve essere svolta in modo da mantenere
l’esposizione al livello piu’ basso ragionevolmente ottenibile,
tenuto conto dei fattori economici e sociali.
4. La somma delle dosi derivanti da tutte le pratiche non deve
superare i limiti di dose stabiliti per i lavoratori esposti, gli
apprendisti, gli studenti e gli individui della popolazione.
5. Il principio di cui al comma 4 non si applica alle seguenti
esposizioni:
a) esposizione di pazienti nell’ambito di un esame diagnostico o di
una terapia che li concerne;
b) esposizione di persone che coscientemente e volontariamente
collaborano a titolo non professionale al sostegno e all’assistenza
di pazienti sottoposti a terapia o a diagnosi medica;
c) esposizione di volontari che prendono parte a programmi di
ricerca medica o biomedica, essendo tale esposizione disciplinata
da altro provvedimento legislativo;
d) esposizioni disciplinate in modo particolare dal presente
decreto e dai relativi provvedimenti applicativi.
6. In applicazione dei principi generali di cui ai commi 3 e 4, con
i decreti di cui all’articolo 1, comma 2, sono esentate dalle
disposizioni del presente decreto, senza ulteriori motivazioni, le
pratiche che soddisfino congiuntamente il principio di cui al comma
1, ed i seguenti criteri di base:
a) i rischi radiologici causati agli individui dalla pratica devono
essere sufficientemente ridotti da risultare trascurabili ai fini
della regolamentazione;
b) l’incidenza radiologica collettiva della pratica deve essere
sufficientemente ridotta da risultare trascurabile ai fini della
regolamentazione nella maggior parte delle circostanze;
c) la pratica deve essere intrinsecamente senza rilevanza
radiologica, senza probabilita’ apprezzabili che si verifichino
situazioni che possono condurre all’inosservanza dei criteri
definiti nelle lettere a) e b).”.
Art. 4.
1. Gli articoli 4, 5 e 6 del decreto legislativo 17 marzo 1995, n.
230, sono sostituiti dal seguente:
“Art. 4.
Definizioni 1. Ai fini dell’applicazione del presente decreto
valgono le seguenti definizioni:
a) acceleratore: apparecchio o impianto in cui sono accelerate
particelle e che emette radiazioni ionizzanti con energia superiore
a un mega electron volt (1 MeV);
b) apprendista: persona che riceve in un’impresa un’istruzione e
una formazione allo scopo di esercitare un mestiere specifico;
c) attivazione: processo per effetto del quale un nuclide stabile
si trasforma in radionuclide, a seguito di irradiazione con
particelle o con raggi gamma ad alta energia del materiale in cui
e’ contenuto;
d) attivita’ (A): quoziente di dN diviso per dt in cui dN e’ il
numero atteso di transizioni nucleari spontanee di una determinata
quantita’ di un radionuclide da uno stato particolare di energia in
un momento determinato, nell’intervallo di tempo dt;
e) autorita’ competente: quella indicata nelle specifiche
disposizioni;
f) becquerel (Bq): nome speciale dell’unita’ di attivita’ (A); un
becquerel equivale ad una transizione per secondo.
-1 1 Bq 1 s I fattori di conversione da utilizzare quando
l’attivita’ e’ espressa in curie (Ci) sono i seguenti:
10 1 Ci 3,7 x 10 Bq (esattamente) -11 1 Bq 2,7027 x 10 Ci;
g) combustibile nucleare: le materie fissili impiegate o destinate
ad essere impiegate in un impianto sono inclusi l’uranio di
metallo, di lega o di composto chimico (compreso l’uranio
naturale), il plutonio in forma di metallo, di lega o di composto
chimico ed ogni altra materia fissile che sara’ qualificata come
combustibile con decisione del Comitato direttivo dell’Agenzia per
l’energia nucleare dell’Organizzazione per la cooperazione e lo
sviluppo economico (OCSE);
h) contaminazione radioattiva: contaminazione di una matrice, di
una superficie, di un ambiente di vita o di lavoro o di un
individuo, prodotta da sostanze radioattive. Nel caso particolare
del corpo umano, la contaminazione radioattiva include tanto la
contaminazione esterna quanto la contaminazione interna, per
qualsiasi via essa si sia prodotta;
i) datore di lavoro di impresa esterna: soggetto che, mediante
lavoratori di categoria A, effettua prestazioni in una o piu’ zone
controllate di impianti, stabilimenti, laboratori, installazioni in
genere, gestiti da terzi; non rientrano nella presente definizione
i soggetti la cui attivita’ sia la sola a determinare la
costituzione di una o piu’ zone controllate presso le installazioni
dei terzi, ai quali soggetti si applicano le disposizioni generali
del presente decreto;
l) detrimento sanitario: stima del rischio di riduzione della
durata e della qualita’ della vita che si verifica in una
popolazione a seguito dell’esposizione a radiazioni ionizzanti.
Essa include la riduzione derivante da effetti somatici, cancro e
gravi disfunzioni genetiche;
m) dose: grandezza radioprotezionistica…

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