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Limiti massimi di residui di sostanze attive dei prodotti fitosanitari...

Limiti massimi di residui di sostanze attive dei prodotti fitosanitari tollerati nei prodotti destinati all'alimentazione. (Recepimento delle direttive n. 97/41/CE, n. 1999/65/CE e n. 1999/71/CE).

IL MINISTRO DELLA SANITA’
Visti gli articoli 5, lettera h), e 6, della legge 30 aprile 1962,
n. 283, successivamente modificata con legge 26 febbraio 1963, n.
441;
Visto il Regolamento di esecuzione della predetta legge approvato
con il decreto del Presidente della Repubblica del 26 marzo 1980,
n. 327;
Visti gli articoli 5, ultimo comma, 6, lettere c), h) e i) e 7,
lettera c), della legge 23 dicembre 1978, n. 833;
Visto il decreto ministeriale 31 agosto 1979, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale n. 257 del 19 settembre 1979, con il quale sono
stati compresi fra i prodotti disciplinati e sottoposti a
registrazione, come prodotti fitosanitari, anche i prodotti
impiegati su coltivazioni non alimentari o destinati ad usi
diversi, che hanno composizione analoga a quelli impiegati in
agricoltura e che possono, sia pure indirettamente, contaminare le
colture edibili;
Visto l’art. 19 del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 194, che
prevede l’adozione con decreto del Ministro della sanita’ di limiti
massimi di residui di sostanze attive dei prodotti fitosanitari;
Vista l’ordinanza ministeriale 6 giugno 1985, pubblicata nel
supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 250 del 23 ottobre
1985, che fissa le quantita’ massime di residui delle sostanze
attive dei presidi sanitari tollerate nei prodotti destinati
all’alimentazione, come modificata dall’ordinanza ministeriale 5
agosto 1991, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 200 del 27
agosto 1991;
Vista l’ordinanza ministeriale 23 settembre 1978, pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale n. 295 del 20 ottobre 1978, che ha recepito la
direttiva del Consiglio n. 76/895/CEE concernente le quantita’
massime di residui consentite negli ortofrutticoli;
Vista l’ordinanza ministeriale 18 luglio 1990, pubblicata nel
supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 202 del 30 agosto
1990, relativa alle quantita’ massime di residui delle sostanze
attive dei presidi sanitari tollerate nei prodotti destinati
all’alimentazione, che ha recepito, tra l’altro, le direttive del
Consiglio n. 86/362/CEE e n. 86/363/CEE;
Visto il decreto del Ministro della sanita’ 23 dicembre 1992,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 305 del 30 dicembre 1992, di
recepimento della direttiva n. 90/642/CEE concernente i controlli
per il rispetto dei limiti massimi di residui di sostanze attive
dei prodotti fitosanitari tollerati su ed in prodotti alimentari;
Visto il decreto del Ministro della sanita’ 30 luglio 1993,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 182 del 5 agosto 1993,
integrazione al decreto del Ministro della sanita’ 23 dicembre
1992;
Visto il decreto legislativo 3 marzo 1993, n. 123, concernente
attuazione della direttiva 89/397/CEE relativa al controllo
ufficiale dei prodotti alimentari;
Visto il decreto legislativo 26 maggio 1997, n. 156, relativo alla
attuazione della direttiva 93/99/CEE, concernente misure
supplementari in merito al controllo ufficiale dei prodotti
alimentari;
Visto il decreto del Ministro della sanita’ del 22 gennaio 1998
pubblicato nel supplemento straordinario alla Gazzetta Ufficiale n.
78 del 3 aprile 1998, come integrato e modificato dal decreto del
Ministro della sanita’ del 7 giugno 1999 (attuazione della
direttiva n. 97/71/CE), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 152
del 1o luglio 1999, dai decreti del Ministro della sanita’ del 18
giugno 1999, pubblicati rispettivamente nella Gazzetta Ufficiale n.
165 del 16 luglio 1999 e n. 218 del 16 settembre 1999, dal decreto
del Ministro della sanita’ 16 luglio 1999 (attuazione della
direttiva n. 98/82/CE), pubblicato nel supplemento ordinario alla
Gazzetta Ufficiale n. 176 del 29 luglio 1999;
Visti i decreti del Ministro della sanita’ emanati successivamente
al 31 dicembre 1997 relativi alle revoche delle autorizzazioni dei
prodotti fitosanitari contenenti le sostanze attive fenvalerate
(decreto del 26 novembre 1998, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
n. 295 del 18 dicembre 1998), DNOC (decreto del 4 giugno 1999,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 154 del 3 luglio 1999) e
DINOTERB (decreto del 30 settembre 1999, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 239 dell’11 ottobre 1999);
Visti i decreti dirigenziali emanati successivamente al 31 dicembre
1997 relativi alle revoche delle autorizzazioni dei prodotti
fitosanitari contenenti le sostanze attive anilazina, dimetipin,
imazapir, flucicloxuron, fluorocloridone, tidiazuron;
Visti i decreti dirigenziali relativi alle autorizzazioni di
prodotti fitosanitari emanati nel periodo dal 31 dicembre 1997 al
31 marzo 2000;
Vista la direttiva del Consiglio n. 97/41/CE del 25 giugno 1997,
che modifica le direttive 76/895/CEE, 86/362/CEE, 86/363/CEE e
90/642/CEE, concernente i limiti massimi di residui di sostanze
attive dei prodotti fitosanitari rispettivamente negli
ortofrutticoli, nei cereali, nei prodotti alimentari di origine
animale e in alcuni prodotti di origine vegetale, compresi gli
ortofrutticoli;
Vista la direttiva della Commissione n. 1999/65/CE del 24 giugno
1999, che modifica le direttive 86/363/CEE e 90/642/CEE del
Consiglio concernenti i limiti massimi di residui di sostanze
attive dei prodotti fitosanitari, rispettivamente nei cereali e in
alcuni prodotti di origine vegetale, compresi gli ortofrutticoli;
Vista la direttiva della Commissione n. 1999/71/CE del 14 luglio
1999, concernente i limiti massimi di residui di Azoxystrobin nei
cereali, nei prodotti alimentari di origine animale e in alcuni
prodotti di origine vegetale, compresi gli ortofrutticoli;
Visto il parere favorevole della Commissione consultiva per i
prodotti fitosanitari di cui all’art. 20 del predetto decreto
legislativo del 17 marzo 1995, n. 194;
Considerato di dover provvedere al recepimento delle citate
direttive n. 97/41/CE, n. 1999/65/CE e n. 1999/71/CE;
Considerata l’opportunita’, per facilitare la consultazione, di
unificare i sopracitati provvedimenti, che hanno fissato in tempi
successivi i residui di prodotti fitosanitari nei prodotti
destinati all’alimentazione;
Decreta:
Art. 1.
Campo di applicazione e definizioni 1. Il presente decreto riguarda
i prodotti destinati all’alimentazione umana ed a quella degli
animali e stabilisce i limiti massimi di residui di sostanze attive
dei prodotti fitosanitari tollerati nei e sui:
a) prodotti di origine vegetale, compresi gli ortofrutticoli, di
cui all’allegato 1, parte A;
b) cereali, di cui all’allegato 1, parte B;
e) altri prodotti di origine vegetale, di cui all’allegato 1, parte
C;
d) prodotti di origine animale, di cui all’allegato 1, parte D;
e) altri prodotti di origine animale, di cui all’allegato 1, parte
E.
2. Il presente decreto si applica ai prodotti di cui al comma 1,
anche essiccati o trasformati o incorporati in un alimento
composto, in quanto possono contenere i residui di sostanze attive
dei prodotti fitosanitari.
3. Nell’applicazione del presente decreto sono fatti salvi i limiti
di sostanze attive dei prodotti fitosanitari fissati: negli
alimenti per lattanti e alimenti di proseguimento ai sensi del
decreto ministeriale 6 aprile 1994, n. 500, e successive modifiche;
negli alimenti a base di cereali e negli altri alimenti destinati
ai lattanti e ai bambini ai sensi del decreto del Presidente della
Repubblica 7 aprile 1999, n. 128, e successive modifiche; nei
mangimi quali sostanze indesiderabili, ai sensi del decreto
ministeriale 30 dicembre 1975 e successive modifiche.
Art. 2.
Definizioni 1. Ai fini del presente decreto si intende per:
a) “residui di sostanze attive dei prodotti fitosanitari”: i
residui delle sostanze attive contenute nei prodotti fitosanitari,
dei loro metaboliti e dei loro prodotti di degradazione o di
reazione presenti nei o sui prodotti destinati all’alimentazione
umana e a quella degli animali, quali definiti negli allegati 2, 3
e 4;
b) “immissione in circolazione”: qualsiasi consegna, a titolo
oneroso o gratuito, dei prodotti di cui all’articolo 1, commi 1 e
2;
c) “intervallo di sicurezza”: l’intervallo in giorni che deve
intercorrere tra l’ultimo trattamento e la raccolta e, per le
derrate alimentari immagazzinate, tra l’ultimo trattamento e
l’immissione in circolazione;
d) “Stato membro di origine”: lo Stato membro nel cui territorio
viene legalmente prodotto e commercializzato o viene immesso in
libera pratica uno dei prodotti di cui all’art. 1, commi 1 e 2.
Art. 3.
Esclusione dal campo di applicazione in relazione ai limiti
massimidi residui 1. Il presente decreto non si applica ai prodotti
di cui all’art. 1, comma 1, lettere a), b) e c) e comma 2, trattati
prima dell’esportazione verso un Paese terzo per i quali possa
essere adeguatamente provato che:
a) il Paese terzo di destinazione esige questo trattamento
specifico per evitare l’introduzione nel suo territorio di
organismi nocivi;
b) il trattamento e’ necessario per proteggere i prodotti dagli
organismi nocivi durante il trasporto verso il Paese terzo di
destinazione e il deposito nello stesso.
2. Il presente decreto non si applica ai prodotti di cui all’art.
1, per i quali e’ provato adeguatamente che sono destinati:
a) alla fabbricazione di prodotti diversi dai prodotti alimentari e
dagli alimenti per animali;
b) alla semina o alla piantagione.
Art. 4.
Limiti massimi di residui 1. I prodotti di cui all’art. 1 non
devono contenere dal momento in cui sono immessi in circolazione,
quantita’ di residui di sostanze attive dei prodotti fitosanitari
superiori a quelle specificate negli elenchi di cui agli allegati
2, 3 e 4. Nel caso di derrate immagazzinate in silos, magazzini…

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