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Ulteriori direttive per la societa' Gestore della rete di trasmissione nazionale.

IL MINISTRO DELL’INDUSTRIA DEL COMMERCIO E DELL’ARTIGIANATO
Visto il decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79, ed in
particolare l’art. 1, comma 2, e l’art. 3, commi 2 e 4, che
prevedono che il Ministero dell’industria, del commercio e
dell’artigianato provvede alla sicurezza e all’economicita’ del
sistema elettrico nazionale, e persegue tali obiettivi attraverso
specifici indirizzi anche con la finalita’ di salvaguardare la
continuita’ di fornitura e di ridurre la vulnerabilita’ del sistema
stesso e che il medesimo ministero definisce gli indirizzi
strategici ed operativi del Gestore della rete di trasmissione
nazionale;
Visto il decreto 21 gennaio 2000 con cui il Ministro
dell’industria, del commercio e dell’artigianato ha emanato alcune
direttive per la societa’ Gestore della rete di trasmissione
nazionale;
Ritenuto che vi sono alcune zone del territorio nazionale, come la
Sardegna, ove la riserva di potenza assume carattere strategico;
Ritenuta l’opportunita’ di integrare le direttive gia’ emesse con
indirizzi atti ad assicurare una adeguata capacita’ di riserva di
potenza anche in dette zone;
Viste le valutazioni del Gestore della rete di trasmissione
nazionale in merito al quantitativo di riserva necessaria in
Sardegna;
Emana la seguente direttiva:
Art. 1.
1. Entro sessanta giorni dall’emanazione della presente direttiva
la societa’ Gestore della rete di trasmissione nazionale, di
seguito denominata “Gestore”, ottempera alle seguenti disposizioni:
a) individua le esigenze di riserva di potenza sul territorio
nazionale, tenendo conto anche dell’attuale capacita’ di
interconnessione con l’estero e delle sue prospettive di sviluppo,
e ne quantifica il relativo livello;
b) evidenzia particolari situazioni caratterizzate da significativi
vincoli di rete;
c) definisce le caratteristiche degli impianti idonei al servizio
di riserva di potenza.
2. Le determinazioni di cui al comma 1, corredate anche di un
confronto con il livello di riserva di potenza e con le tipologie
degli impianti utilizzati negli altri Stati dell’Unione europea per
fornire la garanzia di riserva, sono inviate al Ministero
dell’industria, del commercio e dell’artigianato e all’autorita’
per l’energia elettrica e il gas.
Art. 2.
1. Per garantire il servizio di riserva di potenza, il Gestore
stipula, nelle more del regolamento del mercato di cui all’art. 5
del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79, contratti di
disponibilita’ di capacita’ di generazione ricorrendo, ove
possibile, a procedure competitive e trasparenti, assicurando la
necessaria diversificazione delle fonti energetiche.
2. Per le situazioni caratterizzate da significativi vincoli di
rete, nelle quali sia necessario prevedere margini di riserva
superiori al 50%, la disponibilita’ della capacita’ di generazione
puo’ essere assicurata attraverso contratti di lungo termine, a
valere anche su impianti non ancora in esercizio. In tali casi il
Gestore privilegia gli impianti che utilizzano nuove tecnologie e
che consentono la diversificazione delle fonti energetiche, o lo
sfruttamento di risorse indigene.
3. Ove non sia possibile ricorrere a procedure competitive, il
corrispettivo riconosciuto per la disponibilita’ della capacita’ di
generazione e’ fissato dal Gestore, su parere conforme
dell’autorita’ per l’energia elettrica e il gas, assicurando una
congrua remunerazione del capitale investito in base alla
metodologia definita dalla medesima autorita’ per la determinazione
dei prezzi di riferimento utilizzati nella definizione dei livelli
tariffari e tenendo conto dei ricavi provenienti dalla vendita
dell’energia prodotta.
Art. 3.
1. Nella regione Sardegna, ove e’ necessario assicurare nei
prossimi anni una percentuale di riserva di potenza non inferiore
all’80%, anche in considerazione del fatto che la sicurezza del
sistema elettrico sardo rende necessario esercire l’attuale
interconnessione con flusso verso la penisola, il Gestore, nel
programmare l’articolazione temporale dei contratti del servizio di
riserva di potenza, assegna la priorita’ a nuove realizzazioni di
impianti che utilizzano carbone e che non godano di strumenti di
incentivazione in conto produzione energia.
Roma, 7 agosto 2000
Il Ministro: Letta

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