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Regolamento recante criteri e modalita' per il trasferimento al Minist...

Regolamento recante criteri e modalita' per il trasferimento al Ministero delle finanze degli immobili dell'ex Amministrazione P.T., da assegnare in uso al Ministero delle comunicazioni.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visto l’articolo 87, quinto comma, della Costituzione;
Visto l’articolo 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400;
Visto il decreto-legge 1o dicembre 1993, n. 487, convertito, con
modificazioni, dalla legge 29 gennaio 1994, n. 71, ed in
particolare gli articoli 6, comma 1, 7, comma 5, e 12, comma 1,
lettera e);
Visti il decreto del Ministro delle poste e delle telecomunicazioni
15 gennaio 1997 (pubblicato nel Bollettino ufficiale del Ministero
delle comunicazioni n. 3 del 1o marzo 1997) e i decreti del
Ministro delle comunicazioni 15 settembre 1997 e 6 agosto 1998
(pubblicati nel Bollettino ufficiale n. 10 del 1o ottobre 1998) e
successive modificazioni, recanti l’approvazione degli elenchi dei
beni immobili e dei diritti d’uso da destinare a sedi ed uffici
centrali e periferici del Ministero delle comunicazioni;
Visto il regio decreto 18 novembre 1923, n. 2440;
Visto il regio decreto 23 maggio 1924, n. 827;
Visto l’articolo 19 del regio decreto-legge 23 aprile 1925, n. 520,
convertito dalla legge 21 marzo 1926, n. 597;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 24 marzo 1995, n.
166;
Visto l’articolo 1 della legge 31 luglio 1997, n. 249;
Visto l’articolo 40, comma 3, della legge 23 dicembre 1998, n. 448;
Sentito il Ministero delle finanze;
Effettuato il confronto con le organizzazioni sindacali
maggiormente rappresentative;
Udito il parere del Consiglio di Stato, reso nell’adunanza della
sezione consultiva per gli atti normativi del 4 maggio 2000;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 14 luglio 2000;
Sulla proposta del Ministro delle comunicazioni, di concerto con il
Ministro per la funzione pubblica e il Ministro del tesoro, del
bilancio e della programmazione economica;
E m a n a il seguente regolamento:
Art. 1.
Immobili da trasferire
1. Vengono trasferiti al Ministero delle finanze i beni immobili ed
i diritti d’uso appartenenti all’ex Amministrazione delle poste e
delle telecomunicazioni risultanti dagli elenchi allegati al
decreto 15 gennaio 1997 del Ministro delle poste e delle
telecomunicazioni, al decreto 15 settembre 1997 ed al decreto 6
agosto 1998 e successive modificazioni, del Ministro delle
comunicazioni, ai sensi dell’articolo 7, comma 5, del decretolegge
1o dicembre 1993, n. 487, convertito, con modificazioni, dalla
legge 29 gennaio 1994, n. 71, al fine della loro assegnazione in
uso al Ministero delle comunicazioni per l’espletamento della
propria attivita’ istituzionale.
Art. 2.
Ufficio individuato per la consegna
1. Le operazioni relative alla consegna degli immobili di cui
all’articolo 1 ai competenti uffici del demanio dello Stato sono
effettuate per il Ministero delle comunicazioni dal funzionario
incaricato dal direttore generale per gli affari generali e per il
personale in contraddittorio con il funzionario incaricato dal
Ministero delle finanze e devono risultare dai verbali di consegna
di cui all’articolo 3.
2. Anteriormente alle operazioni di consegna, al fine di consentire
la corretta individuazione dei beni da trasferire, gli ispettorati
territoriali del Ministero delle comunicazioni effettuano una nuova
ricognizione dei beni e dei diritti d’uso di cui risultano
destinatari, nonche’ un’ulteriore verifica degli estremi catastali
presso i competenti uffici finanziari.
3. Le risultanze di tali aggiornamenti sono annotati nei relativi
verbali di consegna.
Art. 3.
Verbali di consegna
1. I verbali di consegna sono redatti secondo lo schema allegato,
che fa parte integrante del presente regolamento, e devono
contenere ogni notizia idonea ad individuare i beni che non
risultino accatastati.
2. I verbali, corredati, ove possibile, di planimetrie e dei
relativi certificati catastali, sono redatti in duplice esemplare
uno per ciascuna delle parti interessate.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di
farlo osservare.
Dato a Roma, addi’ 27 luglio 2000
CIAMPI
Amato, Presidente del Consiglio dei Ministri
Cardinale, Ministro delle comunicazioni
Bassanini, Ministro per la funzione pubblica
Visco, Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione
economica
Visto, il Guardasigilli: Fassino
Registrato alla Corte dei conti il 6 settembre 2000
Atti di Governo, registro n. 121, foglio n. 8
N O T E:
Avvertenze:
Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto
dall’amministrazione competente per materia, ai sensi dell’art. 10,
comma 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione
delle leggi, sull’emanazione dei decreti del Presidente della
Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica
italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo
fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge alle
quali e’ operato il rinvio. Restano invariati il valore e
l’efficacia degli atti legislativi qui trascritti.
Note alle premesse:
– L’art. 87 della Costituzione conferisce, tra l’altro, al
Presidente della Repubblica il potere di promulgare le leggi e di
emanare i decreti aventi valore di legge ed i regolamenti.
– Il testo dell’art. 17 della legge 23 agosto 1988, n.
400, recante “Disciplina dell’attivita’ di Governo e ordinamento
della Presidenza del Consiglio dei Ministri”, e’ il seguente:
“Art. 17 (Regolamenti). – 1. Con decreto del Presidente della
Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri,
sentito il parere del Consiglio di Stato che deve pronunziarsi
entro novanta giorni dalla richiesta, possono essere emanati
regolamenti per disciplinare:
a) l’esecuzione delle leggi e dei decreti legislativi, nonche’ dei
regolamenti comunitari;
b) l’attuazione e l’integrazione delle leggi e dei decreti
legislativi recanti norme di principio, esclusi quelli relativi a
materie riservate alla competenza regionale;
c) le materie in cui manchi la disciplina da parte di leggi o di
atti aventi forza di legge, sempre che non si tratti di materie
comunque riservate alla legge;
d) l’organizzazione ed il funzionamento delle amministrazioni
pubbliche secondo le disposizioni dettate dalla legge;
e) [l’organizzazione del lavoro ed i rapporti di lavoro dei
pubblici dipendenti in base agli accordi sindacali].
2. Con decreto del Presidente della Repubblica, previa
deliberazione del Consiglio dei Ministri, sentito il Consiglio di
Stato, sono emanati i regolamenti per la disciplina delle materie,
non coperte da riserva assoluta di legge prevista dalla
Costituzione, per le quali le leggi della Repubblica, autorizzando
l’esercizio della potesta’ regolamentare del Governo, determinano
le norme generali regolatrici della materia e dispongono
l’abrogazione delle norme vigenti, con effetto dall’entrata in
vigore delle norme regolamentari.
3. Con decreto ministeriale possono essere adottati regolamenti
nelle materie di competenza del Ministro o di autorita’
sottordinate al Ministro, quando la legge espressamente conferisca
tale potere. Tali regolamenti, per materie di competenza di piu’
Ministri, possono essere adottati con decreti interministeriali,
ferma restando la necessita’ di apposita autorizzazione da parte
della legge.
I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono dettare
norme contrarie a quelle dei regolamenti emanati dal Governo. Essi
debbono essere comunicati al Presidente del Consiglio dei Ministri
prima della loro emanazione.
4. I regolamenti di cui al comma 1 ed i regolamenti ministeriali ed
interministeriali, che devono recare la denominazione di
“regolamento”, sono adottati previo parere del Consiglio di Stato,
sottoposti al visto ed alla registrazione della Corte dei conti e
pubblicati nella Gazzetta Ufficiale.
4-bis. L’organizzazione e la disciplina degli uffici dei Ministeri
sono determinate, con regolamenti emanati ai sensi del comma 2, su
proposta del Ministro competente d’intesa con il Presidente del
Consiglio dei Ministri e con il Ministro del tesoro, nel rispetto
dei principi posti dal decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29,
e successive modificazioni, con i contenuti e con l’osservanza dei
criteri che seguono:
a) riordino degli uffici di diretta collaborazione con i Ministri
ed i Sottosegretari di Stato, stabilendo che tali uffici hanno
esclusive competenze di supporto dell’organo di direzione politica
e di raccordo tra questo e l’amministrazione;
b) individuazione degli uffici di livello dirigenziale generale,
centrali e periferici, mediante diversificazione tra strutture con
funzioni finali e con funzioni strumentali e loro organizzazione
per funzioni omogenee e secondo criteri di flessibilita’ eliminando
le duplicazioni funzionali;
c) previsione di strumenti di verifica periodica
dell’organizzazione e dei risultati;
d) indicazione e revisione periodica della consistenza delle piante
organiche;
e) previsione di decreti ministeriali di natura non regolamentare
per la definizione dei compiti delle unita’ dirigenziali
nell’ambito degli uffici dirigenziali generali.
– Il testo dell’art. 6, comma 1, dell’art. 7, comma 5 e 12, comma
1, lettera e), del decreto-legge 1o dicembre 1993, n. 487, recante:
“Trasformazione dell’Amministrazione delle poste e delle
telecomunicazioni in ente pubblico economico e riorganizzazione del
Ministero”, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 gennaio
1994, n. 71, e’ il seguente:
“Art. 6 (Rapporti giuridici). – 1. L’ente e’ titolare dei rapporti
attivi e passivi, nonche’ dei diritti e dei beni
dell’Amminis…

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